Monthly Archives: ottobre 2012

Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti

Se i primi dati venissero confermati, il vento dell’antipolitica avrebbe soffiato anche sulle elezioni siciliane.

Qui sotto trovate una lettura per capire dove siamo e un hastag per darci un appuntamento stasera alle 21 al teatro Dal Verme: perché #solorenzifermagrillo

di Italo Calvino*

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.

Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; l’illegalità formale quindi non escludeva una superiore legalità sostanziale. Vero è che in ogni transizione illecita a favore di entità collettive è usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l’illecito che per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardar bene il privato che si trovava a intascare la sua tangente individuale sulla tangente collettiva, era sicuro d’aver fatto agire il proprio tornaconto individuale in favore del tornaconto collettivo, cioè poteva senza ipocrisia convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita.

Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attività lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Perché in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta ma neppure a rimetterci di suo (e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse) la finanza pubblica serviva a integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attività che sempre in nome del bene comune s’erano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse che in altre epoche e civiltà poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza d’atto di forza (così come in certe località all’esazione da parte dello stato s’aggiungeva quella d’organizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori pur provando anziché il sollievo della coscienza a posto la sensazione sgradevole d’una complicità passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attività illecite, normalmente esentate da ogni imposta.

Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva d’applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anziché la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse d’un regolamento di conti d’un centro di potere contro un altro centro di potere.
Cosicché era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l’idea che anche loro erano dei centri di potere e d’interessi illeciti come tutti gli altri.

Naturalmente una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche (e tante altre attività più modeste fino allo scippo in motoretta) s’inserivano come un elemento d’imprevedibilità nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita.

In opposizione al sistema guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che, usando quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge, e con un ben dosato stillicidio d’ammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini, illustri e oscuri, si proponevano come l’unica alternativa globale al sistema. Ma il loro vero effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile, confermandone la convinzione d’essere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla.

Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, né patriottici né sociali né religiosi, che non avevano più corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione d’altre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virtù sono cose che trovano troppo facilmente l’approvazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per sé (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute più nascoste; in una società migliore non speravano perché sapevano che il peggio è sempre più probabile.

Dovevano rassegnarsi all’estinzione? No, la loro consolazione era pensare che così come in margine a tutte le società durante millenni s’era perpetuata una controsocietà di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsocietà che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la società, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della società dominante e affermare il proprio modo d’esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di sé (almeno se vista non troppo da vicino) un’immagine libera e vitale, così la controsocietà degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversità, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d’essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno più dire, di qualcosa che non è stato ancora detto e ancora non sappiamo cos’è.

* da Repubblica, 15 marzo 1980 e in “Romanzi e racconti, volume terzo, Racconti e apologhi sparsi”, Meridiani, Mondadori

La storia di uno dei centri commerciali più grandi d’Europa

Cerco di ricostruire sul mio blog gli eventi che nei prossimi tempi porteranno in mezzo a Segrate un Centro Commerciale da 130.000 mq, 14.300 posti auto con un edificio alto 43 metri. Un argomento che da qualche tempo non è in cima all’agenda del dibattito politico, ma di cui ben presto si tornerà a parlare.

E’ un post molto lungo, che riprende in parte una bella ricostruzione, svolta da Segrate Nostra, che purtroppo è rimasta nascosta nelle pagine di Facebook. Il racconto parte dal 2009, passando per alcune date significative, come il 19 marzo 2010, quando il Sindaco Alessandrini, dieci giorni prima delle elezioni e della scadenza del suo mandato, firma il Primo Atto Integrativo. Fino agli ultimi eventi che raccontano come il Centro Commerciale che la Wesfield realizzerà a Segrate sarà il secondo più grande d’Europa, umiliando il Dolce Vita Tejo di Lisbona (122.000 mq) e l’Istanbul Cevahir (110.000 mq), battuto solo dal recentissimo Westfield di Londra.

Buona ripasso e buona lettura.

EVENTI DEL 2009

25 febbraio 2009

Regione Lombardia, Provincia di Milano, e Comune di Segrate, con l’adesione della società I.B.P. (International Business Park) s.r.l., sottoscrivono l’Accordo di Programma (ADP) che prevede di realizzare sull’area ex Dogana di una grande struttura di vendita con il format tipologico del centro commerciale con superficie di vendita di mq 99.000, di cui mq 15.000 per il settore alimentare e mq 84.000 per il settore non alimentare.

