Monthly Archives: settembre 2013

Sanità in Martesana

sanitaConcordo con le riflessioni del sindaco Comincini: domande sul futuro dei piccoli ospedali dobbiamo porcele. Occorre, di questo parla Comincini, rivedere la rete ospedaliera della Martesana.

Concordo con lui soprattutto sulla opportunità di dar luogo fin d’ora ad una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi, cioè la difesa ad oltranza delle realtà “sotto casa” ma tenendo conto delle esigenze della gente.

Il quadro della sanità sta cambiando e cambierà; si accorciano, ad esempio, i tempi di alcuni ricoveri, ma aumentano i casi di malattie invalidanti o legate all’invecchiamento. Si fa strada la telemedicina e migliora la possibilità di intervenire per tempo sui malori acuti, come quelli cardiocircolatori.

Sono gli stessi fautori della legge 31 che dicono che è superata e in Regione è iniziato il dibattito per la sua revisione. C’è una attenzione critica sulle difficoltà incontrate dai cittadini nelle cure primarie (cure domiciliari, l’assistenza di medicina generale, l’assistenza pediatrica e consultoriale, le prestazioni di specialistica ambulatoriale, le dimissioni protette, i servizi rivolti agli anziani e ai disabili adulti) che non sono integrate nei piccoli presidi.

Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana, il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. La nostra Martesana, sotto l’aspetto dei trasporti sta vivendo la rivoluzione TEM/Brebremi. Ciò che ne verrà è stato studiato e previsto, ma andrà anche verificato nei fatti. Quali saranno i risultati, quanto tempo ci vorrà perché un infartuato o una partoriente, un bambino che è caduto in bicicletta o un anziano che ha bisogno di particolari accertamenti o riabilitazioni raggiungano per tempo la struttura sanitaria per le cure cui hanno diritto?

Riusciamo oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono sulla Martesana o a Milano sono adeguate alle esigenze di chi vive a Cernusco o a Segrate, a Rodano o a Pessano?

E ancora, pensando allo sportello di accettazione e prenotazioni che l’Ospedale San Raffaele ha aperto presso gli uffici del Comune di Segrate, mi chiedo: è possibile incentivare la collaborazione tra pubblico e privato nella sanità come negli altri servizi (asili nido, scuole..)?

Questa è la bella sfida che Comincini ha lanciato e sulla quale dobbiamo tutti insieme riflettere e lavorare.

Sul capolinea della 924

via_viottiIn questi giorni abbiamo iniziato un’ interlocuzione politica col Comune di Milano sullo stato del capolinea della 924. Abbiamo scelto questa nuova strada perché gli incontri che tempo fa come Segrate Nostra avevamo avuto con i tecnici e le conseguenti rassicurazioni che ne erano pervenute, non hanno portato ad alcun risultato concreto: il Comune di Segrate e il Comune di Milano si erano lungamente rimpallati la responsabilità per il mancato spostamento del capolinea in via Viotti (come era stato suggerito dai tecnici del trasporto milanese), senza però poi concludere un bel nulla.

Su questo tiriamo un velo pietoso.

Oggi dal Comune di Milano ci fanno sapere che preferirebbero lasciare il capolinea in Piazza Titano ma al momento non sono in grado di predisporre una pensilina né illuminazione fintanto i lavori di riqualificazione della Piazza non saranno terminati.

Lavori che potrebbero durare ancora un bel po’ e nel frattempo l’inverno, con le sue giornate più buie e piovose, si avvicina.

La soluzione che abbiamo proposto (o meglio, riproposto) è di realizzare una fermata – anche non capolinea se hanno dei problemi con le soste – in via Viotti. In questo modo i molti utenti che ogni giorno devono affrontare il tragitto dalla fermata della 924 a piazza Bottini, ad esempio perché devono prendere la metropolitana, potranno così evitare i sottopassaggi della stazione, affrontando scale o lunghe peregrinazioni. Problema sentito da molti, disabili in primis, ma anche anziani e mamme con bambini. Basterebbe rifare un tratto di segnaletica orizzontale e se si vuole strafare, mettere una piccola pensilina.

Che ne dite?

Diritto allo studio

pofIeri sera in consiglio comunale a Segrate abbiamo approvato il piano dell’offerta formativa (POF), o piano del diritto allo studio.

Il Comune quest’anno ha avuto premi e riconoscimenti (per il Sole 24ore miglior servizio scolastico della provincia – secondi in tutta la Lombardia, e un premio della Regione per i servizi scolastici on line).

In generale si sono dovuti tagliare di 20.000 € i contributi alle scuole (si passa da 180.000 a 160.000 €) che sono stati concordati, almeno secondo le dichiarazioni dell’assessore Pedroni, con i dirigenti scolastici senza troppe proteste. In periodo di crisi la riduzione delle spese non le discute nessuno.

