Il primo articolo della legge

Oggi a Verona Matteo Renzi nel suo discorso di candidatura a premier ha citato così il primo articolo della legge scout: “Pongo il mio onore nel meritare la vostra fiducia”.

Chi, come me, ha fatto scoutismo sa che questo è il più grande e il più difficile da rispettare degli articoli della legge scout. Perché scuote le coscienze, perché invita a non rinviare le decisioni e a cercare un cammino di progressione personale.

Sarebbe bello e importante se tutti i politici sapessero meritare la fiducia degli elettori. Specialmente in un momento in cui tanti evitano di fare scelte difficili e di vera utilità e prendere impegni e in cui è tanto frequente vedere la fiducia tradita.

Questo richiamo allo scoutismo da parte di Renzi mi ha emozionato. Gli auguro quindi “Buona strada” e che la sua campagna elettorale abbia davvero il successo che sembra intravedersi.

Abbiamo invitato @matteorenzi, ma per problemi organizzativi non può venire.

Ieri sera, nella prima puntata della nuova stagione di Ballarò l’ospite di punta è stato Matteo Renzi. Sempre a Matteo è stata dedicata la copertina dell’ultimo numero dell’Espresso. Grazie a Renzi, il PD e le primarie sono diventati il tema vincente dell’informazione e della politica.

E tuttavia il PD di Milano, ieri sera su Twitter:

Insomma, nella festa del PD di Milano che si terrà per undici giorni al Carroponte dal 13 al 24 settembre non è stato trovato il modo di trovare uno spazio per il primo sfidante del segretario Pier Luigi Bersani perché ci sarebbero “problemi organizzativi. In compenso, sulla brochure il Segretario metropolitano ci fa sapere che ci saranno altri “ospiti illustri, dirigenti nazionali e locali del Pd, amministratori locali che si confronteranno per parlare anche di come uscire dalla crisi economica e del futuro dell’Europa nel mondo“.

E chi sono gli ospiti illustri?

Sfogliando il programma si scopre che l’elenco comprende volti notissimi della nomenclatura del partito, come Castagnetti, D’Alema, Antonio Panzeri, Stefano Fassina e ovviamente il segretario Pierluigi Bersani, oltre a un lunghissimo elenco di ospiti come il magistrato Antonio Ingroia, il presidente PDL della Provincia di Milano Guido Podestà ed il suo assessore al territorio Fabio Altitonante, Nichi Vendola, l’ex sindaco e grande imitatore Gabriele Albertini, e tantissimi altri.

Con tutto il rispetto e la simpatia per una kermesse bella, importante e certamente difficile da organizzare, sarebbe giusto spiegare meglio quali sono questi insommortabili “problemi organizzativi”. E in particolare sarebbe bene che il PD provinciale milanese lo chiarisse anche a tutti i comitati spontanei per Matteo Renzi che sono nati a Milano e provincia negli ultimi giorni (17, secondo l’ultima conta).

Renzi ha già detto più volte che se dovesse perdere non avrà problemi a rientrare nei ranghi e a sostenere Bersani a marzo.

La domanda di oggi è: vale anche il contrario?

Sempre più aerei nel nostro cielo

«Linate blocca il rilancio di Malpensa»: “Finalmente un Ministro che sulla vicenda aeroporti milanesi dice cose sensate“, scrive Eugenio nella sua pagina Facebook, precisando: “Se in questi anni fossero stati fatti investimenti sui collegamenti Milano-Malpensa anzichè buttare via soldi con Alitalia ed altro, a quest’ora saremmo a posto. La proposta prevede che a Linate resti solo la navetta Milano-Roma“.

L’aeroporto di Linate nell’ultimo anno ha superato quello di Malpensa come hub, cioè come punto di transito per destinazioni di lungo raggio, soprattutto extraeuropee (La Repubblica Milano, 31 agosto) . Quando Malpensa era stata rilanciata (Malpensa 2000, investimenti per 1,5 miliardi di €uro) un decreto Bersani aveva previsto un forte ridimensionamento di Linate ponendo un tetto alle destinazioni europee (due al giorno per ogni vettore). Ma il decreto è stato via via aggirato. Molte linee offrono voli europei con coincidenze per città di tutto il mondo, soprattutto per il Nordamerica; Alitalia poi ha “prestato” al partner Air France molti dei propri diritti di decollo.

Malpensa rimane largamente in testa come numero annuo di passeggeri (19 milioni contro 9) ma Linate ha visto aumentare i propri passeggeri del 34% in due anni (2009-2011), mentre i voli nel 2011 sono aumentati quasi del 10% e di un altro 4% nel primo semestre del 2012.

E noi segratesi? Siamo sotto, a prenderci l’aumento di rumore e di inquinamento.

La nostra Amministrazione Comunale può o avrebbe potuto far qualcosa per evitare questo recente aumento di traffico? Difficile dirlo, la materia è complessa in questa storia infinita che ci vede sempre più perdenti.

