Segrate

Il bene più prezioso per l’umanità

Sta girando una comunicazione di Europa 2000, la società che avrebbe voluto cementificare il Golfo Agricolo, che trovo molto grave perché è altamente lesiva dell’indipendenza di istituzioni pubbliche quali sono il Comune di Segrate e i suoi Amministratori.
In questa lettera, riferendosi al sottoscritto e all’area del Golfo, è scritto: “finché lei sarà a capo della Giunta che governa Segrate, non verrà mai ceduta al Comune e l’accesso alla stessa, trattandosi di un terreno privato, sarà perennemente interdetto ai cittadini“. Questa frase è inaccettabile.
Le scelte di pianificazione urbanistica assunte sono state legittimamente adottate da organi democratici e indipendenti come il Consiglio Comunale e la Giunta, peraltro su sollecitazione di migliaia di segratesi contrari all’edificazione di quell’oasi verde.
Qualunque affermazione contenuta nell’atto d’appello non gradita dalla controparte ha come sede fisiologica ed esclusiva di valutazione la Corte d’Appello. Il ricorso ai media e alla pubblica piazza, perciò, sono parte della strategia della proprietà per mettere pressione sull’Amministrazione comunale.
Ricordo ancora una volta che il progetto di edificazione del Golfo Agricolo è stato annullato dal TAR e dal Consiglio di Stato perché illegittimo, in quanto era una gigantesca colata di cemento (come si può vedere dalla piantina). La cessione del 70% dei terreni a parco pubblico era il classico fumo negli occhi per vendere ai segratesi una grande speculazione edilizia e di consumo del suolo. Il tentativo di far passare come parco pubblico (o addirittura come un’area “rimboscata”) qualche giardinetto all’ombra di decine di palazzoni è stata e continua a essere un’operazione di puro marketing senza capo né coda.
In quanto ai terreni del Golfo Agricolo di proprietà di Europa 2000, nel ricordare che sono recintati ormai dal 2015, ribadisco che verranno inseriti all’interno del Parco di Interesse Sovra Locale Est delle Cave, al fine di tutelarne ulteriormente la valenza ambientale e senza nulla togliere ai diritti dei proprietari.
Non saranno perciò queste azioni a fermarci. Al contrario proseguiamo dritti sulla strada dello sviluppo sostenibile della nostra città, consentendo le attività edilizie ammesse dal Piano di Governo del Territorio.
La battaglia di stamattina della giovane Greta Thunberg non si fa solo a parole o con le manifestazioni, ma anche con fatti concreti, tutelando il bene più prezioso per l’umanità: la nostra Terra e la sua vitalità ecologica.

Sulla salute dei nostri bambini non si discute

Questa mattina ho inviato una lettera ai dirigenti scolastici dei tre istituti cittadini e a tutti i gestori dei servizi educativi per l’infanzia. Ho voluto fare chiarezza sul tema dei vaccini, visto che il Governo purtroppo ha ancora le idee molto confuse e ciò è molto grave.

Per quanto mi riguarda non ci sono se e ma: i bambini da zero a 6 anni che frequentano le scuole di Segrate, così come stabilisce la Legge del 31 luglio 2017, devono essere obbligatoriamente vaccinati.

In qualità di responsabile della salute pubblica dei cittadini, ho il dovere di evitare che i bambini che frequentano le strutture della nostra città possano correre un qualsiasi rischio legato all’inosservanza degli obblighi vaccinali previsti dalle norme pienamente vigenti, dato che non possono esere modificate da circolari o emendamenti ancora non approvati dai due rami del Parlamento. Pertanto ho invitato vivamente chi ha la responsabilità di far rispettare la legge, in particolare non ammettendo alla frequenza di servizi educativi per l’infanzia e di scuole dell’infanzia i bambini non vaccinati.

Ripeto: su questa materia sarò intransigente anche a costo di emettere ordinanze ad hoc. Sulla salute dei nostri bambini e su ciò che afferma la medicina non si discute.

