Adriano Alessandrini

Una restituzione giusta e doverosa

Ritorno spero per l’ultima volta sulla questione Golfo Agricolo.
Pur essendo un inguaribile ottimista non ritengo che quello che sto per scrivere farà cambiare opinione agli avversari della minoranza, soprattutto a quelli del centro destra che, penso, continueranno a sostenere di aver governato benissimo e continueranno a sostenere che noi abbiamo sbagliato tutto o quasi.
Ma proprio per questo ne parlo ancora una volta volentieri. La testardaggine del centro destra segratese nel difendere le scelte urbanistiche del quinquennio 2010-2015 fa sì che queste saranno un argomento importante nella campagna elettorale delle prossime elezioni comunali e sono ben lieto, come dire, di tenermi in allenamento.
Punto primo: il PGT approvato dal centro destra tra il 2011 e il 2012 (anche con i voti determinanti della Lega Nord) era illegittimo. Lo hanno stabilito due sentenze di giustizia amministrativa: il TAR con la sentenza pubblicata il 27 febbraio 2015, e il Consiglio di Stato che il 28 giugno 2016 ha confermato la parte più sostanziosa della sentenza del TAR.
Punto secondo: il PGT sarebbe stato giudicato illegittimo anche se il ballottaggio lo avesse vinto Tecla Fraschini. La sentenza del TAR c’è stata quando al governo c’era il centro destra. La sentenza del Consiglio di Stato, che è del 2016 cioè quando io ero sindaco, ha addirittura ridotto gli effetti della sentenza del TAR sul PGT del 2012, pur confermandone l’illegittimità.
C’è una cosa che tengo molto a ricordare, ancora una volta e tutte le volte che ne avrò l’occasione: l’illegittimità del PGT di Alessandrini parte da un documento che conteneva la famosa falsa affermazione del Comune di Segrate inserito nell’elenco provinciale dei comuni classificati di “rilevanza sovracomunale”.
Per aver denunciato questa falsità, io, Gianfranco Rosa e altri siamo stati querelati per diffamazione. Per scrivere la querela l’avvocato Roveda è stato pagato dal Comune con i soldi dei cittadini. Noi siamo stati assolti.
Io continuo a domandarmi con che faccia chi votò quella falsa affermazione non chieda scusa, non racconti come è andata, non racconti chi lo convinse ad avvallare un documento di tale importanza nel quale c’era un disegno artefatto, maliziosamente ricostruito o come qualcuno ha sempre detto “taroccato”.
Ricordo che la sentenza del TAR del 2015 questa storia la cita e la classifica per quel che è, pur se con termini meno indignati dei miei.
La sentenza del TAR ricorda anche che il PGT adottato il 15 luglio 2011 dal Comune di Segrate fu valutato dalla Giunta provinciale con deliberazione n. 494 del 20.12.2011. Relatore della valutazione fu l’allora assessore provinciale all’urbanistica Fabio Altitonante, recentemente assurto alle cronache nazionali. La valutazione della Provincia di Milano fu allora favorevole al PGT del 2011 e non a caso venne dichiarata illegittima dalle sentenze amministrative di TAR e Consiglio di Stato.
Anche se il PGT era partito da quelle basi, anche se il ricorso presentato contro il PGT da Legambiente, WWF Martesana e da 50 cittadini era stato depositato al TAR, la precedente amministrazione accelerò le attuazioni edilizie previste e approvò rapidamente con delibere di giunta i progetti di preverdissement presentati dalle proprietà delle aree interessate.
Il ricorso contro il Comune di Europa 2000 che ha chiesto (e con sentenza di primo grado) ottenuto l’ampio rimborso delle spese sostenute per il preverdissement, arriva addirittura a sostenere che fu praticamente costretta a procedere con il preverdissement e cita a sostegno incontri e in particolare una lettera a firma dell’allora assessore Zanoli.
