Lettera aperta a Pippo Civati

pippo-civatiCaro Pippo,

un bravo ed un richiamo, se permetti.

Il bravo per la capacità che hai dimostrato nel diventare in breve tempo una figura di riferimento nel PD nazionale.

Quando alcuni mesi fa, eri ancora un consigliere regionale, ti ho sentito autocandidarti alla futura segreteria nazionale confesso che la mia reazione è stata di ammirazione ma dentro di me ero anche un po’ perplesso. Sono bastati alcuni mesi e hai dimostrato di aver tutte le carte in regola. Complimenti sinceri.

Ora la mia preoccupazione. Stai interpretando il disagio fortissimo di tutti noi che dobbiamo bere l’amarissima medicina conseguente a un risultato elettorale ai limiti della catastrofe. Mi sembra però contraddittorio che tu possa pensare seriamente a non allinearti alla disciplina del gruppo o del partito. Se un domani ti proporrai come segretario, come pensi di ottenere che il partito, i suoi organi, i gruppi parlamentari o qualsiasi espressione locale o nazionale sappiano mantenere unità se tu non lo fai oggi?

Giusto chiedere una discussione trasparente e se vi sono le condizioni una votazione, ma una volta che c’è una maggioranza che ha deciso sappiamo benissimo quali sono le regole del gioco. Il PD nel giro di quattro mesi è precipitato dalla stelle alle stalle. Risalire sarà lungo e faticoso, ma un partito progressista democratico c’è e ci sarà in Italia come in tutte le democrazie mature. Dovrà cambiare, completare la sua maturazione disaggregando il vecchio e proponendo il nuovo. So che sei in grado di essere un protagonista di questa risalita. Mi auguro che tu voglia esserlo.

Sinceri auguri.

Paolo

7 Responses to Lettera aperta a Pippo Civati
  1. pierita Rispondi

    il partito è allo sbando, capisco le obiezioni di pippo, che stimo , ma detto questo, vorrei che si facesse una discussione franca e leale in cui ognuno porta il suo contributo ma che poi sia anche in grado di adeguarsi alle decisioni della maggioranza. Questa è la democrazia , secondo me, altrimenti ci troviamo sempre nel solito caos.

  2. Luca Rispondi

    Bella lettera, ma non centra il punto.
    Il punto non è se essere fedeli o meno ad una linea di partito: il punto è poterla discutere a viso aperto, la linea!
    Chi ha imposto l’attuale situazione l’ha fatto con un autentico ammutinamento, buttando a mare segretario e padre fondatore del partito.
    Ed ora dovremmo seguire questi “capitani” che manco vanno in giro a viso aperto?!

  3. Livio B Rispondi

    Scrivi: “Mi sembra però contraddittorio che tu possa pensare seriamente a non allinearti alla disciplina del gruppo o del partito”. E ancora: “una volta che c’è una maggioranza che ha deciso”
    Ma qual è la disciplina del partito? Qual è la maggioranza che ha deciso?
    E chi è in questo momento il dissidente? Chi dissente ora da una decisione che non si sa neppure chi abbia preso, ma che sicuramente rappresenta un’inversione di 180° rispetto a mesi di campagna elettorale, di primarie (per le quali anch’io ho firmato una carta d’intenti che ora è carta straccia), di promesse e di proposte anche successive alle elezioni? Oppure chi ha deciso quell’inversione? Fra l’altro consegnando la vittoria proprio a quelli (i famosi, ma ancora sconosciuti, 101) che nascondendosi nell’anonimato del voto segreto, e facendo fuori in un solo colpo il segretario del partito e colui che era stato il Presidente del Comitato Nazionale del PD, hanno fortemente voluto, ed alla fine ottenuto, il risultato che ora stiamo vedendo.
    Civati appare ora come un corpo estraneo nel PD. Ma se forse lo è nella direzione del partito, di certo non lo è (anzi) nella base.

