Si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli appartiene

Concerto di Battiato allo stadio Brianzeo di Monza.

Non solo per distrarsi e ascoltare due ore di bellissime canzoni, ma anche l’occasione per rinfrescare alcuni riferimenti musicali, e non solo, che mi accompagnano da anni.

E poi arriva Povera Patria, e diventa difficile non pensare a quanti perfetti e inutili buffoni ci sono oggi anche tra i governanti di Segrate, che spostano inutili biblioteche senza calcolare costi e benefici, costruiscono caserme milionarie per la propria vanagloria, spendono 40.000 euro per un giardinetto di rose o 6.500 euro per definire le regole di un concorso fotografico.

E più diventa tutto inutile e più credi che sia vero che il giorno della fine non ti servirà l’inglese.

Segrate: un caso nazionale

Il tema del consumo di suolo entra sempre più spesso nelle cronache, nelle iniziative, nelle norme legislative. Il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato il 7 giugno scorso dalla Provincia di Milano riduce quasi a zero la previsione provinciale del futuro consumo di suolo; in regione Lombardia, dopo il convegno organizzato da Francesco Prina e da altri consiglieri regionali, è stata presentata una proposta che renda più cogente la normativa regionale in materia; anche il ministro alle Politiche Agricole, Mario Catania, recentemente ha espresso con vigore le preoccupazioni del governo di fronte ad una situazione che vede il terreno destinato all’agricoltura ridursi in maniera esponenziale specie nelle aree di maggior pregio, come Pianura Padana e Lombardia in particolare.

E’ un coro, insomma. Ma ci sono, fuori dal coro, delle voci stonate. Una, clamorosa, è quella del comune di Segrate la cui maggioranza (PDL, Lega Nord, ora Indipendenti, Gruppo Misto, PDL, Lega Nord) il 14 febbraio 2012 ha approvato un Piano di Governo del Territorio che prevede la completa sparizione dei terreni a destinazione agricola dal territorio comunale.

Una scelta assurda, incomprensibile, uno schiaffo al futuro della nostra città e alle prossime generazioni che in essa vivranno.

Per fermare questa decisione occorre fare di tutto, mobilitare l’opinione pubblica ad ogni livello, far diventare Segrate un caso nazionale.

Per questo, insieme a Copagri, abbiamo scritto al Ministro Catania, indicandogli il caso Segrate come una caso esemplare di mal governo nella gestione del territorio, chiedendo il suo interessamento e il suo intervento, come responsabile nazionale delle Politiche Agricole, che non esisteranno più se tutto il terreno agricolo italiano verrà, come sta facendo Segrate, urbanizzato e quindi sottratto all’agricoltura.

Ecco la lettera:

A Sua Eccellenza
il Ministro delle politiche
Agricole, alimentari e forestali

Dott. Mario Catania

Signor Ministro,
            ci hanno particolarmente e favorevolmente colpito le sue numerose, anche recenti, dichiarazioni circa la grave situazione italiana riguardo il consumo di suolo e la regressione della superficie agricola. Come lei ha dichiarato, circa un terzo del territorio italiano è sottratto alla natura e all’agricoltura dall’urbanizzazione e dalle infrastrutture e in Italia stiamo consumando terreno in termini di cementificazione e in termini di interventi irreversibili con un ritmo molto forte. Siamo infatti arrivati al 7% circa di terreno nazionale irreversibilmente modificato: una percentuale molto più alta della media comunitaria e inoltre concentrata nelle pianure in particolare nella pianura padana, dove la percentuale di cementificazione è molto più ampia del 7%.

Particolarmente grave è poi la situazione in Lombardia, dove grazie anche a norme regionali non cogenti che hanno lasciato mano libera a molte amministrazioni comunali che hanno seguito la via facile della raccolta degli oneri di urbanizzazione per garantirsi abbondanti risorse economiche, si ha la massima percentuale nazionale di terreno.

In Lombardia, una delle situazioni più deteriorate è quella della Provincia di Milano, dove il recentissimo Rapporto 2012 del Centro di Ricerca sul Consumi di Suolo (Legambiente – Istituto Nazionale di Urbanistica) ha rilevato che la superficie urbanizzata già nel 2009 aveva superato il 40% del territorio provinciale, con un ritmo, nel decennio precedente, di oltre 20.000 mq al giorno di nuova urbanizzazione.