Anche la mensa va bene, c’è un sistema vie rete di monitoraggio della qualità che funziona egregiamente.

Una sintesi del mio intervento in aula.

Seppure un po’ in ritardo rispetto al solito, anche quest’anno abbiamo da valutare un piano del diritto allo studio o dell’offerta formativa che dir si voglia che non possiamo che largamente approvare. Colgo l’occasione per dire che sono molto lieto del fatto che il riassetto della Giunta abbia visto la conferma di Guido Pedroni, a dispetto di qualche voce che lo voleva tagliato fuori dai giochi di palazzo. E’ il quarto anno che lo dico: Pedroni è un assessore che lavora bene, che costruisce le sue proposte con un gran lavoro di condivisione, che con la sua capacità di colloquiare si assicura il consenso degli utenti, delle istituzioni scolastiche ed anche di noi della minoranza.

Peccato che dopo quattro anni il suo rimanga un esempio piuttosto solitario.

Riconoscimento positivo che va anche ovviamente anche alla struttura amministrativa, al braccio operativo che ha portato, gestito e attuato ai risultati che vediamo.

L’unica nota dolente è quella della riduzione dei contributi alle scuole, contributi che per quantità, oltre che per modalità di ripartizione continuano certamente a rappresentare un ottimo riconosciuto esempio di buona amministrazione. In un periodo di generalizzata riduzione delle spese della PA si potrebbe dire che questo taglio è doloroso ma inevitabile.

Tuttavia noi insistiamo a dire che inevitabile può anche non essere. Ci sono altre spese che potrebbero essere invece ridotte. Faccio un esempio che conosco benissimo: le spese legali. Anche quest’anno abbiamo visto impegni per diverse decine di migliaia di euro; ma vorrei ricordare anche un incarico dell’anno scorso ad un avvocato per scrivere una bella denuncia nei confronti miei e di altri colleghi della minoranza; l’argomento era le affermazioni politiche che noi avevamo fatto su un aspetto del PGT, la famosa questione del 2%.

Ora questa denuncia ha due aspetti: il primo è che il testo della denuncia riprende pari pari il testo della delibera di incarico (che per la storia era la 171 del 2011); il secondo è che non si vede quali vantaggi possa portare questa denuncia alla cittadinanza di Segrate. Nessuno secondo me, anche perché molti cittadini di Segrate hanno dimostrato di essere d’accordo con me. Quindi: migliaia di euro di incarico buttati letteralmente via. Ma su questo argomento avremo certamente modo di ritornare un altra volta.

Per stasera manifestiamo la nostra ampia approvazione al Piano in votazione.

La Regione cambia posizione sui pediatri e sulle cure ai minori stranieri?

bambinaSembra proprio di sì a leggere la memoria di costituzione della Regione Lombardia nella causa intentata da ANP, NAGA e ASGI per garantire l’accesso al pediatra di base anche ai minori figli di stranieri irregolari. La prima udienza del processo è stata fissata per il 27 settembre.

Nella lunga memoria difensiva depositata dalla Regione, dopo molte disquisizioni di carattere nominalistico, si può leggere (pag. 4 della memoria) che l’accordo sottoscritto (quello della Conferenza Stato-Regioni) prevede l’iscrizione al SSR anche dei cosidetti minori irregolari. Ma dopo questa ammissione si dice anche che Regione Lombardia non ha mai, in nessun atto formale, negato a tali soggetti questa possibilità, ed anche che non è vero che la Regione impedisca o abbia impartito disposizioni finalizzate ad impedire l’iscrizione di tali minori nel SSR.

Si tratta di un vero e proprio colpo di scena. Come ha detto Umberto Ambrosoli, a noi non interessa come si chiamino le cure e come si inquadrino nelle varie denominazioni normative. Non giochiamo con le parole e con dettagli normativi e cavilli burocratici. Se la Regione non ha motivi di opporsi applichi allora l’ccordo che ha già firmato.

Non ci interessa come le chiamino. L’importante è che siano garantite le cure, e soprattutto la continuità dell’assistenza a tutti i bambini. Tutti aspetti sinora negati. L’obiettivo che ci poniamo è la prevenzione, la continuità terapeutica e il rapporto costante con il medico, come per tutti i bambini.

Siete tutti invitati.

Un progetto sperimentale per valorizzare le competenze vecchie e nuove della Regione in materia di politiche del lavoro.

