Monthly Archives: marzo 2014

Chiusura della maternità dell’ospedale Melzo?

medicocorsiaGira da qualche tempo la notizia di una possibile chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Melzo. Per questo ho protocollato un’interrogazione rivolta alla giunta Maroni, e in particolare all’assessore alla Salute Mario Mantovani, con l’intenzione di fare chiarezza su questa possibilità che preoccupa gli abitanti della zona e pianificare le eventuali contromosse.

Nel caso dovesse essere stabilita la chiusura del reparto di maternità di Melzo, tra l’altro da poco ristrutturato, tutte le pazienti dovrebbero recarsi presso l’ospedale di Cernusco sul Naviglio. Un dirottamento che causerebbe gravi disagi, in particolare alle gestanti. Ho chiesto allora ai vertici della Regione Lombardia se abbiano in programma la riorganizzazione o la soppressione di questa unità. In caso di risposta affermativa vorrei sapere quali siano le motivazioni di tale scelta e come pensano di riutilizzare le risorse ottenute dalle mancate spese del reparto.

In generale mi sembra che si arrivato il momento di porci domande sul futuro della rete ospedaliera della Martesana. Occorre dar luogo fin d’ora a una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi e tenendo conto delle reali esigenze della gente. Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. Regione Lombardia riesce oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono oggi sono adeguate alle esigenze dei suoi oltre 350 mila abitanti? Mi auguro che questa interrogazione sia solo un primo passo verso una discussione più ampia per affrontare il tema della futura rete ospedaliera.

Moretti vuole andare via? Nessuno lo trattiene

Presentazione del treno Frecciarossa 1000L’amministratore delegato del gruppo Fs, commentando l’ipotesi che il governo Renzi riduca il tetto dello stipendio dei manager delle grandi partecipate pubbliche, ha detto che una buona parte di questi (lui compreso) potrebbe emigrare all’estero, e che il premier dovrebbe mettere in conto questa fuga.

Prego, che se ne vadano pure. Se il risultato del lavoro dei manager di cui parla Moretti è quello che quotidianamente devono sopportare i pendolari lombardi, nessuno li trattiene.

Venga a vedere la linea Treviglio-Milano, che corre in ‪Martesana‬, utilizzata ogni giorno da migliaia di lavoratori e studenti che devono fare i conti con carrozze-bestiame, convogli sporchi e treni ritardatari.

Salviamo le bliblioteche lombarde

bibliotecaLa Commissione cultura e istruzione ieri è stata scossa dall’appello fatto dagli operatori delle biblioteche: è emerso in tutta la sua gravità il problema del futuro dei sistemi bibliotecari regionali.

Gli operatori hanno sottolineato come sia mancata in questi anni l’interlocuzione con la Regione per pensare insieme le prospettive di questo servizio, unanimemente riconosciuto come di qualità. E’ apparsa evidente inoltre la poca chiarezza nel rapporto tra Regione e Province.

A partire dal triennio 2010-2012 i contributi regionali erogati alle Province come trasferimenti vincolati, sono stati ‘fiscalizzati’, cioè sono stati versati come anticipo sui trasferimenti provinciali per i bolli auto. Tuttavia, molte Province hanno destinato al altri servizi questi fondi o hanno ritardato il versamento ai sistemi bibliotecari.

L’incertezza sul futuro delle province è diventato così l’alibi per dilatare i tempi di un sostegno concreto alle biblioteche. Dagli operatori è emerso il richiamo alla Regione per una maggiore collaborazione nel riprogettare un futuro di questo servizio che comunque, nel panorama nazionale, è tra i più efficienti.

In questo senso i sistemi bibliotecari si stanno muovendo anche esplorando con le Istituzioni locali possibili percorsi di autonomia. Ma nulla è possibile se la Regione resta passivamente a guardare o, ancora peggio, scarica le responsabilità – come ieri ha fatto l’assessore Cappellini giustificando il tutto con i minori trasferimenti da Roma.

In queste condizioni i Consiglieri del Patto Civico Ambrosoli condividono la forte preoccupazione degli operatori per il futuro dei sistemi bibliotecari in Lombardia e assicurano il loro impegno affinchè venga riconosciuta l’importanza del ruolo di questi sistemi all’interno del piano triennale della Giunta Maroni.

Un’Europa di spostati e velocizzati

langerIeri, nel suo discorso alla Camera, Matteo Renzi ha citato Alexander Langer.

Ripartiamo da lì, da quel 1995, ripartiamo da Langer e da Srebrenica, come diceva Langer, per “provare a riparare il mondo“.

“Ho trovato una frase, e partirei da questo, di un grande europeista italiano, risale a 19 anni fa, era il momento in cui la Commissione di Jacques Santer si presentò al Parlamento europeo, forse la prima volta in cui il Parlamento europeo giovò un ruolo anche significativo. Era Alex Langer che diceva queste parole: «stiamo costruendo un’Europa di spostati e velocizzati, dove si smistano sempre più merci, persone, pacchetti azionari, ma si vuotano di vivibilità le città e le regioni». Perché voglio partire da Alex Langer e da quel 1995, peraltro tragico? Peraltro tragico per lui e anche per l’Europa, il 1995 ricordiamo è l’anno di Srebrenica, è l’anno dei caschi blu olandesi, è l’anno del fallimento delle politiche istituzionali o, meglio delle istituzioni rispetto alla politica. Perché sono partito di lì? Sono partito di lì per dire che il rischio di una deriva tecnocratica e burocratica europea è un rischio che non avverte questo Parlamento o questo Governo perché c’è stata la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni, ma è un rischio che è dentro, insito nell’animo e nel cuore di chi da anni si batte per un’Unione europea degna di questo nome”.