5 milioni di ragioni

Ho calcolato che ogni mese partono 10.000 aerei da Linate. Un anno ha 12 mesi, io ho 43 anni, nella mia vita di cittadino segratese ho visto e sentito partire circa 5 milioni di aerei.‬
‪Eppure è difficile affermare che l’aeroporto di Linate sia solo l’aeroporto dei segratesi: è soprattutto l’aeroporto di Milano, se non di tutta la Lombardia.‬
‪Ecco spiegato perché da Sindaco della mia città ora vorrei che l’aeroporto che ha visto partire 5 milioni di voli negli ultimi 43 anni e che si trova a Segrate porti anche onori, e non solo oneri, per le casse della mia città.‬
‪Chiedo solo tre semplici cose alle altre istituzioni.‬
‪Che ci vengano pagate tutte le tasse aeroportuali, nazionali e regionali, soprattutto quelle arretrate che non ci sono mai state versate.
Che ci vengano pagati tutti gli oneri di urbanizzazione per l’ingrandimento della struttura aeroportuale che inizierà a breve e che renderà ancora più bello l’aeroporto. ‬
‪Che le multe elevate sul sedime dell’aeroporto che si trova nel territorio di Segrate siano destinate a rendere la nostra città più vivibile e sicura.
‪È tutto così semplice, o no?
E per avere risposte positive su queste richieste sto mettendo lo stesso impegno col quale ho portato finalmente a Segrate la realizzazione della Cassanese bis.

25 aprile 2017

Torniamo qui oggi, a oltre settant’anni di distanza dal giorno della Liberazione, al giorno in cui finì l’ultima guerra combattuta in Italia a commemorare quei giorni e a ricercarne i valori.

L’anno scorso ho parlato dei valori di questa giornata parlando della vicende della mia famiglia, dei miei nonni e bisnonni; erano gente normale non impegnata politicamente, che subì l’avvento della dittatura fascista e la crescente invadenza in ogni aspetto della vita quotidiana. I racconti di famiglia hanno tramandato lo sconcerto e la disillusione di fronte alle leggi razziali che colpivano il conoscente, il vicino di casa, privandolo del lavoro, della dignità e infine addirittura della vita. E poi il racconto ricorda come la disillusione dei giovani di quegli anni lontani si incrinò sempre più diventando distacco e infine ostilità di fronte agli insuccessi militari, al contrasto tra la tracotanza della propaganda di regime e la realtà della disorganizzazione e delle disfatte. E poi la resa, l’occupazione tedesca con le crescenti violenze dell’esercito nazista e delle squadracce repubblichine. E i bombardamenti aerei, la fuga dalle città, il cibo razionato, altre violenze e soprusi.

In quel quadro nacque l’ammirazione per i nuovi eroi, per quelli che resistettero all’occupazione nazifascista e che poi traghettarono l’Italia provata dal ventennio e dalla guerra verso l’Italia dei nostri giorni, verso i suoi valori che oggi ci sembrano così ovvi, così scontati.

Ma dobbiamo ricordare che questi valori non sono poi così ovvi e scontati e qui vorrei portarmi all’attualità, ai nostri giorni.

Vorrei parlare della Turchia una nazione che è confinante alla nostra Europa delle democrazia e delle libertà. Ma è un confine che si sta alzando, che propone sempre più una lontananza che una contiguità.

Vi sono due strette attualità in questi giorni. Parlo per prima della vicenda di Gabriele Del Grande, il giornalista e blogger, detenuto per due settimane dopo essere stato arrestato mentre raccoglieva le testimonianze dei profughi al confine con la Siria. La vicenda di Del Grande ha un particolare rilievo anche perché si tratta di un giornalista che cercava, in un’area tra le più pericolose del mondo di cercare notizie, informazioni, verità. Quello che è avvenuto a Del Grande ci coinvolge, ci ha preoccupato perché è italiano; ma ben di peggio, come sappiamo, è già avvenuto a tanti altri giornalisti in Turchia, privati del lavoro, arrestati, incarcerati, condannati da quel che si capisce, genericamente per la loro lontananza politica dal presidente Recep Erdogan. Nei commenti che si sono sentiti in occasione della sua liberazione ho sentito i numeri degli arresti avvenuti in Turchia solo nell’ultima settimana: oltre un migliaio che si sono aggiunti ai tantissimi cittadini turchi già detenuti accusati di essere golpisti, o terroristi curdi o altro.

