La lunga strada verso la Casa Bianca: da Rosa Parks a Barack Obama, la vittoria della democrazia

Barack is back. Dopo un agone all’ultimo sangue a suon di sfide televisive, colpi bassi e tentativi di infangamento da parte di sostenitori avversari (su tutti il re di The Apprentice US Donald Trump, che ha tentato di giocarsi la carta del certificato di nascita per dimostrarne la non-americanità), Barack Obama è stato (ri)eletto 45simo Presidente degli Stati Uniti d’America lo scorso 7 novembre.

Four More Years. Per altri quattro anni, l’America verrà guidata da un uomo ritenuto oggi uno dei simboli (se non il simbolo) della democrazia contemporanea. L’affaire Obama e tutto il tam-tam mediatico che si è consumato in questi ultimi mesi e giorni (a partire dal suo brillante discorso, di cui vi consiglio di dare un’occhiata), mi ha riportato alla mente un episodio significativo che riguarda il Presidente e il suo forte legame con la parola democrazia. Durante un suo viaggio a Detroit lo scorso 18 aprile, Mr. Obama ha fatto visita all’Henry Ford Museum per rendere omaggio all’attivista afro-americana Rosa Sparks. Immortalato da Pete Souza, fotografo ufficiale della Casa Bianca, il Presidente si è seduto su quello storico bus dove, nel lontano 1955, Rosa si rifiutò di lasciare il suo posto ad un passeggero bianco. Il conseguente arresto di Rosa portò ad una solenne mobilitazione da parte di tutti i cittadini afro-americani, conosciuta come il “Boicottaggio degli Autobus di Montgomery“, che rappresenta il primo importante passo della minoranza afro-americane verso quell’agognato desiderio di democrazia. Seppur i più maliziosi abbiano visto in quella fotografia del gratuito e becero paraculismo (non a caso, lo scatto è stato realizzato in piena campagna elettorale), l’intenso ritratto del Presidente sembra suggellare una vittoria: quella di una minoranza che ha lottato duramente per conquistare i propri diritti negli anni, in un toccante passaggio di testimone dalla sua prima attivista all’attuale Presidente degli Stati Uniti.

The long walk home. A proposito di Rosa Sparks, vi consiglio una pellicola molto interessante che parte proprio dall’episodio del boicottaggio degli autobus: La lunga strada verso casa (1990), diretto dal regista Richard Pearce e interpretato dalle due attrici Premi Oscar Whoopy Goldberg e Sissy Spacey. Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico dell’attrice Mary Steenburgen, La lunga strada verso casa segue le vicende della governante afro-americana Odessa Cotter, che aderisce alla mobilitazione non violenta degli autobus, e della sua altezzosa datrice di lavoro, la borghese Miriam Thompson. Fulcro della pellicola è la lenta presa di coscienza di Miriam sul valore della parola democrazia (all’epoca, un concetto così scontato per il “popolo bianco”), scaturita dal nobile e coraggioso gesto di Rosa Sparks, nel suo desiderio di riscatto come donna e cittadina americana.

Quello stesso riscatto ancora oggi anima il neo Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, di cui ancora una volta vuole farsi illustre portavoce.

Se abbiamo combattuto ferocemente è perché amiamo profondamente questo Paese“.

Obama ha salutato con queste parole, così piene e intense, il popolo americano.

Quel popolo che ha creduto in lui, e nella democrazia, ancora una volta.

The best is yet to come.

2 Responses to La lunga strada verso la Casa Bianca: da Rosa Parks a Barack Obama, la vittoria della democrazia
  1. sergio dario merzario Rispondi

    Grazie.. è molto ben fatto.. complimenti!
    da sdm
    .. che aggiungere? Obama ha creduto nel suo ideale ed è stato aiutato da una famiglia splendida.. guidata da una donna eccezzionale..
    Lo staff’ ? .. è sempre il risultato del meglio che ci circonda.

  2. sergio dario merzario Rispondi

    .. aperiamo che anche in Italia ed in Europa.. si riesca a trovare gente all’altezza

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