Sui marò il centrodestra va in frantumi

maroIeri abbiamo raccolto i cocci lasciati nell’aula del Consiglio regionale dalla maggioranza di centrodestra, frantumatasi sulla mozione per i due marò che la stessa maggioranza aveva presentato.

Ancora una volta abbiamo assistito alla strumentalità di posizioni che volevano essere di principio ma poi si sono sfarinate nella contrapposizione interna al Centrodestra, il quale non è riuscito neppure ad unirsi nel nome dei due marò. Il Nuovo Centrodestra (NCD) ha fatto mancare per tre volte il numero legale, in aperta polemica con l’atteggiamento oltranzista di Forza Italia (FI), la quale non solo chiedeva l’espulsione dell’India dai padiglioni dell’EXPO, ma ha rifiutato anche l’offerta dell’opposizione di una mozione condivisa.

Sarebbe stata l’occasione per impegnare la Regione Lombardia ad attivarsi affinchè la diplomazia e la politica trovino con intelligenza ed urgenza il contesto necessario per una soluzione equa e ragionevole a questo disgraziato incidente, riportando a casa i due nostri sottufficiali di marina, Girone e La Torre!

Ma i ristretti calcoli elettoralistici di partito ancora una volta hanno impedito all’Aula del Consiglio regionale di volare alto, con posizioni politiche unitarie condivise.

L’altro volto della Lombardia

ambrosoliMentre Maroni si chiude in Padania, noi guardiamo all’Europa.

Dal minuto 12’30” potete vedere un servizio sugli incontri di Umberto Ambrosoli a Bruxelles con gli Uffici della Commissione e del Parlamento Europeo, dove si è parlato di innovazione, utilizzo dei fondi regionali e coesione economica e sociale.

A Bruxelles abbiamo portato l’altro volto della Lombardia, quello che non si richiude in se stessa ma scommette sul futuro, che non perde il tempo minacciando irrealizzabili secessioni ma ha una visione multietnica di accoglienza e solidarietà.

Westfield Milan: il silenzio dei canguri

westfieldSiamo a meno 100. Tra circa 100 giorni, il prossimo primo luglio, un martedì, il presidente Giorgio Napolitano sarà a Fara Olivana con Sola, piccolo centro della bassa bergamasca, ad inaugurare la BreBeMi. Dal giorno dopo il traffico della Brebemi inizierà a scorrere in direzione di Milano fino a Melzo e da qui si diffonderà in buon parte sulla Cassanese e sulla Rivoltana per raggiungere la tangenziale interna o Milano. Salvo fermarsi qui da noi, nei due imbuti di Segrate; mentre sulla Rivoltana i lavori, con qualche difficoltà, procedono, per la Cassanese siamo nella piena oscurità.

Ne parlano anche a Sidney; il quotidiano locale The Australian ha pubblicato sulla sua edizione online un articolo dal curioso titolo italo-australiano “Westfield Milan imbroglio“.

L’articolo (http://www.theaustralian.com.au/business/property/westfield-milan-imbroglio/story-fnko7zi0-1226852936762) riprende dal mio blog le preoccupazioni per i tempi dell’intervento della Westfield, il gigante della grande distribuzione commerciale che in società con l’italiana Stilo di Antonio Percassi ha in programma di far sorgere il Westfield Milan sulla ex dogana di Segrate prendendosi l’impegno di realizzare una buona parte della tangenzialina che libererebbe il traffico dalla Cassanese.

I giornalisti di Sidney hanno chiesto alla Westfield se vi fosse da parte loro un problema di liquidità. Ma i referenti delle Westfield su questo argomento sono rimasti tight-lipped, a labbra serrate. Più loquaci, anche se generici, invece sui tempi di realizzazione: “Il progetto di Milano sta seguendo gli usuali procedimenti di preautorizzazione“.

Tutto molto interessante.

Ma intanto: mancano 100 giorni alla Brebemi.

Beatrice Papetti: introdurre subito il reato di omicidio stradale

Beatrice-PapettiLa notizia dei tre anni e 4 mesi di condanna per il pirata della strada che investì e uccise il 10 luglio 2013 Beatrice Papetti, sedicenne di Gorgonzola, non può lasciare indifferente la politica.

La giovane studentessa venne travolta mentre attraversava di notte la Padana Superiore e il suo omicida si consegnò alla giustizia solo una settimana più tardi, quando il cerchio delle indagini gli si stava stringendo attorno. Accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso è stato ora condannato dal gup di Milano al termine di un processo con rito abbreviato.

Io sono d’accordo con Matteo Renzi, va assolutamente introdotto il reato di omicidio stradale. Lo dicono sentenze come quella odierna dove l’omicida di una ragazzina di soli 16 anni se la caverà con una pena sostanzialmente analoga a quella di un furto di serie B. Dov’è il rispetto per una giovane vita spezzata e per il dolore immenso che ha prodotto nella sua famiglia?

La pena per reati simili deve essere inasprita e l’ordinamento giuridico odierno non lo consente. Basta annunci: se c’è volontà si faccia subito, senza perdere tempo.

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