Monthly Archives: novembre 2012

Neanche la Pravda

Ai tempi dell’URSS la Pravda sosteneva che il più grande geyser del mondo fosse in Siberia.

Invece oggi scopriamo che, secondo Dario Giove, Bersani a Segrate ha stravinto (a Segrate, su 2164 votanti:  Renzi 896, Bersani 900, Vendola 262, Puppato 86, Tabacci 22).

Per Dario e tutti gli amici del PD.

Capisco e pratico il tifo sportivo e ho sentito di recente un allenatore dire (o ripetere) che non c’è niente di più bello che vincere per uno a zero per un autogol al novantacinquesimo. E’ vero anche che nelle elezioni si può vincere con il 50% più un voto. Ma il voto di Segrate di domenica scorsa non era un ballottaggio per l’elezione del sindaco, aveva un significato politico più generale di termometro dei sentimenti degli elettori del centrosinistra nella nostra città. Il risultato segratese di 41% a 41% (quattro voti di differenza) ad un primo turno può essere presentato come una vittoria dai sostenitori di Bersani che tutti i sondaggi hanno dato costantemente in vantaggio? Il Giorno Martesana lo ha definito un ex-equo in un articolo dove risulta che, dopo Cernusco s/N e Peschiera Borromeo, il risultato di Segrate è stato per Renzi uno dei migliori della provincia.

A proposito, Pravda vuol dire verità.

Un sorriso.

Tantissimo Renzi a Segrate

Le primarie del centro sinistra a Segrate hanno dato due ottimi risultati. Il primo: la partecipazione. Le primarie di coalizione hanno visto ben 2164 votanti, quando nelle primarie PD del 2009 i votanti furono solo 1400 circa. Anche Segrate quindi è coinvolta dall’ondata di entusiasmo che ha attraversato l’Italia proprio in un momento in cui l’astensionismo e l’antipolitica sembravano la facessero da padroni.

Ottimo poi a Segrate il risultato di Matteo Renzi che con 894 voti ha sfiorato il pareggio nei confronti dei 900 voti raccolti da Bersani e con il 41% ha nettamente fatto meglio del risultato regionale e provinciale.

E’ andata molto bene, molto meglio delle nostre più ottimistiche previsioni. E penso che faremo ancora meglio al ballottaggio quando si deciderà il futuro non solo del centrosinistra ma dell’Italia. Avendo visto l’impegno e l’entusiasmo di questi giorni in confronto alla confusione massima in cui si dibatte il centrodestra è una gioia prevedere che chi vincerà domenica 2 dicembre sarà non solo il leader della coalizione ma con ogni probabilità il prossimo capo del governo“. Così ha commentato i risultati Silvia Carrieri, del comitato Segrate per Renzi.

Anch’io sono ottimista. E’ una corsa a tappe e questa era la parte in salita. Ora si riparte per il ballottaggio e sarà uno sprint tutto da decidere. La vittoria di Renzi è nell’interesse di tutto il centrosinistra: solo Matteo, e lo abbiamo visto anche qui a Segrate, è in grado di portare nel centrosinistra gli indecisi e i delusi del centrodestra ed avere così la forza per cambiare l’Italia.

Siamo caricatissimi: forza Matteo!

Parco Sud, allarme cemento con i nuovi Pgt in 7 Comuni

Parco Sud, allarme cemento con i nuovi Pgt in 7 Comuni“, lo scrive Luca De Vita de La Repubblica in un bell’articolo che parte proprio da Segrate nell’analizzare la programmazione disastrosa del consumo di suolo nel milanese: “è il cemento che passa dalla porta principale, ovvero i regolamenti comunali che, in questi casi, forniscono licenze di edificazione per milioni di metri quadri di suolo agricolo“.

Il leitmotiv è sempre il medesimo: prima di dare la disponibilità per edificare su suolo libero le amministrazioni non valutano quanto ci sia in giro di dismesso, invenduto e sfitto.

