Monthly Archives: Novembre 2012

La lunga strada verso la Casa Bianca: da Rosa Parks a Barack Obama, la vittoria della democrazia

Barack is back. Dopo un agone all’ultimo sangue a suon di sfide televisive, colpi bassi e tentativi di infangamento da parte di sostenitori avversari (su tutti il re di The Apprentice US Donald Trump, che ha tentato di giocarsi la carta del certificato di nascita per dimostrarne la non-americanità), Barack Obama è stato (ri)eletto 45simo Presidente degli Stati Uniti d’America lo scorso 7 novembre.

Four More Years. Per altri quattro anni, l’America verrà guidata da un uomo ritenuto oggi uno dei simboli (se non il simbolo) della democrazia contemporanea. L’affaire Obama e tutto il tam-tam mediatico che si è consumato in questi ultimi mesi e giorni (a partire dal suo brillante discorso, di cui vi consiglio di dare un’occhiata), mi ha riportato alla mente un episodio significativo che riguarda il Presidente e il suo forte legame con la parola democrazia. Durante un suo viaggio a Detroit lo scorso 18 aprile, Mr. Obama ha fatto visita all’Henry Ford Museum per rendere omaggio all’attivista afro-americana Rosa Sparks. Immortalato da Pete Souza, fotografo ufficiale della Casa Bianca, il Presidente si è seduto su quello storico bus dove, nel lontano 1955, Rosa si rifiutò di lasciare il suo posto ad un passeggero bianco. Il conseguente arresto di Rosa portò ad una solenne mobilitazione da parte di tutti i cittadini afro-americani, conosciuta come il “Boicottaggio degli Autobus di Montgomery“, che rappresenta il primo importante passo della minoranza afro-americane verso quell’agognato desiderio di democrazia. Seppur i più maliziosi abbiano visto in quella fotografia del gratuito e becero paraculismo (non a caso, lo scatto è stato realizzato in piena campagna elettorale), l’intenso ritratto del Presidente sembra suggellare una vittoria: quella di una minoranza che ha lottato duramente per conquistare i propri diritti negli anni, in un toccante passaggio di testimone dalla sua prima attivista all’attuale Presidente degli Stati Uniti.

The long walk home. A proposito di Rosa Sparks, vi consiglio una pellicola molto interessante che parte proprio dall’episodio del boicottaggio degli autobus: La lunga strada verso casa (1990), diretto dal regista Richard Pearce e interpretato dalle due attrici Premi Oscar Whoopy Goldberg e Sissy Spacey. Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico dell’attrice Mary Steenburgen, La lunga strada verso casa segue le vicende della governante afro-americana Odessa Cotter, che aderisce alla mobilitazione non violenta degli autobus, e della sua altezzosa datrice di lavoro, la borghese Miriam Thompson. Fulcro della pellicola è la lenta presa di coscienza di Miriam sul valore della parola democrazia (all’epoca, un concetto così scontato per il “popolo bianco”), scaturita dal nobile e coraggioso gesto di Rosa Sparks, nel suo desiderio di riscatto come donna e cittadina americana.

Quello stesso riscatto ancora oggi anima il neo Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, di cui ancora una volta vuole farsi illustre portavoce.

Se abbiamo combattuto ferocemente è perché amiamo profondamente questo Paese“.

Obama ha salutato con queste parole, così piene e intense, il popolo americano.

Quel popolo che ha creduto in lui, e nella democrazia, ancora una volta.

The best is yet to come.

Un coraggioso bilancio di metà mandato

Le linee programmatiche 2010-2015 del sindaco Alessandrini sono articolate su 10 argomenti a loro volta suddivisi in un totale di circa 140 punti. Molti punti sono opere da realizzare, altri sono servizi nuovi o da migliorare oppure progetti e programmazioni. Si parte con la promessa dell’interramento delle Bre.Be.Mi e si finisce con la previsione del telecontrollo dell’illuminazione pubblica.

Metà mandato è da poco trascorso ed è quindi tempo per una primo “esame” sul lavoro di questa maggioranza.

Per fare questo esame è senz’altro utile andare a leggere il Bilancio Sociale che il sindaco con apprezzabile iniziativa sta pubblicando a puntate sul sito comunale. Finora è stato fatto il resoconto dettagliato su sette dei dieci argomenti del programma. In fondo ad ogni argomento un diagramma indica la percentuale di obiettivi raggiunti. Attualmente viene dichiarata una media di obiettivi raggiunti del 52%, quindi perfettamente in linea con il tempo trascorso. Ma vediamo se il sindaco non sia un po’ ottimista. Prendiamo ad esempio il primo argomento: il Traffico. Che troviamo tra le undici promesse elettorali del sindaco?

  1. l’interramento della Brebremi davanti a Tregarezzo
  2. la chiusura dell’accesso nord di Milano 2
  3. un’ampia area pedonalizzata a Segrate Centro
  4. il collegamento tra via Europa e via Rugacesio
  5. il collegamento diretto tra via Redecesio e via Morandi
  6. il collegamento tra via Monzese e via Marconi
  7. il prolungamento di via Novegro fino alla rotonda di Linate
  8. far realizzare la Viabilità speciale compreso il passaggio in galleria sotto via Morandi.

