Monthly Archives: luglio 2012

Moneyball e il dilemma di Segrate Nostra

Ieri sera ho visto Moneyball. È un bel film del 2011 diretto da Bennett Miller. È basato sul libro Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis sulla squadra di baseball Oakland Athletics e sul loro general manager Billy Beane. Il film è stato candidato in sei categorie dei Premi Oscar 2012, tra cui miglior film e miglior attore protagonista per Brad Pitt.

Se avete tempo andate a vederlo, altrimenti ve lo racconto io qui.

Il film parla una squadra di baseball che ha appena perso ai playoff perché ci sono squadre più grandi e più ricche con cui non può competere. L’allenatore della squadra, che sa che nel baseball viene ricordato solo chi vince, va dal proprietario della squadra e gli chiede più soldi e giocatori più forti. È stufo di non poter mai competere davvero. Il proprietario non glieli dà.

Ma prima di iniziare la nuova stagione ha l’incontro che cambierà la sua vita: con un giovane economista che gli spiega che il segreto delle buone scelte nel baseball è nello studio scientifico dei numeri e delle statistiche. Il manager lo arruola e comincia a costruire una nuova squadra come gli suggerisce il ragazzo.

La squadra vince, batte ogni record e arriva così ai playoff: ma qui incontra una squadra grande, ricca e fortissima, e perde. E lui, mentre tutti gli dicono che è bravo, che ha fatto cose meravigliose, è deluso e incazzato. Voleva vincere, perché se non vinci non esisti.

È un film che dice che si possono fare rivoluzioni e vincere, ma fino a un certo punto: poi se la tua rivoluzione non è forte abbastanza il tuo potenziale rivoluzionario viene in parte sconfitto e in parte assorbito.

Ok, adesso pensate a chi cerca di costruire una politica nuova per Segrate. Ci sono partiti ingessati e governati da personaggi arcaici che hanno solo un’idea, dividersi il potere, ma che hanno risorse e soldi per vincere. Arriva una squadra nuova che non ha le risorse ma intuisce con studi scientifici e competenze moderne che si può essere competitivi grazie alla rete, grazie al suo linguaggio, grazie all’aggregazione, grazie alle sue persone e al suo entusiasmo.

E gioca il campionato, e nel suo piccolo vince: nel senso che esiste, occupa uno spazio, guadagna numeri, viene riconosciuta e compete con altre squadre titolate.

Ed è questo il punto del film a cui siamo arrivati: la cosa che stiamo cercando di capire con Segrate Nostra è proprio questa: se la rivoluzione è forte abbastanza da farcela fino alla fine e vincere oppure no.

Ho scritto a Segrate Oggi sul nuovo PTCP e il consumo di suolo a Segrate

Egregio Direttore,

sono tempi in cui si pensa ad altro: la drammatica crisi economica oppure, per chi può permettersele, le vacanze. Ma non si possono dimenticare del tutto i temi e i problemi che si rifletteranno sul futuro della nostra città, quali la viabilità e, soprattutto, l’uso del territorio. Su quest’ultimo aspetto grava la recente decisione della maggioranza che governa il comune di Segrate di approvare un PGT che prevede la urbanizzazione di quasi tutti i terreni agricoli e boschivi rimasti sul territorio comunale.

Su questo le vorrei segnalare una novità: lo scorso 11 luglio è entrato in vigore il nuovo PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che la Provincia di Milano aveva votato il 7 giugno. Il Piano Provinciale stabilisce regole e limiti massimi per le nuove edificazioni nei comuni della provincia.

Siamo andati a vedere quali sono le previsioni per il nostro comune. Ebbene, Segrate insieme a Milano e altri 23 comuni è stato inserito in un’area chiamata Ambito Metropolitano Milanese. Il possibile incremento di consumo di suolo previsto per questi comuni è in linea di massima ZERO.

Purtroppo il PGT di Segrate, votato il 14 febbraio ed entrato in vigore il 9 maggio, ha potuto utilizzare i parametri del precedente Piano Provinciale che risalivano al 2003. Risultato: un milione e mezzo di terreno coltivabile e boschivo, l’ultimo verde agricolo della nostra città, finiscono nelle mani della speculazione edilizia.

Per questo Copagri Lombardia (confederazione produttori agricoli) e Segrate Nostra hanno scritto al Ministro delle politiche Agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, chiedendo il suo intervento.

