Straccio e acquaragia per continuare a non dimenticare

La rievocazione della Shoah che facciamo in modo più intenso nel Giorno della Memoria è ogni volta un momento faticoso e doloroso per la mente e per il cuore. La Shoah rappresenta l’apice tra le assurde e molteplici crudeltà che la razza umana ha compiuto su se stessa e ci assedia da vicino con i suoi eventi che si svolsero anche qui, in Italia, a Milano, in anni che i più anziani hanno vissuto.

Non è facile raccontarla ai più giovani che conoscono forse meglio altre più recenti violenze e sofferenze. Ci aiutano, oltre ai libri di storia, la narrativa scritta e quella cinematografica.
Tra i libri, “Se questo è un uomo” di Primo Levi rimane l’esempio insuperabile di limpida e coinvolgente scrittura. Oppure il libro​ “Che razza di ebreo sono io” di Bruno Segre, che martedì 31 presentiamo a Segrate alle ore 18.30 al Centro Verdi.

Anche la cinematografia continua ad affrontare con esiti straordinari un tema così complesso. Ne sono un esempio tre film degli anni ’90: “Schindler’s List” di Spielberg, “La vita è bella” di Roberto Benigni e “Train de vie” di Radu Mihăileanu che ci hanno dato tre modi diversi ma tutti coinvolgenti per raccontare e far ricordare.
C’è un film più recente che viene ancora proiettato in qualche sala. E’ “Il figlio di Saul” diretto dall’ungherese László Nemes, premio Oscar 2016 quale miglior film in lingua straniera.

A non dimenticare ci aiuta anche la stupidità.
L’artista tedesco Gunter Deming ha realizzato più di 56.000 “pietre d’inciampo” che sono state distribuite per tutta l’Europa. Sono delle targhe metalliche a ricordo di vittime della Shoah che vengono poste sul pavimento stradale nelle vie dove abitava chi venne arrestato e deportato nei campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Sei di queste targhe sono state poste in sei diverse vie di Milano la scorsa settimana. Quella a ricordo di Dante Coen, un commerciante ebreo deportato ad Auschwitz nel 1944 che abitava in via Plinio, dopo un paio di giorni è stata imbrattata con vernice nera.

E’ stata subito ripulita con straccio e acquaragia dalla figlia Ornella che ancora vive a Milano.

Straccio e acquaragia per continuare a non dimenticare.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Please enter your name, email and a comment.