Monthly Archives: giugno 2014

Licenziamenti Aastra: intervenga la Regione

aastraProsegue sulla Padana Superiore a Cernusco sul Naviglio la mobilitazione dei lavoratori dell’Aastra contro i 28 licenziamenti decisi dalla multinazionale canadese che si occupa di sistemi di telecomunicazione. Un taglio del 50 per cento del personale che coinvolge oltre alla sede nel milanese, quelle di Roma e Napoli. Ed è l’ennesima azienda del settore in crisi in Martesana dopo i casi della Jabil e dell’Alcatel.

Questa mattina l’Rsu dell’Aastra ha organizzato un presidio davanti ai cancelli della Rai a Milano e nel pomeriggio incontrerà ancora una volta i vertici societari, nell’estremo tentativo di trovare un accordo che riconosca loro almeno una buonuscita prima che la palla passi dopo il 30 giugno alla mediazione del Ministero a Roma.

Ieri ho incontrato i lavoratori dell’Aastra e le loro richieste mi sono sembrate assolutamente ragionevoli. Quello che posso fare, e che ho già fatto ieri, è di chiedere all’assessore regionale alle Attività Produttive Mario Melazzini di incontrare il prima possibile una delegazione di lavoratori. Se la Regione deciderà di sedersi al tavolo delle trattative al loro fianco sarà molto importante.

Giù le mani dai bambini

E’ necessario fare chiarezza sull’approvazione di questo pomeriggio da parte della maggioranza di centrodestra del progetto di legge numero 49, un pacchetto di norme a tutela dei coniugi separati o divorziati, in condizione di disagio, in particolare con figli minori: è inaccettabile che la Regione decida di intervenire a tutela dei figli nati all’interno del matrimonio e non anche di quelli delle coppie di fatto.

Non possono comunque ricadere sui minori le scelte di vita dei loro genitori. Lascia allibiti anche l’intervento in aula dalla leghista Maria Cristina Cantù, titolare in giunta della delega alla Famiglia. L’assessore ha dichiarato: “Chi sceglie di non sposarsi ed è in condizioni di povertà è vittima della sua scelta e non è giusto che la Regione lo aiuti“. Parole e giudizi fuori dal tempo, decisamente retrograde.

Questo voto del centrodestra discrimina anche i bambini: nella stessa legge si afferma che i minori nati da genitori stranieri o anche italiani ma che vivono in Lombardia da meno 5 anni non hanno gli stessi diritti di tutti gli altri. Lo dico forte chiaro: va bene tutto, ma giù le mani dai bambini.

Gaber cantava: “Non insegnate ai bambini la vostra morale“. Frase che oggi più che mai reputo attuale e appoggio in toto.

Il consumo di suolo consuma la maggioranza

consumo_suoloStop al gruppo di lavoro, rischio rinvio per il passaggio in aula.

Il contrasto al consumo di suolo in Lombardia ha spaccato la maggioranza. E così nemmeno oggi, per la seconda settimana di seguito, il presidente della commissione Territorio ha convocato il gruppo di lavoro che stava esaminando i progetti di legge in materia e che è di fatto temporaneamente sospeso.

Ora la conseguenza preoccupante è che, in attesa delle verifiche interne sugli obiettivi e di una ricomposizione degli alleati con Forza Italia che su questa riforma proprio non sembra starci, non si possa rispettare la data dell’8 luglio da tempo fissata per il passaggio in Aula.

I dissidi del centrodestra rischiano quindi, ancora una volta, di compromettere un provvedimento importante e urgente per la tutela del nostro territorio. A tutto discapito dei cittadini lombardi.

#ReadyTo# Social Networks

Vi segnalo un’iniziativa ideata e promossa dal gruppo giovani “RI.GENERAZIONE GIOVANI” dell’Associazione Umberto Ambrosoli.

#Ready To# Social Networks
Giovedì 19 giugno alle ore 21.00, presso il Boom di Viale Campagna 12 a Milano.

Un’occasione utile per discutere sugli effetti positivi e negativi nell’utilizzare i social network e di come questi strumenti siano usati / abusati dai giovani, dalle agenzie stampa, e dai politici.

Importanti consigli saranno forniti da due esperte del settore: Paola Bonini, Director di Hagakure e social media director per il Comune di Milano e Antonella Napolitano, Editor and Communication Consultan di Monkey Business Advertising

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No ai naziskin in Martesana

Il tam tam d’allarme è già partito sui social network e col passaparola. E sono già in molti a chiedere al questore di Milano Luigi Savina di bloccare il raduno naziskin in programma per questo sabato 14 giugno.

