Regione Lombardia

Un moderno trasporto rapido di massa

Trasporto su ferroStamattina in commissione ambiente abbiamo avuto l’ennesima audizione che ci ha ricordato la qualità pessima dell’aria in Lombardia, soprattutto indicando tra le concause gli investimenti, troppo scarsi, fatti negli ultimi anni in mobilità alternativa alla gomma.

Io mi convinco sempre di più che ci sia una sola strada percorribile, forte e rivoluzionaria: occorre avere il coraggio di trasformare il vecchio e inefficiente trasporto ferroviario regionale in un moderno “trasporto rapido di massa”, una specie di grande metropolitana regionale davvero capace di competere con l’uso dell’automobile, anche dal punto di vista dei tempi di percorrenza.

Ma innanzitutto è necessario dire stop agli sprechi. In un’epoca di fondi sempre più scarsi la razionalizzazione e il miglioramento dell’efficienza sono condizioni essenziali, come è necessario recuperare produttività al fine di consentire un’offerta a costi unitari più bassi, anche attraverso una migliore organizzazione del lavoro. Contemporaneamente si devono perseguire sistemi di integrazione tariffaria, o sistemi di card integrata per il pagamento con un unico titolo di tutte le modalità di spostamento (bike sharing incluso) ed altri servizi connessi.

Dotiamoci di stazioni e fermate di tutti i servizi e le funzioni necessarie. Parcheggi, sia per auto che per bici, affitto bici, uffici pubblici, commercio e altri servizi che configurino la stazione come una parte viva della città, e non solo come un accesso, magari non presidiato, ai binari.

Si può e si deve fare.

Normativa sulle cave: la maggioranza non c’è

Sand loading on a dump truck in careerAlla riunione del gruppo di lavoro istituito per discutere sulla nuova normativa che regola le attività di escavazione, che si è tenuta oggi, al termine della VI Commissione Ambiente, si sono presentate solo le opposizioni e i tecnici della Direzione generale Ambiente. Assente la maggioranza.

Una situazione che non permette di proseguire nella discussione e che mi lascia fortemente perplesso sulla possibilità di arrivare a un esito positivo della vicenda. Il testo che stiamo discutendo al momento è una proposta della Direzione Ambiente che è stata presentata con grande impegno dai funzionari regionali e che la Giunta a suo tempo ha voluto mettere sul piatto per rispondere alla nostra richiesta di revisione della legge regionale sulle estrazioni di cava, che tanti problemi ha dato a Regione Lombardia.

Oggi però riscontriamo che c’è in campo la proposta di legge della Giunta sulla riforma delle autonomie, votata il 30 dicembre scorso, che introduce delle funzioni su questa materia, solo per la Provincia di Sondrio, che vanno in tutt’altra direzione. Non si capisce proprio come si voglia muovere la maggioranza. A questo punto ci sembrava doveroso un chiarimento politico prima di proseguire.

Chiarimento che, però, oggi non c’è stato per… mancanza di interlocutori.

Ora mi aspetto almeno un confronto già dalla prossima riunione per capire se effettivamente la Giunta e la maggioranza abbiano intenzione di procedere nella revisione della normativa o meno.

Disagi treni Bg-Mi: regione taglia il trasporto su ferro nonostante l’impegno a trovare risorse straordinarie. Così non va.

maroniIl ritorno alla vita da pendolare dopo le festività sulla Bergamo-Treviglio-Milano è da dimenticare. Con corse soppresse, convogli in ritardo e treni mignon con pochi vagoni. E la rabbia dell’utenza che cresce nonostante i buoni propositi del consiglio regionale lombardo.

Non più di tre settimane fa il consiglio regionale all’unanimità ha impegnato Maroni e la sua giunta a reperire risorse straordinarie per la linea ferroviaria Bergamo-Treviglio-Milano. Oggi, invece, mentre i pendolari denunciano che la situazione sulla tratta è in questi giorni ulteriormente peggiorata con ritardi, convogli ridotti, carrozze sporche e senza riscaldamento, Regione Lombardia procede con i tagli al trasporto pubblico locale stanziando contemporaneamente fondi consistenti per la BreBeMi. Tutto ciò è assurdo e inaccettabile.

C’è un altissimo livello di insoddisfazione per il servizio ferroviario nella nostra regione, dovuto ai disagi quotidiani che i pendolari sono costretti a subire. In particolare, proprio la Bergamo-Milano risulta tra le tratte peggiori d’Italia. Alla luce di una situazione del genere, è ancora più incomprensibile che Maroni utilizzi soldi pubblici per coprire i buchi di un’autostrada sull’orlo del fallimento perché nessuno la percorre, scegliendo di non investire nel trasporto su rotaia. Tanto più per una linea disastrata come quella che collega Bergamo al capoluogo lombardo, anche in considerazione della sua centralità in vista di Expo.

Maroni ricordi l’impegno a contenere i voli e a non protrarre la liberalizzazione oltre Expo

linateE’ passato poco più di un mese e già si vedono i primi effetti negativi del Decreto Lupi. I primi dati segnalano un calo del 3% dei passeggeri in transito a Malpensa e lo spostamento di varie compagnie su Linate.

