Segrate

25 aprile 2017

Torniamo qui oggi, a oltre settant’anni di distanza dal giorno della Liberazione, al giorno in cui finì l’ultima guerra combattuta in Italia a commemorare quei giorni e a ricercarne i valori.

L’anno scorso ho parlato dei valori di questa giornata parlando della vicende della mia famiglia, dei miei nonni e bisnonni; erano gente normale non impegnata politicamente, che subì l’avvento della dittatura fascista e la crescente invadenza in ogni aspetto della vita quotidiana. I racconti di famiglia hanno tramandato lo sconcerto e la disillusione di fronte alle leggi razziali che colpivano il conoscente, il vicino di casa, privandolo del lavoro, della dignità e infine addirittura della vita. E poi il racconto ricorda come la disillusione dei giovani di quegli anni lontani si incrinò sempre più diventando distacco e infine ostilità di fronte agli insuccessi militari, al contrasto tra la tracotanza della propaganda di regime e la realtà della disorganizzazione e delle disfatte. E poi la resa, l’occupazione tedesca con le crescenti violenze dell’esercito nazista e delle squadracce repubblichine. E i bombardamenti aerei, la fuga dalle città, il cibo razionato, altre violenze e soprusi.

In quel quadro nacque l’ammirazione per i nuovi eroi, per quelli che resistettero all’occupazione nazifascista e che poi traghettarono l’Italia provata dal ventennio e dalla guerra verso l’Italia dei nostri giorni, verso i suoi valori che oggi ci sembrano così ovvi, così scontati.

Ma dobbiamo ricordare che questi valori non sono poi così ovvi e scontati e qui vorrei portarmi all’attualità, ai nostri giorni.

Vorrei parlare della Turchia una nazione che è confinante alla nostra Europa delle democrazia e delle libertà. Ma è un confine che si sta alzando, che propone sempre più una lontananza che una contiguità.

Vi sono due strette attualità in questi giorni. Parlo per prima della vicenda di Gabriele Del Grande, il giornalista e blogger, detenuto per due settimane dopo essere stato arrestato mentre raccoglieva le testimonianze dei profughi al confine con la Siria. La vicenda di Del Grande ha un particolare rilievo anche perché si tratta di un giornalista che cercava, in un’area tra le più pericolose del mondo di cercare notizie, informazioni, verità. Quello che è avvenuto a Del Grande ci coinvolge, ci ha preoccupato perché è italiano; ma ben di peggio, come sappiamo, è già avvenuto a tanti altri giornalisti in Turchia, privati del lavoro, arrestati, incarcerati, condannati da quel che si capisce, genericamente per la loro lontananza politica dal presidente Recep Erdogan. Nei commenti che si sono sentiti in occasione della sua liberazione ho sentito i numeri degli arresti avvenuti in Turchia solo nell’ultima settimana: oltre un migliaio che si sono aggiunti ai tantissimi cittadini turchi già detenuti accusati di essere golpisti, o terroristi curdi o altro.

L’altra stretta attualità è il referendum che, sia pure di stretta misura e con il sospetto d’irregolarità, ha cambiato l’assetto istituzionale della Turchia, trasformandola in una repubblica ultra-presidenziale, nella quale cioè il presidente Erdogan ha poteri che secondo i parametri della nostra vita democratica si possono definire straordinari, eccezionali che vuol dire quasi dittatoriali. Va ricordato che la Turchia ha ai confini la guerra di Siria, la guerra contro il califfato, la guerra irakena, ospita milioni di profughi, ha all’interno la minoranza curda e suoi gruppi indipendentisti armati. C’è quindi una situazione che favorisce l’idea della necessità di un uomo forte al governo. All’incirca metà dei turchi l’ha approvata, l’altra metà invece voleva respingerla.

L’idea di uomo forte, la riduzione degli spazi di libertà, la rinuncia alle conquiste della democrazia: questi sono gli spunti che vedo nella situazione della Turchia, una nazione che fa parte come l’Italia della Nato e che fino ad alcuni anni fa sembrava incamminato verso un cammino democratico e di integrazione con l’Unione Europea.

