Monthly Archives: luglio 2013

Pediatra ai bimbi immigrati non regolari: Patto Civico presenta progetto di legge. È una battaglia civiltà.

bambinaUn progetto di legge affinché anche Regione Lombardia recepisca l’accordo Stato-Regioni per l’assegnazione del pediatra di libera scelta ai bimbi figli di immigrati senza permesso di soggiorno.

L’ho firmato e presentato questa mattina in conferenza stampa insieme a Umberto Ambrosoli.

I dati ci dicono che la maggior parte di questi bambini è ordinariamente gestita al di fuori del sistema sanitario regionale, con una discriminazione nei loro confronti e, paradossalmente, anche con un aggravio dei costi.

Crediamo che la Giunta debba occuparsi al più presto della questione, dando attuazione a quanto ha già sottoscritto in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso dicembre, senza però averlo ancora reso esecutivo come invece è tenuta a fare. Basterebbe una delibera. Ma visto che finora nulla si è mosso in tal senso e che l’unica certezza rimane la bocciatura della nostra mozione in Consiglio, abbiamo deciso di portare avanti questa battaglia di civiltà presentando un progetto di legge.

Lo abbiamo copiato dal provvedimento del Friuli, perché le buone pratiche possono essere facilmente condivise, senza spendere soldi e senza avere superconsulenti sulle macroregioni.

Confidiamo ora che questa proposta sia di stimolo a un rapido interessamento della Giunta, considerando anche le aperture sul tema confermate più volte dall’assessore Mantovani e le numerose prese di posizione delle associazioni e dei pediatri stessi.

Il Patto Civico appoggia l’emendamento Ichino

ichinoAnche la Lombardia preveda di facilitare le assunzioni di chi, giovane o no, ha bisogno di lavorare.

Così ho firmato un’interrogazione proposta da Umberto Ambrosoli che chiede alla Giunta di rimettere in moto il mercato del lavoro promuovendo l’applicazione del decreto-legge n. 76/2013 (emendamento Ichino) che, in via sperimentale fino al 31.12.2015, consente l’assunzione a tempo indeterminato con un rapporto di lavoro che può essere sciolto nel primo triennio con il pagamento di una modesta indennità di licenziamento.

Ogni proposta di sperimentazione per rendere più facili le assunzioni dovrebbe essere subito promossa e applicata. Oggi le assunzioni vengono disincentivate anche per la paura che gli imprenditori hanno per gli alti costi delle eventuali interruzioni e cessazioni del rapporto di lavoro. Un tale disincentivo viene ingigantito dall’incertezza che purtroppo caratterizza la crisi che stiamo attraversando. Ed è proprio qui che si propone di intervenire per facilitare le assunzioni, anche soltanto con un provvedimento di carattere congiunturale e sperimentale, di portata limitata al tempo necessario per uscire dal tunnel della crisi. Se si riuscisse a superare la paura sarebbe davvero una boccata d’ossigeno per tutti, imprenditori e lavoratori. Con la nostra interrogazione chiediamo che anche Regione Lombardia faccia suo e aiuti questo sforzo.

In arrivo fondi regionali per Cassanese e Rivoltana

Rivoltana_e_cassaneseSono in arrivo da Palazzo Lombardia fondi per la risoluzione di problemi viabilistici urgenti sulle provinciali Rivoltana e Cassanese, oggetto da mesi di caotici lavori di potenziamento in vista nell’estate del 2014 dell’apertura della nuova autostrada Brebemi. Ad annunciarlo è stato lunedì l’assessore alla Viabilità, Maurizio Del Tenno, durante la presentazione dell’assesto di bilancio della Regione.

È una prima risposta concreta all’interrogazione che insieme ad altri consiglieri di Patto Civico e del Pd abbiamo presentato all’assessorato in merito all’emergenza viabilistica segratese. Ho riscontrato da parte di Del Tenno una disponibilità al confronto che supera le distinzioni tra maggioranza e opposizione e di questo gli do volentieri atto. Le cifre che mi ha anticipato informalmente, parliamo di circa 14 milioni, mi sembrano però inadeguate per garantire un intervento complessivo, ma rappresentano pur sempre un primo passo.