In una tale situazione appare del tutto irresponsabile la decisione della Amministrazione Comunale di Segrate che, a maggioranza, lo scorso 14 febbraio ha approvato un PGT che prevede la completa urbanizzazione del territorio comunale con la definitiva sparizione di ogni terreno agricolo (sui dettagli  rimandiamo alla scheda allegata).

Tale decisione appare ancor più inaccettabile considerando che il 7 giugno, meno di quattro mesi dopo, la Provincia di Milano ha approvato il nuovo PTCP i cui criteri impedirebbero a Segrate ogni ulteriore consumo di suolo agricolo.

Ci rendiamo conto, signor Ministro, della delicatezza del suo ruolo istituzionale; tuttavia non esitiamo a richiedere il suo interessamento ed il suo intervento a fronte di quello che succederà a Segrate nei prossimi cinque anni; per quanto la città sia già affollata da cantieri incompleti a causa della crisi economica, via sia già una disponibilità calcolata in oltre mille appartamenti invenduti, sia previsto l’arrivo a Segrate del Westfield Milan Shopping Center, il centro commerciale più grande d’Europa con oltre 14.000 posti auto di parcheggio, siano in corso i lavori che porteranno a Segrate, sulle strade Cassanese e Rivoltana, il traffico della nuova autostrada Brebremi, l’Amministrazione Comunale di Segrate non esita ad accontentare i proprietari degli ultimi terreni agricoli rendendoli edificabili.

Distintamente.

Sullo spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo presentato un’interrogazione sullo spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate.

Il senso dell’interrogazione era molto semplice. La notizia del possibile arrivo a Segrate della Biblioteca di via Senato ha suscitato un generale interesse in quanto sembra dire che una cosa importante arriva a Segrate apparentemente grazie a un accordo che non comporta particolari costi per il Comune.

Qualche domanda però ce la siamo posta.

Ad esempio: si è semplicemente detto di sì ad una proposta che era difficile da rifiutare o è stata fatta anche una valutazione costi benefici?

Ci si è chiesto cosa comporta per il Comune, per il futuro centro civico XXV Aprile, per il servizio Biblioteca Comunale l’arrivo di questa struttura? Sarà utile ai cittadini o sarà un fiore all’occhiello che col tempo diventerà sempre meno interessante e quindi sarà solo una occupazione prestigiosa ma assolutamente superflua di preziosi spazi comunali?

Queste valutazioni sono state fatte con modalità scientifica prima di decidere, o si è fatto, come si dice “alla carlona” prima dicendo di sì e poi cercando di aggiustare le cose?

Facendo un esempio, un po’  improprio ma forse illuminante; se qualcuno ci dicesse: “Ho una Ferrari, non so dove metterla. Me la terresti nel tuo box?”

Cosa facciamo: diciamo subito di sì, oppure facciamo una attenta valutazione costi benefici?

La risposta arrivata dal Sindaco è del tutto insoddisfacente.

Innanzitutto è sorprendente che a quasi due mesi da una delibera che dispone la variante dei lavori del XXV Aprile non ci sia l’accordo tra il Comune e la Fondazione che, a parte l’intervista rilasciate a botta calda dal senatore Dell’Utri, pubblicamente non da segno di vita. Sono andato a leggermi i numeri di aprile maggio e giugno del bollettino della fondazione e di questo spostamento, che per la biblioteca di via Senato dovrebbe essere epocale, non c’è traccia. Importanti acquisti di volumi antichi e rari e dotti commenti di tema bibliografico, ma l’annuncio che la Biblioteca diventa segratese non c’è.

Facciamo poi qualche considerazione sulla “Ferrari”, cioè sulla Fondazione Biblioteca di Via Senato.

140.000 volumi. Messi in fila occupano più di quattro chilometri di ripiani (un conteggio semplicissimo: in media un libro ha uno spessore di due cm se è un tascabile; può arrivare a sei/sette cm se è come un dizionario. Diciamo in media trenta libri occupano un metro, cento libri ogni tre metri. Mille libri trenta metri, 140.000 libri, 4,2 km almeno).

Questo vuol dire 6/700 metri di scaffali. Non dubito che nella trattativa il problema dello spazio sia stato esaminato, ma se prevediamo di dare alla Fondazione 200 mq di spazi uso deposito e 280 mq di spazi previsti con consultazione; che ci stia tutto il patrimonio della Fondazione, tutti i fondi, 140.000 volumi, compreso il Fondo sulla Contestazione, il Fondo Fantascienza, le collezioni di libri antichi che non possono essere certo accatastati, mi sembra difficile. Anche il problema del personale mi sembra da chiarire. Non vedo spazi uso ufficio. Dove staranno? Non viene nessuno?