La Turchia è una nazione che negli anni è sembrata a volte a noi vicina (una faccia una razza è un detto che accomunava noi italiani soprattutto ai greci ma anche ai turchi) e a volte, come in questi giorni, assai lontana. Ma da lì ci arriva un insegnamento. Anche qui in Italia di fronte alle emergenze, il pericolo del terrorismo islamico, all’emergenza dell’immigrazione, all’emergenza economica c’è sempre chi invoca il governo forte, la riduzione degli spazi della democrazia e c’è chi lo fa denigrando la Resistenza, criticandone il significato ed i valori.

Io penso che di quei valori dobbiamo continuare a parlare; soprattutto dobbiamo ricordare alle più giovani generazioni quanto è costato alla generazione dei miei nonni e bisnonni comprendere quanto fossero importanti, quanto difficile fosse conquistarli, viverli, difenderli.

Viva la Resistenza, viva la libertà!

Faceva andar la gru, perciò era un gruista

Sto approfondendo il motivo della protesta di un gruppo di lavoratori che da questa mattina sono saliti in cima a una gru. Naturalmente spero che questa spiacevole situazione si risolva il prima possibile in modo positivo e che gli operai scendano autonomamente. Come Amministrazione comunale faremo di tutto affinché i lavoratori siano tutelati e ricevano ciò che spetta loro. Segrate purtroppo continua a soffrire l’onda lunga di speculazioni edilizie degli ultimi anni, della conseguente bolla immobiliare e più in generale di una mala gestione del territorio che ha permesso tutto questo creando molteplici criticità. Oggi sono i lavoratori di via Giotto a farne le spese, ma il problema dei cantieri fantasma e delle numerose imprese edili fallite sta coinvolgendo anche tantissime famiglie segratesi che hanno acquistato casa investendo i loro risparmi in progetti edilizi che non si sono mai realizzati o che faticano ad essere portati a termine.

E’ per questo che il nostro nuovo PGT prevede il blocco di ulteriori costruzioni e la salvaguardia di ciò che resta di territorio non urbanizzato, nel tentativo anche di evitare ulteriori fallimenti e crisi come quella a cui stiamo assistendo da questa mattina. Non è questione di essere ambientalisti o no, ma di agire con il buonsenso. Il lavoro fatto per riprogettare la Segrate del futuro col nuovo PGT è stato notevole e faticoso, sopratutto perché per la prima volta nella storia cittadina è stato ampiamente condiviso e partecipato da tutte le forze politiche in gioco e dai cittadini. I benefici saranno a medio lungo termine e i nostri figli potranno continuare a vivere in una città a maggioranza verde.

Un futuro per la Boffalora


Passo dopo passo e con grande senso di responsabilità nei confronti di tutta la cittadinanza stiamo cercando di risolvere anche i problemi delle famiglie di Cascina Boffalora. Ieri sera in consiglio comunale abbiamo adottato il Programma Integrato di Intervento denominato “Milano 4 you 2016” che aggiorna il precedente PII “Cascina Boffalora”, diminuendone drasticamente le volumetrie e aumentandone enormemente la qualità urbanistica, alleggerendo da costruzioni l’intera porzione nord dell’area, che potrà connettersi al Parco delle Cascine di Pioltello e prevedendo la risoluzione delle criticità degli abitanti.

E’ una vittoria per la nostra amministrazione, che ha affrontato un percorso serio, senza urlare, guardando al futuro, compiuto in stretta collaborazione con la maggioranza consiliare, con gli uffici del Comune che ringrazio per il grande lavoro svolto e con gli operatori proponenti. Questo è un intervento immobiliare che nasce sulle rovine del primo datato 2004, che non abbiamo certamente voluto e votato noi, ce lo siamo trovati a dover gestire come tante altre magagne legate al territorio. Lo stiamo facendo e lo continueremo a fare senza indugi come promesso ai segratesi responsabilmente e concretamente come è nel nostro stile.

