Avvisiamo gli sbadati che hanno perso le firme per strada

Spiace che Stefano Boeri e Sandro Gozi abbiano ritirato la loro candidatura alle primarie del Partito Democratico.

Colpa di queste regole, a mio avviso troppo restrittive, per cui si poteva scegliere di cercare 90 firme all’interno dell’Assemblea Nazionale oppure 18.000 firme di iscritti del partito da raccogliersi in una settimana. Un’operazione impossibile quasi per tutti.

Ma la frase più gustosa tra quelle circolate sui social network nelle ultime ore è questa: “Laura Puppato ha trovato le firme dei delegati necessarie per la candidatura alle primarie“.

Come se le firme per le primarie del PD si trovassero per strada.

Laura è una persona rispettabilissima ed è una ricchezza per tutti. Ma il dubbio, strisciante, nei commenti di Facebook e Twitter, che pur di candidarsi abbia accettato firme di provenienza incerta, la metterebbe nella condizione di risultare facilmente attaccabile.

Era normale che chi non aveva firme questa settimana le chiedesse in giro. E mettiamo pure che alcune le siano arrivate da chi sosteneva Gozi, che ha rinunciato alla competizione.

Ma avrebbe fatto bene la Puppato ad accettare firme, non so, arrivate in soccorso da delegati su indicazione di Bersani? Forse no. Chi ha perso le firme per strada prima o poi potrebbe tornare a chiederne il conto. Difficile pensare a delegati che si sono “prestati” alla causa solo per la gloria.

Ora sarebbe doveroso che l’ufficio di presidenza rendesse pubblico gli elenchi di chi ha firmato per Bersani, Puppato e Renzi.

Proprio perché, come Laura, crediamo che la trasparenza per chi si occupa di politica sia fondamentale.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Please enter your name, email and a comment.