Monthly Archives: maggio 2013

Il cosiddetto Maialinum

fotoIeri sera sono stato ospite della trasmissione radiofonica Pane al Pane, su Radio Lombardia.

Si è chiacchierato per un’oretta di consumo di suolo, del disastro che il maltempo ha causato alle coltivazioni lombarde, di costi della politica.

Si è parlato anche di legge elettorale.

Ho detto che personalmente sono a favore di una legge come quella sui sindaci perché mi sembra l’unico sistema elettorale che funzioni davvero e offre agli elettori la possibilità di scegliere in maniera chiara chi vince e chi perde.

Mi sembra una strada necessaria per un Paese come l’Italia che ha bisogno di prendere le decisioni necessarie per uscire dalla ormai troppo lunga paralisi.

Ieri il parlamento ha bocciato la mozione di Roberto Giachetti che chiedeva di tornare al precedente sistema elettorale in modo di abbandonare subito il Porcellum. A favore della proposta hanno votato solo parlamentari di Sel e 5 Stelle. Il PD ha deciso di non entrare in conflitto col Pdl che vorrebbe invece soltanto modificare in modo minimo il Porcellum: il cosiddetto “Maialinum.

Era la prima prova, fallita, su cui si è misurata l’effettiva capacità di questo governo di fare riforme. E in trasmissione ho detto questo: se non si è in grado di fare riforme si torni a votare, subito, perché oggi c’è una risorsa che è finita più di altre e quella risorsa è il tempo.

Nel tempo di lettura di questo post 80 m² di terreno agricolo lombardo sono andati persi

micheli regione 9 aprile 2013Stamattina sono intervenuto in aula consiliare per spiegare perché avrei votato la proroga di un anno della legge di consumo di suolo, ma con molta insoddisfazione.

L’ho votata perché sul testo in commissione è stato fatto un importante lavoro condiviso che va riconosciuto. E questa volta i meccanismi sanzionatori sono, a quanto mi sembra, particolarmente efficaci. L’ho votata perché è davvero impossibile non dare la proroga per non penalizzare non le amministrazioni, ma le imprese e i cittadini.

Sono però insoddisfatto perché si è già persa una prima occasione per fermare il consumo di suolo che una legge malfatta, la legge 12 del 2005 sul Governo del territorio, sta provocando.

I dati che mi ha passato la Direzione Territorio non sono completi, ma i PGT finora approvati dai comuni lombardi prevedono la costruzione di nuove case sufficienti ad ospitare in Lombardia più di un altro milione di persone. Un milione di persone in più in Lombardia nel quinquennio della validità dei PGT, cioè grossomodo entro il 2016-2017. Una previsione chiaramente irrealizzabile, la dimostrazione del fallimento della legge 12 che dovrebbe essere uno strumento di programmazione ma non programma un bel niente.

Ma il problema non sta tanto nelle previsioni irrealizzabili, ma nei danni già realizzati. I terreni che i comuni lombardi hanno destinato a nuove urbanizzazione sono in grandissima parte terreni agricoli, terreni produttivi della fertile pianura padana e delle nostre colline. E questi terreni sono già persi per l’agricoltura, perché il loro aumento di valore li ha resi subito appetibili. Quasi sempre già durante la fase della impostazione, adozione e approvazione dei PGT, quasi sempre quei terreni sono passati di mano, dalle proprietà agricole alle società immobiliari, ai fondi di investimento, a piccoli o grandi speculatori. E cosa hanno fatto i nuovi proprietari? Hanno allontanato l’attività agricola, un ostacolo all’uso edilizio del terreno e, in attesa dei piani attuativi, l’uso agricolo è stato bloccato o reso precario.
Non so dire con precisione di quante migliaia di ettari stiamo parlando, ma sono certamente una enormità, perché non stiamo parlando di un’area che ospita una nuova città di Milano, ma con i criteri attuali dei quartieri giardino, abbiamo un uso sproporzionato del suolo, costruzioni con verde urbano intorno, verde al servizio degli abitanti, verde che però non rende più nulla in termini agricoli ma che anzi è un costo per la collettività.

Questo accade in tutta la Lombardia; nell’elenco dei comuni che ho ricevuto dalla Direzione Territorio, ad esempio in provincia di Milano ce ne sono solo cinque o sei che hanno rinunciato a consumare suolo, mentre ci sono località, come Segrate dove abito, dove è stato reso edificabile tutto e ripeto tutto l’ultimo milione di metri quadri di terreno agricolo che ancora esiste su un comune di 17 milioni di metri quadri.

Io dico che tutto questo va fermato finché siamo in tempo. Per questo mi aspettavo che questa legge contenesse subito una moratoria all’uso di nuovo suolo agricolo sia per i Comuni che devono approvare i PGT ma anche dei comuni che già hanno approvato i PGT e dove i piani attuativi non sono ancora partiti, complice la crisi economica.

