Monthly Archives: novembre 2013

Nessuna proroga ai PGT. Ma anche moratoria immediata

consumo_di_suoloLe dichiarazioni odierne di Maroni sui PGT mi lasciano completamente scontento. Che la proroga fino al 30 giugno prossimo concessa ai Comuni ancora inadempienti per approvare il PGT sia l’ultima era già un impegno preso con chiarezza dal Consiglio Regionale. Maroni lo fa giustamente proprio e si impegna a nominare commissari ad acta nei comuni che a luglio 2014 non avessero ancora provveduto. Ma sopratutto né Maroni né la sua maggioranza vogliono prendere atto che nel frattempo i terreni agricoli della Lombardia sono già stati acquisiti dalle previsioni urbanistiche già approvate o in via di approvazione. Previsioni che programmano un Lombardia che avrà nel giro di pochi anni nuove edificazioni in grado di ospitare un altro milione di abitanti.

E’ una previsione assurda, dimostrazione del fallimento della LR 12 che va al più presto sostanzialmente modificata, puntando ad una sostanziale e radicale blocco del consumo di suolo.

Ma soprattutto occorre subito una moratoria che impedisca nuovi piani attuativi e fermi quelli già in corso da parte dei Comuni che, approvando i propri PGT “cementificatori”, hanno già di fatto strappato agli agricoltori migliaia di ettari di buon terreno agricolo per mantenerli incolti in attesa della loro urbanizzazione.

La crisi economica finora ha rallentato il decollo dei piani attuativi, ma nel frattempo i campi non vengono più coltivati perché il loro accresciuto valore come terreno edificabile impone che non vi siano ostacoli alla futura cementificazione.

Lo ripeto da mesi: occorre subito una moratoria sulle nuove edificazioni, dando via libera solo a quelle che riutilizzano il suolo già compromesso. Solo così l’agricoltura lombarda viene davvero salvaguardata.

I miei primi 6 mesi in Consiglio Regionale

gervasoniIl consigliere comunale degli Indipendenti Vincenzo Gervasoni mi ha spedito una lettera, tramite Segrate Oggi, nella quale, in sostanza, chiede conto della mia attività in Consiglio Regionale.

Sono lieto che Gervasoni mi abbia scritto. Da quando, sei mesi fa, sono stato eletto in Consiglio Regionale ho detto più volte alla maggioranza che amministra Segrate (Sindaco, assessori, consiglieri) di considerarmi una risorsa e di contare senz’altro su di me per qualsiasi argomento per il quale la nostra città trovasse la regione come interlocutore; questa è la prima richiesta di confronto che mi arriva e la accolgo con favore anche se non entra direttamente nel merito degli argomenti “regionali” che riguardano Segrate (ne cito alcuni: Brebremi, amianto, stazione…).

Poi, nel merito della sua lettera, alcune precisazioni.

La prima: come chiunque può vedere andando sul sito del Consiglio Regionale lombardo e scegliendo nell’elenco dei consiglieri il mio nome, nei primi sei mesi della mia esperienza regionale sono stato firmatario non solo di dodici interrogazioni, sei interrogazioni a risposta immediata, undici mozioni e tredici ordini del giorno, ma anche di cinque Proposte di Legge. Per fare un esempio, Fabio Altitonante, consigliere regionale PDL/Forza Italia e fino a pochi mesi fa assessore all’urbanistica alla Provincia di Milano, ne ha firmate quattro. Sia ben chiaro, non è una gara, tutt’altro. Devo dare atto che in Regione la maggioranza è abbastanza aperta al dialogo e al confronto ed è disponibile, attraverso il lavoro preparatorio delle leggi che avviene in commissione, ad arrivare a testi condivisi. Il risultato è che non poche leggi hanno avuto il sostegno anche della minoranza, tutta o in parte, espresso attraverso un voto a favore o un’astensione motivata.