Una sensibilità che, purtroppo, non ho riscontrato nel sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini. Gli ho ripetutamente ma inutilmente offerto la mia disponibilità a fare da sponda in Regione all’amministrazione comunale per quanto riguarda i problemi condivisi della nostra città, in particolare quelli legati alla viabilità. Purtroppo mi sta ignorando ed è un errore: non penso che giovi a Segrate il fatto che ci rapportiamo con l’assessorato di Del Tenno come due interlocutori diversi e divisi. Mi auguro, al contrario, che il neo assessore Ezio Lazzari vorrà considerarmi una risorsa e un alleato nelle battaglie per il bene della città. Quando era presidente della Commissione consigliare trasporti è stato l’unico a dimostrarmi un’amichevole apertura.

Il lavoro di opposizione procede bene

pattocivicoDei tre grandi appuntamenti annuali che il Consiglio Regionale deve affrontare, da procedura, i primi due li abbiamo archiviati. Il terzo (il Bilancio preventivo) arriverà non prima di Dicembre.

I primi due, cioè “Piano Regionale di Sviluppo” (PRS) e “Assestamento di Bilancio” sono stati due atti di diretta continuità con la precedente Amministrazione: cioè due documenti preparati ancora dalla macchina di Formigoni e che la Giunta Maroni ha appena ritoccato.

Anche per questo l’opposizione del nostro gruppo Patto Civico è stata rigorosa: al punto da provocare la stizza (per noi ingiustificata) di Maroni nella discussione sul PRS. Ma non per questo il nostro gruppo si è chiuso verso le opportunità intraviste nei momenti importanti di intervenire per migliorare i provvedimenti all’approvazione del Consiglio. Abbiamo fatto così per la riduzione dei costi della politica: ci siamo seduti al tavolo con la maggioranza e crediamo, alla luce dei risultati, di essere riusciti ad incidere su un provvedimento in linea con le nostre proposte elettorali.

Ancora più importante poi l’occasione colta ieri in sede di approvazione dell’assestamento di Bilancio. Abbiamo illustrato le linee della nostra più ferma opposizione con l’intervento del nostro consigliere Roberto Bruni che ha motivato il nostro voto contrario. Il suo è stato un discorso di alto livello che ha toccato la natura politica della crisi istituzionale innescata dalla politiche di controllo della finanza pubblica (spending review) tra Stato e Regione ed altri Enti Locali: abolite le province, ci si chiederà a che servono le regioni?

Ma insieme ai motivi della nostra opposizione abbiamo presentato, con il nostro Capogruppo Lucia Castellano, anche proposte di miglioramento.

In particolare, l’ordine del giorno avente come oggetto “L’edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare” ha raccolto la maggioranza dell’aula ed è stato approvato, con grande soddisfazione di Lucia e di tutto il gruppo.

L’Odg infatti obbliga la Giunta ad intervenire “per il presente esercizio e per la durata di tutta la X legislatura“, con priorità sul tema dell’emergenza abitativa che è una piaga del nostro territorio, con interventi normativi, amministrativi ed economici finalmente risolutivi. A partire proprio dall’aumento dell’offerta di alloggi sociali: una necessità indispensabile in questo momento di crisi.

Insomma, dei buoni risultati per il lavoro del nostro Gruppo. Che ci permetteranno di affrontare con maggior vigore gli appuntamenti e le sfide che già s’intravedono per Settembre.