L’altra stretta attualità è il referendum che, sia pure di stretta misura e con il sospetto d’irregolarità, ha cambiato l’assetto istituzionale della Turchia, trasformandola in una repubblica ultra-presidenziale, nella quale cioè il presidente Erdogan ha poteri che secondo i parametri della nostra vita democratica si possono definire straordinari, eccezionali che vuol dire quasi dittatoriali. Va ricordato che la Turchia ha ai confini la guerra di Siria, la guerra contro il califfato, la guerra irakena, ospita milioni di profughi, ha all’interno la minoranza curda e suoi gruppi indipendentisti armati. C’è quindi una situazione che favorisce l’idea della necessità di un uomo forte al governo. All’incirca metà dei turchi l’ha approvata, l’altra metà invece voleva respingerla.

L’idea di uomo forte, la riduzione degli spazi di libertà, la rinuncia alle conquiste della democrazia: questi sono gli spunti che vedo nella situazione della Turchia, una nazione che fa parte come l’Italia della Nato e che fino ad alcuni anni fa sembrava incamminato verso un cammino democratico e di integrazione con l’Unione Europea.

La Turchia è una nazione che negli anni è sembrata a volte a noi vicina (una faccia una razza è un detto che accomunava noi italiani soprattutto ai greci ma anche ai turchi) e a volte, come in questi giorni, assai lontana. Ma da lì ci arriva un insegnamento. Anche qui in Italia di fronte alle emergenze, il pericolo del terrorismo islamico, all’emergenza dell’immigrazione, all’emergenza economica c’è sempre chi invoca il governo forte, la riduzione degli spazi della democrazia e c’è chi lo fa denigrando la Resistenza, criticandone il significato ed i valori.

Io penso che di quei valori dobbiamo continuare a parlare; soprattutto dobbiamo ricordare alle più giovani generazioni quanto è costato alla generazione dei miei nonni e bisnonni comprendere quanto fossero importanti, quanto difficile fosse conquistarli, viverli, difenderli.

Viva la Resistenza, viva la libertà!

Faceva andar la gru, perciò era un gruista

Sto approfondendo il motivo della protesta di un gruppo di lavoratori che da questa mattina sono saliti in cima a una gru. Naturalmente spero che questa spiacevole situazione si risolva il prima possibile in modo positivo e che gli operai scendano autonomamente. Come Amministrazione comunale faremo di tutto affinché i lavoratori siano tutelati e ricevano ciò che spetta loro. Segrate purtroppo continua a soffrire l’onda lunga di speculazioni edilizie degli ultimi anni, della conseguente bolla immobiliare e più in generale di una mala gestione del territorio che ha permesso tutto questo creando molteplici criticità. Oggi sono i lavoratori di via Giotto a farne le spese, ma il problema dei cantieri fantasma e delle numerose imprese edili fallite sta coinvolgendo anche tantissime famiglie segratesi che hanno acquistato casa investendo i loro risparmi in progetti edilizi che non si sono mai realizzati o che faticano ad essere portati a termine.

E’ per questo che il nostro nuovo PGT prevede il blocco di ulteriori costruzioni e la salvaguardia di ciò che resta di territorio non urbanizzato, nel tentativo anche di evitare ulteriori fallimenti e crisi come quella a cui stiamo assistendo da questa mattina. Non è questione di essere ambientalisti o no, ma di agire con il buonsenso. Il lavoro fatto per riprogettare la Segrate del futuro col nuovo PGT è stato notevole e faticoso, sopratutto perché per la prima volta nella storia cittadina è stato ampiamente condiviso e partecipato da tutte le forze politiche in gioco e dai cittadini. I benefici saranno a medio lungo termine e i nostri figli potranno continuare a vivere in una città a maggioranza verde.

