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Una restituzione giusta e doverosa

Ritorno spero per l’ultima volta sulla questione Golfo Agricolo.
Pur essendo un inguaribile ottimista non ritengo che quello che sto per scrivere farà cambiare opinione agli avversari della minoranza, soprattutto a quelli del centro destra che, penso, continueranno a sostenere di aver governato benissimo e continueranno a sostenere che noi abbiamo sbagliato tutto o quasi.
Ma proprio per questo ne parlo ancora una volta volentieri. La testardaggine del centro destra segratese nel difendere le scelte urbanistiche del quinquennio 2010-2015 fa sì che queste saranno un argomento importante nella campagna elettorale delle prossime elezioni comunali e sono ben lieto, come dire, di tenermi in allenamento.
Punto primo: il PGT approvato dal centro destra tra il 2011 e il 2012 (anche con i voti determinanti della Lega Nord) era illegittimo. Lo hanno stabilito due sentenze di giustizia amministrativa: il TAR con la sentenza pubblicata il 27 febbraio 2015, e il Consiglio di Stato che il 28 giugno 2016 ha confermato la parte più sostanziosa della sentenza del TAR.
Punto secondo: il PGT sarebbe stato giudicato illegittimo anche se il ballottaggio lo avesse vinto Tecla Fraschini. La sentenza del TAR c’è stata quando al governo c’era il centro destra. La sentenza del Consiglio di Stato, che è del 2016 cioè quando io ero sindaco, ha addirittura ridotto gli effetti della sentenza del TAR sul PGT del 2012, pur confermandone l’illegittimità.
C’è una cosa che tengo molto a ricordare, ancora una volta e tutte le volte che ne avrò l’occasione: l’illegittimità del PGT di Alessandrini parte da un documento che conteneva la famosa falsa affermazione del Comune di Segrate inserito nell’elenco provinciale dei comuni classificati di “rilevanza sovracomunale”.
Per aver denunciato questa falsità, io, Gianfranco Rosa e altri siamo stati querelati per diffamazione. Per scrivere la querela l’avvocato Roveda è stato pagato dal Comune con i soldi dei cittadini. Noi siamo stati assolti.
Io continuo a domandarmi con che faccia chi votò quella falsa affermazione non chieda scusa, non racconti come è andata, non racconti chi lo convinse ad avvallare un documento di tale importanza nel quale c’era un disegno artefatto, maliziosamente ricostruito o come qualcuno ha sempre detto “taroccato”.
Ricordo che la sentenza del TAR del 2015 questa storia la cita e la classifica per quel che è, pur se con termini meno indignati dei miei.
La sentenza del TAR ricorda anche che il PGT adottato il 15 luglio 2011 dal Comune di Segrate fu valutato dalla Giunta provinciale con deliberazione n. 494 del 20.12.2011. Relatore della valutazione fu l’allora assessore provinciale all’urbanistica Fabio Altitonante, recentemente assurto alle cronache nazionali. La valutazione della Provincia di Milano fu allora favorevole al PGT del 2011 e non a caso venne dichiarata illegittima dalle sentenze amministrative di TAR e Consiglio di Stato.
Anche se il PGT era partito da quelle basi, anche se il ricorso presentato contro il PGT da Legambiente, WWF Martesana e da 50 cittadini era stato depositato al TAR, la precedente amministrazione accelerò le attuazioni edilizie previste e approvò rapidamente con delibere di giunta i progetti di preverdissement presentati dalle proprietà delle aree interessate.
Il ricorso contro il Comune di Europa 2000 che ha chiesto (e con sentenza di primo grado) ottenuto l’ampio rimborso delle spese sostenute per il preverdissement, arriva addirittura a sostenere che fu praticamente costretta a procedere con il preverdissement e cita a sostegno incontri e in particolare una lettera a firma dell’allora assessore Zanoli.
