Il mio sostegno a Beppe Sala

salaMilano DEVE restare al centro sinistra: nella città culla della Lega e del berlusconismo deve continuare l’esperienza di tutela del territorio, della salute, della mobilità sostenibile del quinquennio Pisapia.

Il modo migliore perché tutto questo non venne vanificato è presentare una coalizione guidata dall’uomo Expo, da Beppe Sala.

Un manager prestato alla politica, un uomo vincente che tra mille difficoltà si è fatto carico della gestione di un evento, Expo Milano 2015, che moltissimi avevano decretato sarebbe stato un disastro.

Invece Sala con mano ferma ha guidato Expo verso un successo strepitoso, facendola diventare il simbolo del rilancio dell’Italia e soprattutto dell’immagine di Milano in Europa e nel mondo.

Il successo di Expo, che ha richiesto capacità non solo gestionali ma anche relazionali e di comunicazione, ha dimostrato che Sala ha le capacità per governare Milano e la Città Metropolitana, con le sue complessità ma anche con le sue enormi potenzialità.

Le primarie di questo fine settimana sono il primo passo: forza Beppe!

La memoria non è fondata sulla pietra, ma è fondata sulle persone

memoriaTra le storie, tra i racconti di famiglia che mi racconta mio papà, ce n’è una che riguarda un’altra famiglia; erano inquilini dei miei nonni negli anni cinquanta e sessanta. Il capofamiglia era un uomo piuttosto piccolo, sempre silenzioso; se ricordo bene il suo cognome era Della Bianca.

Sembrava una persona qualsiasi, lavorava, aveva moglie e figli ma era guardato con un grande rispetto perché era stato un deportato nei campi di concentramento nazisti perché ebreo.

A differenza di tanti, tantissimi altri, a differenza della grande maggioranza degli uomini e donne deportati perché ebrei, o zingari o omosessuali o per altri motivi, lui, il signor Della Bianca era tornato, con il suo carico di ricordi orribili.

Nei racconti della mia famiglia questo è un episodio piccolo, che rischia di essere dimenticato.

Ma c’è la Giornata della Memoria, ad aiutarci a ricordare l’orrore che solo settant’anni fa ha percorso l’Europa, ha percorso anche l’Italia.

Il significato di questa giornata dedicata alla Shoa è che non si deve dimenticare, perché, come disse Primo Levi, la memoria non è fondata sulla pietra ma è fondata sulle persone, sulla loro buona volontà.

Questa giornata, le bellissime mostre organizzate dall’amministrazione in questi giorni a Segrate, la presenza di tante persone sono state una gran bella risposta.

Grazie a tutti!

Ricorso Vegagest: imprenditoria o politica?

doc02335820160119114749-page-001E’ stato notificato al Comune il ricorso amministrativo presentato da Vegagest (anche per conto del Fondo Aster), contro la mancata approvazione del piano Milano 4 You, nel quale viene avanzata una richiesta di danni per complessivi 70 milioni di euro. Una richiesta stratosferica che va inquadrata in un’azione di pressione a tutto campo. Non è un caso che la notizia della richiesta di danni sia stata diffusa da comunicati dell’opposizione cittadina prima ancora che ci fosse notificata.

Si tratta quindi dell’ennesima azione politica e come tale la tratteremo.

Dal punto di vista tecnico amministrativo ribadiamo la nostra posizione:

– il piano Milano 4 you, nonostante il suo rilevante impatto urbanistico sulla città, non e’ mai stato sottoposto a valutazione ambientale;

– il piano Milano 4 you si basa su previsioni urbanistiche di oltre un decennio fa, che ormai hanno esaurito la loro efficacia programmatoria e sono inadeguate al momento attuale, segnato anche da una perdurante crisi edilizia;

– il piano presentato non si discosta granché da quello che in una decina d’anni ha dato luogo a fallimenti imprenditoriali con risvolti giudiziali che sono riemersi anche negli ultimi giorni;

– già grava sul territorio comunale di Segrate la disponibilità di una numero elevato (circa un migliaio) di appartamenti in vendita già realizzati o in costruzione. E oltre a questo è già prevista, essendo stata autorizzata dalla precedente amministrazione, la realizzazione a circa 3 km dall’area Boffalora del nuovo grande intervento urbanistico del quartiere Fintecna di fronte a San Felice (circa 3000 abitanti).

