Cordoglio per la scomparsa di Giorgio Visintin

ANPISe ne è andato nella notte tra lunedì e martedì uno degli ultimi partigiani combattenti della Martesana. Giorgio Visintin, segratese classe 1929, fu grande protagonista della Resistenza. Diversi gli arresti che subì e cinque le catture a cui sfuggì durante la guerra per contrastare il nazifascismo nei dintorni di Gorizia e Trieste, sua città d’origine.

Sasso, o Tempesta, o Lupo i nomi di battaglia che utilizzò durante le azioni di guerriglia antifascista aggregato alla brigata Garibaldi-Trieste o alla divisione Garibaldi-Natisone.

Dopo la Liberazione diventò testimone dei soprusi e della barbarie subite. Il suo diario di guerra, pubblicato nel 2003, per mole di documentazione e immagini, è considerato di grande rilevanza per la ricostruzione del periodo inerente all’occupazione dei nazifascisti. È stato il fondatore dell’Anpi di Segrate.

È a personaggi come il mio concittadino Giorgio Visintin che noi italiani dovremo sempre essere riconoscenti e grati. Se viviamo in democrazia è anche merito loro.

Stamina non è una cura

stamina

I lavori della commissione d’inchiesta sul caso ‪‎Stamina‬ sono stati ispirati dalla volontà di tutelare sia la salute dei pazienti sia la qualità della ricerca. È certamente stato possibile e fare chiarezza soprattutto su un aspetto: cioè capire quali sono gli elementi per la Regione Lombardia, i correttivi da porre in essere per evitare il verificarsi di situazioni analoghe a quella che, così dolorosa e drammatica, sta attanagliando gli Spedali Civili di Brescia.

La relazione votata in Consiglio Regionale ha messo in luce che qualcosa in Regione non ha funzionato. Ed è un risultato importante, viste le opacità dell’operato di Regione Lombardia in merito alla vicenda del rapporto tra la Stamina Foundation e gli Spedali Civili di Brescia.

Oggi possiamo dire con serenità che Stamina non è una cura. Condivido le parole che Umberto Ambrosoli ha usato oggi in Consiglio Regionale nel suo intervento: “Qualcuno in Lombardia è intervenuto nella vicenda Stamina mosso da un conflitto di interessi. La difesa dei malati si realizza anche nel NON sottoporli a metodiche prive di fondamento scientifico, nutrendo false speranze. La vicenda non si chiude qui, bisogna vigilare perché casi simili non si ripetano“.

Nota in replica alla Lega Nord di Segrate

legaPenso di poter rimproverare ai leghisti nostrani un po’ di disattenzione. Nello scorso agosto è scaduto il termine per presentare in Regione osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto Westfield Milan, quello che potrebbe essere il più grande centro commerciale d’Europa, non un supermercato qualsiasi.

L’impatto ambientale, insieme a quello sulla viabilità locale e sul commercio locale, sono stati i temi principali che hanno costruito l’atteggiamento fortemente critico nei confronti di questo mega insediamento da parte di Segrate Nostra.

Non so se questi temi preoccupano anche l’amministrazione comunale di Segrate e la Lega Nord. Noi su questo siamo preoccupati, come dovrebbero essere tutti i cittadini di Segrate e l’amministrazione comunale.

Eppure alla VIA del progetto Westfield Milan sono arrivate una decina di osservazioni. Segrate Nostra da sola ne ha presentate nove. Un’altra, articolata su più argomenti, è stata presentata dagli amici del Wwf Martesana. Infine sono arrivate altre tre osservazioni firmate da tre cittadini segratesi.

Dall’amministrazione comunale e dai partiti che la sostengono, come si suol dire, un bel silenzio. Mi permetto di dubitare che gli amici della Lega Nord si siano nemmeno presi la briga di guardare la documentazione della VIA.

Noi l’abbiamo fatto ed abbiamo espresso fattivamente le nostre preoccupazioni. Le abbiamo espresse anche in un incontro con l’imprenditore Antonio Percassi. Lo faremo anche in futuro in ogni circostanza e ambito.

In quanto alle necessità di vigilare su quanto accadrà quando l’investimento muoverà una gran massa di denaro in lavori e forniture, mi permetto di ricordare quanto è appena successo intorno ad Expo. La Lega Nord, che governa la Lombardia da quindici anni, qualche responsabilità di vigilanza l’ha pure avuta e non dovrebbe su questi argomenti fare polemiche pretestuose.