La seconda: anche il mio impegno di consigliere comunale ha cercato di essere costruttivo. Tra le proposte sulle quali mi sono impegnato, ne cito alcune: la parità dei generi nelle cariche elettive, la trasparenza delle situazioni economiche dei “politici”, la trasmissione in diretta via Rete delle sedute del Consiglio Comunale. Cito queste tre perché, nonostante la ferma contrarietà sua e della sua maggioranza, alla lunga i risultati ci sono stati, vuoi per forza di legge (la trasparenza economica) vuoi per un improvviso recente “scricchiolio” della maggioranza (la diretta del Consiglio, votata ma ancora non realizzata).

Io scelgo Matteo Renzi

micheli-renziNon sono iscritto al PD ma guardo con interesse alla fase di cambiamento che sta vivendo questo partito perché ne va del suo profilo riformista.

Come ha ricordato lucidamente Giovanni Bianchi, “nel 1968, di fronte al ribollire delle istanze studentesche ed operaie che contestavano il sistema di potere di cui egli era parte ed in qualche modo, anzi, il vertice, Aldo Moro ebbe a dire che la vera attitudine del riformista è quella di stare dalla parte del nuovo che nasce, per quanto confusi e per certi versi contraddittori siano i suoi contorni. Quelle parole valgono ancora oggi, in una fase tanto diversa, in cui però veramente si deve mettere mano alle forme dell’agire politico per salvarne l’essenza stessa contro le brame dell’antipolitica che, si badi bene, non allignano (soltanto) fra le fila dei partiti personali e/o patrimoniali, ma trovano una loro imprevisto terreno fertile anche fra coloro che dicono di difendere un’idea di politica alta ma in ultima analisi difendono soltanto una rendita di potere“.

A me sembra che oggi Matteo Renzi sia la persona con le idee realmente e concretamente più progressiste di tutta la politica italiana: perché dice quel che intende fare in modo esplicito e trasparente; perché è riuscito a convincere anche quando ha perso; perché è davvero l’uomo del cambiamento e ringiovanirà di due generazioni la politica italiana; perché è un leader giovane che vive alla perfezione il presente guardando al futuro.

L’Italia ha bisogno di una scossa, per questo oggi invito la società civile che desidera veramente un cambiamento a votare l’8 dicembre per Matteo Renzi, mandando a casa chi vuole che le cose rimangano come sono.

Prodotti agricoli locali: buona legge che facilita il chilometro zero

km_zero_verduraSe oggi uscendo da qui io andassi a fare un po’ di spesa al supermercato e dovendo comprare dei limoni, mi troverei a scegliere tra dei limoni piccoli e verdognoli e dei bei limoni gialli e grossi. Se guardo l’etichetta vedo che quelli gialli e grossi vengono dall’Argentina o dalla Spagna.

Allora, le banane che da generazioni fanno parte della nostra dieta hanno sempre attraversato il mare per arrivare alla nostra tavola, ma l’idea che dei limoni possano fare più di diecimila km e costare anche meno di due euro al kg continua a lasciarmi perplesso.

Per questo mi avvicino all’idea di agevolare l’utilizzazione dei prodotti agricoli locali da due diversi punti di vista. Uno è quello che si debba evitare lo spreco di questi trasporti. E non vuole essere una guerra al commercio globale, ci mancherebbe. Si tratta di renderlo più razionale, meno schizofrenico.

Poi c’è l’aspetto del localismo che è un fatto anche culturale.

Nella mia zona, la Martesana, l’esperienza degli alimenti a km zero è vissuta con determinazione da gruppi di persone, riunite ad esempio nei GAS (Gruppo di Acquisto Solidale). E’ chiaro che far parte di un GAS richiede in complesso più tempo che passare semplicemente al super o in un mercato rionale a fare la spesa. C’è più impegno, ma anche più attenzione, più consapevolezza. Gli acquisti di un GAS vengono fatti presso aziende, presso fornitori che si conoscono, che si possono andare a trovare. Con cui confrontarsi, chiedere spiegazioni, con un aspetto formativo ed educativo non trascurabile.

