Monthly Archives: dicembre 2013

Aggiornamenti sul 2° centro commerciale più grande d’Europa

Ho aggiornato con gli eventi del 2012 e 2013 la storia del secondo centro commerciale più grande d’Europa, che dovrebbe essere costruito a Segrate.

Un breve riassunto. Nel 2009 Regione, Provincia di Milano, Comune di Segrate e la società IBP dell’ing. Percassi conclusero un Accordo di Programma che prevedeva di realizzare su 600.000 mq della ex-dogana il secondo, per grandezza, centro commerciale d’Europa: 130.000 mq di strutture di vendita con parcheggi per 14.200 posti macchina. L’AdP, oltre allo sviluppo immobiliare dell’area della ex dogana e di due altre grosse aree (una a Novegro ed una nella zona IBM-S.Felice), riguarda soprattutto la realizzazione della tangenzialina finale della Cassanese prevista per l’accesso al centro commerciale ed anche per togliere dal centro abitato di Segrate il traffico di transito, prossimamente incrementato dal completamento della Brebemi. Nel 2011 nell’affare è entrato il gigante australiano dei centri commerciale Westfield e il progetto del centro commerciale ha preso il nome di Westfield Milan.

Per chi fosse interessato a conoscere tutta la storia, questo è il link.

PTCP: dalla Provincia di Milano un attentato alle aree agricole.

ptcpDa un paio di giorni, c’è una ragione in più per auspicare che le province vengano soppresse: il nuovo Piano territoriale di coordinamento approvato da quella di Milano lascia davvero senza parole. Si fanno scelte che vanno contro la difesa dei terreni agricoli e che si fondano su insensate logiche di espansione edilizia.

Non si salvaguardano le zone agricole all’interno dei parchi, anche contrariamente alle indicazioni che la stessa Regione Lombardia ha espresso l’anno scorso nel suo parere. E tantomeno si salvaguardano quelle all’esterno, con il rischio che ampie superfici da Gorgonzola a Lacchiarella, da Segrate a Melegnano, subiscano trasformazioni in senso edilizio, come previsto dai singoli Pgt comunali.

Si realizza così un vero attentato a quel poco che resta di verde del nostro territorio. Non salva il Ptcp l’unica nota positiva, ottenuta grazie al centrosinistra, ovvero la costituzione del Parco sovracomunale della Martesana, rispetto alla quale auspichiamo ora che si attuino con celerità gli adempimenti necessari. Per il resto, a maggior ragione se i provvedimenti assunti sono di questo tenore, non avremo certo nostalgia delle Province.

CERBA: il Comune di Milano ha ragione

cerbaSul CERBA il Comune di Milano ha ragione: per realizzare il progetto basta che la Regione indichi un’altra area.

Quoto per intero la dichiarazione di Umberto Ambrosoli su questo argomento.

“Milano rinuncia al Cerba? Non credo che l’allarme, polemico contro il Comune, lanciato da Maroni e Mantovani durante l’ultimo Comitato di Vigilanza, sia un aiuto ad uscire dall’impasse in cui lungaggini burocratiche e vicende giudiziarie hanno costretto questo progetto scientifico di ricerca biomedico.

L’assessore Mantovani, perciò, non cerchi di nascondere la sua polvere sotto il tappeto degli altri. Il progetto di un centro di studi del genoma e di terapie genetiche è certamente utile per mantenere attraverso l’innovazione quell’eccellenza che la sanità lombarda ha saputo raggiungere con il quotidiano impegno di medici, infermieri e personale tutto.

Invece di parlare di ‘vulnus’, di ferite inferte alla sanità italiana ed europea, la Regione si preoccupi di garantire la piena trasparenza al progetto, riparta da zero e costruisca con coerenza le linee del sviluppo. E soprattutto si faccia garante della sostenibilità economica, territoriale, finanziaria di un progetto che prevede 1260 pazienti in regime di ricovero e di parziale accreditamento.