Bene, avanti così.

Tutto col gioco, niente per gioco

img_4018Si è conclusa da poche ore la festa cittadina 2016. Tre giorni di divertimento, sorrisi, musica, balli, risate di bambini, profumi, sapori, solidarietà.
Riempie il cuore vedere la nostra città così viva e spensierata. Il desiderio è che lo sia sempre, tutti i giorni dell’anno e il mio impegno quotidiano è orientato a questo.

Dietro a tutto questo però c’è un grande lavoro di squadra che non si vede, fatto di riunioni, discussioni, rinunce, confronti a volte duri, ma che fanno crescere.

Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita della festa, tenendo duro fino all’ultimo, rinunciando a ore di sonno, anche quando ci consigliavano di annullare gli eventi per il meteo ballerino. Grazie quindi ai dipendenti del Comune, alle associazioni, alle forze dell’ordine, alla protezione civile, agli sponsor e a voi cittadini che avete partecipato in tantissimi.

Siamo motivati a fare ancora meglio il prossimo anno, imparando dai successi ma soprattutto dagli errori.
E’ bello ricominciare il lunedì mattina così. Buona nuova settimana a tutti.

Incontro con Umberto Ambrosoli

ambrosoliCari amici,
vorrei invitarvi giovedì 22 settembre dalle 18.30 al Centro Verdi di via XXV Aprile a Segrate ad incontrare Umberto Ambrosoli e parlare con lui dei suoi libri “Ostinazione civile. Idee e storie di una rigenerazione civica” e “Coraggio. Storie di gente comune. Storie di legalità“. Inoltre nel corso della serata la Sala Studio del Centro Verdi di via XXV Aprile sarà intitolata a suo padre, Giorgio Ambrosoli.

Un appuntamento che servirà a tutti per immergerci nella virtù appassionata dell’attivismo civico, nella buona politica, nel coraggio di mettersi al servizio della collettività con onestà e trasparenza e di affrontare anche rischi e pericoli in nome del bene della propria comunità.

La sala studio del Centro Verdi, frequentata e vissuta quotidianamente da centinaia di ragazzi, portando il nome del grande Giorgio Ambrosoli non solo ne onorerà la memoria, ma sarà richiamo costante per i giovani, per i cittadini tutti e le generazioni future al suo splendido esempio di altissimo senso del dovere e di assoluta integrità morale.

Mettiamoci in gioco!

festaLa Festa cittadina di settembre è l’evento più importante dell’anno: non esistono più frazioni e quartieri ma solo un’unica Segrate. Ci si ritrova tutti insieme anche se si abita in zone opposte della città.

Il grande lavoro di razionalizzazione e ottimizzazione della spesa pubblica, intrapreso nel nostro primo anno di amministrazione, non poteva escludere la voce delle feste. Il taglio del budget è stato importante e ha comportato una riduzione di circa il 70% rispetto allo scorso anno. Ma invece di abbatterci davanti alle difficoltà abbiamo affrontato la sfida con stimoli rinnovati. Anche grazie al prezioso lavoro degli uffici abbiamo costruito un evento che punta alla sostanza e che non ha nulla da invidiare all’ottima SegratExpo 2015.

Il terribile terremoto che ha colpito le popolazioni del Centro Italia ci ha portato a eliminare ulteriormente i fronzoli e a concentrarci su quello che conta davvero: il coinvolgimento e la condivisione. Senza rinunciare al divertimento ci saranno quindi anche numerose occasioni di solidarietà, per destinare risorse a chi ne ha bisogno. Quest’anno i fuochi d’artificio non si vedranno in cielo, ma tra di noi.

Mettiamoci in gioco!” è il motto di SegratExpo 2016: significa che la festa la costruiamo insieme. Più energia metteremo tutti durante l’evento e più bello sarà. Sono sicuro che Segrate saprà sprigionare una grande vitalità. Vi aspetto per divertirci tutti insieme e anche per regalare un po’ di speranza di futuro a chi sta vivendo momenti di difficoltà.