Un futuro per la Boffalora

Passo dopo passo e con grande senso di responsabilità nei confronti di tutta la cittadinanza stiamo cercando di risolvere anche i problemi delle famiglie di Cascina Boffalora. Ieri sera in consiglio comunale abbiamo adottato il Programma Integrato di Intervento denominato “Milano 4 you 2016” che aggiorna il precedente PII “Cascina Boffalora”, diminuendone drasticamente le volumetrie e aumentandone enormemente la qualità urbanistica, alleggerendo da costruzioni l’intera porzione nord dell’area, che potrà connettersi al Parco delle Cascine di Pioltello e prevedendo la risoluzione delle criticità degli abitanti.

E’ una vittoria per la nostra amministrazione, che ha affrontato un percorso serio, senza urlare, guardando al futuro, compiuto in stretta collaborazione con la maggioranza consiliare, con gli uffici del Comune che ringrazio per il grande lavoro svolto e con gli operatori proponenti. Questo è un intervento immobiliare che nasce sulle rovine del primo datato 2004, che non abbiamo certamente voluto e votato noi, ce lo siamo trovati a dover gestire come tante altre magagne legate al territorio. Lo stiamo facendo e lo continueremo a fare senza indugi come promesso ai segratesi responsabilmente e concretamente come è nel nostro stile.

Bene, avanti così.

Tutto col gioco, niente per gioco

img_4018Si è conclusa da poche ore la festa cittadina 2016. Tre giorni di divertimento, sorrisi, musica, balli, risate di bambini, profumi, sapori, solidarietà.
Riempie il cuore vedere la nostra città così viva e spensierata. Il desiderio è che lo sia sempre, tutti i giorni dell’anno e il mio impegno quotidiano è orientato a questo.

Dietro a tutto questo però c’è un grande lavoro di squadra che non si vede, fatto di riunioni, discussioni, rinunce, confronti a volte duri, ma che fanno crescere.

Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita della festa, tenendo duro fino all’ultimo, rinunciando a ore di sonno, anche quando ci consigliavano di annullare gli eventi per il meteo ballerino. Grazie quindi ai dipendenti del Comune, alle associazioni, alle forze dell’ordine, alla protezione civile, agli sponsor e a voi cittadini che avete partecipato in tantissimi.

Siamo motivati a fare ancora meglio il prossimo anno, imparando dai successi ma soprattutto dagli errori.
E’ bello ricominciare il lunedì mattina così. Buona nuova settimana a tutti.

Incontro con Umberto Ambrosoli

ambrosoliCari amici,
vorrei invitarvi giovedì 22 settembre dalle 18.30 al Centro Verdi di via XXV Aprile a Segrate ad incontrare Umberto Ambrosoli e parlare con lui dei suoi libri “Ostinazione civile. Idee e storie di una rigenerazione civica” e “Coraggio. Storie di gente comune. Storie di legalità“. Inoltre nel corso della serata la Sala Studio del Centro Verdi di via XXV Aprile sarà intitolata a suo padre, Giorgio Ambrosoli.

Un appuntamento che servirà a tutti per immergerci nella virtù appassionata dell’attivismo civico, nella buona politica, nel coraggio di mettersi al servizio della collettività con onestà e trasparenza e di affrontare anche rischi e pericoli in nome del bene della propria comunità.

La sala studio del Centro Verdi, frequentata e vissuta quotidianamente da centinaia di ragazzi, portando il nome del grande Giorgio Ambrosoli non solo ne onorerà la memoria, ma sarà richiamo costante per i giovani, per i cittadini tutti e le generazioni future al suo splendido esempio di altissimo senso del dovere e di assoluta integrità morale.

Mettiamoci in gioco!

festaLa Festa cittadina di settembre è l’evento più importante dell’anno: non esistono più frazioni e quartieri ma solo un’unica Segrate. Ci si ritrova tutti insieme anche se si abita in zone opposte della città.

