Monthly Archives: aprile 2013

Lettera aperta a Pippo Civati

pippo-civatiCaro Pippo,

un bravo ed un richiamo, se permetti.

Il bravo per la capacità che hai dimostrato nel diventare in breve tempo una figura di riferimento nel PD nazionale.

Quando alcuni mesi fa, eri ancora un consigliere regionale, ti ho sentito autocandidarti alla futura segreteria nazionale confesso che la mia reazione è stata di ammirazione ma dentro di me ero anche un po’ perplesso. Sono bastati alcuni mesi e hai dimostrato di aver tutte le carte in regola. Complimenti sinceri.

Ora la mia preoccupazione. Stai interpretando il disagio fortissimo di tutti noi che dobbiamo bere l’amarissima medicina conseguente a un risultato elettorale ai limiti della catastrofe. Mi sembra però contraddittorio che tu possa pensare seriamente a non allinearti alla disciplina del gruppo o del partito. Se un domani ti proporrai come segretario, come pensi di ottenere che il partito, i suoi organi, i gruppi parlamentari o qualsiasi espressione locale o nazionale sappiano mantenere unità se tu non lo fai oggi?

Giusto chiedere una discussione trasparente e se vi sono le condizioni una votazione, ma una volta che c’è una maggioranza che ha deciso sappiamo benissimo quali sono le regole del gioco. Il PD nel giro di quattro mesi è precipitato dalla stelle alle stalle. Risalire sarà lungo e faticoso, ma un partito progressista democratico c’è e ci sarà in Italia come in tutte le democrazie mature. Dovrà cambiare, completare la sua maturazione disaggregando il vecchio e proponendo il nuovo. So che sei in grado di essere un protagonista di questa risalita. Mi auguro che tu voglia esserlo.

Sinceri auguri.

Paolo

Fuoco Amico

SEL ci ha notificato il ricorso al TAR con il quale contesta l’assegnazione ad Ambrosoli del seggio che spettava a SEL e chiede che il seggio di Ambrosoli sia tolto a Patto Civico.

Noi siamo tutti molto sereni e pensiamo che SEL abbia il sacrosanto diritto di chiedere un ricontrollo dei voti se ritiene ci sia stato un errore.

Tar, ricorso SEL, apr13

 

L’Italia liberata da quei Piccoli Maestri

Piccoli Maestri«Castagna» dissi. «Non credi che bisognerebbe provare a cambiare l’Italia? Non andava mica bene, come era prima. Si potrebbe dire che siamo qui per quello» (da I piccoli maestri, romanzo di Luigi Meneghello)

In occasione della 68sima Festa di Liberazione, segnalo l’interessante iniziativa Viva l’Italia, Viva l’Italia liberata – Grandi film per raccontare la Storia promossa dal MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano. Per quattro intense giornate, a partire dal 25 aprile, il MIC passa in rassegna alcune delle pellicole più significative della nostra storia del cinema, che hanno raccontato al mondo una delle pagine più importanti, ma al contempo drammatiche, del nostro Paese.

Tra i film proiettati, ci saranno – oltre alla pellicola che inaugura la quattro-giorni Milano Liberata – Antologia di filmati sulla liberazione della città di Milano (dall’archivio della Cineteca Italiana), a cui seguirà Roma Città Libera – anche Il generale della Rovere e Roma città aperta di Roberto Rossellini, Il partigiano Johnny di Guido Chiesa e Piccoli maestri di Daniele Lucchetti (ma per gli orari e il programma completo, vi consiglio di consultare il sito del Museo Interattivo del Cinema a questo indirizzo: http://mic.cinetecamilano.it/sala/ ).

Seppur affianchi alcune delle pietre miliari della nostra cinematografia che apprezzo, la pellicola di Lucchetti è probabilmente quella che, tra tutte, cattura maggiormente la mia curiosità. Forse perché, tra i film proposti, è tra i più “recenti” (risale al 1997) e gode di quella giusta distanza storica per analizzare e raccontare un evento importante e fondamentale per la nascita della nostra Repubblica, oggi più che mai oggetto di accesi dibattiti dentro e fuori il Parlamento.