19 marzo 2009

Il consiglio comunale di Segrate, con deliberazione n.19, immediatamente esecutiva, ratifica l’Accordo e la relativa variante urbanistica al PRG e relativi allegati e approva i programmi attuativi relativi agli ambiti ADP1 (zona IBM) e ADP3 (ex Dogana). L’ADP, art. 3.5, prevede inoltre la possibilità del trasferimento in ADP3 della volumetria prevista nell’ambito ADP2 (intervento Ellisse su ex stabilimento Nardi, Novegro) che era stato bloccato da un parere negativo dell’autorità aeroportuale ENAC.

20 aprile 2009

La Struttura Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lombardia esprime, con Decreto Dirigenziale n. 3756 del 20.04.2009, giudizio positivo – con prescrizioni – in ordine alla compatibilità ambientale degli interventi previsti dall’ADP, ambiti 1, 2 e 3.

Relativamente all’Ambito ADP1 (zona IBM) è prescritto di rivedere la soluzione plani volumetrica per renderla più coerente con il contesto.

Relativamente all’Ambito ADP3 (ex Dogana), la prescrizione prevede che “anche in considerazione dei vincoli aeronautici di altezza che insistono sull’ambito ADP2 , si dovrà valutare la fattibilità del trasferimento sull’ambito ADP3 di tutto o parte delle volumetrie previste sull’ambito ADP2, ad integrazione del centro multifunzionale e con la medesima destinazione d’uso – come previsto dall’art. 3.5 dell’ADP – soluzione ritenuta migliorativa sotto il profilo paesistico-ambientale“.

20 aprile 2009

La Conferenza di Servizi, nel corso della seduta “conclusiva” delibera di accogliere la domanda di rilascio dell’autorizzazione per l’apertura sull’area ex Dogana del Centro Commerciale.

11 maggio 2009

I.B.P. versa  € 5.000.000,00, a titolo di anticipazione degli oneri di urbanizzazione secondaria relativa all’Ambito ADP3, come previsto dall’art. 14.1 dell’ADP.

11 maggio 2009

Il Comune di Segrate rilascia l’autorizzazione commerciale unitaria n. 5/GR relativa al Centro Commerciale. L’avviso di rilascio della autorizzazione commerciale viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 28, Serie Inserzioni e Concorsi, del 15 luglio 2009.

22 maggio 2009

Con  D.P.G.R. (Decreto Presidente Giunta Regionale) n. 5095 a firma Formigoni viene approvato l’ADP. Il decreto  è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del 29 maggio 2009.

dicembre 2009

IBP presenta il Primo Atto Integrativo dell’ADP,  che chiede il trasferimento nell’ambito 3 della capacità edificatoria attribuita dal PRG vigente all’ambito 2 e l’ampliamento della grande struttura di vendita, da 90.000 mq a 130.000 mq di superficie di  vendita, di cui restano invariati i 15.000 mq previsti per il settore alimentare.

Il progetto si sviluppa su più livelli altimetrici e comprende: l’edificio “principale” che si compone di aree a parcheggio, intrattenimento, commerciale e spazi tecnici; un edificio “arena” dedicato a spettacoli ed un edificio “albergo”, oltre alle “aree a verde” comprendenti un lago artificiale.

La dotazione parcheggi complessiva prevista è di circa 14.242 posti auto in multipiano, distribuiti su due livelli principali e per una quota minoritaria sul livello interrato e sul terzo livello.

EVENTI DEL 2010

8 febbraio 2010

Il Collegio di Vigilanza regionale per il rilascio della VIA da avvio alla procedura di approvazione del Primo Atto Integrativo.

10 febbraio 2010

La Giunta regionale, con deliberazione n. 8/11392, approva l’ipotesi di Primo Atto Integrativo.

16 febbraio 2010

La Giunta Provinciale, con deliberazione in data n. 67/10, approva l’ipotesi di Primo Atto Integrativo dell’ADP.

18 marzo 2010

Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Segrate e IBP s.r.l.sottoscrivono l’Atto Integrativo dell’Accordo di Programma; firmatari sono  Roberto Formigoni, Guido Podestà e Adriano Alessandrini, in rappresentanza degli Enti sottoscrittori; firma anche l’ing. Antonio Percassi in rappresentanza di I.B.P. “nella sua qualità di soggetto proprietario dei terreni di cui alle aree ex IBM ed ex Ellisse e di soggetto avente la disponibilità dell’area ex Dogana“.

28/29 marzo 2010

Elezioni comunali a Segrate.