Ha detto Umberto Ambrosoli: “Mettiamo a fattor comune le esperienze legislative sulle riforme e sul welfare, utili a portare delle ricadute positive sull’occupazione giovanile e sulla situazione di tanti lavoratori vittime della crisi e delle rigidità che ancora appesantiscono il nostro Paese.
Lavoriamo alacremente con tutte le esperienze civiche e ci interessa metterle in rete, per il rinnovamento del quadro politico nell’ambito del centrosinistra. Ma soprattutto per ora noi di Patto Civico ci occupiamo di esaminare le migliori esperienze concrete che possano far uscire l’Italia e la Lombardia dalla crisi, a prescindere dall’appartenenza di chi le propone
“.

Grazie per la condivisione e il passaparola.

convegno

Trivelle in Martesana?

trivelleIn merito alla ventilata ripresa del progetto “Melzo” per la ricerca di gas metano nei comuni della Martesana ho presentato un’interrogazione per avere spiegazioni dall’assessore all’ambiente.

Considerato che i tempi di avvio delle operazioni paiono molto rapidi e che la vicenda interessa un’area a forte densità abitativa, con la presenza di ben tre Parchi regionali e diversi Parchi locali di interesse sovracomunale, vogliamo innanzitutto chiarezza.

Il documento, in particolare, chiede conferma e, nel caso, delucidazioni sui motivi che avrebbero spinto Regione Lombardia a non richiedere la valutazione di impatto ambientale anche per la fase di indagine geofisica.

Vogliamo conoscere i dettagli di questa scelta, che certo non sembrerebbe andare nella direzione auspicabile, e per noi imprescindibile, di una prioritaria tutela del territorio.

L’interrogazione chiede infine se e come Regione Lombardia intenda fornire le necessarie rassicurazioni alla popolazione sui potenziali rischi per la salute e per l’ambiente che studi e trivellazioni possono comportare.

Vediamo cosa ci dicono e, nell’attesa, vigiliamo.

ILVA: a fianco dei 720 lavoratori che rischiano di perdere il lavoro

Logo_IlvaIl governo faccia di tutto per evitare che si crei un’altra situazione drammatica per le oltre 700 famiglie di lavoratori lombardi scaraventati senza colpa alcuna in una situazione paradossale: un settore industriale con commesse garantite e maestranze specializzate su cui rischiano di scaricarsi ingiustamente tutte le contraddizioni del sistema.

Questo apparente ricatto – ‘o giustizia o lavoro’ – non ha alcun senso. Non si possono scaricare sui lavoratori le responsabilità imprenditoriali che hanno portato ad un sequestro esecutivo alle cui ragioni sono completamente estranei gli stabilimenti e le acciaierie lombarde. Già nella seduta di martedì in Consiglio chiederemo alla Giunta un impegno speciale e continuo affinchè le aziende dei Riva garantiscano le attività negli stabilimenti lombardi (a Sellero, Malegno e Cerveno, in Valcamonica , così come a Caronno Pertusella e Annone Brianza).

Chiediamo anche al Governo un intervento rapido e deciso: siamo certi che il Presidente del Consiglio Letta non farà mancare il suo impegno, nel quale confidiamo molto, per trovare una soluzione che metta in salvo le acciaierie e il lavoro di tutti gli operai coinvolti.

Bene la risoluzione per la PAC, ora stesso impegno per la tutela dei terreni agricoli

PacIl documento sulla risoluzione per la riforma della PAC, discusso ieri in Consiglio, rappresenta il risultato di un percorso largamente condiviso in Commissione che, peraltro, ha visto il costruttivo coinvolgimento delle associazioni degli agricoltori e ambientaliste. E per tali ragioni ha avuto il nostro voto favorevole.

La voce degli agricoltori e di chi è impegnato nella tutela del territorio è stata ascoltata. La risoluzione dà risposte a diversi dei temi sollevati, dall’impegno sul chilometro zero, alla correzione degli eccessi dell’agricoltura intensiva, al rilancio dei territori marginali e montani. Certo si sarebbe potuti arrivare a una formulazione migliore, ma il peso di un testo così ampiamente partecipato vale la mediazione che abbiamo raggiunto.

Quello che ora mi auguro è che vi sia altrettanta comune disponibilità sull’aspetto essenziale della salvaguardia del territorio agricolo, discorso che presto dovremo affrontare. Sarebbe contraddittorio impegnarsi nel sostegno all’agricoltura senza preoccuparsi in uguale misura di evitare un suo declino dovuto all’eccessiva urbanizzazione.

In Lombardia il consumo di suolo ha raggiunto livelli insostenibili. I Piani di Governo del Territorio finora approvati prevedono nuove costruzioni per un milione di abitanti in più, un milione e mezzo quando tutti i comuni avranno completato l’iter. Il tutto, naturalmente, a danno di terreni coltivabili.

Occorre subito una moratoria sui piani attuativi dei PGT e sui terreni edificabili, per consentire una nuova programmazione dell’uso del territorio, che sia rispettosa dell’ambiente e della qualità della vita e che dia ossigeno all’attività agricola

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