Anche per questo Segrate Nostra sostiene il ricorso al TAR firmato da WWF Martesana, Legambiente Lombardia e da 50 cittadini per salvare il Golfo Agricolo. Invitiamo anche i lettori di Segrate Oggi a sostenerlo, versando un contributo, anche di pochi euro, e contattando il Comitato Golfo Agricolo – salviamoilgolfoagricolo@gmail.com o Segrate Nostra – segratenostra@gmail.com per sapere come fare.

La ringrazio per l’attenzione, cordiali saluti.

Un piano Seldon per accorciare le barbarie tra il Primo e il Secondo Impero Galattico

Secondo In Folio PD e PDL avrebbero quasio raggiunto l’accordo per la nuova legge elettorale.

L’accordo prevederebbe uno sbarramento fissato al 5 per cento, un premio di maggioranza del 15 per cento, e un sistema misto per l’individuazione dei parlamentari: due terzi scelti dai cittadini, un terzo “nominati” dai partiti. In pratica un sistema per imbarcare sull’Arca di Noè i soliti noti in via di estinzione.

La scheda elettorale potrebbe dunque offrire la possibilità di esprimere tre preferenze (di cui una di genere) con un capolista bloccato, cioè indicato dal partito di appartenenza.

Insomma, una legge elettorale che consenta tanto il bipolarismo quanto la grande alleanza, ma che avrà il solo risultato di avvantaggiare il terzo in comodo, il solito Movimento 5 Stelle.

Certo se la nuova legge elettorale viene decisa da Denis Verdini e Maurizio Migliavacca allora davvero siamo alla fine dell’impero. Ci occorre un Piano Seldon. E in fretta.

E se la vostra generazione ha raggiunto il paradosso di proclamare l’antiberlusconismo, regalandoci “a sua insaputa” vent’anni di berlusconismo, beh, sappiate che toccherà a noi rimediare.

— Matteo Renzi

Una lettura per l’estate

Il consigliere regionale Francesco Prina, che è stato uno dei relatori della manifestazione “SE FOSSI IL SINDACO IO… 5 minuti per cambiare“, ci ha gentilmente consegnato alcune copie degli atti del convegno “CONSUMO DI SUOLO” recentemente organizzato dal Gruppo Consigliare Regionale del PD.

Il volumetto contiene una serie di interventi a mio avviso molto interessanti; segnalo tra gli altri quello di Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio, e di Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.

Ho deciso di regalarne una copia a tutti gli amministratori di Segrate. Augurandomi che la lettura di questo piccolo volume possa essere utile anche in vista delle importanti decisioni che ci attendono riguardanti la programmazione dell’utilizzo del territorio comunale.

Se fossi il Sindaco, io… – L’intervento di Francesco Prina.

Si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli appartiene

Concerto di Battiato allo stadio Brianzeo di Monza.

Non solo per distrarsi e ascoltare due ore di bellissime canzoni, ma anche l’occasione per rinfrescare alcuni riferimenti musicali, e non solo, che mi accompagnano da anni.

E poi arriva Povera Patria, e diventa difficile non pensare a quanti perfetti e inutili buffoni ci sono oggi anche tra i governanti di Segrate, che spostano inutili biblioteche senza calcolare costi e benefici, costruiscono caserme milionarie per la propria vanagloria, spendono 40.000 euro per un giardinetto di rose o 6.500 euro per definire le regole di un concorso fotografico.

E più diventa tutto inutile e più credi che sia vero che il giorno della fine non ti servirà l’inglese.

Segrate: un caso nazionale

Il tema del consumo di suolo entra sempre più spesso nelle cronache, nelle iniziative, nelle norme legislative. Il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato il 7 giugno scorso dalla Provincia di Milano riduce quasi a zero la previsione provinciale del futuro consumo di suolo; in regione Lombardia, dopo il convegno organizzato da Francesco Prina e da altri consiglieri regionali, è stata presentata una proposta che renda più cogente la normativa regionale in materia; anche il ministro alle Politiche Agricole, Mario Catania, recentemente ha espresso con vigore le preoccupazioni del governo di fronte ad una situazione che vede il terreno destinato all’agricoltura ridursi in maniera esponenziale specie nelle aree di maggior pregio, come Pianura Padana e Lombardia in particolare.

E’ un coro, insomma. Ma ci sono, fuori dal coro, delle voci stonate. Una, clamorosa, è quella del comune di Segrate la cui maggioranza (PDL, Lega Nord, ora Indipendenti, Gruppo Misto, PDL, Lega Nord) il 14 febbraio 2012 ha approvato un Piano di Governo del Territorio che prevede la completa sparizione dei terreni a destinazione agricola dal territorio comunale.

