Nota sulle attività regionali dei 5 centri per la vita autonoma e indipendente

VitaIndipendenteLa DG Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato regionale sta monitorando le attività di cinque Centri territoriali per la progettazione della vita autonoma e indipendente delle persone con disabilità (CTVAI), finanziate anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali all’interno del progetto sperimentale regionale “Soluzioni per integrate per la non autosufficienza e la vita autonoma” (DGR n. 3680/2012). Queste 5 realtà sono state individuate a seguito di una ricognizione sul territorio regionale, effettuata tramite le ASL.

Esse sono:
- CTVAI gestito da Fondazione Brescia Solidale con sede a Brescia –ASL BRESCIA
­- CTVAI gestito da Cooperativa SIM-PATIA con sede a Valmorea – ASL COMO
­- CTVAI gestito da Ass.ne So.La.Re. con sede a Como –ASL COMO
­- CTVAI gestito da LEDHA con sede a Milano –ASL MILANO
­- CTVAI gestito da Cooperativa GEODE con sede ad Arluno –ASL MILANO 1

Questa sperimentazione di durata annuale –si concluderà entro il prossimo mese di maggio 2014- prevede un finanziamento di € 150.000 ad ogni Centro.

Il monitoraggio regionale dei primi sei mesi di attività di questi Centri offre il seguente quadro.

Le attività svolte riguardano in particolare:
­- Adattamento domicilio e/o addestramento uso presidi e ausili: adattamento alloggi (es. montascale), implementazione ausili per la guida, addestramento all’utilizzo degli ausili, etc…
­- Counseling – consulenza e valutazione: servizi di informazione e orientamento nella rete, consulenze su barriere architettoniche negli edifici di abitazione, sugli ausili per la guida, consulenza su ausili di comunicazione, etc…
­- Avvio progetto di vita: predisposizione del progetto di vita autonoma/indipendente, addestramento in appartamenti palestra.

Dalle rendicontazioni pervenute si evince che più del 70% delle risposte attivate dai 5 Centri ha riguardato attività di consulenza/valutazione e i progetti di vita autonoma/indipendente sono limitati, infatti solo per il 18% delle persone è stato effettivamente avviato un progetto di vita in tal senso.

Le persone seguite da questi Centri nel primo semestre sono state n. 295 e presentano le seguenti caratteristiche:
­- Età: si evidenzia una prevalenza di persone nelle fasce più giovani della popolazione, di età compresa tra i 18 e i 34 anni e tra i 35 e 54 anni (46%), con una presenza significativa anche di persone di età superiore ai 65 anni (21% del totale).
­- Tipologia di disabilità: si evince una prevalenza di persone con tetraplegie, emiplegie e paraplegie e in generale persone con paresi degli arti (37%) o che presentano patologie neurologiche che esitano in disturbi motori (26%).

Niente cemento sul Golfo: ricorso al Tar contro il piano TR4

golfo_agricoloNel maggio 2012, dopo l’approvazione del PGT di Segrate, 50 cittadini segratesi, WWF Martesana e Legambiente Lombardia presentarono un ricorso al TAR per fermare la completa urbanizzazione del territorio comunale voluto da questa maggioranza scompaginata e litigiosa, coerente solo nel decretare il via libera alla sparizione delle ultime aree verde a destinazione agricola.

Alcuni giorni fa, un nuovo passo: una richiesta di sospensiva. E’ stato chiesto cioè al TAR di intervenire immediatamente nei confronti del comune di Segrate sospendendo la validità della delibera con la quale venivano rigettate tutte le osservazioni al piano attuativo di lottizzazione della zona urbanistica TR4 (il lembo più orientale del Golfo Agricolo) e il piano veniva approvato. In sostanza è stato chiesto al TAR di impedire che sul Golfo Agricolo venga versata, provocando un danno irreversibile, questa prima colata di cemento ed asfalto.

Segrate Nostra si è sempre battuta perche sia la politica, cioè il Consiglio Comunale, a fare le scelte giuste per la tutela del territorio. Se la magistratura dovesse intervenire fermando il primo assalto edilizio al Golfo Agricolo, ne prenderemo atto con sollievo. Basterebbe qualche mese di rinvio e la parola tornerà ai cittadini che potranno scegliere una nuova maggioranza, una nuova linea politica. Non più lo sfruttamento esasperato del territorio ma la sua più rigida salvaguardia.

Basta mattone. Basta cemento. Basta asfalto.

Basta, basta, basta!

Per un Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Martesana

plisIeri sera a Pioltello ho partecipato a un interessante incontro pubblico nell’ambito della campagna elettorale per Giuseppe Bottasini sindaco. Insieme a Giordano Marchetti, Roberto Codazzi, Fabiano Gorla e Ivonne Cosciotti abbiamo conversato sui PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale) e sulla loro gestione.

Io ho cercato di dare due cenni sulla normativa regionale sui parchi e sulle aree protette e in particolare sui PLIS. Questo il testo del mio intervento.