Era l’autunno del 1943. Alcuni studenti universitari, Gigi, Lelio, Enrico, Simonetta, Bene, decidono a loro modo di opporsi all’invasione nazista dell’Italia e partono per l’altopiano di Asiago, pronti ad unirsi ad altri gruppi di partigiani. Ma c’è una difficoltà che incombe sul giovane gruppo: nessuno di loro, infatti, è capace “a fare la guerra“. Mentre si muovono tra i villaggi, si aggiungono al loro gruppo un operaio, un marinaio, il loro professore antifascista, Toni Giurolo, e Dante, giovane sottufficiale alpino. Ogni piccola azione, ogni decisione da prendere è una discussione. Nessuno dei ragazzi, infatti, vuole davvero uccidere.

Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Luigi Meneghello, considerato tra le più importanti testimonianze della lotta partigiana di Resistenza in Italia, Piccoli Maestri è un film il cui leitmotiv ruota attorno a due aspetti importanti, e a loro modo consequenziali: l‘incapacità di cinque giovani, votati alla causa della Liberazione del proprio Paese, di imbracciare un’arma e uccidere, ma soprattutto una domanda, feroce e brutale, che attanaglia le loro giovani menti: la violenza è davvero la strada giusta?

Mosso dalle più eccellenti e patriottiche intenzioni, il gruppo si accorge presto che quella che era stata vissuta all’inizio come un’avventura idealistica, e forse sottovalutata, stava scivolando via dalle loro mani, trasformandosi in una cruda e pericolosa realtà. Letto attraverso gli occhi innocenti e puri di ragazzi poco più che ventenni, Piccoli maestri è un’occasione per rileggere una pagina di Storia importante, ma soprattutto un’opportunità per riflettere su una questione machiavellica, ma tuttavia ancora attuale: fino a che punto il fine giustifica i mezzi?

Con una capriola si potrebbe traslare la domanda alla situazione politica che si è consumata e continua a consumarsi in questi giorni nei palazzi del Governo. Una violenza verbale e politica, giochetti, dispetti, minacce di fantomatiche marce su Roma (a conferma del fatto che il filosofo Gianbattista Vico, nella sua teoria dei corsi e ricorsi storici, ci aveva preso in pieno), tutte votate al raggiungimento di un obiettivo: salvare un’Italia al collasso e restituirle la sua meritata serenità. Ma fino a che punto quello che ci stiamo raccontando ha un senso? Sarebbe necessario che tutti, proprio come i giovani aspiranti partigiani raccontati da Meneghello e Lucchetti, facessero un passo indietro e tornassero a porsi domande, offrire risposte, provare a cambiare l’Italia .

Per restituire, a distanza di sessantotto anni, una sua nuova versione 2.0.

Ma soprattutto liberata, ancora una volta.

Trasparenza: forse anche prima di ottobre

Il Segretario Comunale di Segrate ha scritto a tutti i consiglieri informandoli che entro 60 gg dall’approvazione in Giunta del nuovo Programma triennale della Trasparenza, appendice del Piano Anticorruzione, dovranno dichiarare la propria situazione economica: redditi, proprietà, partecipazione a società.

Finalmente.

San Raffaele

sanraffaele

Continua la tensione all’Ospedale San Raffaele. Settimana scorsa insieme a due altri consiglieri regionali Umberto Ambrosoli e Lucia Castellano ho incontrato i lavoratori sul piazzale dell’ospedale poco dopo i primi scontri tra polizia e dimostranti.

Insieme agli altri consiglieri del centrosinistra ho anche firmato una mozione che chiede alla giunta regionale di aprire una trattativa con la proprietà invitandola nel frattempo a revocare i licenziamenti.

Ne discuteremo domani in Consiglio Regionale.