Tutte queste considerazioni inducono a ritenere ragionevole e quindi indispensabile la sottoposizione del piano Boffalora – Milano 4 you a preliminare valutazione ambientale, anche nell’ambito della variante al piano della Città, avviata a settembre.

Non vogliamo assistere a un nuovo fallimento imprenditoriale che lasci il territorio devastato e ancora una volta gli attuali residenti senza adeguati servizi. Vogliamo attuare interventi edilizi sensati, riportando nel contempo a verde agricolo quanto più possibile del nostro territorio per raggiungere il nostro obiettivo di recuperare un minimo di equilibrio ambientale al quale la cittadinanza segratese di oggi e quella di domani hanno assolutamente diritto.

Addio a un anno memorabile

tree-338211_640Il 2015 è stato un anno memorabile. Lo è stato per me fin dall’inizio, quando la coalizione di centro sinistra ha deciso di indicarmi come candidato sindaco. Poi c’è stata la campagna elettorale che è stata intensa e combattuta. Una grande esperienza di incontri a tu per tu con tantissimi segratesi che mi ha portato alla vittoria al ballottaggio del 14 giugno.

Nei primi sei mesi di lavoro questa nuova maggioranza ha già portato segni tangibili di cambiamento, abbiamo fatto cose importanti. Ne voglio ricordare alcune.

La prima è il rinnovamento della rappresentanza politica. Appena eletto sindaco ho nominato “una giunta giovane e con una rappresentanza femminile che Segrate non ha mai avuto”, come ha scritto la stampa locale. Una giunta che rappresenta una grande novità sostenuta da un consiglio comunale anche questo profondamente rinnovato, con ben otto donne dietro i banchi, sette delle quali tra le forze della maggioranza.

Il secondo riguarda la difesa del territorio. Abbiamo iniziato a smontare la previsione di una Segrate tutta urbanizzata che era stata disegnata dalla precedente amministrazione. Sarà un lavoro difficile che sarà osteggiato dalle proprietà dei terreni che vogliamo far tornare a verde agricolo. Ma ci stiamo provando e il 17 settembre abbiamo avviato il procedimento per scrivere un nuovo Piano di Governo del Territorio che approveremo nel 2016.

Poi abbiamo preso una difficile decisione riguardo l’area della Cascina Boffalora. Phoenix, un investitore immobiliare tedesco, ha rilevato la fallimentare operazione immobiliare precedente presentando un nuovo piano che avrebbe probabilmente risolto i problemi degli attuali residenti ma avrebbe mantenuto più o meno le stesse dimensioni del progetto previste fino ad oggi, utilizzando cioè tutti i 290.000 metri quadri dell’area. Dopo un lungo confronto abbiamo chiesto fermamente all’interlocutore di ridurre la volumetria per riportare a verde almeno una parte di quella grande fetta di territorio segratese in modo da integrarla al confinante Parco Agricolo delle Cascine di Pioltello. Le trattative sono ancora in corso.

Il terzo riguarda la trasparenza. Abbiamo dato ai segratesi, dopo anni di tentativi falliti, la possibilità di seguire in diretta le sedute del consiglio comunale, una decisione che la maggioranza precedente aveva tenacemente osteggiato. Abbiamo avviato incontri con i cittadini nei vari quartieri per continuare a sentire i loro pareri e suggerimenti come avevamo già fatto in campagna elettorale. Abbiamo intensificato la comunicazione sul sito del Comune e sui social network istituzionali per informare di più e meglio la cittadinanza.

Infine abbiamo iniziato a risanare il bilancio del Comune.

L’ex sindaco Adriano Alessandrini ha sempre portato il bilancio in pareggio “vendendo i gioielli di famiglia”: ha fatto costruire sempre più per usare gli oneri di urbanizzazione (entrate straordinarie) per finanziare una buona parte della spesa corrente.

