In Regione l’offensiva del mattone

cementificazioneSolo tre giorni fa, invitata alla trasmissione Piazza Pulita, l’assessore Beccalossi aveva vantato la legge sul contenimento di suolo della Regione Lombardia; oggi, dopo un tira e molla di parecchi mesi, Maroni, Beccalossi e la loro maggioranza hanno finalmente reso pubblico il testo del loro progetto di legge il cui contenuto è: tre anni di cementificazione selvaggia!

Il progetto di legge contiene blande norme sul contenimento di suolo; un esempio: per il consumo di terreno agricolo è previsto un aumento del costo di costruzione puramente simbolico del 5%, certamente insufficiente a scoraggiare speculazioni.

Il piatto forte della legge sta nel dar via libera nei prossimi tre anni a tutte le edificazioni previste nei PGT dei Comuni lombardi prevedendo come incentivo a favore dei piani attuativi la dilazione di importi dovuti ai comuni in sei rate trimestrali e il versamento della prima rata un anno e mezzo dopo la firma della convenzione.

L’obiettivo di tutto questo, come è stato spiegato dai rappresentanti della maggioranza nella 5^ Commissione “Territorio ed Infrastrutture” del Consiglio Regionale, è sostenere l’industria edile, considerata un forte motore per tutta l’economia.

Io la penso molto diversamente. L’esame dei PGT dei comuni lombardi ha rilevato che essi già prevedono nuove edificazioni sufficienti a ospitare quasi un milione di nuovi abitanti. Se la legge passerà col testo presentato dalla maggioranza che ha stabilito di blindare il testo anche attraverso una tempistica strettissima di lavori consiliari, quello che accadrà è che tutte queste nuove edificazioni saranno iniziate, utilizzando nuove migliaia di ettari di suolo, in gran parte agricolo.

Io ritengo che ben pochi proprietari dei terreni da qui a fine 2017 rinunceranno alla possibilità di realizzare l’enorme guadagno che viene dalla trasformazione di un terreno agricolo a edificabile. Presenteranno i piani attuativi, sottoscriveranno le convenzioni e inizieranno a costruire.

Costruire ancora non solleverà per niente l’edilizia: dietro a tutti gli edifici incompiuti o invenduti vi sono immobiliari in crisi, fornitori non pagati, imprese edili portate al fallimento.

Costruire ancora oggi significa solo un immenso consumo di suolo nei prossimi tre anni con il fondato rischio che ben poco di quello che inizierà a essere costruito troverà compratori e quindi i soldi per completare le costruzioni. Quello che rischia di accadere è che paesi e città si riempieranno di scheletri di palazzi incompiuti o scatoloni di appartamenti e uffici disabitati. Già oggi in Lombardia si vende pochissimo e gli edifici dismessi o comunque non utilizzati sono un’enormità: i portali più diffusi indicano che già oggi ci sono circa 150.000 abitazioni in vendita, tra nuovo e usato.

La moratoria al consumo di suolo, quello che è necessario per rifare le regole, stabilire priorità, fermare la mancanza di un’effettiva ragionevole programmazione non ha trovato sostenitori nella maggioranza.

Nel centro destra ha vinto il mattone.

Consumo di suolo: la destra cambi titolo alla legge, non è riduzione ma incentivo a costruire

cementificazione-suoloOggi in commissione Territorio è stato presentato progetto di legge per il contrasto al consumo di suolo, il cui passaggio in Aula è previsto per l’11 novembre.

Si tratta di un vero e proprio colpo di mano della maggioranza, tanto nel metodo quanto nel merito.

Si è esautorato un organo istituzionale, scavalcando completamente la Commissione Territorio e il suo ruolo. Ora mancano i tempi tecnici per il dibattito serio che un tema così importante e sentito avrebbe richiesto. Dopo mesi di ritardo e rinvii dovuti alle difficoltà del centrodestra di raggiungere un accordo, si approda in tutta fretta a un testo di fatto unilaterale e blindato.

Che anche nella sostanza proprio non va. I Pgt dei comuni lombardi prevedono, nei cosiddetti residui, nuove edificazioni per 500 milioni di metri quadrati, una superficie grande tre volte la città di Milano. È qui che occorreva agire, subito, per invertire la tendenza e stoppare ulteriore utilizzo di terreni liberi. Questa legge, invece, fa l’esatto contrario perché, con le disposizioni transitorie che posticipano qualsiasi vincolo a 36 mesi dall’entrata in vigore, invita nella sostanza a costruire il massimo possibile nei prossimi tre anni.

A tali condizioni, il centrodestra abbia almeno il coraggio di cambiare titolo al provvedimento: “Disposizioni per l’incentivo al consumo di suolo” suonerebbe ben più appropriato e corrispondente al contenuto.

Tra ritardi e soppressioni, Trenord sempre peggio

trenordFuori soffia il vento e urla la bufera anche su Trenord: un vero fallimento per Maroni.

Sempre più spesso in Consiglio Regionale ci stiamo facendo sovente e necessariamente carico di evidenziare disfunzioni. Soltanto ieri ho sostenuto con forza una mozione in cui abbiamo puntualmente indicato lo stato dei lavori, i finanziamenti necessari sulla linea Milano – Mortara.

