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4 novembre, appuntamento con la storia

IMG_6181 (1)Qualche settimana fa un amico mi ha spedito un documento che riguardava la storia di una nave di nome Ruys, un’imbarcazione olandese per passeggeri costruita nel 1938. Era stata progettata come nave da crociera di lusso, ma questa sua destinazione durò poco perché quando scoppiò nel 1939 la Seconda Guerra Mondiale di turismo di lusso non se ne fece più. La Ruys fu destinata a trasporti di ogni genere e nel 1944 portò da Bombay a Sidney un gruppo di italiani caduti prigionieri in Africa dell’esercito inglese. Tra questi c’era mio nonno Luigi. Ne avevo già parlato anche qui su Facebook perché ero stato io a scoprire, quando mi sono recato in Australia in viaggio di nozze, che il suo nome era presente nell’archivio dell’immigrazione di Sidney nell’elenco dei deportati di varie nazionalità.

Oggi ho raccontato anche questo episodio ai ragazzi delle medie della Leopardi intervenuti in piazza della Repubblica alla celebrazione del 4 Novembre. Perché sono fatti di una guerra che è stata vissuta, combattuta e sofferta personalmente dai nostri concittadini più anziani, per i genitori o i nonni dei più giovani, addirittura i bisnonni dei giovanissimi. Una guerra di cui ancora si può trovare memoria nelle famiglie. Molti ricordi e testimonianze. La festa del 4 Novembre, oggi Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, come ben sappiamo ricorda il 4 novembre 1918 quando venne firmato l’armistizio tra l’Esercito Italiano e l’impero austro-ungarico.

E’ trascorso un secolo dalla Grande Guerra che completò l’unificazione territoriale dell’Italia e sono trascorsi settant’anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale. Questi 70 anni rappresentano un periodo di pace che per l’Italia ha solo precedenti remotissimi. La mia generazione e quella dei miei genitori è vissuta in questo periodo, complicato e irrequieto finché vogliamo, ma senza i carri armati nelle strade, i bombardamenti, le trincee e i campi di prigionia in Russia o in Australia. Oggi le Forze armate sono un’altra cosa. Sono tanti miei coetanei che hanno partecipato e partecipano ad azioni di pacificazione in diverse parti del mondo. Ma in questo 4 Novembre vorrei ricordare chi le guerre le ha combattute davvero per la pace di oggi e per l’Italia di oggi. Il mio pensiero va a loro.

Una riflessione sulla sicurezza

specLe notizie sull’omicidio di Bussero avvenuto lo scorso venerdì notte che vede coinvolto come autore, al momento presunto ma in base a gravissimi indizi, un agente della nostra Polizia Locale mi lasciano assolutamente allibito. Il fatto in se è gravissimo e sconcertano le circostanze nelle quali, per quanto si sa, il delitto è maturato: un atto immotivato nei confronti di una persona che, forse, si è trovata per caso nei pressi di un evento di ubriachezza, collera e follia. Ma quello che mi preoccupa più di tutto sono le descrizioni che appaiono attraverso la stampa del carattere del presunto autore della sparatoria e dell’omicidio. E’ evidente che quelle che vengono descritti non sono i tratti caratteriale e comportamentali che ci si aspetta da un tutore della legge e, a maggior ragione, da un agente di Polizia Locale. I “vigili urbani” devono essere persone affidabili, disponibili, attente ai rapporti umani e alle esigenze dei cittadini soprattutto dei più deboli. I vigili urbani devono far rispettare il codice e le leggi ma anche aiutare giovanissimi studenti ad attraversare la strada e quando occorre, dare indicazioni ad un anziano in difficoltà. Per quanto, effettivamente, al Comando della Polizia Locale cittadina risultino a carico del presunto omicida note non positive, mi domando, e penso che se lo chiedano i cittadini, come è accaduto che sia stato selezionato e assunto nel nostro organico e se non fosse possibile cogliere meglio i segnali del suo disagio personale. Nel mio programma elettorale ho ripetutamente richiamato la necessità di un’adeguata preparazione professionale degli operatori di P.L., in particolare di quelli che operano al contatto con la cittadinanza. Questo drammatico evento porta inevitabilmente a impegnare l’Amministrazione al più presto verso un percorso di verifica e di formazione sulla capacità e le motivazioni dei componenti del nostro corpo di Polizia Locale sia dal punto di vista professionale che di quello della relazione personale con i cittadini.

 

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