A Maroni voglio ricordare che il Consiglio, approvando una mia mozione, gli ha chiesto che si torni a puntare sulla valorizzazione dello scalo varesino anche attraverso il contenimento dei voli sul city airport milanese. Ci aspettiamo azioni conseguenti all’impegno assunto.

Gli aerei in decollo da Linate passano sulle abitazioni dell’hinterland milanese, con tutti i problemi di rumore e inquinamento atmosferico che facilmente si possono immaginare.

Se un potenziamento del Forlanini può avere senso in vista di Expo, occorre comunque attivarsi per limitare al minimo i possibili danni e soprattutto per fare in modo che questa situazione non si protragga oltre la chiusura dell’esposizione universale.

Un groviglio di leggi e disposizioni su temi del tutto simili

cercasi-volontariMartedì sono intervenuto in Consiglio Regionale per il Patto Civico di Ambrosoli per spiegare il nostro voto contrario a un progetto di legge dal titolo apprezzabile, “Istituzione della Leva civica volontaria regionale“, pieno di buone intenzioni, ma del tutto incomprensibile.

Si tratta di un buon esempio del tipo di pasticci che questa maggioranza sta combinando con le leggi regionali.

In aula sono partito da un esempio tratto dalla relazione che accompagnava il pdl, dove c’era scritto: “Il costo di un volontario impiegato nell’istituto della Leva Civica, compresa l’attività di formazione e tutoraggio, è di 5.900 euro all’anno. Tenuto conto che l’attuazione della legge coprirà i mesi di novembre e dicembre 2014, si stima l’attivazione di circa 100 volontari“.

La previsione era collegata allo stanziamento di fondi di questo pdl che era di 200.000 € per il 2014. Il PDL è stato licenziato dalla 1^ Commissione Consiliare il 29 ottobre e l’abbiamo discusso ora a metà dicembre. Già sembrava evidente che c’era qualche problema di tempistica.

Ma il problema principale era che nel frattempo erano stati stanziati altri fondi, anche molto più cospicui, per capitoli del tutto identici a quelli previsti dalla Leva civica volontaria regionale.

Intanto, pochi giorni fa, il 21 novembre, la Giunta ha approvato la delibera “N° X / 2675 Programma Garanzia Giovani – avviso per la presentazione dei progetti a valenza regionale da parte degli enti iscritti alla sezione speciale dell’albo regionale degli enti di servizio civile“, con uno stanziamento di 7.500.00 euro.

Durante l’esame del PDl è stato evidenziato che esistono altre iniziative regionali nell’area del servizio civile, come il “Voucher leva civica regionale – Percorsi di cittadinanza attiva per il potenziamento delle opportunità dei giovani“, che gode di una disponibilità di € 2.000.000, gestito da Direzione Generale Sport e Politiche per i Giovani, per la creazione di percorsi di cittadinanza attiva all’interno delle istituzioni locali e per lo sviluppo di opportunità formative sia a livello di educazione civica che in settori di interesse della comunità stessa, riservando una particolare attenzione al mondo sportivo.

E inoltre va ricordata anche la Dote Comune che è un percorso formativo e professionale promosso da Regione Lombardia, Anci Lombardia, Ancitel Lombardia e i Comuni della Lombardia. Dotazione economica 2014: 500mila euro.

Insomma, ci siamo trovati di fronte all’ennesimo doppione sullo stesso tema, se non un gran bel pasticcio, malgrado le buone intenzioni dei proponenti.

Sarebbe stato molto più opportuno non presentare il pdl e che tutta l’area normativa del servizio civile venisse coordinata in un unico testo, inserendo le nuove opportunità delineate da questa legge, in linea con la l.r. n.7 del 2006 “Riordino e semplificazione della normativa regionale mediante testi unici”.

La maggioranza non ha voluto ascoltarci e ora viene difficile capire come gli enti e i cittadini riusciranno a districarsi in questo groviglio di leggi e disposizioni su temi del tutto simili.

Rimbocchiamoci le maniche affinché Expo 2015 Milano non sia una grande sagra di paese

Non è difficile – e sarà capitato a tutti voi – nei discorsi occasionali su Expo 2015, da quelli tra amici a quelli istituzionali, di trovarsi costretti a registrare sentimenti e opinioni che vanno dalla delusione alla irrisione. È vero, ci sono anche sentimenti “positivi”, ma delusione e irrisione sono quelli che accompagnano sempre più l’idea dell’Esposizione Universale come occasione per dimostrare l’efficienza lombarda e rilanciare cultura, economia, società.

Chi aveva riposto speranze di lavoro e ripresa di attività ne parla già al passato, come di una ‘grande sagra’ che si è organizzata alla bell’e meglio, ma che nella migliore delle ipotesi lascerà le cose come stanno, senza cambiare granché.

C’era bisogno di una visione unificante attorno a Expo.

