Monthly Archives: gennaio 2014

Motocross libero in montagna: le audizioni bocciano PDL, maggioranza ritiri il testo

MotocrossA un Progetto di Legge partito definendo “minoritaria la corrente di pensiero che considera la circolazione motorizzata su percorsi di montagna intrinsecamente negativa” è toccato ieri in Commissione Agricoltura schiantarsi contro una lista infinita di stroncature.

Le audizioni di Legambiente, Cai, Wwf, Coldiretti, l’associazione Orobie Vive hanno smontato punto per punto il testo presentato dal centrodestra. Alle critiche si sono aggiunti anche Fai, Federparchi e, paradossalmente, persino la direzione generale dell’assessorato.

Questo progetto di legge rappresenta di fatto il tentativo di una deregolamentazione per il motocross in contrasto con qualsiasi principio di tutela del territorio. E l’emendamento Tomasi-Dotti, oltre che del tutto fuori tema, è ulteriormente inaccettabile perché pericoloso dal punto di vista del consumo di suolo.

A fronte delle sonore e autorevoli bocciature ricevute, ritengo opportuno e chiedo che il testo venga ritirato.

Il CERBA? Facciamolo a Segrate

CERBAA Segrate c’è un’area di circa un milione di metri quadri che viene chiamata Ex Dogana perché una quarantina di anni fa fu espropriata, abbattendo alcuni antichi edifici rurali, per realizzarvi quella che avrebbe dovuto essere la nuova zona doganale di Milano. Non se ne fece nulla e rimase una immensa incompiuta, con edifici per uffici già arredati e capannoni che via via si degradarono.

Nel 2009 Regione, Provincia di Milano, Comune di Segrate e la società IBP dell’ing. Percassi conclusero un Accordo di Programma che prevedeva di realizzare su 600.000 mq della ex-dogana il secondo, per grandezza, centro commerciale d’Europa: 130.000 mq di strutture di vendita con parcheggi per 14.200 posti macchina. L’AdP, oltre allo sviluppo immobiliare dell’area riguarda anche la realizzazione della tangenzialina finale della Cassanese prevista per l’accesso al centro commerciale ed anche per togliere dal centro abitato il traffico di transito, prossimamente incrementato dal completamento della Brebemi. Nel 2011 nell’affare è entrato il gigante australiano dei centri commerciale Westfield e il centro commerciale prende il nome di Westfield Milan.

Come ho già raccontato tutto questo mega progetto procede molto lentamente. Per uscirne occorrono coraggio e decisione.

Allora perché non cercare un’alternativa? Ce n’è una qui, a portata di mano: <strong>il grande progetto Cerba, la città della scienza pensata da Umberto Veronesi. Perchè non farlo qui a Segrate?

Sarebbe una scelta sulla quale vanno a convergere una serie di linee guida:

  1. Lo stop ai mega centri commerciali che hanno già fin troppo snaturato il territorio e la residenzialità della Lombardia.
  2. Il corretto utilizzo del territorio in quanto utilizzare la ex dogana di Segrate rappresenterebbe la riqualificazione della più estesa area industriale dismessa dell’est milanese.
  3. La sinergia scientifica con le altre grandi realtà mediche e di ricerca già presenti a Segrate, come il Lita/CNR e il San Raffaele.
  4. La programmazione del territorio anticipatrice della visione della ormai prossima città metropolitana.

Certo, ci vogliono coraggio e decisione. E rapidità. Una sfida alla quale un buon amministratore non dovrebbe sottrarsi.

No ai monaci della Certosa di Pavia, no ai fuochi di Sant’Antonio: il M5S lombardo si scopre anticlericale

Certosa_di_PaviaIl mese di Gennaio e le tradizioni popolari ad esso connesse hanno fatto scoprire la verve anti culto di Iolanda Nanni, consigliera regionale del M5S, che con una serie di iniziative si è scagliata contro i falò tradizionali di Sant’Antonio Abate e contro la presenza dei Monaci Cistercensi nella Certosa di Pavia.