Obiettivi decisamente importanti che sono ancora lontani se non lontanissimi o decisamente irrealizzabili, a fronte di quelli davvero già raggiunti: i nuovi parcheggi a Segrate Centro, lo sbocco di via S.Rocco sulla Cassanese, la tangenzialina di Redecesio, le rotatorie sulla Cassanese. Secondo il Bilancio sociale per quanto riguarda il Traffico la percentuale di obiettivi raggiunti è addirittura del 55%!

Una valutazione molto, molto “coraggiosa”.

«Tu lascerai ogne cosa diletta

più caramente; e questo è quello strale

che l’arco de lo essilio pria saetta.

Tu proverai sì come sa di sale

lo pane altrui, e come è duro calle

lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.»

In esilio, come Bertolt Brecht e Giuseppe Mazzini.  #sischerza

— “L’esiliato Paolo Micheli”

Il futuro è adesso!

Due video, entrambi realizzati da Ugo, Stefano e Guido.

Nel primo, la staffetta simbolica del 29 ottobre partita da Palazzo Lombardia.

Il significato della fiaccola nelle parole di Eugenio Comincini, coordinatore dei Comitati di Milano e Provincia per Matteo Renzi: «La fiamma che brucia cancella gli aspetti negativi del passato, ma allo stesso tempo accende una speranza per il futuro. E la staffetta vuol significare un passaggio del testimone e una squadra che corre unita verso il raggiungimento di un traguardo comune. Facciamo nostro il motto delle Olimpiadi “Inspire a generation”. Renzi in questo senso ha avuto la capacità di stimolare, ridare entusiasmo ed energia non solo ad una generazione di giovani, che già sta facendo tanto per il futuro del Paese, ma anche a quanti avevano perso speranza nel ruolo e nel valore della politica. In questo Matteo Renzi ha già vinto perché sta riconquistando molti alla passione per l’impegno civile e politico».

Nel secondo la ripresa integrale dell’entusiasmante abbraccio tra Matteo Renzi e Milano, il 29 ottobre 2012 al Teatro Dal Verme.

Una festa di democrazia e partecipazione. Consigliato a quanti hanno a cuore il futuro dell’Italia e cercano una speranza che possa risollevarne l’anima e il corpo insieme.

Intervista al TGR sul Golfo Agricolo

Ieri sono stato intervistato da Caterina Proietti del TGR – Lombardia sulla situazione del Golfo Agricolo di Segrate.

Non credo di aver reso il massimo, in fondo spero che Caterina nel montaggio abbia compassione di me e mi faccia apparire un po’ meno impacciato di quanto effettivamente sono stato…

Lo scopriremo tra una decina di giorni. Ma queste sono le cose che avrei voluto raccontare e che mi auguro si riescano comunque a presentare nel servizio.

COS’E IL GOLFO AGRICOLO

E’ l’ultima grande zona a vocazione agricola esistente a Segrate. Comprende un area di circa 650.000 mq di fianco a Milano 2 che si collega ad altri terreni sul lato nord del territorio comunale, per un totale di quasi un milione di mq, un kmq. che raggiungono la confinante area del Parco Agricolo Locale di Pioltello.

LA SITUAZIONE DI SEGRATE

Il territorio comunale di Segrate in totale misura 17 kmq, in parte occupato da servizi sovracomunali: l’aeroporto di Linate, l’Idroscalo, la ferrovia con il grande scalo ferroviario di Redecesio, dove c’è anche il centro intermodale, e infine la ex dogana, un altro kmq dove dovrebbe sorgere un enorme centro commerciale, il Linate Westfield, che per grandezza sarà il secondo in Europa, dopo il recentissimo Westfield di Londra.

Tra questo, i quartieri di pregio come Milano2 e S.Felice, le altre zone residenziali, le aree produttive importanti (Mondadori, IBM, Mediaset) e quelle occupate da medie e piccole imprese, il territorio comunale di Segrate è quasi tutto utilizzato.

Rimangono liberi circa un milione e mezzo di mq, e l’attuale maggioranza (nata come PDL – Lega, spezzettata in più formazioni, col Sindaco e nove ex PDL proclamatosi Indipendenti) ha votato, lo scorso febbraio un PGT che prevede di urbanizzare assolutamente tutto.

Famiglia Cristiana, uno dei più diffusi ed autorevoli settimanli italiani, a fine agosto ha dedicato un intero servizio alla vicenda di Segrate, indicandola come esemplare dal punto di vista negativo. Il titolo del servizio è stato, non a caso, Affari in campo.

Una parte della città, quasi tutta la minoranza, associazioni e comitati, si sta opponendo a questa sparizione del terreno agricolo con l’evidente sostegno di una opinione e di una normativa sempre più diffusa. Grida di allarme sulla enorme diminuzione delle aree agricole in tutta Italia, ed in particolare in Lombardia di stanno levando in continuazione e il ministro Catania ha promosso un disegno di legge per porre freno a questo deterioramento che mette in crisi una delle vocazioni più importanti del made in Italy, cioè i prodotti agricoli che tutto il mondo apprezza.

Il problema è che per costruire costa molto meno usare terreno vergine che riutilizzare quello già compromesso, per cui ci sono vaste aree dismesse ma si continua a voler costruire sui terreni a vocazione agricola.

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