Come già avvenuto lo scorso anno a Rogoredo, gruppi di neonazisti provenienti da tutta Italia, ma anche dall’Europa, si daranno appuntamento a Milano per un mega evento organizzato dagli Hammerskin in un capannone, probabilmente messo a disposizione di un privato, nella zona nord est del milanese. L’Osservatorio democratico sulle nuove destre indica l’area tra Brugherio, Carugate e Cernusco sul Naviglio. Per questo in Martesana c’è apprensione, anche perché il luogo stabilito per il meeting point è l’uscita 14 della tangenziale Est, ovvero la rotonda di Carugate.

È impensabile e inconcepibile che nel 2014 si permettano ancora raduni di personaggi fuori dal tempo che la storia ha già condannato. Mi auguro che chi di dovere intervenga con una presa di posizione netta e forte contro chi inneggia al razzismo. Non possiamo accettare sul nostro territorio persone che con il loro credo vanno contro la Costituzione e la storia antifascista dei nostri comuni.

Anche perché, io li odio i nazisti dell’Illinois.

Una plusvalenza da 100 milioni di euro

boffaloraLettera aperta ai colleghi consiglieri comunali di Segrate.

Vi propongo una mia riflessione dopo il Consiglio Comunale di ieri sera, 5 giugno, e le considerazioni che sono state espresse durante la lunga e intensa discussione sulla convenzione Boffalora / S.Monica, al di là dell’esito delle votazioni che hanno sottolineato le crescenti difficoltà della maggioranza.

A una prima lettura sembrerebbe che qui tutti hanno perso.

Hanno perso le famiglie, se ben ricordo sono 130 o 140, che hanno comprato dalla immobiliare Vegagest un appartamento a S. Monica fidandosi del bando comunale di edilizia convenzionata. Hanno perso perché hanno risparmiato un po’ sul costo commerciale di acquisto, ma quello che hanno risparmiato lo stanno ripagando largamente, sia in termini di disagi dovuti all’assenza dei servizi che il progetto edilizio aveva loro promesso, sia perché sono travolte dagli insostenibili costi delle spese condominiali conseguenti ad errori di costruzione o di gestione, che hanno come rimedio un costosissimo intervento strutturale.

Ha perso l’amministrazione comunale di Segrate. Dal 2003 ad oggi c’è stato un continuo cambiamento di sigle, con maggioranze oscillanti e variabili ma c’è una continuità rappresentata in primo luogo dal sindaco; lui e tutti quelli che insieme a lui in questo decennio hanno sostenuto la linea politica del completo, cieco e brutale sfruttamento del nostro territorio, tutti costoro hanno la piena responsabilità amministrativa, politica e soprattutto morale di questo fallimento urbanistico e di tutti gli altri disseminati per Segrate. Per l’amministrazione comunale la convenzione Boffalora/S. Monica è oggi una sconfitta che lascia in eredità alla prossima amministrazione un percorso complesso e problematico che sarà disseminato di azioni legali, costose e dall’esito ovviamente incerto.

Ha perso Vegagest.Flop dell’immobiliare Vegagest per 100 milioni di euro” recitava il titolo di un articolo del Corriere della Sera del 2011. Tra la cause dei guai finanziari dell’immobiliare è indicata anche l’iniziativa di Segrate. E con Vegagest ha perso chi ne detiene la proprietà, in particolare la Cassa di Risparmio di Ferrara. E’ di pochi mesi fa, ottobre 2013 la sentenza di primo grado della terza sezione penale del tribunale di Milano che ha condannato a tre anni l’ex direttore generale della banca, proprio per aver finanziato ai danni della propria banca l’iniziativa immobiliare di Segrate.

Però, forse non tutti hanno perso. Nel processo che ho appena citato (sentenza di primo grado e, se ho letto bene, prescrizioni in vista) i fratelli Siano hanno subito una condanna a quattro anni e sei mesi. Però dai resoconti giornalistici emergono cifre interessanti. I terreni della Boffalora vennero comprati dalla Antea spa, della quale uno dei Siano era amministratore unico. La cifra di acquisto: 17/18 milioni di euro. Ma per il passaggio successivo, da Antea ad un altro fondo immobiliare, su un articolo de L’Espresso vedo indicata la cifra di 117 milioni. Penso che si dica plusvalenza: una plusvalenza da 100 milioni di euro.

Io della Boffalora ho dei bei ricordi che risalgono a quando ero piccolo e facevo il boy scout. Ci sono ancora tante foto di noi ragazzi e delle nostre famiglie nel boschetto della Boffalora in mezzo ai campi coltivati; molti anni ci siamo riuniti proprio lì in una domenica di giugno, nell’incontro che concludeva l’annata di attività. Passate adesso di lì, andate all’Auchan per via Di Vittorio e guardate cosa è rimasto di quel boschetto e di quei campi. Guardate quella devastazione ambientale e paesaggistica. E mentre la guardate pensate a queste parole: plusvalenza da 100 milioni di euro.

Grazie dell’attenzione.

Paolo Micheli

capogruppo Segrate Nostra

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