29 marzo 2010

Il  D.P.G.R. (Decreto Presidente Giunta Regionale) n. 3148 approva il Primo Atto Integrativo dell’ADP, con il quale è stata condivisa la nuova soluzione progettuale relativa all’ADP3 che “viene sottoscritto da Roberto Formigoni, Guido Podestà e Adriano Alessandrini, in rappresentanza degli Enti sottoscrittori; inoltre viene sottoscritto dall’ing. Antonio Percassi in rappresentanza di I.B.P., ai fini dell’assunzione degli impegni previsti a proprio carico, nella sua qualità di soggetto proprietario dei terreni di cui alle aree ex IBM ed ex Ellisse e di soggetto avente la disponibilità dell’area ex Dogana“.

23 dicembre 2010

I.B.P. presenta alla Giunta Regionale la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale degli interventi riguardanti il centro commerciale multifunzionale e l’insediamento ricettivo inclusi nell’area “Ex Dogana”, ampliato a seguito dell’approvazione del Primo Atto Integrativo.

29 dicembre 2010

La Regione Lombardia attiva la procedura VIA.

EVENTI DEL 2011

15 febbraio 2011

I.B.P. presenta alla Struttura Regionale VIA lo studio documentale.

Si tiene la Prima Conferenza di Servizi per la presentazione dello Studio di Impatto Ambientale.

1 aprile 2011

La Struttura regionale V.I.A. richiede al Proponente documentazione integrativa in merito al progetto ed ai suoi effetti sull’ambiente.

2 maggio 2011

I.B.P. deposita la documentazione aggiuntiva richiesta.

23 maggio 2011

Conferenza di concertazione dei pareri relativi alla VIA. Il Comune di Segrate è assente ma con una nota a firma del Direttore Settore Ambiente Territorio LL.PP., Prot. n.22685 del 07.06.11 (prot. regionale n. T1.2011.0012593 del 07.06.2011), esprime parere favorevole.

21 giugno 2011

In un solo giorno, con una efficienza che neanche Brunetta oserebbe sognare, IBP, Comune, Provincia e Regione superano l’ostacolo della VIA concentrando in una sola giornata, ben cinque atti, dimostrando che quando c’è la buona volontà la sinergia privato pubblico può fare miracoli…

1. I.B.P. deposita in Regione una nota di chiarimenti/precisazioni.

2. La Giunta Provincia di Milano alle ore 10:50, con deliberazione n. 204/2011 (prot. regionale n. T1.2011.0013667 del 21.06.2011), approva il parere di VIA riferito al ADP3 aumentato a seguito del Primo Atto Integrativo.

3. Nello stesso giorno la delibera provinciale viene redatta, stampata, numerata, firmata e  depositata in Regione.

4. La Presidenza della Regione Lombardia, Sede Territoriale di Milano, deposita il proprio parere, l’ultimo degli otto pareri specialistici del gruppo di lavoro regionale.

5. Il dirigente della Struttura di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lombardia esprime giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale degli interventi previsti dall’ADP e firma l’atto relativo che viene immediatamente numerato e diventa ufficiale.

E’ fatta. Arrivano a Segrate 14.400 posti auto e un edificio alto 43 metri.

settembre 2011

Il centro commerciale finisce nel occhio del ciclone dell’inchiesta Penati. Pietro Di Caterina racconta di aver saputo dall’architetto Renato Sarno, vicino a Penati, di rapporti economici “opachi e anomali”, nonché di “passaggi di soldi”, tra lui e l’ingegner Molina proprio in relazione all’Idroscalo Center.

EVENTI DEL 2012

22 febbraio 2012

Nel terreno dove dovrebbe sorgere il centro commerciale vengono rinvenuti rifiuti speciali sepolti abusivamente. L’intera area viene sequestrata.

17 dicembre 2012

La I.B.P. International Business Park S.r.l. comunica al Comune di Segrate l’imminente atto di trasferimento della proprietà dell’area di cui all’Ambito ADP1 alla società statale “Fintecna Immobiliare S.r.l.” e trasmette lo schema di convenzione e gli elaborati tecnici relativi al Programma Attuativo ADP1, adeguati nella forma idonea per il recepimento dello schema planivolumetrico approvato con il Primo Atto Integrativo dell’Accordo di Programma

21 dicembre 2012

La Giunta Comunale delibera la proroga dei termini di attuazione dell’ambito del Programma Attuativo AdP1 dal 22 maggio 2019 al 31 dicembre 2022, approva il piano planivolumetrico adeguato a quanto previsto nel Primo Atto Integrativo e prende atto della intenzione di I.B.P. di cedere l’area interessate dall’AdP1 alla società statale Fintecna.