Poi vorrei dire una parola sugli spazi assegnati. La risposta del sindaco sembra dire che c’erano degli spazi usati male (una sala polifunzionale senza adeguata areazione) e per fortuna che ce li chiede la Biblioteca di via Senato. Non è così: il criptico accenno nella delibera alla sala ragazzi, vuol dire che al primo piano viene data alla Fondazione lo spazio riservato a ragazzi e bambini che vengono spostati al piano terreno in uno spazio aperto sulla piazza. Alternativa valida, forse migliore del progetto originale. Ma cosa c’era lì, prima nel progetto? Mi sbaglio o ci dovevano essere spazi di centro civico, come sala studenti, sala seniores, qualcosa del genere. Erano spazi per i segratesi che invece andranno altrove, a occupare qualcosa altro. Insomma, niente è gratis.

E poi c’è l’aspetto economico. Spending review? Qui come la mettiamo? Ospitiamo la Ferrari, che pochi o nessun segratese userà, a nostre spese.

Con questo non intendo dire che l’operazione Biblioteca di via Senato vada bocciata. Intendo dire che ho la sensazione che sia stata fatta dal sindaco tuttologo, senza confrontarsi con esperti. Su operazioni del genere, ci sono esperti in grado di dire quali sono, anche in base a precedenti esperienze, nel milanese o altrove, vantaggi o svantaggi nella collocazione di biblioteche specialistiche in centri medio piccoli?

Certo che ci sono: il Sistema Bibliotecario, che secondo il sindaco non va consultato perchè non è competente in materia di assegnazione di spazi comunali, o gli uffici regionali che sono certamente più informati di noi.

Se il Sindaco non lo fa, un parere glielo chiederò io. Vi farò sapere.

Non è un insulto, è solo una buona idea.

Irene Tinagli

Irene Tinagli nel suo editoriale su La Stampa oggi punta il dito contro la spocchia dei nostri leader politici e la mancanza di ricambio generazionale: “Non importa se poi Berlusconi cambierà di nuovo idea o se il Pd farà davvero le primarie aperte dentro al partito: quello che colpisce di queste dichiarazioni è il tono e il messaggio che lanciano. E’ il modo con cui questa classe dirigente, che ci accompagna da decenni e che ci ha portato sull’orlo del disastro economico e sociale, si ripresenta di fronte ai cittadini col piglio di chi è il padrone assoluto della vita politica del Paese, e che quindi si riserva il diritto di decidere se, quando e come un rinnovamento sarà concesso“.

Brutalmente, io vorrei chiedere alle persone della generazione precedente alla  nostra: di farsi gradualmente da parte. Non è un insulto, è solo una buona idea.

Gli uomini d’onore che hanno combattuto importanti battaglie si ritirano lasciando dietro di sé i ponti intatti; su quei ponti potranno transitare nuove forze e nuovi uomini, perché è dell’uomo onorevole dedicare le proprie migliori energie a preparare la strada per la generazione che lo sostituirà.

Per ora molti uomini sono ancora lì. Purtroppo solo pochi si sono preoccupati di tenere salvi i ponti, qualcuno si è persino occupato di minarli. Per il momento non resta che ripetere: per favore, fatevi da parte. Sempre meglio che essere tolti di mezzo.

Solo non si vedono i due liocorni

Questa mattina i Sindaci della Martesana hanno formato un presidio davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale per chiedere più risorse per asili e tempo pieno. Lo scopo del presidio è denunciare il fatto che i Comuni, da soli, non possono più far fronte alle mancanze dello Stato verso la scuola publica. Si chiede semplicemente che lo Stato faccia il proprio dovere: fornire il personale necessario ad assicurare il regolare funzionamento dell’attività scolastica.

Vien da dire: “che belli i nostri Sindaci”! Nella foto ci sono proprio tutti. Non manca più nessuno. Solo non si vedono i due liocorni di Segrate. Che infatti sono rimasti a casa.

Addio e grazie per tutto il pesce

Dopo l’annuncio di Berlusconi di volersi ripresentare alle elezioni del 2013 attendiamo trepidanti quello di Bersani, che si ricandida a fare il leader dell’opposizione.

Ma quello che mi deprime davvero dell’eventuale ritorno in campo di Berlusconi è l’atteggiamento supino di Alfano e degli altri giovani del PDL.

Una nuova classe dirigente deve saper dire: Addio e Grazie per Tutto il Pesce. O no?

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