«Le aree naturali protette, secondo una legge nazionale, la 394/91 sono i parchi nazionali e quelli regionali, le riserve naturali, le zone umide e le aree marine protette.

Questa legge non comprende i PLIS, come non comprende altre aree di interesse locale e le oasi di associazioni ambientaliste, come il WWF.

Vi è poi un progetto europeo chiamato Rete Natura 2000 che ha l’obbiettivo di garantire la sopravvivenza di habitat naturali o di specie a rischio di estinzione. In Lombardia sono più di un centinaio le aree che fanno parte di questa rete, per lo più sono piccole aree, come un delle zone umide. La più vicina a noi penso che sia l’Oasi Le Foppe a Trezzo d’Adda.

E’ stata la Regione Lombardia che fin dal 1983, cioè ancora prima della legge nazionale, ha individuato una serie di tipologie di aree protette: parchi, riserve, monumenti naturali. Inoltre con quella legge la Regione Lombardia ha “inventato” i Parchi Locali di Interesse Sovracomuanle.

Ho letto che i PLIS sono una particolarità della Lombardia, ci sono solo nella nostra regione. Non ho controllato tutte le regione italiane, però sicuramente nelle regioni a noi vicine, Piemonte, Emilia Romagna, non ho trovato questa istituzione.

Cosa sono effettivamente i PLIS? Lo dice bene la premessa di una delibera della giunta regionale del 2007, la n. 6148, che è l’ultima che ha riguardato la delega alle province delle funzioni in materia di PLIS. Cerco di riassumerla.

I PLIS, a differenza di altre aree protette di interesse regionale o addirittura nazionale, pongono sul territorio un vincolo “più leggero” che non è calato dall’alto ma che nasce dalla volontà dei singoli comuni interessati.

Facciamo un confronto con il Parco Nazionale dello Stelvio: che è un parco nazionale e quindi fa riferimento a normative sovraregionali, rigide. Faccio un inciso: recentemente in Consiglio Regionale si è parlato del Parco perchè c’è un problema di gestione in quanto per buona parte è nelle provincie di Trento e Bolzano e la sua gestione è al centro di un dibattito che nasce addirittura dalla applicazione dell’autonomia della regione Trentino Alto Adige. C’è un comitato di gestione la cui nomina è ferma da anni.

plis2Poi vi sono i Parchi Regionali, il cui funzionamento, la delimitazione e la tutela rigida del territorio sono definiti dalla Legge Regionale 86/1983. Quelli a noi più vicini sono l’Agricolo Sud Milano, l’Adda Nord, il Parco Nord Milano, quello della Valle del Lambro.

Sono aree soggette a vincoli precisi. Vi faccio un esempio segratese. Il PGT di Segrate nella sua versione di adozione, cioè nel primo passaggio in consiglio comunale prevedeva di rendere trasformabile un’area nella zona sud del territorio comunale. L’area però fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. Su questo è intervenuta, nell’esame del PGT adottato, la Provincia che ha emesso una prescrizione: ha fatto togliere quei terreni dall’elenco delle aree di trasformazione. E’ un area vincolata e tale resterà a meno che l’ente di gestione del Parco decida altrimenti. Tutto, ahimè è possibile quando vi sono delle grandi pressioni speculative.

I PLIS invece, come è detto, nascono in una maniera diversa. Rispetto alle altre tipologie di aree protette, quella dei PLIS prevede che i Comuni abbiano la facoltà di istituire i parchi stessi avvalendosi dei propri strumenti urbanistici (Piano di Governo del Territorio), mentre la verifica ed il riconoscimento del loro valore “sovracomunale”, ovvero superiore a quello del singolo comune, resta una prerogativa delle Province.

Ai comuni viene affidata la completa autonomia in termini di pianificazione del proprio territorio per quanto riguarda l’individuazione e gli obiettivi che questa particolare tipologia di area protetta ha il compito di perseguire. Sono i comuni a individuare le aree di particolare interesse ambientale, naturalistico e paesaggistico e a renderle fruibili attraverso il recupero ambientale e la regolamentazione degli accessi.

Qual’è in generale la funzione dei PLIS?

I PLIS hanno la funzione di incentivare il contatto diretto tra l’ambiente naturale e la popolazione locale che può così fruire delle potenzialità ricreative e naturalistiche del proprio territorio.

I PLIS in Lombardia sono attualmente oltre novanta. Sono stati quindi, come idea, un grande successo, anche a livello di opinione pubblica che li sente come parchi urbani, come aree di interesse locale. Sono soprattutto, per oltre il 50% della loro area complessiva, aree di effettivo utilizzo agricolo.

Possiamo dire che i PLIS costituiscono un elemento decisivo per la connessione e l’integrazione tra il sistema del verde urbano e quello delle aree protette d’interesse regionale, contribuendo al potenziamento della maglia dei corridoi biologici.

La dimensione media dei PLIS lombardi attualmente istituiti è di circa 350 ettari.

Quelli di cui parleremo stasera hanno una dimensione di oltre duecento ettari quello delle Cascine di Pioltello e oltre cinquecento quello delle Cave Est.