In Consiglio Comunale (e su qualche articolo di giornale di parte) ho sentito spesso dire dai consiglieri di centro destra che niente di tutto questo graverebbe sulle finanze comunali se la mia amministrazione nell’approvare la Variante al PGT fosse stata più “costruttiva” nei confronti delle aree del Golfo Agricolo di proprietà di Europa2000. In sostanza, si sostiene, se la nostra Variante avesse previsto adeguata volumetria nel Golfo Agricolo sarebbero venute meno le ragioni della proprietà di rivalersi nei confronti dell’Amministrazione Comunale.
Ribadisco con un argomento che è noto. Ricordo che nella Variante in fase di adozione fu prevista una volumetria nel Golfo Agricolo. Molto ridotta ovviamente rispetto al nuovo quartiere previsto dal PGT del 2012, un quartiere con palazzi, centro commerciale, albergo, destinato ad ospitare oltre 3000 residenti. Tuttavia avevamo strategicamente previsto una volumetria proprio per tutelarci dalla possibilità del successo di un ricorso da parte della proprietà.
Ma questo fu cassato dalla valutazione della Città Metropolitana del 14 dicembre 2016 nella quale è scritto testualmente:
Alla luce della Sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le previsioni del precedente PGT relative al (…) “TR Golfo Agricolo”, l’ambito così come definito, seppur prevede una riduzione delle superficie fondiarie e della densità edilizia, configura nuovo consumo di suolo (…) in aree verdi (…) caratterizzate da un elevato valore ecologico, paesistico e ambientale.
Ricordando che Segrate non ha attuato (…) le condizioni necessarie perché gli strumenti urbanistici possono introdurre incrementi del Territorio Urbanizzato (…) si evidenzia che il PGT non può prevedere ambiti che si configurano come nuovo consumo di suolo
“.
Fine della discussione. Non solo nei confronti del Golfo Agricolo abbiamo fatto quello che come linea politica intendevamo fare, ma ci venne dette da una autorità sovraordinata che noi non potevamo fare diversamente.
Tuttavia abbiamo approvato una delibera che riconosce un importante debito fuori bilancio, accantonando dei soldi che sarei ben stato lieto di utilizzare altrimenti a favore della nostra città.
Noi siamo molto arrabbiati per questo. Starà alla Corte dei Conti, alla quale questa delibera sarà inviata, stabilire se vi sono delle responsabilità contabili a riguardo dei costi che stiamo e dovremo sostenere se la sentenza favorevole ad Europa2000 verrà confermata in tutta o in parte nei successivi gradi di giudizio.
La responsabilità politica però io la vedo chiaramente. La vedo in quell’area politica, ancora oggi rappresentata e difesa in questo Consiglio Comunale che in un momento di crisi economica globale nel 2011 volle progettare una crescita edilizia tale da far diventare Segrate una città da oltre 50.000 abitanti. In piena crisi economica una ipotesi del genere era non solo deleteria, direi criminale, dal punto di vista ambientale, ma assurda dal punto di vista economico. Eppure ci fu chi la pensò e chi la votò, approvando anche false attestazioni e documentazioni artefatte.
Eppure ci fu chi spinse la realizzazione del preverdissement nonostante fosse pendente il ricorso al TAR.
La responsabilità politica di chi fece tutto questo mi sembra evidente. Se venisse riconosciuta anche una responsabilità contabile sarebbe anche una restituzione alla nostra città e ai cittadini contribuenti, una restituzione giusta e doverosa.