Il prossimo passo: quartiere Boffalora

boffaloraLa recente sentenza del Consiglio di Stato ci ha dato ragione dopo 5 anni di dure battaglie, preservando dalla cementificazione il Golfo Agricolo e dimostrando che la salvaguardia del territorio segratese non è il capriccio di una parte politica, ma è fondata su principi solidi.

La tutela delle risorse territoriali, che rendono Segrate un ottimo posto dove vivere, ci ha guidato nella stesura della variante al PGT, che non è solo Golfo Agricolo.

Sono molte le zone della città rimaste in sofferenza a causa delle scelte progettuali azzardate del passato: ci stiamo impegnando al massimo per affrontarle nel modo migliore, pensando al presente e soprattutto al futuro della nostra città e dei suoi abitanti.

Il prossimo passo importante sul nostro cammino si chiama Boffalora. Gli abitanti del quartiere attendono risposte concrete e percorribili, che risolvano i loro gravissimi problemi abitativi e inseriscano le loro case in un contesto armonico e moderno, valorizzato da adeguati servizi di quartiere.

Non nascondo che il dialogo con i proprietari dell’area è stato a tratti difficile, ma la nostra linea è sempre stata netta e chiara: riduzione del cemento e garanzie di serietà.

La nuova proposta di piano depositata da Vegagest e da RED, la società che ha affiancato la conduzione del progetto Boffalora, è un buon punto di partenza. Nessuno vuole intraprendere un’altra fallimentare disavventura di cattedrali nel deserto: non fa bene né al territorio né agli investitori. La proposta che ci è stata presentata, ancora da approfondire da un punto di vista istruttorio e quindi in via di definizione, ha accolto le nostre istanze sul dimezzamento dei volumi di costruzione e sulla liberazione di cospicue aree verdi, mantenendo un elevato standard progettuale, oltre servizi e soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Presuppone, inoltre, l’abbandono dei contenziosi esistenti. Si tratta di un’impostazione con la quale si possono affrontare i problemi degli attuali residenti, innovando con qualità e mantenendo l’identità verde della nostra città.

Siamo fermamente decisi a risolvere il più velocemente possibile le criticità del quartiere, trasformandolo da un’area trascurata ai confini della città, in un fiore all’occhiello dell’abitare del futuro. Lavoreremo speditamente perché entro la fine dell’anno si giunga all’approvazione definitiva del progetto e si comincino, ma soprattutto si completino con certezza, i lavori di riqualificazione del quartiere.

Proseguiamo un passo dopo l’altro verso la Segrate del futuro.

Querela Alessandrini: assolti perché il fatto non costituisce reato

Giovedì scorso, 23 giugno, il Giudice di Pace di Milano, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha “assolto Paolo Micheli, Gianfranco Rosa, Manuela Mongili, Silvia Carrieri e Fabrizio Ciapini dall’imputazione di diffamazione in concorso tra più persone perché il fatto non costituisce reato“.

La querela era stata presentata nel gennaio 2012 dall’allora sindaco Adriano Alessandrini in quanto i cinque consiglieri di minoranza nel novembre dell’anno precedente avevano presentato una mozione che, secondo il querelante, aveva “sconcertato e amareggiato tutti i componenti dell’Amministrazione Comunale“.