#30milioni

Qualcuno ha paragonato la consultazione scozzese con il referendum che la giunta Maroni vorrebbe organizzare in Lombardia. È un errore: qualunque fosse il responso, non succederebbe assolutamente nulla.

Voi come spendereste meglio i 30 milioni dell’inutile referendum sull’autonomia della Lombardia voluto da Maroni?

30 milioni

Cantiere Serravalle a Segrate: il meno è fatto

Viabilità-SegrateUn passo lento e per giunta non destinato a tagliare il traguardo. La notizia che la Commissione ministeriale ha aggiudicato in via provvisoria a Serravalle il Secondo lotto di Segrate, una lingua d’asfalto che collegherà la Tangenziale Est da Lambrate fino al Centro Intermodale cittadino, non rassicura più di tanto. Lasciano perplessi le tempistiche: ci vorranno 16 mesi per realizzare 1,3 chilometri e l’opera non si raccorderà ancora alla Nuova Cassanese nel territorio di Pioltello e quindi alla Brebemi.

Il meno è fatto, francamente speravo in tempi più veloci. Invece andiamo al 2016 per il solo tratto da Lambrate al Centro Intermodale. Oltretutto il lotto successivo dall’ex dogana al raccordo presso Milano Oltre e quindi a Pioltello mi sembra ancora più complicato e con tempi di realizzazione più lunghi. Continuerò, come faccio da quando sono consigliere comunale e regionale, a seguire e premere per la più rapida accelerazione dei lavori. In questo anche la maggioranza del Consiglio Regionale ha già dimostrato di essere d’accordo con me. D’altra parte i risultati inizialmente deludenti della Brebemi sono sicuramente dovuti al fatto che manca l’ultimo miglio di potenziamento della Nuova Cassanese nel territorio di Segrate, che consentirebbe ai miei concittadini di liberarsi di gran parte dell’attuale traffico di attraversamento e a chi proviene dalla nuova autostrada di raggiungere senza ostacoli la Tangenziale Est o Linate.

Nonostante l’avvio a singhiozzo della Brebemi la mancanza di questo tratto di viabilità veloce si fa già sentire: il traffico a Segrate pare già in aumento, con più mezzi pesanti sulle strade. Anche su questo chiederò verifiche e interventi a salvaguardia della salute dei segratesi.

Cassanese bis

Buone notizie da Roma: la Commissione Ministeriale ha appena provveduto all’aggiudicazione del secondo lotto di Segrate, in pratica il primo vero passo per la Cassanese bis.
I tempi previsti per l’esecuzione dei lavori saranno di circa 14 mesi. La nuova viabilità, di circa 1,3 km prevalentemente in trincea, connette lo svincolo di Lambrate della Tangenziale Est al centro intermodale di Segrate.

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L’incontro con Percassi

percassiQuesta mattina al Pirellone ho incontrato Antonio Percassi, l’imprenditore bergamasco che insieme agli australiani della società Westfield ha in progetto la costruzione di un colosso commerciale nell’area dell’ex dogana di Segrate.

Si è trattato di un breve faccia a faccia, cui seguirà presto un altro incontro al quale parteciperanno anche gli investitori stranieri, servito per conoscersi e per approfondire il quadro della situazione che potrebbe a breve sbloccarsi dopo anni di stallo. Infatti il progetto, approvato da un accordo di programma tra Regione Lombardia, Provincia di Milano e comune di Segrate nel 2009, potrebbe vedere l’apertura dei cantieri nel 2015 dopo il recentissimo via libera del Cipe al finanziamento dei lavori della Cassanese bis per il tratto dallo svincolo di Lambrate fino all’ex dogana, strada indispensabile per l’inizio dei lavori.

Mi sono detto disponibile al confronto, fermo restando le preoccupazioni che da sempre solleviamo all’indirizzo di quest’opera faraonica che porterà a Segrate il secondo mall più grande d’Europa (1,8 milioni di metri quadrati) con un investimento di 1,4 miliardi di euro.

Trasparenza e legalità devono essere i punti cardine di questa iniziativa imprenditoriale. Sarà nostro compito vigilare che si vada in questa direzione per evitare situazioni spiacevoli come è accaduto anche recentemente per l’Expo. Resto inoltre preoccupato per le ricadute ambientali, viabilistiche, occupazionali e sul commercio locale che quest’opera potrebbe avere su Segrate e sull’intera aera della Martesana. Preoccupazioni che ho già presentato in questo primo incontro a Percassi, da cui ho ricevuto un apprezzabile segnale di disponibile attenzione.

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