Ed è con rammarico che volgo lo sguardo verso la situazione di Segrate, che con il disastro della Boffalora e gli interessi speculativi sul Golfo Agricolo, perderà ogni suo polmone verde e ogni occasione di far parte di questo progetto.

A meno che riusciremo ad avere un cambio di amministrazione l’anno prossimo per cercare di salvare il salvabile».

Nasko: altro che accuse infondate, da Caritas critiche autorevoli. Maroni faccia marcia indietro.

naskoAltro che accuse infondate e offensive. La decisione di escludere le donne immigrate dal Fondo Nasko è inaccettabile. Maroni dovrebbe prendere atto di critiche che arrivano non soltanto dalle opposizioni e da un pezzo della sua maggioranza, ma anche da fonti autorevoli come don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ambrosiana. E dovrebbe trarne le conseguenze.

Con il tentativo di introdurre il criterio della residenzialità per l’accesso a tutti i contributi regionali, è evidente come la Lega porti avanti la sua odiosa battaglia di discriminazione.

L’unico criterio oggettivo nell’assegnazione di fondi, siano per il sostegno all’affitto o alla maternità, deve invece essere quello legato alla condizione sociale e alla difficoltà economica. Ed è in tal senso che intendiamo spendere il nostro impegno su questa vicenda.

No al motocross libero sui sentieri: Patto Civico sostiene appello del Cai

trialUn appello per dire no al traffico motorizzato su sentieri e mulattiere, contro il progetto di legge sul motocross che martedì approderà in Aula. Lo ha lanciato il Cai e noi consiglieri regionali del Patto Civico lo abbiamo sottoscritto.

Questo provvedimento rappresenta il tentativo di deregolamentare il transito delle moto nelle zone campestri e di montagna, con pesanti conseguenze per sentieri e pascoli, con problemi di inquinamento ambientale e acustico e con l’evidente incompatibilità tra escursionismo e passaggio di ciclomotori.

Tutte le associazioni audite, da Legambiente al Wwf fino a Coldiretti, Fai e Federparchi, hanno criticato e smontato punto per punto il testo presentato dal centrodestra. E, paradossalmente, si è dichiarata più che dubbiosa persino la direzione generale dell’assessorato.

Anche perché il progetto introduce pure novità inaccettabili sulla definizione dei boschi, con il prevedibile rischio di un aumento del consumo di suolo.

Per questo motivo sosteniamo convintamente la petizione promossa dal Cai. E, martedì in Consiglio, proveremo a fare in modo che la maggioranza torni sui propri passi. Diversamente, voteremo contro l’ennesimo scempio inferto da questo centrodestra al nostro territorio.

MM4 Linate-Segrate-Pioltello: ora atti concreti

mm4In Regione si pensa alle infrastrutture strategiche del dopo Expo. In particolare alla mobilità. E tra i dieci progetti di prolungamento delle linee metropolitane nell’hinterland milanese, inseriti nella mozione approvata martedì dal Pirellone, c’è anche quello della linea 4 da Linate fino a Pioltello con fermata a Segrate. Una lingua di binari lunga circa quattro chilometri che permetterebbe di collegare l’aeroporto con le due maggiori città dell’Est Milano, aiutando a decongestionare dal traffico veicolare una zona particolarmente caotica.

Il documento impegna la giunta Maroni a definire entro sei mesi una legge-obiettivo che stabilisca tempi e costi per lo sviluppo strategico, univoco e integrato delle infrastrutture, in particolare nella Grande Milano.

Noi da tempo sentiamo parlare del prolungamento della metropolitana blu a Segrate e Pioltello. Martedì con questo impegno messo nero su bianco c’è qualcosa di più di una semplice indicazione. Ora, però, il documento non deve rimanere lettera morta ma va tradotto in atti concreti. Su questo vigileremo perché questa opera è importantissima, in particolare per Segrate, che nonostante il suo repentino sviluppo urbanistico ha mantenuto praticamente inalterati da una decina d’anni i servizi di trasporto pubblico da e verso il capoluogo. La MM4 insieme Passante ferroviario sarebbero così un vero incentivo a lasciare a casa l’auto.

E vigileremo anche sul prolungamento della MM2 da Cologno Monzese a Vimercate: dieci chilometri in più lungo la linea verde che anche in questo caso toccherebbero un territorio particolarmente trafficato e oggi difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Nella mozione si parla anche di costi e tempistiche: la futura legge-obiettivo dovrà promuovere l’utilizzo del project financing e individuare un fondo ad hoc di 5 miliardi di euro che consenta nei prossimi 15 anni di realizzare i dieci prolungamenti. Qualche dato. La rete della metro di Milano trasporta ogni anno 450 milioni di passeggeri lungo i 90 chilometri di percorsi delle quattro linee in servizio. Solo 20 chilometri, però, il 20 per cento circa, si snodano oltre i confini del Comune di Milano. Troppo poco visto che un terzo della popolazione lombarda vive nell’area metropolitana attorno al capoluogo e che ogni giorno sono 500mila i pendolari che si muovono verso a Milano.

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