Il grande lavoro di razionalizzazione e ottimizzazione della spesa pubblica, intrapreso nel nostro primo anno di amministrazione, non poteva escludere la voce delle feste. Il taglio del budget è stato importante e ha comportato una riduzione di circa il 70% rispetto allo scorso anno. Ma invece di abbatterci davanti alle difficoltà abbiamo affrontato la sfida con stimoli rinnovati. Anche grazie al prezioso lavoro degli uffici abbiamo costruito un evento che punta alla sostanza e che non ha nulla da invidiare all’ottima SegratExpo 2015.

Il terribile terremoto che ha colpito le popolazioni del Centro Italia ci ha portato a eliminare ulteriormente i fronzoli e a concentrarci su quello che conta davvero: il coinvolgimento e la condivisione. Senza rinunciare al divertimento ci saranno quindi anche numerose occasioni di solidarietà, per destinare risorse a chi ne ha bisogno. Quest’anno i fuochi d’artificio non si vedranno in cielo, ma tra di noi.

Mettiamoci in gioco!” è il motto di SegratExpo 2016: significa che la festa la costruiamo insieme. Più energia metteremo tutti durante l’evento e più bello sarà. Sono sicuro che Segrate saprà sprigionare una grande vitalità. Vi aspetto per divertirci tutti insieme e anche per regalare un po’ di speranza di futuro a chi sta vivendo momenti di difficoltà.

Il prossimo passo: quartiere Boffalora

boffaloraLa recente sentenza del Consiglio di Stato ci ha dato ragione dopo 5 anni di dure battaglie, preservando dalla cementificazione il Golfo Agricolo e dimostrando che la salvaguardia del territorio segratese non è il capriccio di una parte politica, ma è fondata su principi solidi.

La tutela delle risorse territoriali, che rendono Segrate un ottimo posto dove vivere, ci ha guidato nella stesura della variante al PGT, che non è solo Golfo Agricolo.

Sono molte le zone della città rimaste in sofferenza a causa delle scelte progettuali azzardate del passato: ci stiamo impegnando al massimo per affrontarle nel modo migliore, pensando al presente e soprattutto al futuro della nostra città e dei suoi abitanti.

Il prossimo passo importante sul nostro cammino si chiama Boffalora. Gli abitanti del quartiere attendono risposte concrete e percorribili, che risolvano i loro gravissimi problemi abitativi e inseriscano le loro case in un contesto armonico e moderno, valorizzato da adeguati servizi di quartiere.

Non nascondo che il dialogo con i proprietari dell’area è stato a tratti difficile, ma la nostra linea è sempre stata netta e chiara: riduzione del cemento e garanzie di serietà.

La nuova proposta di piano depositata da Vegagest e da RED, la società che ha affiancato la conduzione del progetto Boffalora, è un buon punto di partenza. Nessuno vuole intraprendere un’altra fallimentare disavventura di cattedrali nel deserto: non fa bene né al territorio né agli investitori. La proposta che ci è stata presentata, ancora da approfondire da un punto di vista istruttorio e quindi in via di definizione, ha accolto le nostre istanze sul dimezzamento dei volumi di costruzione e sulla liberazione di cospicue aree verdi, mantenendo un elevato standard progettuale, oltre servizi e soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Presuppone, inoltre, l’abbandono dei contenziosi esistenti. Si tratta di un’impostazione con la quale si possono affrontare i problemi degli attuali residenti, innovando con qualità e mantenendo l’identità verde della nostra città.

Siamo fermamente decisi a risolvere il più velocemente possibile le criticità del quartiere, trasformandolo da un’area trascurata ai confini della città, in un fiore all’occhiello dell’abitare del futuro. Lavoreremo speditamente perché entro la fine dell’anno si giunga all’approvazione definitiva del progetto e si comincino, ma soprattutto si completino con certezza, i lavori di riqualificazione del quartiere.

Proseguiamo un passo dopo l’altro verso la Segrate del futuro.

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