Prima di andarsene ha fatto di peggio: ha ottenuto da Westfield (la multinazionale australiana che realizzerà il grande centro commerciale sull’area dell’ex dogana) un anticipo di ben 8 milioni di euro su un lavoro che non è ancora iniziato e su un permesso di costruire che non è ancora stato rilasciato! In campagna elettorale ha detto che avrebbe usato questo denaro per rimborsare i mutui e ridurre quindi le spese. Cosa che non ha fatto. Ha invece utilizzato questi soldi per finanziare lavori pubblici e soprattutto ne ha usato una buona parte per pareggiare il “buco” del bilancio (37,5 milioni di uscite contro 33,3 milioni di entrate).

Di fronte alle nere previsioni di bilancio per gli anni a venire, già a fine di quest’anno abbiamo bloccato le spese non indispensabili iniziando un drastico piano di revisione della spesa. Non sarà un’operazione facile: le conseguenze della gestione che ci ha preceduto ci obbligheranno anche a scelte difficili e probabilmente impopolari.

I difensori dell’ex maggioranza hanno già trovato la soluzione: “Continuate a fare come facevamo noi. Urbanizzate tutta Segrate che il bilancio si sistema”. Naturalmente non seguiremo i loro consigli. Intendiamo infatti arrivare progressivamente ad avere un bilancio equilibrato, un bilancio sano, un bilancio espressione di una politica che agisce, come si diceva una volta, con la saggezza dei padri di famiglia.

Per le cose che stiamo facendo e per quelle che faremo sarà un 2016 impegnativo, ma sarà un anno che in futuro sarà bello ricordare.

Buon Anno Nuovo a tutti.

Paolo

Lettera al direttore del Corriere della Sera

boooHo voluto rispondere all’articolo sull’affaire Boffalora apparso sulle pagine del Corriere stamattina con una lettera al direttore.

In merito all’articolo a firma di Dario Di Vico “Cambia il sindaco e si ferma l’Eco City da 350 milioni”, è necessario precisare due aspetti che a mio avviso non sono stati adeguatamente approfonditi.

Il primo riguarda la situazione urbanistica di Segrate, una città di 35.000 abitanti dove vi sono più di un migliaio di appartamenti ad oggi invenduti, per buona parte inseriti in operazioni immobiliari che la crisi economica ha fermato.

Sto parlando di Segrate Village, il quartiere presso la stazione di Segrate, di Redecesio Est, di Centroparco e di altri ancora. Inoltre è già stata autorizzata dalla precedente amministrazione la realizzazione di un nuovo quartiere potenzialmente per circa 3000 nuovi abitanti, nella parte sud di Segrate, zona Idroscalo.

Insomma, perdurando la crisi del settore immobiliare, non esiste alcuna ragione sensata per far progettare a Segrate ancora un altro intervento, quello auspicato dal vostro articolo (abitazioni per altri 4000 residenti, oltre a edifici commerciali e di servizi) per il quale è stata richiesta una procedura specifica non connessa a una integrale revisione del quadro pianificatorio urbanistico e ambientale al quale stiamo lavorando da due mesi.
Va sottolineato inoltre che la storia passata della vicenda immobiliare della Boffalora ha lasciato una situazione di disagio dei cittadini segratesi coinvolti che si trascina da una decina d’anni e ha finora prodotto la realizzazione di alcuni palazzoni privi di servizi e urbanizzazioni. Alcuni appartamenti sono vuoti, ci vivono in tutto un centinaio di famiglie che sono oberate da spese condominiali altissime per la precarietà degli impianti centralizzati.

L’obiettivo della mia amministrazione è quello di riportare qualità’ e soprattutto condizioni di vita civili per i cittadini.

Per intervenire in una situazione così critica e compromessa abbiamo il dovere di approfondire tutti gli elementi seguendo una tempistica di buon senso che ci permetta di analizzare e prevedere gli effetti cumulativi e secondari che operazioni di tale calibro comportano. Non stiamo parlando di due o tre edifici, ma di una proposta di oltre 150.000 mq di nuova edificazione.

Per questo stiamo lavorando per garantire un completamento dell’intervento che assicuri servizi adeguati al nuovo quartiere. Contestualmente è necessario ripensare al progetto, riducendo le volumetrie rispetto a quelle del progetto originario che in dieci anni non è mai decollato e si mostra oggi contrariamente da quanto descritto ormai superato anche per le esigenze di qualità e sostenibilità.