In Consiglio Comunale (e su qualche articolo di giornale di parte) ho sentito spesso dire dai consiglieri di centro destra che niente di tutto questo graverebbe sulle finanze comunali se la mia amministrazione nell’approvare la Variante al PGT fosse stata più “costruttiva” nei confronti delle aree del Golfo Agricolo di proprietà di Europa2000. In sostanza, si sostiene, se la nostra Variante avesse previsto adeguata volumetria nel Golfo Agricolo sarebbero venute meno le ragioni della proprietà di rivalersi nei confronti dell’Amministrazione Comunale.
Ribadisco con un argomento che è noto. Ricordo che nella Variante in fase di adozione fu prevista una volumetria nel Golfo Agricolo. Molto ridotta ovviamente rispetto al nuovo quartiere previsto dal PGT del 2012, un quartiere con palazzi, centro commerciale, albergo, destinato ad ospitare oltre 3000 residenti. Tuttavia avevamo strategicamente previsto una volumetria proprio per tutelarci dalla possibilità del successo di un ricorso da parte della proprietà.
Ma questo fu cassato dalla valutazione della Città Metropolitana del 14 dicembre 2016 nella quale è scritto testualmente:
Alla luce della Sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le previsioni del precedente PGT relative al (…) “TR Golfo Agricolo”, l’ambito così come definito, seppur prevede una riduzione delle superficie fondiarie e della densità edilizia, configura nuovo consumo di suolo (…) in aree verdi (…) caratterizzate da un elevato valore ecologico, paesistico e ambientale.
Ricordando che Segrate non ha attuato (…) le condizioni necessarie perché gli strumenti urbanistici possono introdurre incrementi del Territorio Urbanizzato (…) si evidenzia che il PGT non può prevedere ambiti che si configurano come nuovo consumo di suolo
“.
Fine della discussione. Non solo nei confronti del Golfo Agricolo abbiamo fatto quello che come linea politica intendevamo fare, ma ci venne dette da una autorità sovraordinata che noi non potevamo fare diversamente.
Tuttavia abbiamo approvato una delibera che riconosce un importante debito fuori bilancio, accantonando dei soldi che sarei ben stato lieto di utilizzare altrimenti a favore della nostra città.
Noi siamo molto arrabbiati per questo. Starà alla Corte dei Conti, alla quale questa delibera sarà inviata, stabilire se vi sono delle responsabilità contabili a riguardo dei costi che stiamo e dovremo sostenere se la sentenza favorevole ad Europa2000 verrà confermata in tutta o in parte nei successivi gradi di giudizio.
La responsabilità politica però io la vedo chiaramente. La vedo in quell’area politica, ancora oggi rappresentata e difesa in questo Consiglio Comunale che in un momento di crisi economica globale nel 2011 volle progettare una crescita edilizia tale da far diventare Segrate una città da oltre 50.000 abitanti. In piena crisi economica una ipotesi del genere era non solo deleteria, direi criminale, dal punto di vista ambientale, ma assurda dal punto di vista economico. Eppure ci fu chi la pensò e chi la votò, approvando anche false attestazioni e documentazioni artefatte.
Eppure ci fu chi spinse la realizzazione del preverdissement nonostante fosse pendente il ricorso al TAR.
La responsabilità politica di chi fece tutto questo mi sembra evidente. Se venisse riconosciuta anche una responsabilità contabile sarebbe anche una restituzione alla nostra città e ai cittadini contribuenti, una restituzione giusta e doverosa.