EVENTI DEL 2013

27 febbraio 2013

Sottoscrizione della nuova convenzione AdP1 tra Comune di Segrate e I.B.P.

7 marzo 2013

Fintecna Immobiliare comunica al Comune di Segrate che il 28 febbraio ha acquistato da IBP-International Business Park l’area interessata dall’AdP1, presso il quartiere S.Felice e chiede di venga posticipato di un anno il termine per la presentazione della domanda del primo permesso di costruire.

19 aprile 2013

La Giunta Comunale di Segrate prende atto della avvenuta cessione da parte di I.B.P. a Fintecna Immobiliare s.r.l. dell’area AdP1; sono escluse alcune aree interessate da interventi di mitigazione ambientale che invece vengono cedute ad Altea s.r.l. che si assume gli impegni convenzionali (realizzare una barriera acustica in corrispondenza dei plessi scolastici di S.Felice, alberare un’area frapposta tra l’Ambito AdP1 e l’Idroscalo).

La Giunta, con la stessa delibera, prende atto che l’area interessata dall’AdP2, in Novegro, è stata ceduta da I.B.P. a Gezzo s.r.l.

Altea, Gezzo e I.B.P. fanno tutte parte del Gruppo “Stilo Immobiliare Finanziaria s.r.l.

12 giugno 2014

La Giunta Comunale di Segrate con delibera n. 60 approva il progetto di urbanizzazione presentato da Fintecna dell’Area AdP1. Verrà realizzata un’area e commerciale con strutture scolastiche. La slp supererà i 100.000 mq. E’ previsto l’arrivo di oltre 2500 nuovi residenti.

12 giugno 2014

Le Gallerie Lafayette annunciano che apriranno una propria area di vendita per circa 18.000 mq nel Westfield Milan. Dichiarazioni di stampa annunciano che il centro commerciale attirerà fino a 7 milioni di clienti l’anno.

DIMENSIONI

Precedente Progetto Ambito 3

Superficie coperta 186.209 mq (31%)
Superficie lago 8.500 mq (1%)
Superficie strade 52.000 mq (9%)
Superficie parcheggi 47.177 mq (8%)
Superficie “Viabilità Speciale” 31.878 mq (5%)
Superficie a verde 278.145 mq (46%)
Superficie complessiva 603.909 mq

Struttura di vendita 90.000 mq, di cui 15.000 alimentari.

Nuovo Progetto Ambito 3

Superficie coperta 188.569 mq (31%)
Superficie lago 31.489 mq (5%)
Superficie strade 98.044 mq (16%)
Superficie pedonalizzata 18.523 mq (3%)
Superficie parcheggi 0 mq (0% – i parcheggi diventano tutti sotterranei, e lo strato di terriccio che li copre viene conteggiato come “verde”)
Superficie “Viabilità Speciale” 32.920 mq (5%)
Superficie a verde 234.237 mq (39%)
Superficie complessiva 603.909 mq

Struttura di vendita 130.000 mq, di cui 15.000 alimentari, 14.242 posti auto

CONFRONTO IN ITALIA

Centro Commerciale Campania (Marcianise, Caserta) 100.000 mq coperti, 7000 posti auto
Parco Leonardo, Roma: 100.000 mq, 4000 posti auto
Orio Center: 60.000 mq, 6000 posti auto
Torino Caselle: 59 875 mq, posti auto 1163

CONFRONTO IN EUROPA

Dolce Vita Tejo, Lisbona: 122.000 mq
Istanbul Cevahir: 110.000 mq
Westfield Londra: 180.000 mq

PER FORTUNA, NEL MONDO…

Dongguan, Cina, 892.000 mq

Scriveva Pier Paolo Pasolini: “Quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, allora la nostra storia sarà finita“.

Lo strambotto del ciclista segratese

Quale incanto per il viandante ovvero per l’inclito automobilista la vista di tant’opera, inserita in una delle più alte realtà stradali che il mondo c’invidia: le rotonde a fagiuolo!

Da qualche giorno circola sulla rete questo divertente strambotto firmato dall’ “associazione dei velocipedisti segratesi” (?) che sembra non aver apprezzato il monumento alla bici che l’amministrazione inaugurerà questo sabato sulla cassanese.

Lo stile è quello dei cinegiornali dell’istituto Luce degli anni 30-40. Che dire? L’autore (o gli autori) è un genio.

