Stop al consumo del suolo anche in Martesana

martesanaIn Lombardia negli ultimi anni si è consumato troppo suolo e i 900 comuni che hanno già approvato i loro Pgt hanno previsto di dilapidarne molto altro, tanto che la popolazione in regione potrebbe aumentare di un milione e mezzo di abitanti nei prossimi cinque anni. A rischio edificazione c’è una porzione di territorio di 414 milioni di metri quadrati, l’equivalente di 414mila campi da calcio.

Anche la Martesana non è esente da questo pericolo. Ci sono comuni come quello di Cernusco sul Naviglio che hanno azzerato il consumo del suolo, ma altri che restano legati alle logiche del cemento. La dimostrazione più evidente è il Pgt di Segrate che prevede ben sette ambiti di trasformazione, ovvero l’urbanizzazione sulle sette ultime aree agricole cittadine che nei prossimi anni potrebbero lasciare il posto a palazzi, facendo aumentare la popolazione da 35mila a 50mila residenti.

I Pgt dei comuni già approvati prevedono così tante nuove case che la loro popolazione complessivamente dovrebbe aumentare di oltre un milione di nuovi abitanti, passando cioè da 6.400.000 a 7.500.000. Questo dato, rapportato su tutta la popolazione lombarda, racconta che nei prossimi cinque anni si potrebbe passare da 10 a 11,5 milioni di abitanti, a un ritmo di 300mila nuovi lombardi ogni 12 mesi. Questo vuol dire quattro volte in più rispetto al tasso di crescita registrato dai trend statistici.

Quartieri fantasma come il segratese Milano Santa Monica potrebbero non essere più una mosca bianca.

I comuni lombardi prevedono di mettere a disposizione terreni per costruire quattro volte oltre la necessità. Basta vedere i cimiteri di case inabitate e gli scheletri di palazzi iniziati e non finiti che ci sono oggi. Bisogna allora fornire ai comuni gli strumenti normativi per poter tornare indietro, evitando di sacrificare e rendere improduttivo il terreno agricolo ancora disponibile.

Perché l’urgenza è anche quella di evitare che campi attualmente coltivati vengano abbandonati a loro stessi.famiglia_cristiana

Quando un’amministrazione comunale prevede nel proprio Pgt che un terreno agricolo diventi edificabile, lo rende automaticamente improduttivo. Perché il proprietario, anche per tramite del costruttore, cosa fa? Interrompe subito le coltivazioni con un danno incalcolabile per l’agricoltura. Per questo la riforma della legge 12 deve partire dal fatto che il consumo di suolo deve diventare un’eccezione. Essendo poi il suolo un bene comune dovrebbe essere gestito in condivisione perché i grandi insediamenti, i servizi pubblici come scuole e ospedali, ricadono ben oltre i confini del singolo comune. Bisogna mettere un freno all’uso spregiudicato del suolo, puntando sulla rigenerazione urbana attraverso la redditività dei terreni agricoli, la semplificazione delle pratiche per la riqualificazione del tessuto esistente e un sostegno ai comuni nella pianificazione strategica del territorio.

Come Patto Civico con Ambrosoli Presidente abbiamo studiato diverse soluzioni per incentivare il riuso delle aree dismesse: ad esempio incrementare gli oneri se si consuma suolo agricolo ed elevare il reddito dei terreni ricavabile dagli usi agricoli fino a renderlo più remunerativo dei fenomeni speculativi da rendita fondiaria.

In altri termini bisogna intervenire la rotta sostenendo l’attività imprenditoriale delle aziende agricole anche nelle sue molte possibili applicazioni multifunzionali, quali ad esempio agriturismi, cascine didattiche e prodotti a km zero.

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