Leghisti smemorati e dormiglioni

La Lega Nord Segrate si risveglia dal sonno più profondo solo per gridare allo scandalo riguardo l’edificazione di una piccola porzione del Centroparco (lato Lavanderie, fronte Cassanese), una edificazione della quale la Lega stessa è responsabile.

È bene ricordare ai leghisti smemorati e dormiglioni che c’era anche il vicesindaco leghista a votare nel gennaio del 2015 la delibera che concedeva a un imprenditore privato il diritto di costruire su un’area verde comunale assicurandogli una situazione di enorme vantaggio nel nostro successivo tentativo di rimediare.

Ma non basta: spieghi la Lega come mai nella successiva delibera di definitiva approvazione del piano edilizio (19 maggio 2015, dieci giorni prima delle elezioni comunali), il vicesindaco leghista votò contro.
La delibera fu approvata comunque con il voto determinante del mio predecessore, ma in pratica il vicesindaco votò perché il diritto di costruire rimanesse nel Centroparco!

No cari leghisti, adesso non veniteci a raccontare che siete i paladini del verde, dell’ecologia e della natura. Segrate si sta purtroppo ancora leccando le ferite per i danni urbanistici che voi avete creato in 15 anni al governo della città senza alcun rispetto per Segrate e i segratesi. Rispetto che invece è stata la nostra bandiera che abbiamo tenuta alta risolvendo al meglio tutti questi vostri guasti.

Guasti e disastri che hanno creato drammi nelle famiglie segratesi, a cominciare dai quartieri Boffalora e della Stazione, passando per il caos della Viabilità speciale, di Redecesio Est, di San Felice Bis, del Golfo Agricolo e di altri piani edificatori falliti, ancora da realizzarsi o da completarsi. Per non parlare del gigantesco buco di bilancio generato da un metodo sbagliato di gestire il territorio che non ci è mai piaciuto.

Fare cassa sfruttando ogni area verde del territorio, cari leghisti, è pessima politica, perché poi a pagare purtroppo siamo sempre noi segratesi.

L’inchiesta giudiziaria e gli arresti che in queste ore coinvolgono la politica lombarda riguardano anche esponenti che nel 2012 diedero l’ok al vostro illegittimo Piano di Governo del Territorio: sia un monito perché quel metodo di fare politica a Segrate non torni mai più.

Per un’Europa come Milano

Con Silvia Roggiani al convegno organizzato dal PD di Segrate “Una nuova Europa”

