Segrate: affari in campo

Famiglia Cristiana indica la città di Segrate come l’esempio nazionale della completa urbanizzazione del territorio.

Nell’articolo, uscito oggi, ci sono spettacolari dichiarazioni dell’assessore Zanoli, secondo cui a Segrate occorre urbanizzare tutto il territorio perché “l’agricoltura inquina” e perché “abbiamo bisogno di raggiungere la massa critica di 50 mila abitanti per non farci assorbire da Milano“.

Come suggerisce Ugo De Berti, la dichiarazione di Zanoli sui 50 mila abitanti, “Se fosse vera sarebbe grave. Se fosse una bugia, gravissima“.

Il territorio di Segrate è pieno di contraddizioni: vi sono quartieri residenziali esemplari come Milano 2, San Felice, il Villaggio Ambrosiano e ci sono aziende importanti che hanno fatto di Segrate una delle città più ricche d’Italia. Ma in tutta Segrate non c’è un centro storico dove sia stato realizzata un’area pedonale o a traffico limitato e non c’è una tangenziale: la Cassanese e la Rivoltana, che stannno diventando gli sbocchi su Milano della Brebemi, passano davanti alla nostre case.

Ma la cosa peggiore è la progressiva completa sparizione dei terreni agricoli; lo scorso febbraio la maggioranza di centrodestra che amministra Segrate da quasi vent’anni ha votato un Piano del Governo del Territorio assurdo. Su 17 kmq di territorio è rimasto solo poco più di 1,5 kmq di terreno agricolo e boschivo e il PGT prevede di urbanizzarlo quasi tutto. Non si capisce perchè vogliono davvero costruire tutta Segrate nei prossimi cinque anni. Resteranno due piccolissime zone agricole, una a Redecesio di fronte alla dogana e una verso Pioltello dove c’è la Lucchini Artoni e dove in mezzo passerà il prolungamento di Viale Europa. Una follia, incomprensibile, con tutti i cantieri aperti, le tante case in vendita.

Aggiungo che le modalità di tutela ambientale previste dal PGT (cessione di aree alla proprietà pubblica e mantenimento a verde) hanno comunque il risultato che i terreni oggetti di trasformazione perderanno la destinazione agricola e per circa il 50% verranno utilizzati a fini edilizi (per il 30% per le costruzioni private e pertinenze, per il 20% per servizi pubblici e pertinenze); ciò significa comunque il definitivo irrimediabile consumo di suolo della nostra città.

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