E’ una situazione diffusa e questo è solo uno dei casi eclatanti. Io stesso tempo fa ho portato all’attenzione del consiglio regionale la situazione, non starei a dire se più o meno problematica, del trasporto ferroviario su Milano dal lato est. C’è stata pochi mesi fa un’indagine della rivista Altroconsumo che indicava quali fossero le linee più disagiate, in una gara che non vede vincitori ma solo sconfitti.

Vorrei fare una considerazione: il 23 luglio è stata inaugurata la BreBeMi. Costo indicato sul sito ufficiale: 1600 milioni, ma il Sole 24ore indica invece il costo in 2200 milioni. Comunque un’opera importante realizzata con la determinante presenza privata di Gavio ed Intesa Sanpaolo.

Sappiamo tutti come oggi sia sottoutilizzata e tale è probabile che rimanga fino al completamento della TEM e allo sblocco dell’imbuto di Segrate.

Mi preme però far rilevare come ci sia un’evidente sproporzione tra questo enorme investimento finora poco produttivo a favore del trasporto su gomma e la necessità d’investimenti sul trasporto ferroviario.

La considerazione che viene da fare è: tanto i pendolari sono comunque costretti a supportare disagi e ritardi e il biglietto lo pagano comunque.

Mi sembra inevitabile che le grandi opere, per quanto devastanti sul territorio come la BreBeMi debbano essere completate per non diventare cattedrali nel deserto, ma deve affermarsi una politica diversa sui trasporti, che privilegi il trasporto pubblico, rendendolo accessibili e vantaggioso, come avviene in gran parte d’Europa.

E in questo la Regione può e deve fare la sua parte.

Ripicche da rimpasto e le riforme restano al palo

regioneCon i banchi della maggioranza semivuoti e l’astensione di Ncd, l’impasse del centrodestra è approdata stamattina in Commissione Ambiente, dove la maggioranza si è divisa sul voto finale al provvedimento di modifica in materia di servizio idrico integrato.

Altro che incidente di percorso: da tempo, questa spaccatura sta di fatto bloccando l’attività del Consiglio e oggi abbiamo assistito soltanto all’ennesima ripicca a spese dei cittadini.

Si fatica a riempire gli ordini del giorno delle sedute d’Aula per mancanza di contenuti. Le riforme, dalla sanità alla casa, restano al palo. Sul consumo di suolo tutto tace. Lega, Forza Italia e Ncd non sono d’accordo su nulla. E sacrificano i problemi veri della Lombardia sull’altare del rimpasto, litigandosi qualche poltrona in più o in meno. Forse è ora che Maroni, in colpevole ritardo, si assuma la responsabilità di questa situazione ormai insostenibile.

Chiarezza sulla chiusura del reparto maternità dell’ospedale di Cernusco

cecchettiLasciatemi esprimere almeno qualche perplessità sulla delibera di martedì 7 della giunta regionale lombarda che riorganizza la Rete dei punti nascita in Martesana, e di fatto chiude dal primo gennaio 2015 la maternità dell’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio trasferendola all’ospedale Santa Maria delle Stelle di Melzo.

Mesi fa dall’Azienda ospedaliera di Melegnano paventavano la chiusura del reparto di maternità di Melzo. Ora, con un cambio repentino delle carte in tavola, arriva la delibera che ha spiazzato tutti. Al di là della decisione presa, mi pare doveroso fare chiarezza su questa vicenda, perché non vorrei che la strada intrapresa nasconda più motivazioni politiche che tecniche. E mi riferisco in particolare ai toni entusiastici utilizzati dal vicepresidente leghista del consiglio regionale, Fabrizio Cecchetti, che nel dare la notizia ha parlato di “grande viittoria del Carroccio in Regione“.

Ma di tutto questo, state ben certi, chiederemo chiarimenti ufficiali al presidente Maroni.

La Lombardia deve fermare il consumo di suolo

consumo_suolo_lombardia A luglio, a fine luglio e poi a settembre: dopo che fin dalla primavera scorsa è apparsa evidente la spaccatura della maggioranza regionale di centrodestra sul contrasto al consumo di suolo, il presidente Maroni ha più volte annunciato e rinviato l’arrivo della legge.

Sorprende allora che la nuova data promessa sia ora l’11 novembre, dato che nella Commissione Consigliare Territorio non si è ancora visto né calendarizzato alcun testo.

Se non si tratta dell’ennesima sparata a vuoto, il rischio è che siano stati stabiliti tempi così stretti poiché è stato deciso di portare in Commissione e poi in Consiglio un provvedimento blindato, frutto di una mediazione al ribasso a favore del partito del mattone.

Tutt’altro rispetto a ciò di cui la Lombardia ha bisogno: una legge seria, capace di fermare nuove costruzioni e altre perdite di aree verdi e agricole, compreso e soprattutto i resti ancora inedificati dei Piani di Governo del Territorio e dei PRG comunali.

I comuni lombardi fino ad oggi sono stati lasciati senza regole stringenti, senza una programmazione di area vasta che tenga veramente conto di quelle che sono le situazioni e le necessità non dei singoli comuni ma dell’ambito territoriale nel suo insieme.