Fino a un anno fa Segrate, Milano comune e provincia, regione Lombardia e governo nazionale avevano tutti la stessa maggioranza politica; ora che Alessandrini è diventato Indipendente, mentre molto è cambiato sia a Milano che a Roma, per lui è meno facile trovare ascoltatori in piena sintonia.

Tuttavia il nostro sindaco dal 2008 è vicepresidente dell’ANCAI (Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali Italiani) e ne segue frequentemente i lavori a Roma. Il Comune di Milano, socio di maggioranza della SEA, è danneggiato da questa situazione, proprio perchè SEA incassa meno dai voli brevi, di transito, rispetto a quelli diretti intercontinentali. Anche Regione e Governo da anni puntano su Malpensa. Ci sono quindi molti possibili alleati in un’azione che tenda a diminuire i voli da Linate, in numero oltre che nel rumore.

E’ in gioco la qualità della vita della nostra città ed è arrivato il momento di valutare attentamente questa situazione per prendere iniziative decise.

Primo incontro milanese a sostegno di Renzi

Il primo incontro operativo di quanti nel capoluogo lombardo e nel milanese vogliono sostenere Matteo Renzi nel suo percorso verso le primarie del centrosinistra si tiene questa sera alle 21 presso il Circolo ARCI Bellezza, in via Bellezza 16/A, a Milano (zona Bocconi).
Sarà presente all’incontro anche Giorgio Gori.

Per contatti col comitato: MilanoPerRenzi[chiocciola]gmail.com oppure  http://www.facebook.com/MilanoPerRenzi

Nel frattempo, è uscito il primo articolo.

Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

Pare ci sia già un possibile vincitore a Venezia 69.

Si tratta del regista coreano Kim Ki-duk, quello di Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera e Ferro 3, che ieri con il suo Pietà ha ricevuto forse l’applauso più lungo alla prima stampa.

Il protagonista del film è uno strozzino spietato a cui viene rapita la madre. Pensando che sia stato qualcuno a cui ha fatto del male, cerca di rintracciare tutti coloro che ha tormentato fino alla scoperta di alcuni terribili segreti.

Come suggerisce il titolo il film parla della pietà. Quella che nasce dal dolore, dall’espiazione e purtroppo anche dalla violenza.

L’immagine della Pietà di Michelangelo mi è sempre rimasta dentro“, ha detto il regista in conferenza stampa “è un abbraccio rivolto all’umanità carico di dolore e sofferenza. I miei personaggi sono l’interpretazione del mondo che vedo in questo momento: si muovono senza radici né memoria, il solo interesse che hanno è per il denaro“.

E’ la pietà che prevale su tutto: su vendetta, perdono, male, bene, riscatto, pentimento, violenza, sul denaro. Vengono in mente le parole di Montale: “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco… Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo“.

In Italia uscirà il 14 settembre. Nel frattempo godiamoci il trailer.

«Mai più cemento sul nostro prezioso verde»

Articolo a pagina 11 de Il Giorno, con una mia dichiarazione:

«Il tema del consumo di suolo entra sempre più spesso nelle cronache – spiega Paolo Micheli, portavoce di Segrate Nostra -. Il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale riduce quasi a zero la previsione provinciale del futuro consumo di suolo. In regione Lombardia è stata presentata una proposta che renda più cogente la normativa regionale in materia, anche il ministro alle Politiche agricole, Mario Catania, ha espresso con vigore le preoccupazioni del governo di fronte a una situazione che vede il terreno coltivabile ridursi in maniera esponenziale specie nelle aree di maggior pregio, come la Pianura Padana».

E’ l’agricoltura che inquina

Non so voi, ma al mattino da qualche mese sono gli aerei a destarmi, prima della radio sveglia. Il perché me lo ha spiegato un articolo di Repubblica Milano: 15% di voli in più da Linate solo nell’ultimo anno e mezzo. Non bastano la Brebemi che arriva, la viabilità speciale sempre ferma, il rondò di S.Felice diventato il circuito di Le Mans. Arriva anche il rilancio di Linate vittorioso perfino sulla maggior crisi economica del dopoguerra. Un disastro.

Chi invece potrebbe trovare conforto da questi dati di Linate è Angelo Zanoli, assessore all’Urbanistica. Su Famiglia Cristiana del 26 agosto scorso in un bell’articolo intitolato “Affari in campo” Segrate è stata indicata come un caso nazionale di completa urbanizzazione del territorio. Intervistato da Giuseppe Altamore, l’assessore Zanoli ha spiegato che la scelta distruttiva dell’amministrazione comunale di Segrate è motivata dal fatto che ..l’agricoltura inquina; non si può coltivare il mais sotto gli aerei che decollando scaricano idrocarburi.

Sotto gli aerei che decollano si possono invece costruire nuove case, come a Redecesio, la cui popolazione sta quasi raddoppiando grazie ai nuovi recenti insediamenti o a Novegro, dove Zanoli non dispera di sottrarre al vincolo del Parco Agricolo Sud Milano i due campi superstiti.