Che bello se fosse Sergio

chiamparinoHo conosciuto Sergio Chiamparino alla seconda Leopolda, organizzata a Firenze da Matteo Renzi quando stava scaldando i motori. La decisione di votarlo, sia pure simbolicamente, nella prima votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica, mi ha fatto piacere. Il personaggio è di quelli giusti. Con con curriculum di tutto rispetto, ma fuori dalla “casta“, lontano da quelli che hanno gestito il potere a Roma e dintorni.

Chiamparino rappresenterebbe un bel segnale di cambiamento, è una grande risorsa della sinistra e sono molto contento che una quarantina di grandi elettori se ne siano accorti. I giochi sono complicati, ma visto che fino alla quarta votazione non avremo il nuovo presidente, fino ad allora è lecito sperare e gridare: Forza Sergio.

Io, almeno io, lo dico: voglio Sergio Presidente.

San Raffaele: per una mediazione responsabile

sanraffaOggi con una delegazione del Gruppo Consiliare della Lista Ambrosoli ho incontrato i lavoratori del San Raffaele che hanno organizzato un presidio all’ingresso dell’ospedale.
L’incontro è avvenuto proprio nel giorno in cui il livello di tensione in ordine alla vertenza sindacale ha raggiunto il suo culmine.

Abbiamo espresso solidarietà al personale tutto assicurando il nostro impegno affinché la Regione si faccia carico della mediazione tra i diritti dei lavoratori, le esigenze dell’azienda ospedaliera e i diritti dei pazienti.

Il San Raffaele è una risorsa fondamentale del nostro sistema sanitario. E noi ci impegneremo per una mediazione responsabile.

Sconcertante

consumo_di_suoloSconcertante. Non posso che condividere la definizione data da Damiano De Simine, presidente di Legambiente Lombardia, del coro bipartizan che all’interno del Consiglio Regionale chiede una nuova proroga alla scadenza del 31 dicembre scorso previsto dalla normativa urbanistica regionale per i comuni che non hanno ancora approvato il loro strumento urbanistico. Centinaia di Comuni che, ad otto anni dall’approvazione della Legge 12/2005, non sono riusciti, per i più svariati motivi, ad approvare il PGT.

Una nuova semplice proroga mi pare inaccettabile, anche perchè la Legge Regionale ha nel frattempo mostrato tutti i suoi difetti e il suo sostanziale fallimento come strumento di programmazione. Secondo dati non ufficiali, emersi dal convegno Consumo di Suolo, organizzato l’anno scorso da Francesco Prina per il gruppo consiliare regionale PD, i PGT approvati o adottati dai comuni lombardi darebbero luogo a così tante nuove edificazioni che la Lombardia potrebbe arrivare ad una popolazione di venti milioni di abitanti, il doppio di quanti sono oggi i cittadini lombardi. A far le spese di questa esplosiva previsione di urbanizzazione esplosione è , in gran parte, il prezioso terreno agricolo della pianura lombarda, uno dei più fertili terreni agricoli del mondo.

Occorre quindi prendere mano alla Legge Regionale e modificarla sostanzialmente, introducendo limiti cogenti al consumo di suolo anche per i PGT già adottati. Non è più tempo per le prese di posizione generiche. Ci avviamo verso l’Expo che avrà come tema “Nutrire il Pianeta”: la Lombardia si presenti all’appuntamento con le carte in regola!

Priorità: tutela del verde, mobilità, trasparenza, lavoro

Grazie a Il Punto (periodico locale di area centrodestra) per questa bella intervista.

“Come ho detto in campagna elettorale, mobilità, trasporto pubblico, trasparenza, riforma della sanità regionale ma soprattutto tutela del territorio e stop alla urbanizzazione delle aree coltivabili saranno i cardini del mio impegno a livello regionale, dove trasferirò le esperienze maturate nell’impegno a livello locale. Per il lavoro, ricordo i contenuti del programma di Ambrosoli che propone, dopo la conclusione delle grandi opere già iniziate, un programma di interventi di completamento di medie e piccole opere che hanno un rapporto costo/lavoratori impegnati molto più interessante. Una scelta che farà da motore al rilancio all’economia lombarda”

Le altre risposte si trovano qui.

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