L’assessore, nelle sue diverse audizioni in Commissione sanità, non ha mai spiegato come sostenere i costi di quei posti letto da realizzare, né con quali strutture. Pubbliche? Private? E tanto meno ci ha detto dove tagliare un numero equivalente di DGR, con costi equivalenti. Purtroppo fino ad oggi si è fatto ben sentire l’assenza di un impegno chiaro e netto della Regione. Questo non permette oggi di scaricare su altri la responsabilità del blocco, non di un progetto sanitario, come si vuol fare credere, ma della sua attuale proposta di localizzazione. Perciò se il progetto è ritenuto dalla Regione economicamente sostenibile, l’assessore deve solo individuare un’altra area sul quale realizzarlo e non limitarsi, mi ripeto ancora, a buttare la propria polvere sotto il tappeto delle scelte responsabili degli altri”.

Scuola: si taglia il sostegno al reddito

SCONTRI ALLA MANIFESTAZIONE DI STUDENTI CONTRO I TAGLI DELLA REGIONE ALLA SCUOLA PUBBLICAStamattina alcuni studenti hanno manifestato dentro e davanti a palazzo Pirelli, con metodi che personalmente disapprovo, contro la diminuzione delle risorse alla scuola pubblica.

Una protesta che scaturisce, anche a prescindere da come la si possa pensare in merito alle scuole paritarie e alla legittimità del loro finanziamento, da l’esito ulteriormente discriminatorio dei nuovi tagli alla scuola pubblica previsti dal bilancio regionale. Ed è evidente che accentuare le diseguaglianze, anche nell’ambito dell’istruzione, non può che alimentare le tensioni delle parti penalizzate.

Mentre si tolgono soltanto briciole al contributo per la libera scelta dei percorsi educativi, si riduce di quasi cinque volte il sostegno al reddito, che è destinato al milione di studenti delle scuole statali: nel 2014, per il buono scuola, si passerà da 33 milioni a 30, per il sostegno al reddito da poco più di 23 a 5.

Una sproporzione che da sola grida vendetta. Ma alla quale va aggiunta anche la disparità dei criteri di assegnazione dei fondi. Perché mentre per il sostegno al reddito occorre presentare l’Isee, per il buono scuola si utilizza un indicatore che tiene conto soltanto del reddito e non dei patrimoni.

La scuola pubblica e gli studenti lombardi meritano un’attenzione e un’equità che la Regione con questi numeri non garantisce.

La Regione si occupi delle politiche sul lavoro

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La Martesana si è mobilitata questa mattina per il lavoro. Al corteo che si è snodato da Cassina de’ Pecchi a Cernusco sul Naviglio c’erano le rsu delle tante aziende in crisi, in particolare i lavoratori della Jabil in presidio permanente sulla Padana Superiore da due anni, diversi sindaci della zona e poi associazioni e tanti semplici cittadini. Tutti concordi nel dire che servono nuove politiche per rilanciare l’occupazione. Destinatari della mobilitazione, il governo romano e quello lombardo.

La politica, anche quella regionale, si deve occupare di più e meglio del mondo del lavoro. Il rilancio dell’economia e dell’occupazione parte anche da qui, dai nostri territori e dalle piccole e medie imprese. Mi farò carico di portare le istanze dei lavoratori a Palazzo Lombardia.

L’assenza del sindaco di Segrate mi ha rattristato, ignoro quali siano state le ragioni ed è toccato a me rappresentare la mia città in un momento in cui tutti dovremmo avere ben presente il dramma di molte famiglie dei comuni della Martesana, Segrate compreso, che si sono trovate di fronte a chiusure di aziende, a licenziamenti, cassa integrazione e mobilità.

Salviamo la stazione di Segrate

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Da settimane abbiamo riproposta con forza il problema della stazione di Segrate, utilizzata da molti segratesi ma del tutto carente di servizi: il parcheggio è insufficiente e nei giorni feriali si rischia di non trovare posto, niente biglietteria, niente servizi igienici, l’illuminazione è carente e alla sera l’ambiente è tutt’altro che rassicurante. Da anni (la stazione è attiva da fine 2004) l’area della stazione è un cantiere incompiuto e le 175 famiglie che abitano i palazzi del Segrate Village vivono una situazione di evidente precarietà.

