Nel tempo di lettura di questo post 80 m² di terreno agricolo lombardo sono andati persi

micheli regione 9 aprile 2013Stamattina sono intervenuto in aula consiliare per spiegare perché avrei votato la proroga di un anno della legge di consumo di suolo, ma con molta insoddisfazione.

L’ho votata perché sul testo in commissione è stato fatto un importante lavoro condiviso che va riconosciuto. E questa volta i meccanismi sanzionatori sono, a quanto mi sembra, particolarmente efficaci. L’ho votata perché è davvero impossibile non dare la proroga per non penalizzare non le amministrazioni, ma le imprese e i cittadini.

Sono però insoddisfatto perché si è già persa una prima occasione per fermare il consumo di suolo che una legge malfatta, la legge 12 del 2005 sul Governo del territorio, sta provocando.

I dati che mi ha passato la Direzione Territorio non sono completi, ma i PGT finora approvati dai comuni lombardi prevedono la costruzione di nuove case sufficienti ad ospitare in Lombardia più di un altro milione di persone. Un milione di persone in più in Lombardia nel quinquennio della validità dei PGT, cioè grossomodo entro il 2016-2017. Una previsione chiaramente irrealizzabile, la dimostrazione del fallimento della legge 12 che dovrebbe essere uno strumento di programmazione ma non programma un bel niente.

Ma il problema non sta tanto nelle previsioni irrealizzabili, ma nei danni già realizzati. I terreni che i comuni lombardi hanno destinato a nuove urbanizzazione sono in grandissima parte terreni agricoli, terreni produttivi della fertile pianura padana e delle nostre colline. E questi terreni sono già persi per l’agricoltura, perché il loro aumento di valore li ha resi subito appetibili. Quasi sempre già durante la fase della impostazione, adozione e approvazione dei PGT, quasi sempre quei terreni sono passati di mano, dalle proprietà agricole alle società immobiliari, ai fondi di investimento, a piccoli o grandi speculatori. E cosa hanno fatto i nuovi proprietari? Hanno allontanato l’attività agricola, un ostacolo all’uso edilizio del terreno e, in attesa dei piani attuativi, l’uso agricolo è stato bloccato o reso precario.
Non so dire con precisione di quante migliaia di ettari stiamo parlando, ma sono certamente una enormità, perché non stiamo parlando di un’area che ospita una nuova città di Milano, ma con i criteri attuali dei quartieri giardino, abbiamo un uso sproporzionato del suolo, costruzioni con verde urbano intorno, verde al servizio degli abitanti, verde che però non rende più nulla in termini agricoli ma che anzi è un costo per la collettività.

Questo accade in tutta la Lombardia; nell’elenco dei comuni che ho ricevuto dalla Direzione Territorio, ad esempio in provincia di Milano ce ne sono solo cinque o sei che hanno rinunciato a consumare suolo, mentre ci sono località, come Segrate dove abito, dove è stato reso edificabile tutto e ripeto tutto l’ultimo milione di metri quadri di terreno agricolo che ancora esiste su un comune di 17 milioni di metri quadri.

Io dico che tutto questo va fermato finché siamo in tempo. Per questo mi aspettavo che questa legge contenesse subito una moratoria all’uso di nuovo suolo agricolo sia per i Comuni che devono approvare i PGT ma anche dei comuni che già hanno approvato i PGT e dove i piani attuativi non sono ancora partiti, complice la crisi economica.

Facciamo davvero subito una vera programmazione regionale sull’uso del suolo e sull’espansione edilizia. Riportiamo i terreni che sono al di fuori di una crescita ragionata subito all’agricoltura lombarda. Rendiamo obbligatorio utilizzare invece i terreni già dismessi che sono già loro probabilmente sufficienti ai nuovi bisogni abitativi. C’è stato un convegno sul consumo di suolo organizzato a fine della scorsa legislatura dall’ex consigliere Francesco Prina, dove il problema economico del riutilizzo delle aree dismesse è stato studiato: non è uno svantaggio per le imprese edilizie, anzi al contrario.

Salviamo subito i terreni agricoli, non tra un sei mesi o un anno quando per migliaia di ettari sarà troppo tardi.

Un ultimo dato statistico, basandoci sulla media degli ultimi anni, nel tempo di lettura di questo post circa ottanta metri quadri di terreno agricolo lombardo è stato perso.

Fermiamo subito questo scempio.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Please enter your name, email and a comment.