Segrate

Aperitivo col Sindaco

Come promesso torno nei quartieri con la mia bella squadra di assessori, per confrontarmi con i segratesi sui temi che li riguardano più da vicino.
Dopo il caffè a colazione, ci prenderemo insieme un aperitivo nel tardo pomeriggio, dalle ore 18.30. Iniziamo questo giovedì 17 ottobre, ospiti del Garage Beer di San Felice.
Il confronto diretto senza filtri è sempre importante e apprezzato.
Di seguito le altre date, ma sarà mia cura avvisarvi per tempo di volta in volta.

🍹 Martedì 22 ottobre saremo a Segrate Centro, al Ventidue Coffee bar di via Roma 20/C
🍹Giovedì 31 ottobre al bar di Cascina Commenda con i residenti del Villaggio Ambrosiano e di Rovagnasco
🍹Giovedì 7 novembre saremo ospiti dell’Happy Bar in via Borioli 22 a Lavanderie
🍹Giovedì 14 novembre saremo Milano 2, al No-Fly Zone della Residenza Ponti
🍹Giovedì 21 novembre torniamo a Redecesio al Biba Bar di via Emilia 18
🍹Giovedì 28 novembre saremo al centro civico di Novegro in via Dante Alighieri

Un ringraziamento speciale ai proprietari dei locali che ci ospiteranno.

Shalom don Stefano

Fare il sindaco, a Segrate in particolare, è un compito molto complicato, ma penso che fare il parroco lo sia ancora di più.

Ho la fortuna di essere amico di molti sacerdoti, tutte persone straordinarie, che ammiro, e mi sono reso conto di quanto sia impegnativa la loro missione di vita. Non solo sono, sorretti dalla fede, esempi di vita cristiana (e noi peccatori sappiamo quanto sia difficile seguire la retta via), ma se hanno ricevuto l’incarico di una parrocchia devono essere anche molto altro.

Don Stefano ha saputo comunicare il messaggio evangelico e ancor più ha saputo ascoltare, accogliere, insegnare. Come gli altri parroci ha dovuto essere anche un amministratore, organizzatore, interlocutore delle istituzioni. Come prevosto di Segrate ha avuto anche il compito di coordinare gli altri parroci cittadini. Don Stefano in questi tredici anni che ha dedicato alla nostra città ha fatto tutto questo con sorridente energia, con pacato convincimento. Ho per lui affetto e rispetto e sono grato per la simpatia di cui mi ha sempre onorato.

Il rilancio della festa di San Rocco e la straordinaria rivitalizzazione dell’oratorio estivo sono i fatti concreti e consolidati del suo entusiasmo pastorale. Il progetto della casa Mamre, che lascia da completare al suo successore, luogo di servizi e di accoglienza, è un segnale forte del suo coraggio e della sua cristiana determinazione. Soprattutto lascia una comunità che si raccoglie intorno alla parrocchia e un gruppo di animatori e operatori pastorali che in don Stefano hanno trovato una guida ammirevole e indimenticabile.

A don Stefano il mio plauso e il mio ringraziamento.