Querela Alessandrini: assolti perché il fatto non costituisce reato

Giovedì scorso, 23 giugno, il Giudice di Pace di Milano, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha “assolto Paolo Micheli, Gianfranco Rosa, Manuela Mongili, Silvia Carrieri e Fabrizio Ciapini dall’imputazione di diffamazione in concorso tra più persone perché il fatto non costituisce reato“.

La querela era stata presentata nel gennaio 2012 dall’allora sindaco Adriano Alessandrini in quanto i cinque consiglieri di minoranza nel novembre dell’anno precedente avevano presentato una mozione che, secondo il querelante, aveva “sconcertato e amareggiato tutti i componenti dell’Amministrazione Comunale“.

Cosa diceva la mozione? In sostanza che la maggioranza di centrodestra nella seduta del Consiglio Comunale del 15 luglio 2011 aveva votato un PGT che conteneva un “falso” e quindi che il Piano di Governo del Territorio andava revocato. La mozione non fu nemmeno mai discussa in aula in quanto la maggioranza, con un’iniziativa senza precedenti, decise di escluderla dall’ordine del giorno. Fu comunque ritenuta offensiva e con una delibera di Giunta del 12 dicembre 2011 fu incaricato un avvocato perché provvedesse a tutelare adeguatamente l’onore del sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

LA STORIA DEL “FALSO”

La storia del “falso” è un po’ lunga e un po’ complicata ma merita di essere ricordata. All’inizio del 2011 l’amministrazione Alessandrini si avviò a portare all’approvazione del Consiglio Comunale un PGT che prevedeva di urbanizzare quasi tutto il terreno verde (agricolo o coltivabile) pubblico, dal Golfo Agricolo a un’area di Novegro compresa nel Parco Agricolo Sud Milano. Il consumo di suolo effettivo così previsto risultava essere gigantesco: oltre 666.000 metri quadrati.
Il Piano Provinciale (PTCP) di allora consentiva a comuni come quello di Segrate, già fortemente urbanizzati, di procedere un aumento massimo di consumo di suolo pari dell’1% della superficie convenzionalmente già urbanizzata; per Segrate voleva dire un tetto di soli 121.000 mq.
Allora per far quadrare i conti il PGT di Segrate utilizzò una serie di incrementi percentuali previsti dal PTCP. Il più importante consentiva un aumento di un altro 2% ai comuni della provincia di Milano riconosciuti come Centri di rilevanza sovra comunale. Il comune di Segrate non era e non è mai stato riconosciuto come tale. Nel documento allora vigente, la Relazione Generale del PTCP, parte 2^ (“Il progetto di PTCP – I sistemi territoriali”) pagine 188/190, capitolo 3.3.3, c’è l’elenco completo dei comuni riconosciuti dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale, e l’elenco non comprende Segrate.

Invece in più punti della Relazione del Documento di Piano del PGT votato nel luglio 2011 veniva affermato esattamente il contrario.

Ad esempio, a pag. 155 della Relazione del Documento di Piano era stato scritto:

Determinazione del valore ammissibile di incremento di consumo di suolo.
Valore percentuale ammissibile
Incremento percentuale rispetto alla superficie urbanizzata. 1%
Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovracomunale. 2%”

Ancora, nella legenda dell’allegato al PGT denominato Tav. A17 era stata scritta la stessa cosa:

“Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovra comunale (Art. 85 del NTA del PTCP di Milano). 2%”

LA PIANTINA “RITOCCATA”
Ma non basta! A sostegno della affermazione veniva anche riprodotta nel PGT questa piantina.

PGT_Segrate_relazione_27maggio2011

Come si vede, la piantina è intitolata nel testo del PGT come “Figura 2 Estratto Tavola 1 PTCP” e consiste in un carta topografica (con al centro la città di Segrate indicata con un esagono azzurro) corredata da una legenda di simboli topografici.
Avrebbe dovuto servire a confermare quanto asserito più volte nel PGT e cioè che Segrate è classificato dal PTCP come Centro di rilevanza sovracomunale.
In realtà la piantina era stata a dir poco ripresa in modo “Improprio”. Infatti dalla legenda dei simboli topografici era stata omessa la prima riga sotto il titolo in grassetto Sistema Insediativo della legenda originale della Tavola 1 del PTCP e cioè proprio la riga che indica il simbolo grafico (uno sfondo giallo) che contraddistingue i Centri di rilevanza sovracomunale.

