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I pendolari non sono la cassaforte di Trenitalia

Presentazione del treno Frecciarossa 1000Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, in una intervista a SkyTg24 ha detto che gli abbonamenti ferroviari in Italia sono bassi e che dovrebbero aumentare, almeno come in Spagna, dove costano il doppio; secondo Moretti, 50 euro al mese vuol dire nemmeno un caffè per ogni giorno, mentre gli abbonamenti negli altri Paesi europei costano molto di più.

L’ad di Trenitalia ha comunque sottolineato che sui treni pendolari, “pur rimanendo tantissimi problemi, la qualità è migliorata in tutti i settori“: in particolare “negli ultimi cinque anni i terni pendolari hanno migliorato la loro puntualità di otto punti. Ora i punti critici restano solo nelle grandi città – ha aggiunto –: mi riferisco in particolare ai problemi di Roma, Napoli, Milano“.

Milano, appunto.

Milano che tra un anno e mezzo ospiterà l’Expo e che offre un servizio ferroviario di collegamento locale largamente inadeguato. Un maggior impegno per migliorarlo è quello che abbiamo chiesto all’assessore regionali ai trasporti, Del Tenno, che, come Moretti, ha ammesso che il servizio va notevolmente migliorato.

50 € è il costo su Trenord di un abbonamento mensile per la fascia tra 21 e 25 Km. Non è una cifra alta, ma non vedo come si potrebbe chiedere un aumento fino a quando non verranno garantiti davvero puntualità, pulizia, servizi decorosi alle stazioni. E soprattutto è un costo che non va aumentato fino a quando la crisi economica continuerà a premere soprattutto su chi utilizza i treni pendolari: lavoratori, studenti, precari. Non è a loro che va chiesto di rinsanguare i bilanci di Trenitalia e di Trenord.

A proposito, un caffè al giorno al banco di un bar a Milano vuol dire circa 30 € al mese, non 50. A meno che lo si vada a sorbire, ad esempio, al Savini.

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