Una restituzione giusta e doverosa

Ritorno spero per l’ultima volta sulla questione Golfo Agricolo.
Pur essendo un inguaribile ottimista non ritengo che quello che sto per scrivere farà cambiare opinione agli avversari della minoranza, soprattutto a quelli del centro destra che, penso, continueranno a sostenere di aver governato benissimo e continueranno a sostenere che noi abbiamo sbagliato tutto o quasi.
Ma proprio per questo ne parlo ancora una volta volentieri. La testardaggine del centro destra segratese nel difendere le scelte urbanistiche del quinquennio 2010-2015 fa sì che queste saranno un argomento importante nella campagna elettorale delle prossime elezioni comunali e sono ben lieto, come dire, di tenermi in allenamento.
Punto primo: il PGT approvato dal centro destra tra il 2011 e il 2012 (anche con i voti determinanti della Lega Nord) era illegittimo. Lo hanno stabilito due sentenze di giustizia amministrativa: il TAR con la sentenza pubblicata il 27 febbraio 2015, e il Consiglio di Stato che il 28 giugno 2016 ha confermato la parte più sostanziosa della sentenza del TAR.
Punto secondo: il PGT sarebbe stato giudicato illegittimo anche se il ballottaggio lo avesse vinto Tecla Fraschini. La sentenza del TAR c’è stata quando al governo c’era il centro destra. La sentenza del Consiglio di Stato, che è del 2016 cioè quando io ero sindaco, ha addirittura ridotto gli effetti della sentenza del TAR sul PGT del 2012, pur confermandone l’illegittimità.
C’è una cosa che tengo molto a ricordare, ancora una volta e tutte le volte che ne avrò l’occasione: l’illegittimità del PGT di Alessandrini parte da un documento che conteneva la famosa falsa affermazione del Comune di Segrate inserito nell’elenco provinciale dei comuni classificati di “rilevanza sovracomunale”.
Per aver denunciato questa falsità, io, Gianfranco Rosa e altri siamo stati querelati per diffamazione. Per scrivere la querela l’avvocato Roveda è stato pagato dal Comune con i soldi dei cittadini. Noi siamo stati assolti.
Io continuo a domandarmi con che faccia chi votò quella falsa affermazione non chieda scusa, non racconti come è andata, non racconti chi lo convinse ad avvallare un documento di tale importanza nel quale c’era un disegno artefatto, maliziosamente ricostruito o come qualcuno ha sempre detto “taroccato”.
Ricordo che la sentenza del TAR del 2015 questa storia la cita e la classifica per quel che è, pur se con termini meno indignati dei miei.
La sentenza del TAR ricorda anche che il PGT adottato il 15 luglio 2011 dal Comune di Segrate fu valutato dalla Giunta provinciale con deliberazione n. 494 del 20.12.2011. Relatore della valutazione fu l’allora assessore provinciale all’urbanistica Fabio Altitonante, recentemente assurto alle cronache nazionali. La valutazione della Provincia di Milano fu allora favorevole al PGT del 2011 e non a caso venne dichiarata illegittima dalle sentenze amministrative di TAR e Consiglio di Stato.
Anche se il PGT era partito da quelle basi, anche se il ricorso presentato contro il PGT da Legambiente, WWF Martesana e da 50 cittadini era stato depositato al TAR, la precedente amministrazione accelerò le attuazioni edilizie previste e approvò rapidamente con delibere di giunta i progetti di preverdissement presentati dalle proprietà delle aree interessate.
Il ricorso contro il Comune di Europa 2000 che ha chiesto (e con sentenza di primo grado) ottenuto l’ampio rimborso delle spese sostenute per il preverdissement, arriva addirittura a sostenere che fu praticamente costretta a procedere con il preverdissement e cita a sostegno incontri e in particolare una lettera a firma dell’allora assessore Zanoli.
In Consiglio Comunale (e su qualche articolo di giornale di parte) ho sentito spesso dire dai consiglieri di centro destra che niente di tutto questo graverebbe sulle finanze comunali se la mia amministrazione nell’approvare la Variante al PGT fosse stata più “costruttiva” nei confronti delle aree del Golfo Agricolo di proprietà di Europa2000. In sostanza, si sostiene, se la nostra Variante avesse previsto adeguata volumetria nel Golfo Agricolo sarebbero venute meno le ragioni della proprietà di rivalersi nei confronti dell’Amministrazione Comunale.
Ribadisco con un argomento che è noto. Ricordo che nella Variante in fase di adozione fu prevista una volumetria nel Golfo Agricolo. Molto ridotta ovviamente rispetto al nuovo quartiere previsto dal PGT del 2012, un quartiere con palazzi, centro commerciale, albergo, destinato ad ospitare oltre 3000 residenti. Tuttavia avevamo strategicamente previsto una volumetria proprio per tutelarci dalla possibilità del successo di un ricorso da parte della proprietà.
Ma questo fu cassato dalla valutazione della Città Metropolitana del 14 dicembre 2016 nella quale è scritto testualmente:
Alla luce della Sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le previsioni del precedente PGT relative al (…) “TR Golfo Agricolo”, l’ambito così come definito, seppur prevede una riduzione delle superficie fondiarie e della densità edilizia, configura nuovo consumo di suolo (…) in aree verdi (…) caratterizzate da un elevato valore ecologico, paesistico e ambientale.
Ricordando che Segrate non ha attuato (…) le condizioni necessarie perché gli strumenti urbanistici possono introdurre incrementi del Territorio Urbanizzato (…) si evidenzia che il PGT non può prevedere ambiti che si configurano come nuovo consumo di suolo
“.
Fine della discussione. Non solo nei confronti del Golfo Agricolo abbiamo fatto quello che come linea politica intendevamo fare, ma ci venne dette da una autorità sovraordinata che noi non potevamo fare diversamente.
Tuttavia abbiamo approvato una delibera che riconosce un importante debito fuori bilancio, accantonando dei soldi che sarei ben stato lieto di utilizzare altrimenti a favore della nostra città.
Noi siamo molto arrabbiati per questo. Starà alla Corte dei Conti, alla quale questa delibera sarà inviata, stabilire se vi sono delle responsabilità contabili a riguardo dei costi che stiamo e dovremo sostenere se la sentenza favorevole ad Europa2000 verrà confermata in tutta o in parte nei successivi gradi di giudizio.
La responsabilità politica però io la vedo chiaramente. La vedo in quell’area politica, ancora oggi rappresentata e difesa in questo Consiglio Comunale che in un momento di crisi economica globale nel 2011 volle progettare una crescita edilizia tale da far diventare Segrate una città da oltre 50.000 abitanti. In piena crisi economica una ipotesi del genere era non solo deleteria, direi criminale, dal punto di vista ambientale, ma assurda dal punto di vista economico. Eppure ci fu chi la pensò e chi la votò, approvando anche false attestazioni e documentazioni artefatte.
Eppure ci fu chi spinse la realizzazione del preverdissement nonostante fosse pendente il ricorso al TAR.
La responsabilità politica di chi fece tutto questo mi sembra evidente. Se venisse riconosciuta anche una responsabilità contabile sarebbe anche una restituzione alla nostra città e ai cittadini contribuenti, una restituzione giusta e doverosa.

