Quando non si semplifica

micheli regione 9 aprile 2013Questo provvedimento non ci convince poiché interviene su ambiti diversi, dagli impianti idroelettrici, alla gestione dei rifiuti, fino all’impatto ambientale, con il rischio di nascondere risvolti pesanti sulla pelle dei cittadini, tuttavia concretamente stimabili soltanto nel giro di parecchi anni“.

Così sono intervenuto martedì in Aula durante la discussione di un pdl molto tecnico che ha modificato tre differenti leggi.

Nel merito, ho sollevato in particolare due osservazioni.

Sugli impianti idroelettrici, si è cercato di dare un segnale favorevole all’agricoltura senza però riuscirci, se è vero che l’introduzione della previsione del DMV (Deflusso Minimo Vitale) avrà effetti sostanziosi nel corso di decenni, di pari passo con il costituire nuove convenzioni.

Sui rifiuti, poi, fa specie che l’assessore sostenga come con questa legge si “metta un paletto contro gli arrivi da altre regioni e pazienza se non facciamo sussidiarietà“. Certo è una posizione che avrà il consenso di molti cittadini, ma significa che la Lombardia continua a considerare i rifiuti un problema e non una opportunità, diversamente da Austria, Germania, Olanda, Spagna che li considerano una ricchezza e che solo quest’anno hanno registrato affari per centinaia di milioni di euro con il trattamento di quelli provenienti dall’Italia.

Noi evidentemente restiamo ben lontani da questi traguardi, anche culturali.

È comunque a fronte di tali perplessità che il nostro voto finale sul progetto di legge è stato di astensione.

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