Una scelta assurda, incomprensibile, uno schiaffo al futuro della nostra città e alle prossime generazioni che in essa vivranno.

Per fermare questa decisione occorre fare di tutto, mobilitare l’opinione pubblica ad ogni livello, far diventare Segrate un caso nazionale.

Per questo, insieme a Copagri, abbiamo scritto al Ministro Catania, indicandogli il caso Segrate come una caso esemplare di mal governo nella gestione del territorio, chiedendo il suo interessamento e il suo intervento, come responsabile nazionale delle Politiche Agricole, che non esisteranno più se tutto il terreno agricolo italiano verrà, come sta facendo Segrate, urbanizzato e quindi sottratto all’agricoltura.

Ecco la lettera:

A Sua Eccellenza
il Ministro delle politiche
Agricole, alimentari e forestali

Dott. Mario Catania

Signor Ministro,
            ci hanno particolarmente e favorevolmente colpito le sue numerose, anche recenti, dichiarazioni circa la grave situazione italiana riguardo il consumo di suolo e la regressione della superficie agricola. Come lei ha dichiarato, circa un terzo del territorio italiano è sottratto alla natura e all’agricoltura dall’urbanizzazione e dalle infrastrutture e in Italia stiamo consumando terreno in termini di cementificazione e in termini di interventi irreversibili con un ritmo molto forte. Siamo infatti arrivati al 7% circa di terreno nazionale irreversibilmente modificato: una percentuale molto più alta della media comunitaria e inoltre concentrata nelle pianure in particolare nella pianura padana, dove la percentuale di cementificazione è molto più ampia del 7%.

Particolarmente grave è poi la situazione in Lombardia, dove grazie anche a norme regionali non cogenti che hanno lasciato mano libera a molte amministrazioni comunali che hanno seguito la via facile della raccolta degli oneri di urbanizzazione per garantirsi abbondanti risorse economiche, si ha la massima percentuale nazionale di terreno.

In Lombardia, una delle situazioni più deteriorate è quella della Provincia di Milano, dove il recentissimo Rapporto 2012 del Centro di Ricerca sul Consumi di Suolo (Legambiente – Istituto Nazionale di Urbanistica) ha rilevato che la superficie urbanizzata già nel 2009 aveva superato il 40% del territorio provinciale, con un ritmo, nel decennio precedente, di oltre 20.000 mq al giorno di nuova urbanizzazione.

In una tale situazione appare del tutto irresponsabile la decisione della Amministrazione Comunale di Segrate che, a maggioranza, lo scorso 14 febbraio ha approvato un PGT che prevede la completa urbanizzazione del territorio comunale con la definitiva sparizione di ogni terreno agricolo (sui dettagli  rimandiamo alla scheda allegata).

Tale decisione appare ancor più inaccettabile considerando che il 7 giugno, meno di quattro mesi dopo, la Provincia di Milano ha approvato il nuovo PTCP i cui criteri impedirebbero a Segrate ogni ulteriore consumo di suolo agricolo.

Ci rendiamo conto, signor Ministro, della delicatezza del suo ruolo istituzionale; tuttavia non esitiamo a richiedere il suo interessamento ed il suo intervento a fronte di quello che succederà a Segrate nei prossimi cinque anni; per quanto la città sia già affollata da cantieri incompleti a causa della crisi economica, via sia già una disponibilità calcolata in oltre mille appartamenti invenduti, sia previsto l’arrivo a Segrate del Westfield Milan Shopping Center, il centro commerciale più grande d’Europa con oltre 14.000 posti auto di parcheggio, siano in corso i lavori che porteranno a Segrate, sulle strade Cassanese e Rivoltana, il traffico della nuova autostrada Brebremi, l’Amministrazione Comunale di Segrate non esita ad accontentare i proprietari degli ultimi terreni agricoli rendendoli edificabili.

Distintamente.

Sullo spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo presentato un’interrogazione sullo spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate.

Il senso dell’interrogazione era molto semplice. La notizia del possibile arrivo a Segrate della Biblioteca di via Senato ha suscitato un generale interesse in quanto sembra dire che una cosa importante arriva a Segrate apparentemente grazie a un accordo che non comporta particolari costi per il Comune.

Qualche domanda però ce la siamo posta.

Ad esempio: si è semplicemente detto di sì ad una proposta che era difficile da rifiutare o è stata fatta anche una valutazione costi benefici?