Leghisti smemorati e dormiglioni

La Lega Nord Segrate si risveglia dal sonno più profondo solo per gridare allo scandalo riguardo l’edificazione di una piccola porzione del Centroparco (lato Lavanderie, fronte Cassanese), una edificazione della quale la Lega stessa è responsabile.

È bene ricordare ai leghisti smemorati e dormiglioni che c’era anche il vicesindaco leghista a votare nel gennaio del 2015 la delibera che concedeva a un imprenditore privato il diritto di costruire su un’area verde comunale assicurandogli una situazione di enorme vantaggio nel nostro successivo tentativo di rimediare.

Ma non basta: spieghi la Lega come mai nella successiva delibera di definitiva approvazione del piano edilizio (19 maggio 2015, dieci giorni prima delle elezioni comunali), il vicesindaco leghista votò contro.
La delibera fu approvata comunque con il voto determinante del mio predecessore, ma in pratica il vicesindaco votò perché il diritto di costruire rimanesse nel Centroparco!

No cari leghisti, adesso non veniteci a raccontare che siete i paladini del verde, dell’ecologia e della natura. Segrate si sta purtroppo ancora leccando le ferite per i danni urbanistici che voi avete creato in 15 anni al governo della città senza alcun rispetto per Segrate e i segratesi. Rispetto che invece è stata la nostra bandiera che abbiamo tenuta alta risolvendo al meglio tutti questi vostri guasti.

Guasti e disastri che hanno creato drammi nelle famiglie segratesi, a cominciare dai quartieri Boffalora e della Stazione, passando per il caos della Viabilità speciale, di Redecesio Est, di San Felice Bis, del Golfo Agricolo e di altri piani edificatori falliti, ancora da realizzarsi o da completarsi. Per non parlare del gigantesco buco di bilancio generato da un metodo sbagliato di gestire il territorio che non ci è mai piaciuto.

Fare cassa sfruttando ogni area verde del territorio, cari leghisti, è pessima politica, perché poi a pagare purtroppo siamo sempre noi segratesi.

L’inchiesta giudiziaria e gli arresti che in queste ore coinvolgono la politica lombarda riguardano anche esponenti che nel 2012 diedero l’ok al vostro illegittimo Piano di Governo del Territorio: sia un monito perché quel metodo di fare politica a Segrate non torni mai più.