Il ricorso alle risorse locali, come fatto anche culturale, che consente al consumatore di avvicinarsi, di conoscere il produttore, l’ho visto nella mia esperienza anche in iniziative istituzionali; ad esempio nelle refezioni scolastiche. Nella mia città, la fornitura di alcuni generi alimentari della mensa scolastica, il pane per esempio, è contrattualmente affidato a fornitori locali. Era una delle condizioni migliorative proposte nel capitolato di gara della mensa scolastica e raccolte dall’appaltatore.

Siamo al km 0, con semplicità e naturalezza.

Agevolare soluzioni di questo tipo, nel pubblico e nel privato. Ecco uno dei passaggi che mi piacciono particolarmente e che hanno incentivato il voto favorevole mio e del Patto Civico con Ambrosoli sul provvedimento approvato in Consiglio regionale sui mercati rurali e sulla promozione dei prodotti locali.

I pendolari non sono la cassaforte di Trenitalia

Presentazione del treno Frecciarossa 1000Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, in una intervista a SkyTg24 ha detto che gli abbonamenti ferroviari in Italia sono bassi e che dovrebbero aumentare, almeno come in Spagna, dove costano il doppio; secondo Moretti, 50 euro al mese vuol dire nemmeno un caffè per ogni giorno, mentre gli abbonamenti negli altri Paesi europei costano molto di più.

L’ad di Trenitalia ha comunque sottolineato che sui treni pendolari, “pur rimanendo tantissimi problemi, la qualità è migliorata in tutti i settori“: in particolare “negli ultimi cinque anni i terni pendolari hanno migliorato la loro puntualità di otto punti. Ora i punti critici restano solo nelle grandi città – ha aggiunto –: mi riferisco in particolare ai problemi di Roma, Napoli, Milano“.

Milano, appunto.

Milano che tra un anno e mezzo ospiterà l’Expo e che offre un servizio ferroviario di collegamento locale largamente inadeguato. Un maggior impegno per migliorarlo è quello che abbiamo chiesto all’assessore regionali ai trasporti, Del Tenno, che, come Moretti, ha ammesso che il servizio va notevolmente migliorato.

50 € è il costo su Trenord di un abbonamento mensile per la fascia tra 21 e 25 Km. Non è una cifra alta, ma non vedo come si potrebbe chiedere un aumento fino a quando non verranno garantiti davvero puntualità, pulizia, servizi decorosi alle stazioni. E soprattutto è un costo che non va aumentato fino a quando la crisi economica continuerà a premere soprattutto su chi utilizza i treni pendolari: lavoratori, studenti, precari. Non è a loro che va chiesto di rinsanguare i bilanci di Trenitalia e di Trenord.

A proposito, un caffè al giorno al banco di un bar a Milano vuol dire circa 30 € al mese, non 50. A meno che lo si vada a sorbire, ad esempio, al Savini.

Treni Bergamo-Milano, ho scritto ai sindaci della Martesana

treni3La tratta ferroviaria Bergamo-Milano che corre in Martesana è ancora ferma sul binario del degrado. Stazioni fatiscenti (quella di Segrate è un esempio), pulizia dei treni carenti, pochi convogli sovraffollati spesso in ritardo e pendolari sempre più innervositi dalla qualità del servizio che giudicano ben al di sotto degli standard minimi di un Paese civile. Per questo nei giorni scorsi in Regione si sono riaccesi i riflettori dell’opposizione sui problemi strutturali di questa linea gestita da Trenord. Così, per mantenere viva l’attenzione direttamente sui territori, oggi ho inviato una lettera ai sindaci della mia Martesana, chiedendo loro di raccogliere le istanze dei cittadini-pendolari che diventeranno nuova materia su cui dibattere e chiedere ulteriori spiegazioni.