Facciamo davvero subito una vera programmazione regionale sull’uso del suolo e sull’espansione edilizia. Riportiamo i terreni che sono al di fuori di una crescita ragionata subito all’agricoltura lombarda. Rendiamo obbligatorio utilizzare invece i terreni già dismessi che sono già loro probabilmente sufficienti ai nuovi bisogni abitativi. C’è stato un convegno sul consumo di suolo organizzato a fine della scorsa legislatura dall’ex consigliere Francesco Prina, dove il problema economico del riutilizzo delle aree dismesse è stato studiato: non è uno svantaggio per le imprese edilizie, anzi al contrario.

Salviamo subito i terreni agricoli, non tra un sei mesi o un anno quando per migliaia di ettari sarà troppo tardi.

Un ultimo dato statistico, basandoci sulla media degli ultimi anni, nel tempo di lettura di questo post circa ottanta metri quadri di terreno agricolo lombardo è stato perso.

Fermiamo subito questo scempio.

Egregio Sindaco

alessandriniIl sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, in una recente intervista ha detto di ritenere che io sia “una persona che voglia sfruttare la sua posizione al Pirellone per fare dispetti a Segrate“.

Mi spiace lo dica, perché da oltre un mese gli ho mandato una lettera (in copia anche al presidente del Consiglio Comunale di Segrate ed altri) con la quale gli confermavo di voler essere al servizio della città e della stessa sua amministrazione: “Egregio Sindaco,… L’ho detto e scritto nella mia campagna elettorale: sono in Regione anche per fare l’interesse di Segrate. Sia ben chiaro che sul PGT e sul Centro Commerciale ho una posizione molto lontana dalla sua, ma sull’emergenza viabilità sono assolutamente disponibile a fare quanto è nelle mie possibilità di consigliere regionale, ancorché di minoranza. Valga lo stesso anche per bandi regionali, fondi europei o qualsiasi altro argomento per il quale posso intervenire, nei limiti trasparenti del mio ruolo, presso gli uffici o gli assessorati regionali“.

Le stesse cose ho scritto anche al presidente della Commissione Consiliare Territorio, l’arch. Lazzari, che mi ha risposto prendendo atto di questa mia disponibilità.

Il sindaco invece non mi ha risposto. Un motivo lo vedo: gli argomenti più importanti che deve trattare con la Regione sono il Centro Commerciale e il PGT, cioè proprio quelli sui quali tra noi di Segrate Nostra e la sua maggioranza di centro destra c’è la massima contrapposizione.

Nel merito, la frase del Sindaco riguarda un mio intervento in Regione riguardo un aspetto della cessione, ormai avvenuta, della grande area edificabile ex IBM di fronte a S.Felice da parte del gruppo Percassi alla società statale Fintecna. Da quel che si è capito, in contropartita Fintecna ha ceduto definitivamente al gruppo Percassi il terreno della ex dogana dove gli australiani della Westfield dovrebbero costruire il più grande centro commerciale d’Europa (140.000 mq complessivi e un parcheggio di 14.400 posti auto).

Il 4 aprile scorso avevo segnalato al Sindaco che a mio giudizio, avvallato da un parere espresso da un ufficio della Regione, non rientra nelle competenze della Giunta Comunale ciò che ha fatto, cioè prorogare di alcuni anni la convenzione con il gruppo Percassi riguardo la suddetta area. Infatti la convenzione era stata firmata anche da Regione e Provincia e appare un eccesso di potere del Comune decidere da solo di prolungarne la durata. Nella mia segnalazione avevo suggerito di fare una verifica con gli uffici regionali prima di compiere ulteriori atti.

Il sindaco è andato avanti ignorando la mia raccomandazione e il 19 aprile la Giunta Comunale di Segrate ha nuovamente deliberato in merito.

Mi risulta che gli uffici regionali, con qualche lentezza a seguito delle recenti nuove nomine dirigenziali decise dalla giunta regionale Maroni, stiano ancora esaminando la questione.

Agricoltura lombarda in ginocchio: il problema non è tecnico, è politico

La reazione nervosa ai limiti dell’offensivo dell’assessore Fava mi lascia allibito.

Abbiamo avuto nel Nordovest la primavera complessivamente più fredda e piovosa degli ultimi 40-50 anni. In marzo è caduto il triplo di pioggia del normale ed anche in aprile e maggio le precipitazioni hanno superato del 50/60 % tutte le medie precedenti. Per trovare una primavera così fresca bisogno tornare indietro di almeno vent’anni; le temperature di maggio sono state di quasi 5°C sotto la norma. Ancora più pesante la situazione nel milanese dove da marzo, in nemmeno tre mesi, sono caduti 630 mm di pioggia, cioè più di tre quarti della pioggia che cade di norma in un anno, mentre normalmente a Milano la stagione più piovosa è l’autunno.