Il bene più prezioso per l’umanità

Sta girando una comunicazione di Europa 2000, la società che avrebbe voluto cementificare il Golfo Agricolo, che trovo molto grave perché è altamente lesiva dell’indipendenza di istituzioni pubbliche quali sono il Comune di Segrate e i suoi Amministratori.
In questa lettera, riferendosi al sottoscritto e all’area del Golfo, è scritto: “finché lei sarà a capo della Giunta che governa Segrate, non verrà mai ceduta al Comune e l’accesso alla stessa, trattandosi di un terreno privato, sarà perennemente interdetto ai cittadini“. Questa frase è inaccettabile.
Le scelte di pianificazione urbanistica assunte sono state legittimamente adottate da organi democratici e indipendenti come il Consiglio Comunale e la Giunta, peraltro su sollecitazione di migliaia di segratesi contrari all’edificazione di quell’oasi verde.
Qualunque affermazione contenuta nell’atto d’appello non gradita dalla controparte ha come sede fisiologica ed esclusiva di valutazione la Corte d’Appello. Il ricorso ai media e alla pubblica piazza, perciò, sono parte della strategia della proprietà per mettere pressione sull’Amministrazione comunale.
Ricordo ancora una volta che il progetto di edificazione del Golfo Agricolo è stato annullato dal TAR e dal Consiglio di Stato perché illegittimo, in quanto era una gigantesca colata di cemento (come si può vedere dalla piantina). La cessione del 70% dei terreni a parco pubblico era il classico fumo negli occhi per vendere ai segratesi una grande speculazione edilizia e di consumo del suolo. Il tentativo di far passare come parco pubblico (o addirittura come un’area “rimboscata”) qualche giardinetto all’ombra di decine di palazzoni è stata e continua a essere un’operazione di puro marketing senza capo né coda.
In quanto ai terreni del Golfo Agricolo di proprietà di Europa 2000, nel ricordare che sono recintati ormai dal 2015, ribadisco che verranno inseriti all’interno del Parco di Interesse Sovra Locale Est delle Cave, al fine di tutelarne ulteriormente la valenza ambientale e senza nulla togliere ai diritti dei proprietari.
Non saranno perciò queste azioni a fermarci. Al contrario proseguiamo dritti sulla strada dello sviluppo sostenibile della nostra città, consentendo le attività edilizie ammesse dal Piano di Governo del Territorio.
La battaglia di stamattina della giovane Greta Thunberg non si fa solo a parole o con le manifestazioni, ma anche con fatti concreti, tutelando il bene più prezioso per l’umanità: la nostra Terra e la sua vitalità ecologica.

Sulla salute dei nostri bambini non si discute

Questa mattina ho inviato una lettera ai dirigenti scolastici dei tre istituti cittadini e a tutti i gestori dei servizi educativi per l’infanzia. Ho voluto fare chiarezza sul tema dei vaccini, visto che il Governo purtroppo ha ancora le idee molto confuse e ciò è molto grave.

Per quanto mi riguarda non ci sono se e ma: i bambini da zero a 6 anni che frequentano le scuole di Segrate, così come stabilisce la Legge del 31 luglio 2017, devono essere obbligatoriamente vaccinati.

In qualità di responsabile della salute pubblica dei cittadini, ho il dovere di evitare che i bambini che frequentano le strutture della nostra città possano correre un qualsiasi rischio legato all’inosservanza degli obblighi vaccinali previsti dalle norme pienamente vigenti, dato che non possono esere modificate da circolari o emendamenti ancora non approvati dai due rami del Parlamento. Pertanto ho invitato vivamente chi ha la responsabilità di far rispettare la legge, in particolare non ammettendo alla frequenza di servizi educativi per l’infanzia e di scuole dell’infanzia i bambini non vaccinati.

Ripeto: su questa materia sarò intransigente anche a costo di emettere ordinanze ad hoc. Sulla salute dei nostri bambini e su ciò che afferma la medicina non si discute.

5 milioni di ragioni

Ho calcolato che ogni mese partono 10.000 aerei da Linate. Un anno ha 12 mesi, io ho 43 anni, nella mia vita di cittadino segratese ho visto e sentito partire circa 5 milioni di aerei.‬
‪Eppure è difficile affermare che l’aeroporto di Linate sia solo l’aeroporto dei segratesi: è soprattutto l’aeroporto di Milano, se non di tutta la Lombardia.‬
‪Ecco spiegato perché da Sindaco della mia città ora vorrei che l’aeroporto che ha visto partire 5 milioni di voli negli ultimi 43 anni e che si trova a Segrate porti anche onori, e non solo oneri, per le casse della mia città.‬
‪Chiedo solo tre semplici cose alle altre istituzioni.‬
‪Che ci vengano pagate tutte le tasse aeroportuali, nazionali e regionali, soprattutto quelle arretrate che non ci sono mai state versate.
Che ci vengano pagati tutti gli oneri di urbanizzazione per l’ingrandimento della struttura aeroportuale che inizierà a breve e che renderà ancora più bello l’aeroporto. ‬
‪Che le multe elevate sul sedime dell’aeroporto che si trova nel territorio di Segrate siano destinate a rendere la nostra città più vivibile e sicura.
‪È tutto così semplice, o no?
E per avere risposte positive su queste richieste sto mettendo lo stesso impegno col quale ho portato finalmente a Segrate la realizzazione della Cassanese bis.