Il risultato è stato che, tranne alcune lodevoli eccezioni, gran parte dei comuni, grandi medi e piccoli ha puntato sull’espansione dell’edificazione, per ricavare dallo sfruttamento edilizio del proprio territorio le facili entrate degli oneri di urbanizzazione, per arricchire i proprietari dei terreni che nel passaggio da agricolo a edificabile vedono moltiplicare a dismisura il loro valore, per aumentare la popolazione e quindi l’importanza delle comunità locali.

Ma il risultato è che quanto è stato programmato finora dai PGT comunali è una Lombardia con tanta edilizia in più da far aumentare la popolazione regionale di quasi un milione di nuovi abitanti.

Il risultato è che il prezioso terreno agricolo lombardo viene divorato al ritmo di migliaia di metri quadri al giorno.

Il risultato è che, come abbiamo fatto con molte delle nostre ricchezze, dimostriamo di essere una generazione che spreca oggi senza pensare al domani.

La proposta mia, del centrosinistra e, mi auguro, di una parte sensibile al problema della maggioranza è invece quella di fermare il consumo di suolo anche attraverso una moratoria, di rendere obbligatoria la precedenza al riuso del suolo dismesso, di introdurre il concetto che il terreno agricolo, verde, boschivo è un bene prezioso e che la sua tutela è un indispensabile investimento per il nostro futuro.

Perché non Ri-Generare anche il territorio?

Grazie a Galileo, lo strumento informatico ideato dal Prof. Claudio Conti, scopriamo che in Lombardia ci sono oltre 44.000 (sì: avete letto bene) aree franose. Il quadro dell’Oltrepò è inquietante …come si vede dall’immagine.
Forse non tutti sanno che la Lombardia è la regione con il più elevato numero di fenomeni franosi: il 28% del totale nazionale, 130.500 circa, con una superficie in frana pari a 3.308 kmq. Una realtà allarmante ed allo stesso tempo sorprendente.
Mentre la quota di spesa riservata all’ambiente dagli Enti SPA (Enti del Settore Pubblico Allargato) in Lombardia è la più modesta tra tutte le Regioni del Nord.
È ora di RI-GENERARE anche il territorio.
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Legge #ammazzaforeste: da Agrate importante presa di posizione contraria

odg-ammazzaforesteIl Consiglio Comunale di Agrate ha deliberato un o.d.g. che esprime contrarietà alle disposizioni della Legge Regionale 53 riguardanti la gestione delle zone boschive e delle attività sportive motorizzate.

E’ importante che anche i territori facciano sentire la propria voce contro la legge regionale “ammazza foreste”, approvata lo scorso luglio. In tal senso, lordine del giorno presentato dalla lista Insieme per Agrate e votato dal consiglio comunale rappresenta un contributo significativo.

In Commissione prima e poi in Aula ci siamo fortemente battuti contro un provvedimento che mette a rischio i boschi, facilitando interventi invasivi senza compensazioni, e che soprattutto ne favorisce la trasformazione in aree con altre destinazioni d’uso, magari ben più redditizie.

Anche autorevoli associazioni ambientaliste, dal WWf, al Cai a Legambiente, hanno espresso e ben segnalato a suo tempo le loro preoccupazioni in merito. Ma il centrodestra regionale ha tirato dritto per la propria strada. A questo punto, è davvero determinante, affinché non cali il silenzio sull’intera vicenda, che siano i Comuni a prendere posizione seguendo la strada tracciata da Agrate.

Consumo di suolo: 11 novembre è ennesima sparata o segno di una legge blindata al ribasso

maroni_robertoA luglio, a fine luglio e poi a settembre. Dopo la plateale spaccatura del centrodestra sul contrasto al consumo di suolo risalente alla primavera scorsa, il presidente Maroni ha più volte annunciato e rinviato l’arrivo della legge. Sorprende che la nuova data, promessa oggi agli amministratori della Valcamonica, sia ora l’11 novembre dato che in Commissione non si è ancora visto né calendarizzato alcun testo.

Se non si tratta dell’ennesima sparata a vuoto come comunque probabile, il rischio è che visti i tempi così stretti arrivi un provvedimento blindato, frutto di una mediazione al ribasso a favore del partito del mattone.

Tutt’altro rispetto a ciò di cui la Lombardia ha bisogno: una legge seria, capace di fermare nuove costruzioni e ulteriori perdite di aree verdi e agricole, compresi i resti ancora inedificati dei piani di governo del territorio.

Ognuno faccia la sua parte

La Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia ha proposto la creazione di un Osservatorio contro le ecomafie.

L’obiettivo è di elaborare una mappatura geografica dei luoghi toccati dalla criminalità organizzata e sollecitare il Parlamento alla revisione degli strumenti di contrasto al fenomeno, con maggiore severità sanzionatoria.

Martedì 7 ottobre Umberto Ambrosoli parlerà di mafia, legalità e impegno alla presentazione del libro “Ognuno faccia la sua parte“. Ore 18, presso il Grattacielo Pirelli. Siamo tutti invitati.

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