L’ente regionale che non delibera niente

Corriere della Sera del 17/07/2014

Corriere della Sera del 17/07/2014

Si è tenuta ieri pomeriggio, in VIII Commissione Agricoltura, l’audizione della presidente di Ersaf Elisabetta Parravicini e del presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’ente strumentale di Regione Lombardia Fabrizio Bellini Lucini in merito alle problematiche relative all’attività del Consiglio di amministrazione.

Il presidente del Collegio Bellini ha inviato al presidente della Giunta Maroni e al presidente del Consiglio regionale Cattaneo un documento in cui lamentava l’impossibilità di continuare a lavorare a causa dell’ostruzionismo portato avanti da alcuni componenti del consiglio di amministrazione dell’ente. Cattaneo, a sua volta, ha girato per competenza la documentazione al presidente della Commissione Agricoltura Fermi che ha condiviso con noi consiglieri la problematica. Dall’opposizione è venuto, quindi, l’invito a fare un’audizione.

All’incontro sia la presidente Parravicini che il responsabile del Collegio dei revisori hanno confermato che l’ente è fermo perché questi consiglieri fanno un ostruzionismo degno della politica di 50 anni fa: pretendono registrazioni letterali delle sedute e la volta successiva contestano parola per parola, con riunioni che durano anche 5-6 ore. Così bloccano delibere importanti (come il bilancio), ma anche l’ordinaria amministrazione. Oltre tutto arrogandosi un compito politico, appunto, che non spetta loro, in quanto sono solo dei nominati all’interno di un ente strumentale di Regione Lombardia. Siamo noi consiglieri a decidere se opporci, anche con l’ostruzionismo, a certe scelte. Così facendo l’attività è ferma dal 18 giugno.

Ersaf deve funzionare e svolgere la sua mission e i consiglieri di amministrazione hanno questo preciso compito. Per questo motivo sono pagati e non certo per fare ostruzionismo. Maroni ha sempre portato la Lombardia come esempio di buon funzionamento, ma se è questo il risultato, stiamo andando esattamente nel verso opposto.

Nell’audizione si è evidenziata una frattura di tipo politico all’interno di Ersaf, ma non si è capito qual è la ragione dei problemi. Abbiamo provato a chiederlo ma ho avuto l’impressione che gli auditi non fossero in grado di spiegarlo o non potessero farlo. Però, è indubbio che in questo modo si ostacola l’attività dell’ente. A questo punto, se c’è qualcuno nel Consiglio di amministrazione che non è d’accordo con le scelte, non è interessato a svolgere il compito per cui è chiamato o qualsiasi sia il motivo che lo vede così duramente contrapposto al punto da bloccare tutto, si dimetta e lasci proseguire nel loro lavoro quelli che sono intenzionati a farlo.

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