Manca solo di stamparlo in 5000 copie e trovare un fiero aviatore che bombardi di volantini la città inerme.

Meritano proprio di essere spazzati via.

Ieri hanno pubblicato il regolamento per le primarie 2012.

Tutti gli osservatori sono concordi nell’affermare che è un regolamento fatto per scoraggiare il voto libero e proteggere le truppe cammellate: in poche parole, è una gran porcata.

Mi spiace per Nichi Vendola, che è stato candidato due volte in Puglia con regole che ora non vanno più bene.

E mi spiace soprattutto per Pierluigi Bersani. Con questo terrore del voto ostacolato da norme grottesche, si è piegato al poliziotto cattivo e ha dimostrato di essere un leader fragile: comunque vadano le primarie le ha già perse.

Alcuni esempi.

Al secondo turno potranno votare solo “coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’Albo degli elettori entro la data del 25 novembre, e che si registrino in due giorni compresi tra il 27/11 e il 01/12“.

Ci si potrà registrare anche il giorno del voto, ma in una sede diversa dal gazebo in cui si voterà.

Hanno impedito il voto ai sedicenni (che invece potevano votare nelle precedenti primarie), come giustamente ricorda anche Pippo Civati.

Infine non ci si crede che nel 2012 online si possa fare tutto tranne che registrarsi all’albo degli elettori del centrosinistra.

Alle primarie di Prodi nel 2005 andarono a votare in 4 milioni. Nel 2009 per Veltroni votarono in 3 milioni. Se a queste andranno a votare meno di 3 milioni di chi sarà la responsabilità? In nome di un patto di sindacato ora viene respinto chi in pieno spirito PD attrae nuovi consensi.

Nichi, Pierluigi, si può sapere di cosa avete paura?

Alessandrini sul camper? No, grazie.

Nell’ultima puntata di Ballarò, il consueto sondaggio ha sottolineato che il consenso verso Matteo Renzi continua ad aumentare e la sua percentuale è ormai vicina (33 a 37%) a quella di Bersani tra gli intervistati che intendono partecipare alle primarie del PD.

Molto c’è ancora da correre, ma l’entusiasmo tra i renziani aumenta. Aumenta anche, inevitabilmente, il numero di chi strizza l’occhio al camper di un possibile vincitore, e tra i sinceri entusiasti vi sono i mestieranti della politica e chi vuole riciclarsi cambiando senza problemi bandiera e schieramento.

A Segrate corre voce che perfino il sindaco Alessandrini, ex PDL, da pochi mesi proclamatosi indipendente, sia pronto a scoprirsi renziano.

Sarebbe una cosa notevole. Ma occorrerebbe ricordare ad Alessandrini che uno dei punti forti di Renzi amministratore è di aver imposto nella città di cui è sindaco, Firenze, il consumo zero del territorio. Non a caso, il coordinatore dei comitati di Renzi per la provincia di Milano è Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco, che era presente alle convention della Leopolda e che soprattutto ha portato anche la propria città a interrompere il consumo di suolo.

Alessandrini invece ha fatto esattamente il contrario. Il suolo agricolo di Segrate, nel PGT voluto e fatto votare da Alessandrini, è destinato ad essere tutto consumato, urbanizzato.

Di renziani così non ce n’è certo bisogno. Proprio no.

Avvisiamo gli sbadati che hanno perso le firme per strada

Spiace che Stefano Boeri e Sandro Gozi abbiano ritirato la loro candidatura alle primarie del Partito Democratico.

Colpa di queste regole, a mio avviso troppo restrittive, per cui si poteva scegliere di cercare 90 firme all’interno dell’Assemblea Nazionale oppure 18.000 firme di iscritti del partito da raccogliersi in una settimana. Un’operazione impossibile quasi per tutti.

Ma la frase più gustosa tra quelle circolate sui social network nelle ultime ore è questa: “Laura Puppato ha trovato le firme dei delegati necessarie per la candidatura alle primarie“.

Come se le firme per le primarie del PD si trovassero per strada.

Laura è una persona rispettabilissima ed è una ricchezza per tutti. Ma il dubbio, strisciante, nei commenti di Facebook e Twitter, che pur di candidarsi abbia accettato firme di provenienza incerta, la metterebbe nella condizione di risultare facilmente attaccabile.

Era normale che chi non aveva firme questa settimana le chiedesse in giro. E mettiamo pure che alcune le siano arrivate da chi sosteneva Gozi, che ha rinunciato alla competizione.