Emergenza viabilità

trafficoI serpentoni di auto lungo la provinciale Rivoltana in ingresso a Milano, ma anche in uscita, restano un incubo per i pendolari dell’Est Milano. Un’emergenza che non accenna a diminuire nemmeno con l’avvicinarsi del periodo vacanziero. Per questo le previsioni dell’assessore regionale alla Viabilità, Maurizio Del Tenno, fatte giovedì al termine di una riunione del Collegio che vigila sui cantieri della Brebemi, sono importanti. Entro l’inizio del prossimo anno scolastico sarà realizzata almeno una delle due carreggiate del viadotto in fase di costruzione sulla Rivoltana a San Felice di Segrate, ha detto l’assessore, che ha anche aggiunto che l’apertura della seconda carreggiata avverrà a inizio 2014 e il termine dei lavori di potenziamento della provinciale a giugno 2014, ovvero in concomitanza con l’avvio della nuova autostrada.

Pochi giorni fa avevo presentato una interpellanza urgente in Regione sui problemi viabilistici di Segrate.

Non possiamo accontentarci solo di queste promesse. Continuerò a fare pressing affinché l’assessore si assicuri che non vi siano ulteriori ritardi e mi dia risposte concrete anche sugli altri argomenti dell’interpellanza: l’attraversamento dell’abitato di Tregarezzo e le prospettive per la Cassanese, orfana nel tratto segratese dei finanziamenti per una viabilità alternativa. Su questo mi è stato detto che le risposte di Del Tenno arriveranno in commissione regionale non prima di settembre. Niente di grave, purché siano meditate e soprattutto soddisfacenti.

Mi sembra positiva anche la promessa di Del Tenno di potenziare, in accordo con Trenord, il servizio ferroviario da Treviglio a Milano incrementando il numero complessivo dei convogli in modo da garantire il trasporto di mille passeggeri in più all’ora. Promessa che dovrà essere accompagnata al più presto da un’indicazione sui tempi e le modalità di questo potenziamento.

Due brevi considerazioni sul rimpasto della Giunta a Segrate

alessandriniLa prima considerazione riguarda questa sbandierata autoriduzione del numero dei componenti della Giunta, da nove, sindaco più otto assessori, a cinque, cioè sindaco più quattro.

Certamente ci sono dei vantaggi organizzativi e logistici. Sarà più facile convocare validamente la Giunta, vi basterà essere in tre. Verrà liberato del personale amministrativo: almeno quattro impiegate che avevano il compito di segreteria dell’assessore, non saprei dire con quanto e quale carico di lavoro, avranno la possibilità di dedicarsi di più a compiti al servizio vero della macchina comunale e quindi della cittadinanza.

Si libereranno anche ben “quattro uffici quattro” più o meno lussuosamente arredati. I consiglieri più esperti ricordano più di un mega ufficio con bandiere riservati ad attività assessorili più o meno intense. Mi hanno parlato dell’immenso ufficio che un assessore di qualche anno fa aveva a Cascina Nuova con tanto di moquette blu a gigliucci dorati.

Oltre al risparmio sulle indennità, ci saranno quindi anche altri risparmi, sul personale, sugli spazi, sulle spese telefoniche.

Ma quello che mi domando è questo: in questo lungo periodo di gestazione della crisi che ha portato alla nuova Giunta ristretta non ho colto da parte di nessuno della maggioranza la preoccupazione sulla funzionalità della macchina politica. Fino a pochi gioni fa ben otto esponenti politici si impegnavano ad esercitare i compiti di assessore nella Giunta Comunale, quelli che la legge e la dottrina definiscono residuali, come leggo: “la Giunta, invece, ha una competenza residuale in quanto compie tutti gli atti non riservati dalla legge al Consiglio o non ricadenti nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del Sindaco o di altri organi“.

Da oggi sono solo quattro. E come faranno? Lavoreranno il doppio? Oppure semplicemente scopriremo che ce n’erano troppi, che così tanti non sono mai serviti e che quelle nomine servivano solo a fare quadrare i conti di manuali Cencelli in salsa segratese?

La seconda osservazione riguarda la rappresentanza di genere. Continuiamo ad avere a Segrate una maggioranza quasi esclusivamente al maschile. Tutta al maschile in Consiglio Comunale. Con una solo rappresentanza femminile in Giunta. Ma se la prima è una scelta degli elettori, la seconda è una scelta del sindaco.

