Monthly Archives: maggio 2016

Idroscalo: qualcosa si muove

13266059_10209681770229031_1707126704501434108_n

 

All’orizzonte si staglia finalmente una possibilità concreta: il mare di Milano, il riscatto dell’Idroscalo.

L’estate scorsa ho scritto una lettera a riguardo al Corriere della Sera, la potete leggere qui: http://goo.gl/CyDDVS.
Ieri ho avuto il piacere di ospitare nella nostra città Beppe Sala, il numero uno di Expo e candidato sindaco a Milano, un uomo che i progetti li porta a termine. Anche Beppe lo sa perfettamente: l’Idroscalo non è un problema della periferia, ma una risorsa di enorme potenziale per Segrate, per Milano e per tutta la Lombardia. Un’oasi di pace, sport, divertimento, natura, ora confinata ai margini della città metropolitana, ma che si integrerà perfettamente nella nuova Grande Milano, attraverso il corridoio verde del Parco Forlanini. Un luogo che già attira eventi prestigiosi come i mondiali di canoa, ma che può diventare un vero punto di riferimento internazionale.


Bisogna crederci e unire le forze. E io e Beppe insieme ci crediamo.

Facciamo il punto sull’intermodale

intermod

Ecco l’intervista che ho rilasciato al mensile Metropolis Notizie.

1- Vorremmo fare il punto sul progetto dell’intermodale (TERALP). Da dove nasce, chi l’ha voluto e cosa comporta?

Chiarisco innanzitutto che l’intervento di ampliamento dell’intermodale di Segrate è un tassello di un grande progetto internazionale.
Teralp è la sigla abbreviata della Società “Terminal Alptransit srl” costituita nel novembre 2013 da FS Logistica (gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) insieme alla svizzera Hupac.
Alptransit è il nome di un grande progetto che la Svizzera ha approvato nel corso degli anni ’90 con leggi nazionali e tre referendum popolari. Uno di questi referendum ha fatto mettere nella Costituzione svizzera l’obbligo di trasferire le merci dalla strada alla ferrovia.
Il progetto prevede di realizzare un passaggio ferroviario ad alta velocità attraverso le Alpi e si sta concretizzando principalmente nella realizzazione di due nuovi tunnel ferroviari detti “di base” in quanto corrono al di sotto degli esistenti tunnel del San Gottardo e del Lötschberg diminuendo l’attuale pendenza del tragitto e consentendo quindi una maggiore velocità dei treni.
Il nuovo tunnel del San Gottardo, che è quello che riguarda la Lombardia e quindi Milano e Segrate, verrà inaugurato tra un mese, il 1 giugno; con una lunghezza complessiva di 57km è il tunnel ferroviario più lungo del mondo.
Oltre ai tunnel il progetto Alptransit prevede l’adeguamento dei binari e una gran serie di opere collaterali con un costo complessivo superiore ai 30 miliardi di Franchi Svizzeri raccolti mediante una aumento dei dazi sul carburante e per il 55% da una nuova tassa sul traffico pesante. Alptransit ha previsto anche di finanziare opere fino a 150 km al di fuori della Svizzera per evitare effetti imbuto ai confini.
Nel maggio 2012 a Lugano fu sottoscritto nel corso di un convegno sull’AlpTransit un ‘memorandum of understanding’ fra Hupac, Cemat e Fs con l’adesione dell’assessorato regionale lombardo alle Infrastrutture.
Ne è seguita, il 17 dicembre 2012, la firma di una Dichiarazione di Intenti fra i Governi Italiano e Svizzero che si sono impegnati a completare in Italia il progetto Alptransit con l’ammodernamento delle linee esistenti e altre opere strutturali. Tra queste opere sono previsti interventi sui terminali nel Nord Italia di Novara, Alessandria, Milano Smistamento (che in realtà è tutto nel territorio comunale di Segrate), Brescia e Piacenza.
In sostanza sono stati progettati ampliamenti sugli scali ferroviari per ampliare la capacità intermodale, cioè lo scambio di merci ferro/gomma, cioè dai treni a camion per la distribuzione sul territorio delle merci in arrivo o il conferimento di quelle in partenza.
L’intermodale di Segrate dovrebbe essere il più importante nell’area lombarda, con una capacità di traffico a regime di quasi 400.000 Unità di Trasporto Intermodale (UTI, più comunemente detti container), pari alla somma di quelli di Brescia e Piacenza.
In conclusione, l’intero progetto è importante e porterà benefici ambientali a tutta l’area a nord di Milano che si alleggerirà del traffico pesante attualmente diretto in Svizzera.
Tali benefici saranno però pagati ambientalmente da Segrate per l’aumento di traffico di mezzi pesanti; ricordo che il nostro territorio è attraversato dalle due provinciali Cassanese e Rivoltana già intensamente trafficate e che sono ora anche lo sbocco verso la Tangenziale Est della Brebemi; inoltre Segrate deve fare in conti con la prossima apertura del mega centro commerciale Westfield che sarà il più grande d’Europa. L’intermodale aggiungerà ulteriore inquinamento, rumore, disagio.
Da qui la nostra forte contrarietà al progetto.

2- Da poco tale progetto è stato ridimensionato grazie alla mozione presentata dalle opposizioni e approvata da tutti. Non doveva essere proposta dalla sinistra piuttosto?

La mozione presentata dalla minoranza, erede di quel centro destra che ha amministrato Segrate dal 1993 al 2015, è stata approvata solo dopo essere integrata da un emendamento della maggioranza di centrosinistra che ha evidenziato le responsabilità della precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Alessandrini.
Due esempi: il progetto Teralp Segrate è stato inserito nel Programma Regionale di Mobilità e Trasporti – PRMT della Regione Lombardia; il comune di Segrate è stato invitato a due conferenze di Valutazione sul PRMT che si sono tenute nel luglio 2014 e a maggio 2015; erano l’occasione per far presente la nostra posizione contraria ma Segrate ha disertato le conferenze.
E’ stata pure disertata la seconda decisiva Conferenza istruttoria per la Valutazione di Impatto Ambientale dell’intermodale che si è tenuta il 26 maggio 2015; la precedente amministrazione si è limitata a spedire una lettera i cui contenuti sono stati del tutto disattesi nel successivo decreto regionale.
E’ evidente che il centrodestra presentando la mozione cercava una foglia di fico per coprire le proprie “disattenzioni”. Il primo firmatario della mozione, l’arch. Airato, fino a giugno 2015 era uno dei funzionari comunali corresponsabili delle procedure: messo alle strette ha detto che il 26 maggio amministratori e funzionari erano tutti impegnati in un’altra importantissima riunione. Ridicolo.

3- Ora cosa prevede il progetto quindi? Qual è il futuro dell’intermodale?

Quale sia il futuro dell’intermodale non posso saperlo. Noi faremo quello che ha stabilito l’emendamento alla mozione: escluderemo l’ampliamento dell’intermodale dal PGT e cercheremo in ogni modo di ridurne portata e mitigarne le conseguenze. Certamente siamo come Davide contro Golia ma battaglie di questa portata per la difesa del territorio sono il nostro impegno quotidiano.

 Scroll to top