Su questo abbiamo aperto un confronto con l’operatore che speriamo voglia impegnarsi nel risolvere questa brutta ferita nel territorio della mia città.

Il secondo aspetto riguarda la presunta lentezza della burocrazia che ostacola i buoni imprenditori. Il progetto “Milano 4 you” è stato adottato dalla precedente amministrazione il 28 maggio, tre giorni prima delle elezioni. La mia giunta è entrata in carica ai primi di luglio. Abbiamo discusso il progetto e dato una risposta in poco più di due mesi nonostante siamo coinvolti, oltre che negli altri progetti immobiliari, nella realizzazione del Westfield Milan, il più grande centro commerciale d’Europa che, burocrazia romana permettendo, dovrebbe decollare l’anno prossimo. Gli investimenti immobiliari complessivi che gravitano su Segrate sono già nell’ordine di due – tre miliardi di euro e non c’è nessuna lentezza da parte nostra.

Infine due precisazioni.

Il colloquio tra l’amministrazione comunale e i veri interlocutori, Phoenix e Vegagest, non si è interrotto. Se gli investitori presenteranno un progetto più ragionevole che risolva i problemi dei residenti saremo ben lieti di riprendere a discutere.

Per ultimo: sono sindaco di una coalizione di centro sinistra ove il PD è preponderante ma personalmente vengo da un’esperienza, sia a Segrate che in consiglio regionale, di lista civica.

Saluto cordialmente e colgo l’occasione per invitare lei e il dott. Di Vico a venire a visitare la mia bella città.

Paolo Micheli

Un paio di riflessioni sulla questione Boffalora

boffaboffaChi oggi cavalca l’onda dell’emotività dei residenti sono i rappresentanti dei partiti o delle aree politiche che hanno creato, rendendola sempre più complicata, l’intricata e per certi versi drammatica vicenda del progetto immobiliare Milano Santa Monica (già Cascina Boffalora). Sto parlando di Forza Italia, della Lega Nord e di PartecipAzione. Il gruppo Alessandrini per Segrate trattando l’argomento fa sempre riferimento al mio predecessore, il cui nome è stampato in modo indelebile, nel 2004 come assessore e dal 2005 come sindaco, in tutti i capitoli della storia del Piano Boffalora. Chi in queste ore s’indigna per le scelte (responsabili) della nuova amministrazione rappresenta quindi chi ha creato questo “buco nero” nel territorio di Segrate e ora chiede a noi di risolverlo ancora una volta sostanzialmente con gli stessi contenuti.

Il progetto ribattezzato Milano 4 you prevede la stessa cubatura complessiva di quelli precedenti. Ha una minor quota di residenziale, ma la Slp (superficie lorda di pavimento) è la medesima del progetto iniziale del 2004, della convenzione del 2005, dell’accordo transattivo del 2011 (quello che chiuse la vicenda delle fideiussioni emesse da un istituto che non poteva emetterle, quella che, allora, avrebbe potuto imporre interventi più importanti a favore dei residenti) e della modifica datata 2012 che non ha cambiato l’iniziativa immobiliare dallo stato in cui la vediamo oggi. Milano 4 you offre certamente delle innovazioni rispetto al passato e nel corso della trattativa abbiamo ottenuto la disponibilità su alcuni temi importanti, compresi impegni riguardo la sistemazione dei problemi degli attuali residenti. Impegni che nella bozza di convenzione adottata il 28 maggio scorso (due giorni prima delle elezioni) non erano presenti ed espressamente esclusi. Su una cosa però i proponenti non hanno fatto passi indietro: sulla volumetria complessiva del piano. Solo negli ultimi giorni si sono detti disposti ad accettare un’ipotesi di rinuncia alla parte residua di edilizia convenzionata, ovviamente quella su cui il guadagno è minore.

Quindi chi oggi fa il paladino dei residenti è in sostanziale conflitto di interessi, in quanto chiede che l’attuale maggioranza avvalli e faccia proprio quanto loro hanno creato e di cui sono politicamente responsabili: un progetto che in dieci anni non è mai decollato e ha lasciato una porzione del territorio di Segrate in un grave e pericoloso stato d’abbandono.