Di fronte a questi dati noti a tutti e a un’agricoltura lombarda in ginocchio, l’assessore Fava ha aspettato venerdì 24 maggio per contattare il Ministero delle Politiche Agricole e ora se la prende con me, adducendo motivazioni di procedure tecniche, raccolte dati ecc.

Il problema non è tecnico, è politico. L’assessore ha atteso troppo a mostrare la concreta presenza della regione agli agricoltori lombardi. Continuo a ritenere necessario che l’Assessore riferisca in Consiglio su ciò che sta facendo e soprattutto in intesa con la presidenza della Commissione Consiliare Agricoltura convochi al più presto la commissione invitando i rappresentanti dell’agricoltura lombarda per un aggiornamento diretto della situazione. Personalmente ho contattato Copagri di Milano-Monza Brianza e le loro prime valutazioni parlano di una riduzione del 50% della produzione dei frumenti, con pesanti ricadute di costi sulle aziende zootecniche, in conseguenza di una situazione meteorologica avversa che dura ormai da mesi.

Stato di calamità dell’agricoltura lombarda

agricolturaSono lieto di sapere che l’assessore Fava abbia scritto al Ministro Di Girolamo segnalandole lo stato di calamità dell’agricoltura lombarda. Lo ha fatto, se intepreto bene le sue dichiarazioni, venerdì scorso, 24 maggio, dopo i primi solleciti della minoranza.

Continuo a ritenere necessario che l’Assessore riferisca in Consiglio su ciò che sta facendo e soprattutto in intesa con la presidenza della Commissione Consiliare Agricoltura convochi al più presto la commissione invitando i rappresentanti dell’agricoltura lombarda per un aggiornamento diretto della situazione.

Personalmente ho contattato Copagri di Milano-Monza Brianza e le loro prime valutazioni parlano di una riduzione del 50% della produzione dei frumenti, con pesanti ricadute di costi sulle aziende zootecniche, in conseguenza di una situazione metereologica avversa che dura ormai da mesi.

Un immediato bilancio del disastro che il maltempo ha causato alle coltivazioni

coltivazioni lombardiaL’agricoltura è allo stremo, non aspetta tempo ed ogni dilazione, in questo momento stagionale, è dannosa per le campagne.

Non mi sembra un buon inizio di legislatura quello dell’assessore all’agricoltura Fava che non ha ravvisato l’urgenza di richiedere lo stato di calamità regionale a seguito dell’ondata di maltempo che da settimane colpisce la nostra Regione; tanta acqua insieme alle temperature insolitamente basse che, come ha segnalato Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia, hanno dato un colpo pesante alle coltivazioni della nostra pianura.

Quanti hanno potuto approfittare della tregua di questa domenica di sole per una gita, possono riscontrare con i propri occhi il disastro che c’è nelle campagne di tutte le province lombarde: la Coldiretti stima perdite di produttività agricola nella regione superiori al 30% e per alcune coltivazioni anche al 50%. Un’emergenza drammatica!

Ma l’assessore Fava non sembra ravvisare la necessità di dare una risposta simbolicamente rapida ai nostri agricoltori. Ancora più perplessi lascia poi l’atteggiamento del presidente della VIII commissione, Alessandro Fermi, che di fronte alla richiesta di una convocazione della commissione l’ha programmata addirittura per il 5 giugno!

Anche a lui l’invito di convocare al più presto, già nei prossi i giorni la commissione unitamente ai rappresentanti delle categorie. E alla Giunta di riferire, come è stato gia’ richiesto, subito al prossimo Consiglio, questo martedi 28, sulla situazione e sulle misure più urgenti.

No Slot

azzardo6 mesi fa oltre 100 comuni della Lombardia, tra i quali i nostri vicini di Milano, Cernusco sul Naviglio e Cologno Monzese hanno creato un tavolo permanente e una campagna informativa contro il gioco d’azzardo chiedendo più poteri allo Stato perché con le norme attuali non hanno mezzi per contrastare il dilagare delle sale gioco e delle slot che invadano i bar.

Nacque il “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo“, presentato il 14 gennaio a Milano da Terre di mezzo, Scuola delle Buone Pratiche, Fa’ la cosa giusta!, Legautonomie.

Al solito, Segrate non c’era.

Ora il vicesindaco Grioni si accorge finalmente che anche a Segrate «Il gioco d’azzardo è una piaga», dopo aver scansato tutti i tavoli in cui si è parlato di questo dramma.