La battagliera collega ha scritto all’Assessore Terzi affinchè venga abrogata una Delibera di Giunta del 2011 che a tutt’oggi consente in Lombardia, come in tutte le regioni italiane, la “salvaguardia dei falò e dei fuochi rituali“. Motivazione: sono inquinanti! Una motivazione che però non regge con l’altra richiesta: fuori i Cistercensi dalla Certosa. Qui infatti la Nanni si inerpica su motivi di presunta legittimità: i Monaci si trovano là senza alcuna concessione esplicita, essendogli scaduta la precedente nel 1983. Inoltre, dice sempre la cinquestellina, la presenza dei monaci non garantisce l’utilizzo turistico del monumento nazionale. Non c’è che dire: una logica a prova dei secoli!

Senza attardarsi sulla tradizione devozionale (addirittura precristiana) dei falò nei campi, che segnano il cambio delle stagioni agricole, i Monaci Cistercensi, come è noto, svolgono almeno dalla meta del 1300 la loro straordinaria opera di volontariato religioso, prendendosi cura e costruendo magnifiche abbazie e monumenti che ammiriamo ancora oggi. E la Certosa espropriata nel 1880 agli ordini religiosi e trasformata in Monumento nazionale, conobbe con la proprietà dello Stato solo decadenza e degrado. Quando Papa Montini nel 1968 vi mandò i Cistercensi ad abitarla, la Certosa ricominciò a vivere. Anche se per la manutenzione e le opere di ristrutturazione non vi furono mai risorse sufficienti. Ed oggi, alla vigilia di Expo e delle attese ondate di turismo culturale sarebbe più che necessaria una sistemazione adeguata.

Ma di questo, è inutile chiedere conto ai monaci, bensì al Demanio, al Ministero delle Finanze e a quello dei Beni Culturali: la Certosa rischia di avere un destino non diverso di tanti altri monumenti nazionali, come recentemente il caso di Pompei ha reso chiaro al mondo. Né basta far pagare il biglietto per risolvere tutto. Anche perché il degrado non tocca solo le strutture della Cattedrale, ma l’intero ambiente paesaggistico circostante. Invece di prendersela con i Monaci la collega Nanni farebbe però meglio ad essere più positiva: perché non investiamo la Giunta e il Consiglio di questo problema?

Maroni ha appena trovato 15milioni di euro per trasformare in un teatro una vecchia caserma di Varese. Si potrebbe magari fare altrettanto per la Certosa di Pavia, che è patrimonio dell’umanità.

Oppure la Regione potrebbe favorire almeno l’opera dei privati che volessero intervenire. Da qualche settimana l’eminente cittadino pavese Virginio Rognoni, più volte ministro, e poi l’avvocato Franco Maurici, membro di Italia Nostra e del comitato per la tutela e lo sviluppo della Certosa di Pavia, hanno proposto un Commissario straordinario.

La Regione non può stare alla finestra. Chiederemo perciò l’Audizione in Commissione cultura e in Commissione Ambiente di tutte le parti in causa, compreso i rappresentanti dei Monaci Cistercensi, per individuare le soluzioni più opportune prima che l’inesorabile incuria del tempo renda tardivi tutti gli sforzi.

Gli alunni delle scuole elementari di Segrate in visita al Consiglio Regionale

Stamattina 58 alunni e 6 docenti l’Istituto Comprensivo “A. Schweitzer” di Segrate hanno fatto visita al Consiglio Regionale.

I ragazzi sono stati ricevuti dai funzionari del Consiglio in Aula consiliare, dove hanno posto tante domande ed è stata fornita loro una bella illustrazione del ruolo della Regione e del valore architettonico di Palazzo Pirelli.

Sono convinto che sia fondamentale rafforzare questo tipo di incontri, non solo per insegnare ai cittadini più giovani il rispetto e l’importanza delle istituzioni, ma anche per continuare a ricordare, a tutti i politici, la fondamentale importanza sociale della formazione, della cultura e dell’insegnamento.