C’è anche un mia dichiarazione: “Su questo Segrate vanta un record. Qui, il Comune – in funzione di una crescita pari a 15mila abitanti nei prossimi anni (ora sono meno di 35mila) – ha approvato un piano che prevede il consumo di 162 ettari di suolo, di cui 106 di spazi agricoli. «A questi – spiega Paolo Micheli, della lista civica di sinistra Segrate Nostra – si vanno ad aggiungere i 141 dei piani di intervento integrati approvati prima del Pgt. In pratica è stato reso edificabile tutto ciò che di verde era rimasto a Segrate»”.

Qui potete leggere il resto dell’articolo.

L’appello al voto del Comitato Milano per Matteo Renzi

Carissime, carissimi,

mancano ormai due giorni alla conclusione di una campagna elettorale che è stata serrata ed affascinante. Oggi possiamo brindare perché tutti i sondaggisti segnalano come il nostro Partito Democratico goda del sostegno di oltre il 30% di potenziali elettori; riteniamo che ciò sia merito anche delle primarie e del ritrovato entusiasmo che la campagna di Matteo Renzi ha saputo suscitare in molte persone che hanno guardato con rinnovato interesse al PD e al centrosinistra.

Da parte nostra ci siamo impegnati per trasmettere le idee di Matteo Renzi e della sua campagna, presentando il suo programma ricco di puntuali e precise proposte, per cambiare volto al Paese, in piena discontinuità con il centrodestra berlusconiano e certi della necessità di un riavvicinamento dei vertici del PD ai bisogni dei cittadini e del territorio. In oltre due mesi di campagna elettorale abbiamo cercato di confrontarci sui contenuti, lavorando nei circoli, sui territori spalla a spalla con i militanti degli altri candidati per rendere possibile quello straordinario sforzo organizzativo che le primarie necessitano.

Eravamo in tanti al primo incontro in Via Plinio dove molti esponenti del PD e del mondo civico milanese hanno prestato la loro voce per raccontare le nostre idee. Eravamo ancora di più il 29 ottobre, dapprima tra le vie di Milano, per portare la fiaccola della buona politica contro il disastro del Palazzo Lombardia funestato dalle note vicende di cronaca giudiziaria; poi al Teatro Dal Verme, dove oltre 3.000 persone sono accorse per sentire e abbracciare Matteo Renzi. Ecco un video che racconta le emozioni vissute in questi mesi:

Abbiamo fatto nostro il sogno di Matteo Renzi: cambiare l’Italia, abbattere le rendite, ridare fiato e speranza ai lavoratori, rinnovare l’economia, riallacciare il legame di fiducia tra i cittadini e la politica. Riteniamo che questo si possa fare solo con un cambio netto, anche nel modo di fare politica; crediamo che – consentitecelo – al di là di Matteo Renzi, la politica debba tornare protagonista ma per farlo debba necessariamente essere ridisegnata, presentandosi agli elettori senza tatticismi, ma mettendoci la faccia e offrendo trasparenza, concretezza, tagli netti e immediati ai costi e ai privilegi della politica. Gli elettori capiranno la forza delle idee, non abbiamo bisogno di inseguire il Casini di turno, abbiamo bisogno di ritrovare il gusto di far politica insieme.

Il coinvolgente entusiasmo suscitato dalla campagna di Matteo Renzi e di chi come noi lo ha sostenuto può davvero portare un radicale e salutare rinnovamento del sistema politico italiano e può consentire al PD di tracciare una nuova via.

Il 25 novembre aiutaci a cambiare l’Italia, partecipa, vai a votare, qualsiasi sia il tuo voto; se sceglierai Matteo Renzi aiuterai il centrosinistra a diventare riformista ed europeo, aprendo una nuova stagione che sappia portare al governo nazionale le buone amministrazioni locali di centrosinistra che i cittadini hanno saputo conoscere e premiare con i loro voto.

Vota alle primarie, scegli Matteo Renzi,

un sorriso,

Il Comitato Milano per Matteo Renzi

Servizio del Tgr Lombardia su Golfo Agricolo, PGT e consumo di suolo a Segrate.