La mia riflessione parte dalla situazione di degrado in cui versa la fermata di Segrate, prima stazione extraurbana sulla linea servita dai treni della S5 (Varese-Milano-Treviglio) e della S6 (Novara-Milano-Treviglio) del servizio ferroviario suburbano di Milano. Una cartolina inaccettabile per Milano e la Lombardia visto il futuro da prima della classe della fermata che per l’Expo 2015 sarà la porta d’accesso verso l’Idroscalo, meta dei visitatori di tutto il mondo.

Ho chiesto all’assessore Del Tenno di prendere atto della situazione in cui versa questa fermata, intervenendo presso Rfi e Trenord perché si preveda un intervento di riqualificazione, così che in breve tempo si possa portare questa importante realtà, utilizzata ogni giorno da centinaia di pendolari, a un livello di comfort degno dell’area metropolitana anche in vista di Expo 2015, alla cui rete strutturale la stazione risulta, a diverso titolo, coinvolta.

treni2Mentre nella missiva inviata oggi ho chiesto ai primi cittadini dei comuni della Martesana interessati alla tratta di fare loro stessi da megafono, segnalandogli eventuali altri disservizi su cui porre l’accento ai vertici della Regione.

L’assessore Del Tenno in settimana ha già riferito in aula sulla tratta Bergamo-Milano dichiarando che negli orari di punta Trenord provvederà a ristabilire la sesta carrozza. Nessuna novità, invece, sul fronte della pulizia e sui 62 nuovi treni annunciati nei giorni scorsi da Regione e Trenord, ma di cui ancora non si conosce la destinazione. Poche informazioni che hanno lasciato insoddisfatti i rappresentanti del Patto Civico e del PD che chiedono interventi urgenti su questa linea.

L’assessore ci ha detto che la situazione è monitorata e seguita. E ci mancherebbe altro. Il punto, però, è che non viene affrontata con gli interventi necessari, sia in termini di rinnovo del materiale rotabile, sia di riorganizzazione della linea stessa. E dall’assessore non arrivano le attese rassicurazioni. No, così non va.

Il testo della lettera:
Egregio signor Sindaco,

trenisono Paolo Micheli, consigliere regionale per Patto Civico-Ambrosoli; segratese dalla nascita, vivo quindi da sempre qui nella Martesana e mi sto ovviamente impegnando sui problemi locali per i quali la Regione ha qualche competenza. Ultimamente insieme al mio gruppo abbiamo sollecitato l’assessore ai trasporti, Del Tenno, a farsi carico della situazione, per molti versi inaccettabile, delle linee ferroviarie della tratta Milano Bergamo.

L’assessore Del Tenno la scorsa settimana ha già riferito in aula dichiarando, ad esempio, che negli orari di punta Trenord provvederà a ristabilire la sesta carrozza. Nessuna novità, invece, sul fronte della pulizia e sui 62 nuovi treni annunciati nei giorni scorsi da Regione e Trenord, ma di cui ancora non si conosce la destinazione.

Un problema non marginale che abbiamo sollevato durante la discussione in aula è stato quello dello stato delle stazioni. Ma vi sono altri problemi collegati: i parcheggi, i collegamenti dei mezzi pubblici locali, la vendita dei biglietti.

Su questo mi permetto di chiedere la sua cortese collaborazione. Se mi arrivassero segnalazioni in merito a disservizi o necessità riguardanti il trasporto ferroviario, potrei farne un intero ?pacchetto? sul quale richiedere più puntualmente l’intervento di Del Tenno, facendo leva sull’argomento Expo che richiede uno sforzo importante di messa a punto dei servizi in tutta l’area vasta milanese.

Con l’occasione desidero dirle che mi metto a sua disposizione per qualsiasi argomento o situazione che riguardi i rapporti tra la sua Amministrazione e il governo e la struttura regionale. Ho avuto la fortuna di arrivare a ricoprire questa carica ed è doveroso che mi metta a disposizione della “mia” Martesana.