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Motocross libero sui sentieri di montagna: il progetto va fermato

motocrossL’idea di rendere più facilmente accessibili sentieri e mulattiere, soprattutto di montagna, alle manifestazioni motociclistiche trova la netta opposizione anche del Wwf e di Coldiretti che ieri in audizione in commissione regionale hanno smontato punto per punto il testo di legge presentato dal centrodestra.

Per parte nostra, siamo assolutamente contrari a quella che di fatto è una deregolamentazione in contrasto con qualsiasi principio di tutela del territorio. Peraltro i nuovi emendamenti presentati dai consiglieri Tomasi e Dotti introducono elementi che sono del tutto fuori tema, tanto da sollevare dubbi persino da parte della Direzione regionale agricoltura. E che secondo noi possono risultare pericolosi dal punto di vista del consumo di suolo.

Questo progetto, che oltretutto non ci sembra abbia carattere di priorità a fronte di tematiche ben più urgenti, va fermato.

Stazione di Segrate, attivata la videosorveglianza

stazioneLo scorso novembre ho cercato di accendere i riflettori sulla situazione di degrado della stazione ferroviaria di Segrate, utilizzata ogni giorno da centinaia di pendolari dell’Est Milano, denunciando tramite un’interrogazione lo stato d’abbandono e incuria di tutta l’area, stazione e piazzale antistante. Ora, dopo questo primo input, qualcosa pare essersi mosso.

A rispondermi è stato nei giorni scorsi l‘assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno.

L’assessore nella sua risposta ha chiaramente messo nero su bianco le responsabilità di Rfi, Trenord e del Comune di Segrate. In particolare ha ribadito che al Comune spetta l’attività di manutenzione e sistemazione del piazzale, nonché quella relativa al parcheggio. Lo sapevamo già, ma questa ennesima conferma dà ancor più vigore alle richieste della cittadinanza, formulate alla giunta Alessandrini anche tramite una petizione on line che ha raccolto più di 850 firme, di interventi certi e immediati per rendere questo luogo più fruibile e sicuro. È finito il tempo di giocare allo scaricabarile.

Nella risposta dell’assessore Del Tenno arriva anche la rassicurazione che Trenord ha cablato e sistemato le obliteratrici e che ha provveduto a installare apparecchiature di videosorveglianza nei pressi dei binari, sugli scivoli e nel sottopasso.

La segnalazione che ho inoltrato agli uffici regionali per conto dei cittadini, ha mosso qualcosa. Dalla parte delle società ferroviarie stanno arrivando le prime risposte, ora attendiamo quelle del Comune.

La risposta arrivata dalla Regione:

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Il miracolo della nuova Cassanese

Rivoltana_e_cassaneseLa buona notizia c’è: i soldi sono arrivati. Il progetto fu inviato dalla Provincia a Roma nel maggio del 2012, il Cipe deliberò lo scorso agosto, il presidente Letta ha firmato in ottobre, la Corte dei Conti ha dato via libera e i soldi per finanziare il primo tratto della Nuova Cassanese finalmente ci sono.

I lavori dovrebbero iniziare al più presto, entro ottobre 2014, dice il sindaco, che in tweet prima parla di termine lavori ad ottobre 2015. Poi in una dichiarazione rilasciata a Segrate Oggi si lascia andare a previsioni molto più ottimistiche: fine dei lavori di tutta la Nuova Cassanese, compreso il tratto dal Centro Commerciale a Pioltello, addirittura entro l’inizio di Expo, cioè entro il 30 aprile 2015.

Ora, la viabilità speciale, cioè quella tra lo svincolo di Lambrate e la ex dogana, la stiamo aspettando da trent’anni; ancora oggi a passare da Redecesio verso la Cassanese c’è da preoccuparsi a scorgere paludi e laghetti dove dovrebbero passare la strada più trafficata di Segrate.

Vederla finalmente realizzata sarebbe già un avvenimento epocale, uno di quelli che i nonni racconteranno ai nipotini.

Ma pensare che anche il tratto dalla ex dogana a Pioltello venga progettato, messo a gara, assegnato, concluso, pagato e inaugurato entro 460 giorni è avere un grande fede, un grande ottimismo.