Il territorio comunale di Segrate è quasi tutto utilizzato: rimangono liberi circa un milione e mezzo di mq. L’attuale maggioranza lo scorso febbraio ha votato un PGT che prevede di urbanizzare assolutamente tutto.

Il Golfo Agricolo è l’ultima grande zona a vocazione agricola esistente a Segrate. Comprende un’area di circa 650.000 mq di fianco a Milano 2 che si collega ad altri terreni sul lato nord del territorio comunale, per un totale di quasi un kmq che raggiunge la confinante area del Parco Agricolo Locale di Pioltello.

Dopo Famiglia Cristiana, anche il Tgr Lombardia torna a parlare del consumo di suolo a Segrate.

Ambrosoli: storie di eroi borghesi

Inaspettata. Inattesa.

Meno di due settimane fa, è arrivata una notizia, o meglio la notizia: l’avvocato penalista milanese Umberto Ambrosoli ha annunciato tramite twitter la sua candidatura al Pirellone con la sua lista civica. Necessità di rinnovamento e sete di cambiamento: questa è la mission sottesa alla lista civica portata avanti da Umberto, protagonista e figlio di un’Italia eroica e borghese, che oggi stentiamo quasi a ricordare. Figlio di quel Giorgio Ambrosoli, assassinato in una serata qualunque l’11 luglio 1971, da quell’altra faccia dell’Italia, lurida e corrotta, che Giorgio Ambrosoli aveva voluto smascherare a costo della vita.

Nel 1995, Michele Placido ha raccontato questa drammatica vicenda nel film Un eroe borghese tratto dall’omonimo romanzo di Corrado Stajano (un libro da leggere e da regalare), interpretato dallo stesso Placido, nel ruolo di Silvio Novembre, maresciallo della Guardia di Finanza e da un eccezionale Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Ambrosoli.

Un film che è un pugno allo stomaco, una ferita da riaprire doverosamente. Punteggiato dalle musiche di Pino Donaggio (David di Donatello per la miglior colonna sonora nel 1995), Un eroe borghese segue con intensità non solo il lavoro meticoloso e coraggioso di due uomini, Ambrosoli e Novembre, decisi a strappare con forza quella pagina oscura della storia italiana, ma soprattutto permette di calare lo spettatore nella tragica apnea vissuta dalla moglie Anna e dai tre figli, combattuti e straziati da quell’impronunciabile minaccia: la morte. Una Morte per la verità. Morte per un’Italia, ingrata, che ha dimenticato troppo in fretta il coraggio e la passione di quell’eroe borghese che oggi rivive attraverso l’animata passione del figlio Umberto.

A cui va, ovviamente, il mio sostegno più grande e il più caloroso in bocca al lupo.

La politica è come la vita, senza emozioni non è bella.

Chiedo un favore a tutti i miei contatti: prestatemi 45 minuti del vostro tempo.

Vorrei mostrarvi l’intervento di Matteo Renzi ieri alla Leopolda. Anche se non state prendendo in considerazione di votare alle primarie, persino se avete già deciso di non votare Matteo Renzi.

Fatelo anche solo per me, ve lo chiedo come un favore personale.

Ho vissuto due giornate intense, ricche di contenuti ma che soprattutto mi hanno emozionato. Nel ritrovare tanti amici, nell’ascoltare gli interventi, in particolar modo quando è salito sul palco Matteo Renzi. Credo sia la prima volta che mi capita di emozionarmi durante il comizio di un politico.

Come ha commentato Eugenio Comincini: “La politica è come la vita, senza emozioni non è bella“.

Per questo vi chiedo: prestatemi 45 minuti del vostro tempo per mostrarvi il video di Matteo Renzi e farvi capire perché ritengo che questa sia la più “straordinaria novità politica degli ultimi anni che si è mossa dentro e non fuori dalla politica”.

E perché domenica prossima ritengo valga la pena fare un quarto d’ora di fila per cambiare il Paese piuttosto che lamentarmi per i prossimi 5 anni pentito di non aver preso parte a questa scelta.