Ma avrebbe fatto bene la Puppato ad accettare firme, non so, arrivate in soccorso da delegati su indicazione di Bersani? Forse no. Chi ha perso le firme per strada prima o poi potrebbe tornare a chiederne il conto. Difficile pensare a delegati che si sono “prestati” alla causa solo per la gloria.

Ora sarebbe doveroso che l’ufficio di presidenza rendesse pubblico gli elenchi di chi ha firmato per Bersani, Puppato e Renzi.

Proprio perché, come Laura, crediamo che la trasparenza per chi si occupa di politica sia fondamentale.

Preverdissement: clamoroso autogol?

I fatti sono questi. Il Piano di Governo del Territorio (PGT) di Segrate è stato approvato dal Consiglio Comunale il 14 febbraio scorso. Uno dei suoi contenuti, molto sottolineato dal sindaco Alessandrini e dall’assessore all’Urbanistica, Angelo Zanoli, è la previsione del preverdissement (Pv), cioè la piantumazione preventiva delle aree che diventano edificabili, cioè TUTTE le ultime aree agricole del nostro territorio.

Il PGT prevede per il Pv questa regola:

La piantumazione preventiva dovrà avvenire entro 6 mesi dall’approvazione definitiva del P.G.T. e costituisce una condizione necessaria ed inderogabile affinché l’Amministrazione Comunale possa procedere nell’istruttoria delle proposte progettuali finalizzate ad ottenere l’approvazione dei piani attuativi.

Il conto è presto fatto. I sei mesi dal 14 febbraio sono scaduti il 14 agosto e nessun proprietario di aree ha provveduto a mettere, a quanto vediamo, nemmeno un albero o un arbusto nelle nuove aree edificabili, con le modalità che il PGT prevede (nel 50% dell’area devono essere messi alberelli con fusto di almeno 3,5 cm di diametro e una densità di circa 300 piante/ettaro, grosso modo una ogni cinque-sei metri).

Quindi nessun piano attuativo di edificazione su nessuna nuova area edificabile prevista dal PGT può essere fatto. Non solo, ma gli uffici comunali non possono nemmeno esaminare o trattare proposte da parte dei proprietari dei terreni. Così ha deciso il Consiglio Comunale e (lo dice chiaramente la Legge Regionale) quanto è stato stabilito nel PGT può essere modificato solo rifacendo tutta la complessa procedura (valutazione ambientale, periodo per i suggerimenti pubblici, prima adozione, periodo per le osservazioni pubbliche, esame da parte della Provincia in base al Piano Provinciale, definitiva approvazione, pubblicazione sul BURL).

Ma la nostra fantasiosa Amministrazione Comunale la vede diversamente e in un documento intitolato “Salvaguardia degli equilibri di bilancio e ricognizione dello stato di attuazione dei programmi 2012” che è portato all’approvazione del Consiglio Comunale il 26 settembre, viene infilata dentro, nascosta tra decine di pagine che parlano di tutto, questa frase:

Entro il termine di sei mesi, a far data dal 19 maggio 2012, gli operatori privati che vorranno operare le trasformazioni ammesse del PGT dovranno provvedere all’integrale piantumazione delle loro aree secondo un progetto condiviso dall’Amministrazione. In tal senso è stata avviata una serratissima fase di confronto tecnico con i soggetti che si sono dichiarati disponibili ad eseguire il “preverdissement”. Il termine per l’esecuzione delle piantumazioni è il 19 novembre 2012“.

La data del 19 maggio è quello della pubblicazione sul Bollettino regionale della avvenuta approvazione del PGT. Ma le Legge Regionale è chiara: la data di approvazione del PGT è quella della votazione del Consiglio Comunale. La pubblicazione sul BURL è altra cosa, successiva alla approvazione ed obbligatoria per completare la procedura. Abbiamo interpellato diversi tecnici compreso quelli degli uffici della Regione Lombardia.

La nostra opinione è questa: il termine previsto dal PGT per la piantumazione preventiva delle aree edificabili, condizione inderogabile per aprire l’istruttoria dei relativi piani attuativi, è scaduto il 14 agosto. Su questa nostra convinzione presenteremo una mozione per portare il Consiglio Comunale a valutare la questione ed esprimersi in merito.

La nostra opinione è che questa maggioranza abbia commesso un clamoroso autogol che probabilmente avrà grosse difficoltà a rimediare. Se così fosse, come ci auguriamo, per ora il Golfo Agricolo e tutto il verde agricolo di Segrate è salvo.

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