Cosa diceva la mozione? In sostanza che la maggioranza di centrodestra nella seduta del Consiglio Comunale del 15 luglio 2011 aveva votato un PGT che conteneva un “falso” e quindi che il Piano di Governo del Territorio andava revocato. La mozione non fu nemmeno mai discussa in aula in quanto la maggioranza, con un’iniziativa senza precedenti, decise di escluderla dall’ordine del giorno. Fu comunque ritenuta offensiva e con una delibera di Giunta del 12 dicembre 2011 fu incaricato un avvocato perché provvedesse a tutelare adeguatamente l’onore del sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

LA STORIA DEL “FALSO”

La storia del “falso” è un po’ lunga e un po’ complicata ma merita di essere ricordata. All’inizio del 2011 l’amministrazione Alessandrini si avviò a portare all’approvazione del Consiglio Comunale un PGT che prevedeva di urbanizzare quasi tutto il terreno verde (agricolo o coltivabile) pubblico, dal Golfo Agricolo a un’area di Novegro compresa nel Parco Agricolo Sud Milano. Il consumo di suolo effettivo così previsto risultava essere gigantesco: oltre 666.000 metri quadrati.
Il Piano Provinciale (PTCP) di allora consentiva a comuni come quello di Segrate, già fortemente urbanizzati, di procedere un aumento massimo di consumo di suolo pari dell’1% della superficie convenzionalmente già urbanizzata; per Segrate voleva dire un tetto di soli 121.000 mq.
Allora per far quadrare i conti il PGT di Segrate utilizzò una serie di incrementi percentuali previsti dal PTCP. Il più importante consentiva un aumento di un altro 2% ai comuni della provincia di Milano riconosciuti come Centri di rilevanza sovra comunale. Il comune di Segrate non era e non è mai stato riconosciuto come tale. Nel documento allora vigente, la Relazione Generale del PTCP, parte 2^ (“Il progetto di PTCP – I sistemi territoriali”) pagine 188/190, capitolo 3.3.3, c’è l’elenco completo dei comuni riconosciuti dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale, e l’elenco non comprende Segrate.

Invece in più punti della Relazione del Documento di Piano del PGT votato nel luglio 2011 veniva affermato esattamente il contrario.

Ad esempio, a pag. 155 della Relazione del Documento di Piano era stato scritto:

Determinazione del valore ammissibile di incremento di consumo di suolo.
Valore percentuale ammissibile
Incremento percentuale rispetto alla superficie urbanizzata. 1%
Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovracomunale. 2%”

Ancora, nella legenda dell’allegato al PGT denominato Tav. A17 era stata scritta la stessa cosa:

“Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovra comunale (Art. 85 del NTA del PTCP di Milano). 2%”

LA PIANTINA “RITOCCATA”
Ma non basta! A sostegno della affermazione veniva anche riprodotta nel PGT questa piantina.

PGT_Segrate_relazione_27maggio2011

Come si vede, la piantina è intitolata nel testo del PGT come “Figura 2 Estratto Tavola 1 PTCP” e consiste in un carta topografica (con al centro la città di Segrate indicata con un esagono azzurro) corredata da una legenda di simboli topografici.
Avrebbe dovuto servire a confermare quanto asserito più volte nel PGT e cioè che Segrate è classificato dal PTCP come Centro di rilevanza sovracomunale.
In realtà la piantina era stata a dir poco ripresa in modo “Improprio”. Infatti dalla legenda dei simboli topografici era stata omessa la prima riga sotto il titolo in grassetto Sistema Insediativo della legenda originale della Tavola 1 del PTCP e cioè proprio la riga che indica il simbolo grafico (uno sfondo giallo) che contraddistingue i Centri di rilevanza sovracomunale.

tav1_infrastrutture, ritaglio legenda

Non basta: la pianta topografica era stata ritagliata in modo da non far apparire comuni anche molto vicini a Segrate, quali Sesto San Giovanni, San Donato Milanese, Gorgonzola che, apparendo con il relativo simbolo grafico (nome del comune inserito in un rettangolo a sfondo giallo), sono tra quelli realmente identificabili, ai sensi della legenda originale della Tavola 1 del PTCP, come comuni effettivamente classificati dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale. Segrate non appare con quel simbolo!

tav1_infrastrutture, ritaglio zona Segrate

UNA CONCLUSIONE IN AGRODOLCE
Ci sono voluti più di quattro anni per stabilire che i cinque firmatari avevano pieno diritto di affermare che “l’inserimento, nel PGT, di Segrate tra i Comuni riconosciuti dal PTCP come Centro di rilevanza sovra comunale può configurarsi come un falso“.
Intanto il PGT di Segrate è stato approvato e solo il ricorso al TAR promosso dal Comitato Golfo Agricolo e presentato da cinquanta segratesi, da WWF e Legambiente è riuscito a impedire che producesse i suoi peggiori effetti anche prima che il voto dei segratesi mandasse a casa chi aveva votato piantine ritoccate.