  4. Teodoro Rispondi

    Paolo,
    avresti ragione, solo che … sei proprio sicuro che tutta la base del PD approvi il come è stata risolta la crisi ? Non c’era alternativa, è vero, però tutto questo “vulemmose bbene” mi lascia perplesso.
    E quindi, che ci siano voci critiche (da Civati alla Bindi), mi dà più l’impressione di un partito vero, quello in cui si può ancora discutere, dissentire e solo poi aderire alle decisioni della maggioranza.
    Maggioranza, appunto. Lo so che non c’era il tempo per un Congresso, spero però che quando sarà si discuta in modo meno “salvifico” delle scelte fatte (se pur sotto imposizione).
    Mi ha dato fastidio vedere la faccia soddisfatta di Berlusconi quando è stato eletto Napolitano. Mi dà fastidio sentirlo ripetere che Letta ha accolto tutti i punti della campagna elettorale PdL.
    Tanto poi l’IMU ci rientra dalla finestra come addizionale IRPEF …

  5. Marco Rispondi

    Micheli, lei pensi a Segrate o se proprio deve pensare in grande alla Lombardia… molti segratesi (non io) l’hanno votata per questo. Lasci che il PD si gestisca i propri problemi… anche a Segrate !!!

  6. Giulia Rispondi

    Concordo con Marco.
    Perchè invece di scrivere una lettera apera a Civati non scrive ai suoi elettori, molti dei quali residenti di Segrate? Perchè non ci spiega il motivo per cui mantiene il posto in Consiglio Comunale ma non più nelle commissioni (veri organismi di lavoro) ?
    Perchè non dichiara se si è già ridotto l’indennità di consigliere regionale cosi come promesso in campagna elettorale insieme a tutti gli altri candidati nella lista civica per Ambrosoli?
    Faccia uno sforzo, parli con noi (come ha fatto durante la campagna elettorale per cercare il nostro voto) e lasci il PD ai propri problemi
    grazie, Giulia.

  7. Paolo Rispondi

    Cara Giulia (o chiunque tu sia),
    coi segratesi cerco di parlare ogni giorno (o quasi) come faccio da tre anni, con la pagina fb di Segrate Nostra, il mio blog, le dichiarazioni che lascio ai giornali, i messaggi alla mail list.
    A parte il ricorso presentato al TAR da SEL che reclama un seggio di consigliere ai danni di Lista Civica Ambrosoli a favore di Chiara Cremonesi (la più votata di SEL qui in provincia di Milano) sto continuando a fare il consigliere comunale perchè non mi riesce di fare un passo indietro proprio quando stanno abbattendosi su Segrate le conseguenze dell’approvazione del PGT di Alessandrini e Zanoli. In questi tre anni ce l’ho messa tutta per cercare di difendere il territorio e almeno ho fatto la mia parte per evidenziare gli interessi economici in gioco e le “trovate” di Alessandrini e Zanoli nella loro ferma determinazione a far sparire tutti i terreni agricoli di Segrate. E ti assicuro che la partita è ancora in corso. No, cara, non mollo. Nelle commissioni (dove formalmente continuo ad esserci) spesso, anche in passato, mi sono fatto sostituire da Gianfranco Rosa con il quale lavoro in tandem strettissimo. Ha funzionato così in passato e, o io o lui, continueremo ad essere sempre presenti in futuro in tutte le commissioni.
    La riduzione del compenso di consigliere è nel programma di Ambrosoli ed è anche obbligatorio farlo entro giugno per una legge approvata dal governo Monti. Maroni l’ha posta tra i primi impegni della sua amministrazione e ci sono due progetti di legge regionali che riguardano i compensi dei consiglieri in arrivo alla votazione del Consiglio.
    Per quanto riguarda il PD, ho sempre detto che continua ad essere il mio partito di riferimento a livello nazionale. Sono un sostenitore di Matteo Renzi dalla prima ora, l’ho sostenuto a Segrate e nella Martesana alle primarie, sto continuando a sostenerlo sia qui che a livello regionale.
    Con simpatia.
    Paolo

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