25 aprile 2017

Torniamo qui oggi, a oltre settant’anni di distanza dal giorno della Liberazione, al giorno in cui finì l’ultima guerra combattuta in Italia a commemorare quei giorni e a ricercarne i valori.

L’anno scorso ho parlato dei valori di questa giornata parlando della vicende della mia famiglia, dei miei nonni e bisnonni; erano gente normale non impegnata politicamente, che subì l’avvento della dittatura fascista e la crescente invadenza in ogni aspetto della vita quotidiana. I racconti di famiglia hanno tramandato lo sconcerto e la disillusione di fronte alle leggi razziali che colpivano il conoscente, il vicino di casa, privandolo del lavoro, della dignità e infine addirittura della vita. E poi il racconto ricorda come la disillusione dei giovani di quegli anni lontani si incrinò sempre più diventando distacco e infine ostilità di fronte agli insuccessi militari, al contrasto tra la tracotanza della propaganda di regime e la realtà della disorganizzazione e delle disfatte. E poi la resa, l’occupazione tedesca con le crescenti violenze dell’esercito nazista e delle squadracce repubblichine. E i bombardamenti aerei, la fuga dalle città, il cibo razionato, altre violenze e soprusi.

In quel quadro nacque l’ammirazione per i nuovi eroi, per quelli che resistettero all’occupazione nazifascista e che poi traghettarono l’Italia provata dal ventennio e dalla guerra verso l’Italia dei nostri giorni, verso i suoi valori che oggi ci sembrano così ovvi, così scontati.

Ma dobbiamo ricordare che questi valori non sono poi così ovvi e scontati e qui vorrei portarmi all’attualità, ai nostri giorni.

Vorrei parlare della Turchia una nazione che è confinante alla nostra Europa delle democrazia e delle libertà. Ma è un confine che si sta alzando, che propone sempre più una lontananza che una contiguità.

Vi sono due strette attualità in questi giorni. Parlo per prima della vicenda di Gabriele Del Grande, il giornalista e blogger, detenuto per due settimane dopo essere stato arrestato mentre raccoglieva le testimonianze dei profughi al confine con la Siria. La vicenda di Del Grande ha un particolare rilievo anche perché si tratta di un giornalista che cercava, in un’area tra le più pericolose del mondo di cercare notizie, informazioni, verità. Quello che è avvenuto a Del Grande ci coinvolge, ci ha preoccupato perché è italiano; ma ben di peggio, come sappiamo, è già avvenuto a tanti altri giornalisti in Turchia, privati del lavoro, arrestati, incarcerati, condannati da quel che si capisce, genericamente per la loro lontananza politica dal presidente Recep Erdogan. Nei commenti che si sono sentiti in occasione della sua liberazione ho sentito i numeri degli arresti avvenuti in Turchia solo nell’ultima settimana: oltre un migliaio che si sono aggiunti ai tantissimi cittadini turchi già detenuti accusati di essere golpisti, o terroristi curdi o altro.

L’altra stretta attualità è il referendum che, sia pure di stretta misura e con il sospetto d’irregolarità, ha cambiato l’assetto istituzionale della Turchia, trasformandola in una repubblica ultra-presidenziale, nella quale cioè il presidente Erdogan ha poteri che secondo i parametri della nostra vita democratica si possono definire straordinari, eccezionali che vuol dire quasi dittatoriali. Va ricordato che la Turchia ha ai confini la guerra di Siria, la guerra contro il califfato, la guerra irakena, ospita milioni di profughi, ha all’interno la minoranza curda e suoi gruppi indipendentisti armati. C’è quindi una situazione che favorisce l’idea della necessità di un uomo forte al governo. All’incirca metà dei turchi l’ha approvata, l’altra metà invece voleva respingerla.