Nel frattempo il conto dell’avvocato Roveda, incaricato da Alessandrini di preparare la querela, l’hanno pagato i segratesi: circa 4.400€ liquidate a fine maggio 2015.

Libertà è partecipazione

milano 2Si è concluso con Milano 2 il giro dei quartieri dedicato alla variante del Piano di Governo del Territorio.
Abbiamo incontrato quasi un migliaio di segratesi, raccolto parecchie pagine di appunti, promesso di tornare presto per riprendere alcune questioni rimaste in sospeso.

Voglio ringraziare innanzitutto la mia Giunta, a partire dall’assessore De Lotto, per la passione e l’entusiasmo con cui hanno intrapreso questo cammino.

All’inizio del nostro programma, nel primo capitolo, che è intitolato:
Buona amministrazione, trasparenza, legalità e partecipazione“, c’è scritto:
A Segrate, dove le necessità e le urgenze variano significativamente da frazione a frazione, è importante:
– mantenere vivo e costante il dialogo tra amministrazione e cittadini;
– ascoltare il territorio;
– formulare proposte risolutive a problemi specifici di ogni quartiere e su queste ascoltare il parere di tutti.
Così si rende la nostra città una comunità attenta, informata e partecipe“.

Stiamo cercando di mantenere gli impegni che abbiamo preso, e non sempre è facile. Mantenere l’impegno di incontrare i cittadini nei quartieri è invece bello, importante. L’ho fatto l’anno scorso durante la campagna elettorale quando abbiamo organizzato un doppio giro di incontri in tutti i quartieri che mi ha fatto capire molto bene quanto sia importante l’ascolto, la trasparenza e la partecipazione.

L’abbiamo fatto di nuovo adesso ed è stata anche l’occasione per valorizzare la figura dell’assessore di quartiere, destinata a diventare ancora più protagonista nei prossimi incontri in giro (in tour) per la città.
Andiamo avanti così.

Grazie a tutti!

La memoria non è fondata sulla pietra, ma è fondata sulle persone

memoriaTra le storie, tra i racconti di famiglia che mi racconta mio papà, ce n’è una che riguarda un’altra famiglia; erano inquilini dei miei nonni negli anni cinquanta e sessanta. Il capofamiglia era un uomo piuttosto piccolo, sempre silenzioso; se ricordo bene il suo cognome era Della Bianca.

Sembrava una persona qualsiasi, lavorava, aveva moglie e figli ma era guardato con un grande rispetto perché era stato un deportato nei campi di concentramento nazisti perché ebreo.

A differenza di tanti, tantissimi altri, a differenza della grande maggioranza degli uomini e donne deportati perché ebrei, o zingari o omosessuali o per altri motivi, lui, il signor Della Bianca era tornato, con il suo carico di ricordi orribili.

Nei racconti della mia famiglia questo è un episodio piccolo, che rischia di essere dimenticato.

Ma c’è la Giornata della Memoria, ad aiutarci a ricordare l’orrore che solo settant’anni fa ha percorso l’Europa, ha percorso anche l’Italia.

Il significato di questa giornata dedicata alla Shoa è che non si deve dimenticare, perché, come disse Primo Levi, la memoria non è fondata sulla pietra ma è fondata sulle persone, sulla loro buona volontà.

Questa giornata, le bellissime mostre organizzate dall’amministrazione in questi giorni a Segrate, la presenza di tante persone sono state una gran bella risposta.

Grazie a tutti!

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