Appartengo a una generazione che è cresciuta mentre l’Europa cresceva. Avevo diciott’anni quando fu firmato il trattato di Maastricht, sull’entusiasmo della riunificazione delle due Germanie e non sto a ricordare cosa avesse significato e significhi tuttora quella riunificazione. Gli anni ’90 erano anche i primi anni dell’Erasmus; io non vi ho partecipato, ma mio fratello fece un semestre ad Helsinki. I miei primi stipendi li ho presi in Euro. L’idea di rinunciare a tutto questo mi lascia allibito.
Non mi metto a discutere di regole e grandi principi economici. Prendo atto che i componenti della attuale maggioranza di governo non hanno mai smesso di parlare di uscita dall’euro. In lista alle europee per la Lega c’è quella avvocato Donato, che è presidente dell’associazione Progetto Eurexit. Eur – exit.
Grillo e i suoi sulla guerra all’Unione Europea chiedendo l’uscita dall’euro, se non dalla stessa UE, ci hanno fatto una scorpacciata di consensi e una conseguente scalata elettorale.
Faccio fatica a capire come sia sicuramente meglio per una nazione avere una moneta debole anziché una delle monete più forte, stabili e apprezzate del pianeta. Soprattutto per una nazione, l’Italia, che ha uno dei peggiori rapporti al mondo tra debito pubblico e prodotto interno lordo. In questa classifica (che indica il rischio che abbiamo di rimpiangere il 2012 e Mario Monti), in Europa siamo superati solo dalla Grecia e al mondo anche dal Libano, dallo Yemen e, tra le nazioni di un certo peso, solo dal Giappone.
Il Giappone è molto, molto diverso da noi. Un esempio; i più accaniti sostenitori nostalgici della precedente amministrazione di Segrate si affannano ogni giorno a diffondere in Rete foto di rifiuti domestici che quotidianamente, implacabilmente vengono abbandonati nei cestini o di cartacce buttate a terra (ovviamente nel giro di qualche ora tutto viene raccolto e ripulito); diffondono quelle foto a sostegno della tesi che quando “c’era Lui” i rifiuti venivano raccolti da Lui o dal suo assessore prima ancora che toccassero il suolo.
Sei anni fa sono stato in Giappone. Per le strade di Tokyo non ci sono cestini. Sono stati eliminati come misura di sicurezza dopo gli attentati del 1995 e da allora nessun giapponese per bene butta rifiuti per terra. Se un turista fa cadere la carta di una caramella, il primo giapponese che passa la raccoglie e la mette in tasca per buttarla via.
Il Giappone è diverso dall’Italia non solo per questo, ma anche perché in Giappone la soglia dell’IVA è l’8%, da noi è il 22; il Giappone ha un sistema giudiziario efficientissimo; il risparmio privato è sei volte quello italiano, i crediti inesigibili sono in percentuale un decimo dei nostri.
Non paragoniamoci col Giappone o con lo Yemen. Il nostro debito pubblico è il più rischioso del mondo. Ho fatto solo qualche esame di economia, ma immagino che se paghiamo così poco di interessi è perché abbiamo l’euro, perché siamo nella UE e perché abbiamo avuto politici lungimiranti come Romano Prodi.
Io voglio un’Italia che cresce in un’Europa che cresce. Per me e per le mie figlie. Segnalare una iniziativa che stiamo preparando come amministrazione comunale e che ha una lettura europeista.
Vi ricordate l’attentato al mercatino di Natale che c’è stato a Strasburgo?
E’ l’ultimo a matrice islamica avvenuto in Europa, l’11 dicembre scorso, l’11 dicembre 2018. Verso le 20 di sera un uomo, un 29enne nato a Strasburgo, armato con una pistola e un coltello entrò in un mercatino di Natale e iniziò a sparare contro la folla ferendo una ventina di persone. Tre morirono subito, altri due nei giorni successivi. L’Europarlamento, impegnato nella sessione plenaria, venne chiuso così come tutto il centro della città. Il presidente dell’europarlamento Tajani tenne aperta la seduta fino alle 3 di notte quando i deputati, il personale e i giornalisti del Parlamento europeo furono finalmente fatti uscire.
Tra i due feriti che morirono dopo ore di agonia c’era un giovane italiano, Antonio Megalizzi, un giornalista di 28 anni che era stato colpito da un proiettile alla testa; le sue condizioni era apparse da subito disperate.
Antonio era un italiano-europeo. Era uno dei conduttori di Europhonica, uno dei format radiofonici di RadUni, associazione che raggruppa radio universitarie italiane. Era arrivato a Strasburgo qualche giorno prima dell’attacco per seguire l’attività dell’Europarlamento nell’ultima sessione plenaria dell’anno.
La famiglia Megalizzi è originaria di Reggio Calabria, ma pochi mesi dopo la nascita di Antonio si è trasferì a Trento, dove il giovane viveva. Dopo l’università a Verona, Antonio si era specializzato in studi internazionali all’Università di Trento e stava seguendo un master sulle istituzioni europee. Era un giovane appassionato di giornalismo, di politica, era un europeista convinto.
Nel marzo del 2017 aveva scritto su Facebook:
Gli euroscettici sono come quelli che nei film horror decidono di dividersi e staccarsi dal gruppo. Ce li avete presente? Finiscono sempre mangiati da un mostro, con noi spettatori che urliamo inutilmente di non farlo“.
Questo era Antonio Megalizzi.
Il 19 maggio, tra due settimane esatte, Segrate dedicherà ad Antonio Megalizzi il grande spazio verde all’ingresso della città, di fronte all’aeroplanino e alla Moschea, tra la Cassanese e via Fratelli Cervi.
La famiglia Megalizzi è stata invitata e ha accettato e in onore di Antonio daremo a quello spazio un’impronta europea; vi abbiamo piantato di recente degli alberi e ne assegneremo uno ad ogni nazione dell’Unione. Per ora Gran Bretagna compresa.
Concludo con un invito. Mettiamo sui nostri balconi e davanzali la bandiera europea. So che Francesco Di Chio ne ha distribuite tra gli iscritti. Anche Segrate Nostra ha preso una iniziativa simile, facendo un banchetto elettorale a Centroparco. Penso che l’idea europea abbia bisogno di un sostegno così visibile e coinvolgente. Facciamolo.
Viva l’Europa!

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