Ci si è chiesto cosa comporta per il Comune, per il futuro centro civico XXV Aprile, per il servizio Biblioteca Comunale l’arrivo di questa struttura? Sarà utile ai cittadini o sarà un fiore all’occhiello che col tempo diventerà sempre meno interessante e quindi sarà solo una occupazione prestigiosa ma assolutamente superflua di preziosi spazi comunali?

Queste valutazioni sono state fatte con modalità scientifica prima di decidere, o si è fatto, come si dice “alla carlona” prima dicendo di sì e poi cercando di aggiustare le cose?

Facendo un esempio, un po’  improprio ma forse illuminante; se qualcuno ci dicesse: “Ho una Ferrari, non so dove metterla. Me la terresti nel tuo box?”

Cosa facciamo: diciamo subito di sì, oppure facciamo una attenta valutazione costi benefici?

La risposta arrivata dal Sindaco è del tutto insoddisfacente.

Innanzitutto è sorprendente che a quasi due mesi da una delibera che dispone la variante dei lavori del XXV Aprile non ci sia l’accordo tra il Comune e la Fondazione che, a parte l’intervista rilasciate a botta calda dal senatore Dell’Utri, pubblicamente non da segno di vita. Sono andato a leggermi i numeri di aprile maggio e giugno del bollettino della fondazione e di questo spostamento, che per la biblioteca di via Senato dovrebbe essere epocale, non c’è traccia. Importanti acquisti di volumi antichi e rari e dotti commenti di tema bibliografico, ma l’annuncio che la Biblioteca diventa segratese non c’è.

Facciamo poi qualche considerazione sulla “Ferrari”, cioè sulla Fondazione Biblioteca di Via Senato.

140.000 volumi. Messi in fila occupano più di quattro chilometri di ripiani (un conteggio semplicissimo: in media un libro ha uno spessore di due cm se è un tascabile; può arrivare a sei/sette cm se è come un dizionario. Diciamo in media trenta libri occupano un metro, cento libri ogni tre metri. Mille libri trenta metri, 140.000 libri, 4,2 km almeno).

Questo vuol dire 6/700 metri di scaffali. Non dubito che nella trattativa il problema dello spazio sia stato esaminato, ma se prevediamo di dare alla Fondazione 200 mq di spazi uso deposito e 280 mq di spazi previsti con consultazione; che ci stia tutto il patrimonio della Fondazione, tutti i fondi, 140.000 volumi, compreso il Fondo sulla Contestazione, il Fondo Fantascienza, le collezioni di libri antichi che non possono essere certo accatastati, mi sembra difficile. Anche il problema del personale mi sembra da chiarire. Non vedo spazi uso ufficio. Dove staranno? Non viene nessuno?

Poi vorrei dire una parola sugli spazi assegnati. La risposta del sindaco sembra dire che c’erano degli spazi usati male (una sala polifunzionale senza adeguata areazione) e per fortuna che ce li chiede la Biblioteca di via Senato. Non è così: il criptico accenno nella delibera alla sala ragazzi, vuol dire che al primo piano viene data alla Fondazione lo spazio riservato a ragazzi e bambini che vengono spostati al piano terreno in uno spazio aperto sulla piazza. Alternativa valida, forse migliore del progetto originale. Ma cosa c’era lì, prima nel progetto? Mi sbaglio o ci dovevano essere spazi di centro civico, come sala studenti, sala seniores, qualcosa del genere. Erano spazi per i segratesi che invece andranno altrove, a occupare qualcosa altro. Insomma, niente è gratis.

E poi c’è l’aspetto economico. Spending review? Qui come la mettiamo? Ospitiamo la Ferrari, che pochi o nessun segratese userà, a nostre spese.

Con questo non intendo dire che l’operazione Biblioteca di via Senato vada bocciata. Intendo dire che ho la sensazione che sia stata fatta dal sindaco tuttologo, senza confrontarsi con esperti. Su operazioni del genere, ci sono esperti in grado di dire quali sono, anche in base a precedenti esperienze, nel milanese o altrove, vantaggi o svantaggi nella collocazione di biblioteche specialistiche in centri medio piccoli?

Certo che ci sono: il Sistema Bibliotecario, che secondo il sindaco non va consultato perchè non è competente in materia di assegnazione di spazi comunali, o gli uffici regionali che sono certamente più informati di noi.

Se il Sindaco non lo fa, un parere glielo chiederò io. Vi farò sapere.

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