Il sindaco spera in un evento fuori da ogni comune logica; spera, ci vien da dire, di riuscire a fare un miracolo.

Il nostro sindaco? Un santo!

Rigenerazione della politica

A me la locandina continua a non piacere, però l’appuntamento non va perso. Secondo Workshop del nostro ciclo: “Rigenerazione della politica“.

Questa volta l’incontro sarà centrato sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: come si realizza, chi sono gli attori, cosa possono fare le istituzioni.

Milano, 23 gennaio 2014, ore 17.30-19.30, Cascina Cuccagna.

Per iscriversi cliccare qui.

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Un’altra idea di montagna

trialSettimana scorsa la Commissione Agricoltura ha dedicato buona parte della sua seduta ad un tema che di per sé non è di particolare rilevanza rispetto ad altri temi che giacciono indiscussi da più tempo (ad esempio, giusto per citarne uno, la proposta di riforma sul consumo di suolo), ma la cui discussione ha comunque permesso di palesare alcuni “caratteri qualificanti” del pensiero di questa maggioranza a guida leghista sui temi ambientali.

L’argomento è legato alla Proposta di Legge 124 che prevede alcune modifiche alla lr 31/2008 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, pesca e sviluppo rurale), uno dei testi più emendati e riformati di questa legislatura; le modifiche proposte sono tese a rendere più accessibili i nostri boschi, pascoli, i sentieri e le mulattiere, soprattutto di montagna, alle manifestazioni motociclistiche e fuoristrada.

Vorrei fare alcune considerazioni a difesa delle obiezioni avanzate da quella, che nella relazione introduttiva della proposta, viene definita una minoritaria corrente di pensiero che considera la circolazione motorizzata su percorsi a fondo naturale una pratica intrinsecamente negativa.

Innanzitutto lo sport, e quindi anche quello legato a manifestazioni motoristiche fuoristrada, deve esercitarsi senza arrecare danni agli altri, alle proprietà e alle attività. I mezzi motorizzati che parteciperebbero a queste gare producono un forte rumore, disturbano e allontanano la fauna e gli animali al pascolo, e, nella migliore delle ipotesi, erodono i terreni e danneggiano prati e sentieri; noi della minoritaria corrente di pensiero, abbiamo un’idea decisamente diversa di come l’uomo possa vivere l’ambiente montano (e non solo) e soprattutto di come conciliare le attività sportive con la montagna.

Aggiungerei che la normativa attuale è restrittiva sulla carta, ma in pratica non funziona per mancanza di controlli. Sarebbe bene individuare percorsi per i fuoristrada, naturalmente escludendo le aree di interesse naturalistico, e rendere efficaci i controlli. Lo scarso deterrente delle sanzioni previste crea conflitti tra i diversi fruitori della montagna e causa notevole impatto nei confronti dell’ambiente. In ogni caso la possibilità di svolgere manifestazioni motoristiche è già prevista dalla normativa, e sinceramente pare difficile comprendere le motivazioni per un ulteriore deregolamentazione sul tema.

Infine reputo debole anche la motivazione economica addotta dai firmatari di questa proposta, che vedono in queste manifestazioni una potenziale fonte di reddito; credo piuttosto che la difesa di questi territori da fonti inquinanti, in tutti i sensi, crei i giusti presupposti per lo sviluppo economico di questi ambienti, attraverso la creazione di un’economia locale basate su forme di turismo e manifestazioni sportive più consapevoli, rispettose dell’ambiente e decisamente meno invasive e più proficue.

Ma quello che preoccupa maggiormente è che, ancora una volta, ciò che manca a questa maggioranza a guida leghista è una lettura complessiva di quello che vuole fare per il futuro della Lombardia. Si continua a procedere con modifiche spot, mentre sarebbe il momento che Maroni e soci di dicessero cosa intendono fare da grandi, facendola finita con l’inseguire le mode del momento o le sirene che arrivano dai territori, che possono anche essere importanti, ma che denunciano una inquietante mancanza di autonomia e programmazione.

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