La signora Ivana

La signora Ivana questa settimana mi ha indirizzato una lettera pubblica su Segrate In Folio in cui in sostanza dice che la Segrate di una volta era decisamente meno abitabile di quanto non sia ora: non c’erano marciapiedi né parchi e i campi erano delle steppe. La signora dà merito ai sindaci Colle ed Alessandrini dei miglioramenti apportati. Mi rimprovera di saper solo criticare senza fare proposte.

Cerco di risponderle. E le scrivo qui, oltre che su In Folio, perché purtroppo la signora Ivana si è dimenticata di dirci il suo cognome.

Gentile signora Ivana,

a Segrate sono stati fatti molti lavori pubblici; le strade, il verde urbano, gli edifici comunali sono in linea di massima ben tenuti; i servizi comunali sono di buona qualità, alcuni sono eccellenti. Se così non fosse, sarebbe sorprendente che da sedici anni venisse rieletta la stessa maggioranza di centro destra, per quanto ciò corrisponda saldamente anche al voto espresso nelle città nelle elezioni politiche e regionali.

Le chiedo: ci dovremmo aspettare qualcosa di diverso? Segrate da molti anni appare nella classifica dei comuni più ricchi d’Italia; la ricordo sempre nei primi dieci, anni fa era addirittura sul podio dei primi tre. Segrate è una città ricca, che sia ben tenuta e con dei buoni servizi è un buon segno, ma se non lo fosse sarebbe uno scandalo. E comunque non sembra di essere in Canton Ticino e nemmeno in Trentino.

E poi ci sono i problemi. Gliene segnalo, in breve, quattro: vivibilità, viabilità, bilancio, consumo di suolo. Vivibilità: signora Ivana, conosce certo Cernusco sul Naviglio ed ha passeggiato nel suo centro storico. Come mai a Segrate non c’è una zona pedonale degna di questo nome? Viabilità: a Pioltello stanno interrando 700 m di Cassanese; a Segrate il nostro sindaco (che amministra Segrate a vario titolo fin dal 1996) ha annunciato che da ora (evvai!) si dedicherà anima a corpo al problema della viabilità. Bilancio comunale: ogni anno trova la quadratura grazie alle entrate per oneri edilizi; si fa costruire per avere i soldi per le spesi correnti, appesantite dai mutui e da spese esagerate (una per tutte: un faraonico corpo di Polizia Locale). Consumo di suolo: non so se ha letto il numero di fine agosto di Famiglia Cristiana. Perfino il maggior settimanale cattolico ha trovato necessario sottolineare che a Segrate si è deciso di consumare tutto (proprio tutto) il terreno agricolo. Certo quarant’anni fa ce n’era tanto. Negli anni sessanta, mi dicono, c’erano perfino le marcite ed i fontanili. Ora ne è rimasto pochissimo e mi spiace che a lei non interessa che sparisca e che tutto il territorio sia completamente, come si dice, urbanizzato.

Infine: quelle che lei chiama critiche sono, secondo noi, la proposta di un altro modo di amministrare. Il consumo di suolo per esempio: questa maggioranza vuole che si costruisca su tutto il verde agricolo che rimane a Segrate. Segrate Nostra propone che si costruisca solo sulle aree già degradate: la ex dogana e l’ex Cise, per esempio.

Grazie comunque per avermi scritto.

Con simpatia.

Paolo Micheli

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