L’idea di uomo forte, la riduzione degli spazi di libertà, la rinuncia alle conquiste della democrazia: questi sono gli spunti che vedo nella situazione della Turchia, una nazione che fa parte come l’Italia della Nato e che fino ad alcuni anni fa sembrava incamminato verso un cammino democratico e di integrazione con l’Unione Europea.

La Turchia è una nazione che negli anni è sembrata a volte a noi vicina (una faccia una razza è un detto che accomunava noi italiani soprattutto ai greci ma anche ai turchi) e a volte, come in questi giorni, assai lontana. Ma da lì ci arriva un insegnamento. Anche qui in Italia di fronte alle emergenze, il pericolo del terrorismo islamico, all’emergenza dell’immigrazione, all’emergenza economica c’è sempre chi invoca il governo forte, la riduzione degli spazi della democrazia e c’è chi lo fa denigrando la Resistenza, criticandone il significato ed i valori.

Io penso che di quei valori dobbiamo continuare a parlare; soprattutto dobbiamo ricordare alle più giovani generazioni quanto è costato alla generazione dei miei nonni e bisnonni comprendere quanto fossero importanti, quanto difficile fosse conquistarli, viverli, difenderli.

Viva la Resistenza, viva la libertà!

Faceva andar la gru, perciò era un gruista

Sto approfondendo il motivo della protesta di un gruppo di lavoratori che da questa mattina sono saliti in cima a una gru. Naturalmente spero che questa spiacevole situazione si risolva il prima possibile in modo positivo e che gli operai scendano autonomamente. Come Amministrazione comunale faremo di tutto affinché i lavoratori siano tutelati e ricevano ciò che spetta loro. Segrate purtroppo continua a soffrire l’onda lunga di speculazioni edilizie degli ultimi anni, della conseguente bolla immobiliare e più in generale di una mala gestione del territorio che ha permesso tutto questo creando molteplici criticità. Oggi sono i lavoratori di via Giotto a farne le spese, ma il problema dei cantieri fantasma e delle numerose imprese edili fallite sta coinvolgendo anche tantissime famiglie segratesi che hanno acquistato casa investendo i loro risparmi in progetti edilizi che non si sono mai realizzati o che faticano ad essere portati a termine.

E’ per questo che il nostro nuovo PGT prevede il blocco di ulteriori costruzioni e la salvaguardia di ciò che resta di territorio non urbanizzato, nel tentativo anche di evitare ulteriori fallimenti e crisi come quella a cui stiamo assistendo da questa mattina. Non è questione di essere ambientalisti o no, ma di agire con il buonsenso. Il lavoro fatto per riprogettare la Segrate del futuro col nuovo PGT è stato notevole e faticoso, sopratutto perché per la prima volta nella storia cittadina è stato ampiamente condiviso e partecipato da tutte le forze politiche in gioco e dai cittadini. I benefici saranno a medio lungo termine e i nostri figli potranno continuare a vivere in una città a maggioranza verde.

Un futuro per la Boffalora

Passo dopo passo e con grande senso di responsabilità nei confronti di tutta la cittadinanza stiamo cercando di risolvere anche i problemi delle famiglie di Cascina Boffalora. Ieri sera in consiglio comunale abbiamo adottato il Programma Integrato di Intervento denominato “Milano 4 you 2016” che aggiorna il precedente PII “Cascina Boffalora”, diminuendone drasticamente le volumetrie e aumentandone enormemente la qualità urbanistica, alleggerendo da costruzioni l’intera porzione nord dell’area, che potrà connettersi al Parco delle Cascine di Pioltello e prevedendo la risoluzione delle criticità degli abitanti.

E’ una vittoria per la nostra amministrazione, che ha affrontato un percorso serio, senza urlare, guardando al futuro, compiuto in stretta collaborazione con la maggioranza consiliare, con gli uffici del Comune che ringrazio per il grande lavoro svolto e con gli operatori proponenti. Questo è un intervento immobiliare che nasce sulle rovine del primo datato 2004, che non abbiamo certamente voluto e votato noi, ce lo siamo trovati a dover gestire come tante altre magagne legate al territorio. Lo stiamo facendo e lo continueremo a fare senza indugi come promesso ai segratesi responsabilmente e concretamente come è nel nostro stile.

Bene, avanti così.

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