Invece nel Golfo Agricolo secondo Zanoli non si possono coltivare mais e ortaggi per colpa degli aerei ed è quindi inevitabile costruirvi sopra. Ebbene sì: è questa la inarrestabile logica del mattone.

Carlo Maria Martini: la bellezza che salva il mondo

Il salmo 118 recita “lampada per i miei passi è la tua parola e luce sul mio cammino”: è il mio pensiero più intimo, questo testo mi è tanto caro che vorrei fosse l’unica cosa scritta sulla mia tomba.  – Carlo Maria Martini

Avevo poco più di vent’anni quando Padre Carlo Maria Martini indirizzò nelle case di noi milanesi la lettera che, nella mia esperienza, ha meglio sintetizzato il suo insegnamento di Pastore: “Quale bellezza salverà il mondo?”

La domanda, raccolta da “L’idiota” di Dostoevskij, ovviamente non si riferiva alla bellezza esteriore, quanto alla “bellezza tanto antica e tanto nuova” di Sant’Agostino che ogni innamorato scopre nella persona amata per la quale si mette in gioco.

Padre Martini ci esortava a scoprire la bellezza di ciò che è vero e giusto nella vita perché solo questa bellezza può rapire veramente i nostri cuori e rivolgerli a qualcosa di più grande.

Oggi la notizia della scomparsa del Cardinale mi riempie il cuore di tristezza. Siamo tutti un po’ più soli e spaventati, come i discepoli descritti nella lettera pastorale spedita nell’anno del Giubileo, “La Madonna del sabato santo”, quando Padre Martini scriveva così: “I discepoli del sabato santo portano in sé la memoria di quanto hanno vissuto col maestro. Ma si tratta di un ricordo carico di nostalgia e fonte di tristezza perché quanto era stato sperato e atteso con lui e per lui appare irrimediabilmente perduto“.

Così di fronte al mistero della morte non riesco a non chiedermi: dov’è la bellezza che salva?

Non ho dubbi sulla via che Padre Martini ha voluto indicarci, fino alla fine, nonostante il lungo e faticoso decorso della sua malattia: “Chi ama la sua vita, la perde; chi la rinchiude nell’egoismo, la spreca; ma chi la dona, la salverà sempre. Se uno mi vuole servire, dice Gesù, mi segua; e intendeva: mi segua fino in fondo, fino là dove giungerò, fino alla croce. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà” (Le età della vita, 2010).

Padre Martini vorrebbe che facessimo nostre le parole dei discepoli di Emmaus: “Signore, rimani con noi perché si fa sera, e il giorno già volge al declino. Signore, nelle Tue mani consegniamo la sua e la nostra vita“.

Ma non è facile, vorrei non provare tutta questa paura. Anche sant’Ambrogio, nella preghiera che parla della beatitudine finale in cui tutti ci ritroveremo, con la quale si concludeva il suo libro “Il coraggio della Passione“, implorava: “Ti supplico, non separarmi dopo la morte da coloro che ho amato sulla terra. Ti supplico, Signore, permetti che si ritrovino con me coloro che ho amato e che lassù abbia la gioia della loro presenza, della quale sono stato privato troppo presto qui sulla terra“.

Caro Padre Carlo Maria, perdona questa mia debolezza. Tu che dal cielo ora vegli su di noi, donaci di essere fedeli nella fede, incrollabili nella speranza, ardenti di carità nel tuo insegnamento, umili, semplici e miti nella tua parola. Tu, Cardinale amatissimo, sai bene come abbiamo un estremo bisogno di gioia, di speranza, di pace. Aiutaci a seminare intorno a noi la tua gioia, la tua speranza, la tua pace. Illumina il nostro cammino finché non ci troveremo di nuovo tutti insieme attorno all’unica Bellezza capace di salvare il mondo.

La terra dei cachi

Correggetemi se sbaglio.

Alcuni magistrati intercettano per errore il Presidente della Repubblica. Anche se in queste intercettazioni non c’è nulla di penalmente rilevante e il Quirinale dichiara che “sono autentici falsi“,  pare contengano affermazioni pesanti su alcuni attori della politica e della magistratura italiana.

Uno dei Pm dell’inchiesta infatti conferma l’esistenza di quelle telefonate, specificando però che non sono presenti negli atti depositati perché “non sono minimamente rilevanti” ai fini processuali.

Tuttavia, invece di cestinare le registrazioni, si pensa bene di tenerle custodite in un cassetto.

Un cassetto che forse non è stato ben chiuso, dal momento che ora queste stesse registrazioni sono state lette da alcuni giornalisti.

E ora i paladini della giustizia chiedono che Napolitano renda pubbliche queste intercettazioni per togliersi “dall’imbarazzo di un ricatto“.

E’ uno scherzo, vero?

1 45 46 47 48 49 50  Scroll to top