Intervista doppia tra renziani e bersaniani

Segrate In Folio mi ha proposto un’intervista doppia sulle primarie di coalizione.

A rappresentare Bersani, l’amico Mario Sormani. Riporto le mie risposte, potete leggere qui il resto dell’intervista.

Nome

«Paolo».

Cognome

«Micheli».

Anni

«Trentotto».

Primo partito votato.

«Pds».

In passato folgorato da…

«Nella vita da Carlo Maria Martini. Alla politica mi sono avvicinato con ammirazione verso Romano Prodi».

Perché Renzi?

«Lo conosco e seguo da anni. Ha fatto scelte coraggiose, fin da quando si candidò alla provincia di Firenze. È stato il primo e l’unico sindaco a introdurre lo “stop al consumo di suolo”. Ed è stato anche un capo scout come me, abbiamo amici comuni».

Se vince Bersani?

«Lo voterò e chiederò di votare la coalizione che guiderà».

E se vince Vendola?

«Per il rispetto di genere, almeno come terza forza, penso a Laura Puppato. Brava e simpatica».

Se dico rottamazione?

«Rispondo rinnovamento. C’è in giro un bel desiderio di nuovo. Non mi sembra che sia il momento di ripercorrere le stesse strade, riproporre le stesse facce. L’età non è la cosa più importante, ma non dimentichiamo che grandi nazioni hanno appena avuto leader quarantenni come Cameron e Obama».

Se dico isole Cayman?

«Un’argomentazione contro Renzi tirata per i capelli. Penso che in politica sia meglio confrontarsi su cose più serie. Io almeno faccio fatica a fare il confronto politico amplificando dettagli o pettegolezzi, anche se fanno titolo».

Vorrebbe Bersani come sindaco di Segrate?

«Al posto di Alessandrini? Domani mattina! Dove si firma?»

Le sue tre parole chiave per la politica?

«Impegno, trasparenza, amore per Segrate».

Le Primarie saranno falsate dalle nuove regole?

«Falsate non direi. Certamente sono state rese un po’ più complicate rispetto alle altre volte proprio quando si intravede una competizione vera. Mi spiace soprattutto che siano stati esclusi i sedicenni e i diciassettenni. Penso che sarà, comunque, un altro grande momento di partecipazione democratica ed è bello ricordare che le Primarie sono state introdotte dal Pd ed è un modello che ora seguirà anche il centrodestra».

Un esponente della terza età può votare Renzi?

«Altroché! Chi mi ha contattato per dirmi che sosterrà Renzi ha età ed estrazioni sociali completamente diverse».

Un giudizio su Formigoni.

«Un politico della sua esperienza avrebbe dovuto capire prima che era tempo di farsi da parte, al primo arresto dei suoi collaboratori non all’ennesimo».

Vede già un candidato Pd alla presidenza della Regione?

«In Lombardia è tempo di cambiare. Spero che Ambrosoli voglia e riesca candidarsi per il centrosinistra: c’è bisogno di una persona della sua levatura morale per riportare valori etici in una istituzione scossa da troppi scandali. Altrimenti: Pizzul o Civati».

Berrebbe una birra al tavolo con Bersani?

«Certo e ci farei volentieri quattro chiacchiere. E visto che è originario della provincia di Piacenza,  gli proporrei un bicchiere di Gutturnio delle Cantine Bacchini di Castelvetro Piacentino, paese dove mi sono sposato a settembre».

Cosa ne pensa di Di Pietro?

«Passo. Conosco molta gente che lo stima e immagino il travaglio in un momento delicato della loro storia politica. Ho visto Report e anche la replica Di Pietro. Due considerazioni. La prima: i partiti personali hanno un evidente limite di democrazia interna. La seconda: la trasparenza in politica non è mai troppa. E penso di poterlo dire poiché sono l’unico consigliere di Segrate che ha messo on line la sua situazione economica».

E di Grillo?