Presidente Prodi, io ti chiedo scusa

Romano_ProdiUn mese fa, il 18 aprile, oltre cento parlamentari del PD decisero di non votare Romano Prodi Presidente della Repubblica, nonostante lo avessero acclamato candidato migliore possibile, senza eccezioni, poche ore prima.

Non sappiamo e forse non sapremo mai quale sia stato il ventaglio di motivazioni che hanno portato un quarto dei grandi elettori del PD a scrivere, invece che quello Prodi, i nomi di Rodotà, Cancellieri, D’Alema…

Probabilmente molti di loro hanno ritenuto di fare una intelligente o furba operazione politica, di sostenere un loro interesse o l’interesse di un loro gruppo di riferimento. Qualcuno avrà anche ritenuto di agire nell’interesse dello Stato.

Il risultato è stata l’esultanza dei parlamentari del PDL ed un danno al PD e al centrosinistra che ci vorrà molto tempo a rimediare.

Nessuno o quasi di loro, fino ad oggi, ha pensato bene di rivelarsi e giustificarsi. Nessuno di loro soprattutto ha pensato bene di chiedere scusa.

Chiedere scusa agli elettori del PD, quelli che a milioni erano andati a votare alle primarie e alla parlamentarie, sicuri di contribuire così a dar luogo ad una rappresentanza parlamentare nella quale potersi riconoscere con orgoglio.

Chiedere scusa alle migliaia di iscritti al PD, quelli che hanno creduto nel partito, quelli che con opera volontaria fanno vivere le sezioni in tutta Italia, quelli che avviliti se ne sono andati e a quelli che comunque sono rimasti perché la sinistra italiana tante volte ha subito sconfitte ma mai si è arresa.

Chiedere scusa soprattutto a Romano Prodi, padre fondatore di questo PD, l’unico che sia riuscito a sconfiggere il centrodestra, italiano assunto alla carica di Presidente della Commissione Europea, coinvolto da importanti istituzioni internazionali per le capacità e la statura morale e politica, personalità rispettata e che gode della fiducia delle Cancellerie internazionali, l’uomo che per storia, meriti, personalità può certamente essere definito il più grande statista italiano degli ultimi vent’anni ed uno dei più grandi della storia repubblicana.

Nessuno di loro gli ha chiesto scusa.

Ora quindi lo facciamo noi, a nome e per conto loro, per conto degli anonimi che lo hanno pubblicamente umiliato.

Gli chiediamo scusa e gli chiediamo di restare con noi.

Le voci sempre più ricorrenti di un suo definitivo allontanamento dal PD – frutto anche ma non solo della grande delusione per il tradimento nel voto presidenziale – devono far preoccupare ogni Democratico che crede ancora nel progetto originario di questo grande partito popolare e riformista, nato dalla straordinaria esperienza dell’Ulivo che Prodi stesso ha piantato nell’esperienza politica italiana. Abbiamo ancora bisogno della sua presenza, della sua adesione a questo progetto che non si è mai completato e non ha mai raggiunto gli obiettivi che il Prodi stesso aveva prefissato.

Se il professore resterà con noi, sarà più facile per il PD e il centrosinistra riprendersi – ancora una volta – dalla sconfitta morale, dal calo dei consensi, dal rammarico che danno i sondaggi secondo i quali il centrodestra ha recuperato tutti i suoi elettori, dimentichi degli errori e delle responsabilità di chi, governando l’Italia quasi interrottamente in questo nuovo secolo, ha la maggior responsabilità della situazione nella quale ci troviamo. Abbiamo ancora bisogno di averlo e sentirlo al nostro fianco, per dare al PD quel ruolo e quella forma che lui ha pensato fin dall’origine di questo straordinario progetto politico.

Scriviamogli:

Presidente Prodi, io ti chiedo scusa e ti chiedo di restare“.

Firma l’appello su Change.org!

In commissione Agricoltura

comm_agricolturaIeri pomeriggio abbiamo avuto Commissione Agricoltura, con la prima audizione dell’Assessore regionale, Gianni Fava.

Sono intervenuto per dire che è necessario necessario rendere il sistema legato all’agricoltura più competitivo al di fuori delle frontiere nazionali tutelando la posizione agricoltori lombardi in sede comunitaria e nazionale, attuare processi di semplificazione burocratica e agevolare i giovani che tentano di portare avanti attività imprenditoriali.

Inoltre ho sottolineato quanto sia vitale per l’agricoltura lombarda l’intransigente difesa del suolo agricolo da ogni ulteriore urbanizzazione, riportando l’esempio di Segrate dove l’ultimo Pgt ha cancellato tutte le ultime aree agricole.

Se ne riparla mercoledì prossimo.

#openlombardia

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