Invece, il dibattito è stato monopolizzato dalla più piatta routine e dalla piccineria delle beghe interne alle diverse componenti partitiche, che si misurano non sulla Storia ma sull’attaccamento alle poltrone. Ecco cos’è successo.

Eppure siamo in tempo per cambiare verso. La prima cosa da fare subito è uscire dalla propaganda tranquillizzante e calarci nella verità. Siamo un territorio che da secoli dimostra di essere capace di rimboccarsi le maniche: non neghiamo l’esigenza di farlo anche in questo momento, non diciamo le cose a metà, non diamo false rassicurazioni; facciamo i conti con la realtà di ritardi accumulati e improvvisazione nelle responsabilità di questa Regione.

Rimbocchiamoci le maniche, per non trattare questa esposizione come una grande sagra di paese, dove confusione e disservizi facciano parte della tradizione.

Quando penso al consumo di suolo penso alle generazioni future

Quando penso al consumo di suolo, non penso alla definizione che possiamo trovare su Wikipedia. Quando penso al consumo di suolo penso all’ambiente, alle generazioni future e ai nostri desideri.

L’ambiente in cui viviamo, le città e le campagne, le montagne, i boschi, i campi coltivati. Solo nei due anni di questa consigliatura Regionale questo ambiente è cambiato molto. Si era formato nei secoli, sotto il segno della bellezza, dell’armonia, del gusto di vivere, dell’agricoltura di qualità. Valori che erano scontati una volta. In un equilibrio miracoloso fra natura e cultura, in una Lombardia che è tra le più belle regioni del mondo. Negli ultimi decenni abbiamo visto questo orizzonte devastato, da periferie brutte che cancellano il trapasso da città a campagna, con una cementificazione spietata.

Il futuro. nel senso di guardare avanti, alle generazioni future. I problemi dell’ambiente, anzi della società, dipendono dallo sguardo corto di chi crede solo nel proprio profitto immediato, senza porsi come obiettivo il bene comune. In questo Consiglio NON possiamo essere tra questi. Anzi, più passo il mio tempo qui, più mi convinco che fare politica vuol dire investire sul futuro, preoccuparsi della nostra comunità di cittadini, a cominciare dai giovani. Vuol dire puntare sulle generazioni future: come dice un motto scout, “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato

Infine, i desideri. Come me, i cittadini della Lombardia desiderano un futuro migliore, per se stessi, per i figli (io lo desidero per mia figlia, che è nata questa estate), e per i figli di mia figlia. I lombardi desiderano campagne ben coltivate, città bene ordinate, un ambiente sano, un paesaggio improntato all’armonia e alla bellezza. Io penso che all’interno di questa legge ci siano i semi per soddisfare questi desideri, cioè il capitale naturale che è stato sperperato. Però non è ancora abbastanza.

Noi avremmo voluto una legge diversa, che portasse a una moratoria alle assurde volumetrie oggi in pancia ai PGT. Non ce l’abbiamo fatta e non possiamo certamente votare questo testo. Ma il nostro impegno non finisce qui: perché il suolo, come ho spiegato è molto più della sua definizione che si trova su Wikipedia. Il suolo significa ambiente, futuro, desideri. Il suolo siamo noi. Perciò continueremo a lottare democraticamente perché lo stop al consumo di suolo diventi una concreta agenda della politica della nostra Regione.

La Lega ha tradito gli agricoltori lombardi

suolo_lombardoLa Lega ha abbandonato gli agricoltori. Con una pessima legge che nei fatti contraddice il suo stesso titolo, non riducendo il consumo di suolo, Maroni e la sua maggioranza mettono a rischio migliaia di ettari di terreni verdi e coltivabili per dare spazio a ulteriori cementificazioni.

Questa mi sembra sia la sintesi dopo l’approvazione a maggioranza della contestatissima legge sul consumo di suolo, contro la quale si sono espresse anche le associazioni ambientaliste e dei comuni.

Abbiamo fatto ostruzionismo, li abbiamo tenuti inchiodati in Aula per due giorni interi, riuscendo alla fine a imporre qualche piccolo miglioramento. Ma nella sostanza nulla è cambiato. E il nostro è stato un voto contrario.

Questa nuova legge è davvero pericolosa. Siccome gli attuali Piani di governo del territorio dei comuni lombardi contengono complessivamente aree ancora edificabili per 550 milioni di metri quadrati, pari a tre nuove città di Milano, è facilmente comprensibile come nei prossimi 30 mesi, il periodo transitorio individuato dalla norma, ci sarà una corsa a garantirsi il diritto di costruire.

Di tutt’altro aveva bisogno la Lombardia, anche alla luce dei recenti disastri ascrivibili proprio al dissesto idrogeologico e all’eccesso di urbanizzazione. Uno stop immediato a nuovo consumo di suolo e investimenti seri sulla rigenerazione urbana come volano per l’edilizia.

Questa maggioranza, invece, ha confezionato un bel regalo per la lobby del cemento, a danno dei lombardi, dell’agricoltura, dello stato di salute del nostro territorio e della qualità di vita di tutti.

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