«Meglio lui dell’astensionismo. Però l’aggressività del suo linguaggio può essere divertente ma è sempre esagerata e a volte eccessiva. Di Grillo apprezzo l’utilizzo della Rete come mezzo di comunicazione e di scambio di opinione. Però nutro dubbi sulla democrazia completamente digitale: per me la partecipazione alla vita della città richiede socialità e contatto con le persone».

Berlusconi non si candida: ci crede?

«Ormai è inevitabile. Se si riproponesse il Pdl rischierebbe di frantumarsi. La rottamazione sta coinvolgendo anche il centrodestra».

Renzi ha fatto bene ad andare ad Arcore?

«Certo. Aveva chiesto udienza al presidente del consiglio e quando gli è stato offerto un appuntamento non poteva certo star lì a sottilizzare sul luogo».

Cosa le piace di Bersani?

«È una persona intelligente e ha guidato il Pd in un periodo complicato. Assumersi il rischio impopolare di sostenere il governo Monti anziché andare subito alle elezioni, dove magari avrebbe vinto, è stata una scelta coraggiosa».

Cosa, invece, non le piace?

«Mi sembra che all’interno del partito sia rimasto troppo a lungo ostaggio dei soliti nomi che l’hanno portato alla segreteria, Penati compreso».

È prematuro, ma per il dopo Alessandrini, si possono ipotizzare Primarie anche a Segrate?

«Assolutamente sì. Le primarie sono un fatto democratico»

Tra Renzi e Bersani, chi vince?

«Matteo al ballottaggio. E voteranno in tantissimi».

«Traffico: obiettivi molto lontani»

A pagina 3 di Segrate in Folio viene riprende alcune valutazioni che avevo espresso su questo blog. Titolo: Il capogruppo di Segrate Nostra, Paolo Micheli, sul bilancio di metà mandato

«Una valutazione molto coraggiosa». Sono le parole usate da Paolo Micheli, leader di Segrate Nostra, nel commentare il bilancio di metà mandato dell’amministrazione comunale. Il capogruppo della lista civica dalle pagine virtuali del suo blog lancia un nuovo affondo alla giunta Alessandrini puntando i riflettori sugli obiettivi che, a metà legislatura, non sarebbero ancora stati raggiunti. Su tutti quelli in materia di traffico.

«Metà mandato è da poco trascorso» scrive Micheli, «ed è quindi tempo per una primo esame sul lavoro di questa maggioranza. Per fare ciò è senz’altro utile andare a leggere il Bilancio Sociale che il sindaco, con apprezzabile iniziativa, sta pubblicando a puntate sul sito comunale. Finora è stato fatto il resoconto dettagliato su sette dei dieci temi del suo programma. In fondo a ogni argomento un diagramma indica la percentuale di obiettivi raggiunti. Attualmente viene dichiarata una media del 52%, quindi perfettamente in linea con il tempo trascorso».

Troppo ottimismo? si domanda Micheli che prosegue elencando le undici promesse fatte dal primo cittadino in campagna elettorale: «L’interramento della Brebremi a Tregarezzo; la chiusura dell’accesso nord di Milano 2; un’ampia area pedonalizzata a Segrate centro; il collegamento tra via Europa e via Rugacesio; quelli diretti tra via Redecesio e via Morandi e tra via Monzese e via Marconi; il prolungamento di via Novegro fino alla rotonda di Linate; far realizzare la Viabilità speciale compreso il passaggio in galleria sotto via Morandi. Obiettivi importanti che sono ancora lontani se non lontanissimi o irrealizzabili, a fronte di quelli davvero già raggiunti: i nuovi parcheggi a Segrate centro, lo sbocco di via San Rocco sulla Cassanese, la tangenzialina di Redecesio e le rotatorie sempre sulla Cassanese. Secondo il Bilancio Sociale, per quanto riguarda il traffico, la percentuale di obiettivi raggiunti è addirittura del 55 per cento. Una valutazione molto coraggiosa».

1 2  Scroll to top