Ricordo la sentenza del Consiglio di Stato sn. 3670 del 2012 che ha annullato la sentenza del Tar Lombardia che aveva inspiegabilmente salvato la Giunta Formigoni, allora composta da 15 Assessori uomini e da una sola donna, poi corretto con la presenza di tre donne su sedici, che equivale all’uno su cinque che abbiamo oggi a Segrate.

Il Consiglio di Stato ha dato un segnale forte, spiegando che deve esserci “uguaglianza, o sostanziale approssimazione ad essa, di uomini e donne nelle posizioni di governo regionale“.

Il principio della parità non è allora soddisfatto attraverso la composizione di Giunte in cui le donne continuano ad avere un ruolo quantitativamente e qualitativamente marginale. La parità esige interventi di sostanza e non di facciata.

Su questo, continuiamo a ripetere, non ci siamo.

Subito la calamità naturale per il tornado di sabato. Ma senza i ritardi come per le piogge di primavera

grandineA calamità naturale si aggiunge calamità naturale, in Lombardia. E mentre ancora Regione Lombardia non ha completato la procedura per la richiesta legata al maltempo dei mesi scorsi che ha messo in ginocchio l’agricoltura lombarda, un altro evento atmosferico pesante ha colpito una parte dei territori regionali.

Sabato mattina, all’alba, una tempesta di vento, pioggia e grandine si è scatenata sulle aree dei comuni della bassa bresciana, del cremonese e della zona di Viadana, nel mantovano. Il tornado ha devastato stalle, campi di mais e di soia, divelto tetti e raso al suolo interi raccolti di cereali, foraggi, pomodori, frutta e ortaggi. Senza contare gli arbusti caduti e i danni ad alcuni impianti fotovoltaici.

Insomma, dalle piogge intense della scorsa primavera a oggi, tra Brescia, Cremona e Mantova si è compromessa definitivamente la situazione.

Abbiamo quindi chiesto un intervento formale all’assessore regionale all’Agricoltura Fava affinché affronti tempestivamente questa nuova emergenza e in particolare vengano individuati i territori danneggiati dagli eventi atmosferici eccezionali e garantite le provvidenze di sostegno previste dal decreto legislativo sugli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole per favorire la ripresa dell’attività produttiva.

Ma che non si faccia come per la richiesta di stato di calamità naturale seguita ai danni delle piogge primaverili: infatti il Governo ha fatto sapere che Regione Lombardia non ha ancora completato la procedura e l’assessore regionale ha effettivamente confermato che mancano ancora alcuni dati.

Ci ricordiamo ancora le urla di Fava quando sosteneva che la Regione aveva fatto la sua parte, era tutto a posto e incolpava il Governo di ritardi nell’iter. Ora, invece, emerge la verità: a Roma non possono fare nulla se Milano non consegna tutta la documentazione richiesta.

Maroni chieda le dimissioni di Calderoli da Vicepresidente del Senato

calderoli-kyengeL’inqualificabile offesa da parte del Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli al Ministro Kyenge non può in alcun modo essere minimizzata e ridotta a boutade. Rappresenta un grave fatto politico. Ci piacerebbe allora capire se Roberto Maroni, che è presidente di una delle più importanti regioni del Paese e che della Lega è il segretario, si riconosce o meno in questa deriva di pezzi del suo partito. Perché parole chiare in tal senso finora non sono arrivate“.

Lo ha dichiarato Umberto Ambrosoli a nome dei consiglieri regionali del Patto Civico.

Non ci si può accontentare di scuse personali. L’utilizzo di un linguaggio aggressivo e razzista diventa sempre più una preoccupante abitudine per troppi esponenti di spicco della Lega.

La Lombardia ha una rappresentanza leghista di ben 15 consiglieri regionali. Il silenzio del Presidente rischia di trascinare parte rilevante dell’istituzione che rappresenta nel fango di quegli insulti inaccettabili.

La rispettabilità della Lombardia passi anche dalle dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato. E che il presidente Maroni per primo dovrebbe richiederle“.

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