I proponenti dunque volevano l’intera torta, ma in che modo hanno cercato di portarsela a casa? E qui arriviamo alla seconda anomalia. Vorrei usare un termine pesante, ma utilizzerò un sinonimo: forti pressioni. I promotori di Milano 4 you hanno fatto delle pressioni straordinariamente forti per convincere il Comune di Segrate usando due leve.

La prima (gravissima) sono stati i problemi delle famiglie già residenti. Senza pudore sono arrivati perfino a presentarsi all’incontro di sabato mattina con i condomini della Boffalora sparando a zero contro l’amministrazione comunale. La seconda (leva) è stata l’utilizzo delle scadenze ravvicinate. Ne cito tre. La fine di maggio, il 19 novembre e la fine di dicembre. I promotori fin dalla loro presentazione hanno fissato e continuano a fissare date e scadenze. Insomma a porre all’amministrazione degli ultimatum. Il Comune dovrebbe dire di sì, trovare accordi e deliberare entro quel giorno altrimenti tutto salterebbe e i residenti ne farebbero le spese.

Domanda: ma da dove saltano fuori queste date? Certamente non da termini di legge, non da procedure regolamentate, non dalla Banca d’Italia. Sono invece fissate dagli stessi proponenti.
La Red che agisce per delega di Vegagest che gestisce il fondo Aster che ha la proprietà del terreno ma non si sa di chi sia perché è un fondo chiuso. Sono loro stessi quindi che stabiliscono queste scadenze e che le vorrebbero imporre.

In un recentissimo incontro con i residenti della Boffalora, i rappresentanti di Red non hanno lesinato critiche a me e all’amministrazione. Il motivo è evidente: con le volumetrie che chiedono i ricavi sarebbero di circa 600 milioni di euro, con previsione di utili decisamente importanti. Siamo dunque di fronte a un grande investimento. E i proprietari del fondo Aster e Vegagest sanno benissimo che l’area, così com’è oggi, vale decisamente meno di quello potrebbe valere se venisse valorizzata da un accordo con il Comune.

Concludo trattando un aspetto tecnicamente fondamentale, quello della Valutazione Ambientale Strategica. A chi interessa solo la sostanza questo potrà apparire un dettaglio, ma non lo è affatto. Con la delibera 138 la giunta non ha approvato il PII Milano 4 you, ma non lo ha rigettato; lo ha sospeso, testualmente, “fino alla definizione delle scelte pianificatorie riferite all’ambito in esito alla procedura di variante al PGT e della connessa VAS”. Su questo piano la VAS va fatta, preferibilmente all’interno del nuovo PGT. I nostri legali ritengono che non fare la VAS esporrebbe il progetto a ricorsi che avrebbero considerevole consistenza. Ricorsi che potrebbero essere fatti dal Comune di Pioltello, dal quale sono arrivate molte riserve sull’intervento, o da qualunque altro ente pubblico o privato sufficientemente legittimato a farlo. Noi stiamo semplicemente cercando di fare le cose per bene senza svendere il territorio come ha fatto la precedente amministrazione.

Paolo

4 novembre, appuntamento con la storia

IMG_6181 (1)Qualche settimana fa un amico mi ha spedito un documento che riguardava la storia di una nave di nome Ruys, un’imbarcazione olandese per passeggeri costruita nel 1938. Era stata progettata come nave da crociera di lusso, ma questa sua destinazione durò poco perché quando scoppiò nel 1939 la Seconda Guerra Mondiale di turismo di lusso non se ne fece più. La Ruys fu destinata a trasporti di ogni genere e nel 1944 portò da Bombay a Sidney un gruppo di italiani caduti prigionieri in Africa dell’esercito inglese. Tra questi c’era mio nonno Luigi. Ne avevo già parlato anche qui su Facebook perché ero stato io a scoprire, quando mi sono recato in Australia in viaggio di nozze, che il suo nome era presente nell’archivio dell’immigrazione di Sidney nell’elenco dei deportati di varie nazionalità.