Alle prossime comunali centronistra unito

Grazie a Irene de Luca de “Il punto” per questa intervista che è uscita nella edizione della Martesana.

ilpuntoPrima l’uragano Indipendenti che spezza la Giunta, poi la riorganizzazione in soli 4 assessori ( di cui due degli Indipendenti). Cosa sta succedendo?

Quello che sta succedendo è che i cosiddetti “Indipendenti”, il gruppo politico più consistente in Consiglio e nella Giunta, non era presente alle ultime elezioni. Senza mandato popolare, stanno incidendo pesantemente su scelte importantissime per il futuro di Segrate. Mi auguro che la Lega ed i superstiti del PDL in un sussulto di dignità decidano di tornare subito a votare.

Quattro assessori sono sufficienti?

A Segrate abbiamo un sindaco molto invadente e molto decisionista al quale va benissimo una giunta ridotta al minimo.

Ultimamente il suo impegno è stato particolarmente concentrato verso l’ecologia. Tante le sue riflessioni in proposito. Pensa che questa amministrazione stia ponendo la giusta attenzione a questi temi?

Sono stato eletto in consiglio comunale indicando la tutela del territorio e dell’ambiente come il nostro principale obiettivo. E continua ad esserlo perchè la maggioranza che amministra Segrate sui temi ambientali è un disastro. Lo dimostra la vicenda, pessimamente gestita, della Lucchini Artoni, una ditta specializzata nella lavorazione di prodotti bituminosi attiva alla periferia di Segrate Centro. Lo dimostra la decisione, che cercherò di ostacolare fino all’ultimo, di far arrivare a Segrate il più grande centro commerciale d’Europa con un parcheggio di oltre 14.000 posti auto. Lo dimostra il PGT che questa giunta ha approvato che sta facendo sparire tutti, ma proprio tutti, i prati e i terreni a destinazione agricola di Segrate.

Quali sono i suoi programmi a breve e a lungo termine? Pensa che per le prossime si possa pensare ad un’unione con altre forze di centrosinistra?

Intendo continuare a fare una opposizione serrata a questa maggioranza di centro destra, soprattutto sui temi del territorio con un impegno che è anche e soprattutto fuori dalla sala consiliare. Per quanto riguarda le prossime elezioni comunali, quale che sia la loro data, sono sicuro che il centro sinistra si presenterà unito per ribadire l’ottimo risultato già conseguito alle recenti votazioni per il consiglio regionale. Lavorerò meglio che posso in tal senso, ma se si riferisce alla candidatura di sindaco, al momento io non sono in campo.

Il PD rende noto di aver già preparato una bozza di programma da presentare alle prossime elezioni. Lei ne ha una pronta? Fra le sue idee programmatiche vi è la scelta politica ed il motto scout “lascia il mondo migliore di come l’hai trovato”. Da cosa partire per cambiare le cose?

Sabato 19 ottobre Segrate Nostra ha organizzato la seconda edizione di “Se fossi il sindaco, io…”. Sono saliti sulla tribuna quindici segratesi ognuno dei quali ha avuto cinque minuti per proporre spunti, suggerimenti, suggestioni, proposte. Stiamo lavorando così: in primo luogo abbiamo dato la parola ai cittadini. Da lì partiamo per costruire un programma condiviso che certamente possa fare una Segrate migliore rispetto a come la sta lasciando un ventennio di amministrazioni di centrodestra.

Vuole dire qualcos’altro ai cittadini di Segrate?

Vorrei dire loro che possono contare su Segrate Nostra, che è composta da sempre più persone che vogliono bene a Segrate. Vorrei dire loro che so vogliono conoscerci meglio, ci possono seguire su Facebook e Twitter e che se vogliono aderire alla nostra associazione ci possono scrivere. Noi risponderemo subito spiegando loro come possono fare.

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