Tutto questo nonostante che le linee programmatiche 2010-2015 del sindaco indichino al punto 3. “Segrate si muove sempre più veloce” come obiettivo di mandato “per una mobilità sempre più moderna e veloce” la riqualificazione della stazione ferroviaria perché diventi “il fulcro del sistema di trasporto cittadino“.

L’interrogazione che abbiamo presentato al sindaco ha avuto una risposta insoddisfacente: la colpa è della crisi edilizia e dell’impresa costruttrice che non rispetta gli impegni.
Io stesso ho portato il problema in Regione (le linee suburbane che si fermano a Segrate sono gestite da Trenord, una compartecipata della Regione Lombardia) perché si intervenga almeno sulle banchine e sui servizi ferroviari.

Ma l’inerzia dell’Amministrazione Comunale è inaccettabile! Per questo lanciamo una raccolta di firme on line “Salviamo la stazione di Segrate” per costringere le istituzioni ad occuparsi finalmente seriamente del problema.

Per aderire e sottoscrivere: http://www.change.org/it/petizioni/sindaco-adriano-alessandrini-e-amministrazione-comunale-di-segrate-salviamo-la-stazione-ferroviaria-di-segrate

Segrate è con Renzi

Renzi_MatteoApplaudo di cuore al bel risultato segratese delle primarie del PD.

Innanzitutto per la partecipazione: i votanti sono stati 2046, quasi quanti furono (2164) a novembre dell’anno scorso al primo turno delle primarie di coalizione del centro sinistra, ma molti di più di quanti furono (circa 1400) alle ultime primarie del PD nel 2009.

Era la prima preoccupazione: che dopo quest’anno così travagliato e complicato per la politica italiana, soprattutto per il centrosinistra, ci fosse stato distacco o indifferenza.

E invece la voglia di partecipare c’è e tantissima. Il merito va a Matteo Renzi che ha saputo incarnare la voglia di nuovo e di cambiamento, a Segrate e in tutta Italia.

A Segrate il voto a Renzi ha raggiunto il 69,2%, addirittura al di sopra del risultato nazionale e di quello lombardo. Più di 1400 i segratesi che in questa fredda domenica di dicembre sono andati a votarlo ai cinque seggi aperti in città grazie all’impegno dei molti volontari ai quali va il mio ammirato applauso.

Bella città Segrate. Abbiamo partecipato in tanti, molto più della media nazionale. Abbiamo dimostrato che le primarie ci piacciono. Abbiamo dimostrato di volere qualcosa di nuovo, di giovane, di sorridente.

Un applauso a Matteo Renzi che ha vinto alla grande. Un applauso a Segrate.

Martesana in marcia per il lavoro

martesana-volantinoAlla Regione chiediamo politiche industriali capaci di rispondere alla crisi.

Un territorio intero che si mobilita a sostegno delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori per condividere il dramma della crisi, ma soprattutto per mettere in rete le amministrazioni locali e le forze sociali, per ipotizzare interventi coordinati e per chiedere alle istituzioni sovraordinate, a partire da Regione Lombardia, politiche industriali serie, capaci di frenare la desertificazione produttiva e occupazionale in atto.

Per questo sarò presente alla manifestazione promossa per sabato 14 dicembre dalle Rsu delle aziende della Martesana in crisi e da alcuni sindaci della zona.

Sarò presente perché ritengo si tratti di un appuntamento molto importante. E non solo in quanto occasione per esprimere una solidarietà fattiva ai lavoratori. La novità mi sembra che stia nell’idea di delineare un’iniziativa politica comune e quindi più incisiva, evitando di continuare ad affrontare singolarmente le molteplici emergenze occupazionali.

La marcia partirà alle 10 da Cassina de’ Pecchi, sede di quella Jabil con 300 dipendenti a rischio sulla quale mi sono recentemente speso in Consiglio, esemplificazione di una crisi che colpisce anche produzioni di alto livello e, al contempo, dell’assenza di politiche regionali in grado di dare risposte adeguate.

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