Oggi ho raccontato anche questo episodio ai ragazzi delle medie della Leopardi intervenuti in piazza della Repubblica alla celebrazione del 4 Novembre. Perché sono fatti di una guerra che è stata vissuta, combattuta e sofferta personalmente dai nostri concittadini più anziani, per i genitori o i nonni dei più giovani, addirittura i bisnonni dei giovanissimi. Una guerra di cui ancora si può trovare memoria nelle famiglie. Molti ricordi e testimonianze. La festa del 4 Novembre, oggi Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, come ben sappiamo ricorda il 4 novembre 1918 quando venne firmato l’armistizio tra l’Esercito Italiano e l’impero austro-ungarico.

E’ trascorso un secolo dalla Grande Guerra che completò l’unificazione territoriale dell’Italia e sono trascorsi settant’anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale. Questi 70 anni rappresentano un periodo di pace che per l’Italia ha solo precedenti remotissimi. La mia generazione e quella dei miei genitori è vissuta in questo periodo, complicato e irrequieto finché vogliamo, ma senza i carri armati nelle strade, i bombardamenti, le trincee e i campi di prigionia in Russia o in Australia. Oggi le Forze armate sono un’altra cosa. Sono tanti miei coetanei che hanno partecipato e partecipano ad azioni di pacificazione in diverse parti del mondo. Ma in questo 4 Novembre vorrei ricordare chi le guerre le ha combattute davvero per la pace di oggi e per l’Italia di oggi. Il mio pensiero va a loro.

Una riflessione sulla sicurezza

specLe notizie sull’omicidio di Bussero avvenuto lo scorso venerdì notte che vede coinvolto come autore, al momento presunto ma in base a gravissimi indizi, un agente della nostra Polizia Locale mi lasciano assolutamente allibito. Il fatto in se è gravissimo e sconcertano le circostanze nelle quali, per quanto si sa, il delitto è maturato: un atto immotivato nei confronti di una persona che, forse, si è trovata per caso nei pressi di un evento di ubriachezza, collera e follia. Ma quello che mi preoccupa più di tutto sono le descrizioni che appaiono attraverso la stampa del carattere del presunto autore della sparatoria e dell’omicidio. E’ evidente che quelle che vengono descritti non sono i tratti caratteriale e comportamentali che ci si aspetta da un tutore della legge e, a maggior ragione, da un agente di Polizia Locale. I “vigili urbani” devono essere persone affidabili, disponibili, attente ai rapporti umani e alle esigenze dei cittadini soprattutto dei più deboli. I vigili urbani devono far rispettare il codice e le leggi ma anche aiutare giovanissimi studenti ad attraversare la strada e quando occorre, dare indicazioni ad un anziano in difficoltà. Per quanto, effettivamente, al Comando della Polizia Locale cittadina risultino a carico del presunto omicida note non positive, mi domando, e penso che se lo chiedano i cittadini, come è accaduto che sia stato selezionato e assunto nel nostro organico e se non fosse possibile cogliere meglio i segnali del suo disagio personale. Nel mio programma elettorale ho ripetutamente richiamato la necessità di un’adeguata preparazione professionale degli operatori di P.L., in particolare di quelli che operano al contatto con la cittadinanza. Questo drammatico evento porta inevitabilmente a impegnare l’Amministrazione al più presto verso un percorso di verifica e di formazione sulla capacità e le motivazioni dei componenti del nostro corpo di Polizia Locale sia dal punto di vista professionale che di quello della relazione personale con i cittadini.

 

Oggi Segrate è una città più trasparente

Segrate trasparente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I cittadini chiedono alla politica trasparenza e partecipazione: noi l’abbiamo fatto. Finalmente anche a Segrate da giovedì prossimo sarà attiva la diretta streaming per il consiglio comunale, dopo anni di richieste mai andate in porto. Il cittadino è ora al centro del dibattito, con la capacità di vigilare sulle presenze e suoi contenuti della parte più viva del processo democratico.

Non ci sentiamo sicuramente arrivati, ma la delibera di ieri sera che di fatto accende le telecamere rappresenta un piccolo grande passo, in un percorso che vuole portare le mura della politica dall’essere di cemento all’essere di vetro e digitale. Qualcuno sosteneva che un’eccessiva trasparenza potesse inficiare negativamente sul lavoro dei consiglieri e della giunta, intaccando la spontaneità e la qualità degli interventi.

Nei miei due anni di esperienza da consigliere regionale tutti i lavori sono stati registrati, diffusi in diretta e chiunque può vederli collegandosi al portale della Regione. Non saprei dire se e quanto questo ha modificato la qualità e la spontaneità degli interventi e dei lavori del consiglio.

Ma so che siamo stati eletti da cittadini segratesi e chi ci ha votato ha il diritto di poter vedere come lavoriamo, cosa decidiamo e come lo facciamo, come contribuiamo all’amministrazione della città.

Forse i dati di ascolto dei consigli non faranno grande concorrenza a Don Matteo, forse nemmeno ad Eco della Storia. Tuttavia il segnale che diamo con questa delibera e poi con gli atti conseguenti è molto chiaro e forte: noi siamo per la trasparenza!

Ricordo che questo consiglio comunale è stato eletto con una partecipazione al voto incredibilmente bassa: è quindi una nostra priorità assoluta riconquistare l’attenzione e la fiducia dei segratesi e anche questo atto vuole andare in quella direzione.

Paolo

Idroscalo: la mia lettera al Corriere della Sera

idroscaloGentile direttore,
ho letto oggi con molto interesse l’articolo firmato da Stefano Baia Curioni, a riguardo dell’Idroscalo.
Il ‘mare’ dei milanesi ma non solo, come si evince scorrendo il lungo elenco – minuziosamente stilato nell’articolo – di attività ed attrezzature sportive legate a questo parco.

Vi esplicito subito le ragioni del mio interesse: sono da meno di due mesi, il nuovo sindaco di Segrate, un comune che ha la proprietà dei 4/5 di quello straordinario complesso dedicato al tempo libero.

Si capirà bene se dico che la prospettata minaccia per quell’area di un degrado imminente -o addirittura (come si paventa nel vostro editoriale) già strisciante- mi turba profondamente come certamente scuote non solo tutti i miei concittadini segratesi ma anche quelli, e sono centinaia di migliaia, di Milano che ne fruiscono quotidianamente.

Voglio rassicurare gli uni e gli altri, così come i vostri lettori: il degrado non passerà. Personalmente non me lo posso permettere!

Spero di poter avere quanto prima l’occasione per poter esporre sul vostro giornale le idee più adeguate a questo fine.

Per intanto posso anticiparvi con certezza che i due motivi principali (mezzi pubblici e scarsa attenzione Città metropolitana) indicati come causa di degrado possibile, saranno immediatamente oggetto di intervento.
Sui collegamenti e le linee di trasporto rimando al mio recente programma elettorale al centro del quale c’è un piano di revisione del trasporto pubblico dove connettività innovativa e mobilità dolce possono avere un ruolo decisivo.

In questo contesto di rilancio complessivo dell’offerta di trasporto pubblico, la stessa stazione di Segrate la vediamo come una stazione di interscambio (o di porta), ossia come un centro di connessione fra servizi su gomma, linee del passante ferroviario e l’M4 già progettata.

Segrate però è anche un territorio ideale per muoversi in bicicletta, potendo fruire del territorio quale espressione di libertà e di contatto con la natura, nel pieno rispetto dell’ambiente. Il suo uso deve essere agevolato, come avviene in numerose città europee. E il mio sogno è di fruire di quel ‘ponte verde’ naturale che è il parco Forlanini per poter raggiungere senza automobile l’Idroscalo da Milano.

Ma chi ha le competenze per far ciò? Eppoi ci sono le risorse finanziarie?

Rispondo al primo interrogativo puntando il dito su una carenza grave della passata amministrazione: incredibile a credersi da qualsiasi persona di buonsenso, ma il precedente Sindaco non aveva volutamente aderito alla Città metropolitana, preferendo chiudersi in un incomprensibile isolamento, forse credendo di rimanere così al riparo dall’inevitabile cambiamento che oggi la riforma delle istituzioni impone a tutti noi.

Sulle risorse. Presto avrò occasione di incontrare Giuliano Pisapia, non per chiedere l’impossibile, bensì per vagliare insieme soluzioni innovative che -io ne sono più che certo- potranno venire da una rinnovata collaborazione tra pubblico e privato, finalizzata sì al mantenimento ma anche al rilancio del ‘mare dei milanesi’, grande polmone verde del lato est della Città metropolitana.

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