tav1_infrastrutture, ritaglio legenda

Non basta: la pianta topografica era stata ritagliata in modo da non far apparire comuni anche molto vicini a Segrate, quali Sesto San Giovanni, San Donato Milanese, Gorgonzola che, apparendo con il relativo simbolo grafico (nome del comune inserito in un rettangolo a sfondo giallo), sono tra quelli realmente identificabili, ai sensi della legenda originale della Tavola 1 del PTCP, come comuni effettivamente classificati dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale. Segrate non appare con quel simbolo!

tav1_infrastrutture, ritaglio zona Segrate

UNA CONCLUSIONE IN AGRODOLCE
Ci sono voluti più di quattro anni per stabilire che i cinque firmatari avevano pieno diritto di affermare che “l’inserimento, nel PGT, di Segrate tra i Comuni riconosciuti dal PTCP come Centro di rilevanza sovra comunale può configurarsi come un falso“.
Intanto il PGT di Segrate è stato approvato e solo il ricorso al TAR promosso dal Comitato Golfo Agricolo e presentato da cinquanta segratesi, da WWF e Legambiente è riuscito a impedire che producesse i suoi peggiori effetti anche prima che il voto dei segratesi mandasse a casa chi aveva votato piantine ritoccate.

Nel frattempo il conto dell’avvocato Roveda, incaricato da Alessandrini di preparare la querela, l’hanno pagato i segratesi: circa 4.400€ liquidate a fine maggio 2015.

Rimbocchiamoci le maniche

Segrate smart citySiamo in corsa. La mia coalizione è pronta: il nostro programma è on line. Guardatelo e diteci cosa ne pensate. Preparatevi ad approvarlo votando nella scheda elettorale una delle quattro liste che mi sostengono. Fatelo con entusiasmo. La mia coalizione è formata e sostenuta da bella gente, serena, pacifica, che si impegna per un mondo migliore. E’ la gente che mi aiuterà a diventare il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi voteranno. Sarò il sindaco di tutta Segrate.

C’è un’intera città da completare, da migliorare, da rendere degna delle belle persone che la abitano. Per questo la nostra campagna elettorale è fatta di proposte:

TRASPARENZA negli atti dell’amministrazione, garanzia di onestà e rigore.
PARTECIPAZIONE dei cittadini conquistata attraverso informazioni e proposte.
BILANCIO comunale libero finalmente dal vincolo del pareggio attraverso gli oneri di urbanizzazione.
CASA, per consentire ai giovani un futuro abitativo e mantenere il valore delle proprietà.
AMBIENTE, da salvaguardare, migliorando la vivibilità, la raccolta differenziata, il monitoraggio dell’aria, dell’acqua, del rumore, del traffico.

Con le nostre proposte prendiamo le distanze dalla coalizione del sindaco uscente e sulle proposte lo sfidiamo anche quando non trova di meglio che insultare paragonandoci ai neri teppisti che hanno devastato Milano.
Scrivere che se vincerò io i black bloc devasteranno Segrate sarebbe divertente, tanto la “boutade” è grossa, se non fosse grave, detto da chi ha governato la città per dieci anni.
Dare del teppista a chi ha come principi l’onestà, la giustizia sociale, la solidarietà, la dignità e il rispetto per ogni essere umano non è solo risibile, è offensivo, insultante.
Al suo livore rispondiamo che uno di noi è il sindaco di Milano, che invece di insultare si è rimboccato le maniche per ripulire la sua città.
Questo noi vogliamo fare per Segrate: rimboccarci le maniche, fare bella la città. Senza insultare nessuno.

Il TAR e il voto

preverdissementUn nuovo quartiere di oltre 3000 abitanti. Un cantiere con una previsione di dieci anni di lavori e un investimento di oltre 600.000.000 euro. Palazzi, uffici, un albergo, un supermercato. Questo è il risultato che la famiglia Cantoni, comproprietaria attraverso la società Europa 2000 di gran parte (circa 660.000 mq) del Golfo Agricolo, vorrebbe conseguire dopo aver ottenuto l’edificabilità dei propri terreni grazie al PGT che Alessandrini e la sua maggioranza hanno approvato nel febbraio del 2012.

A giugno 2012 Europa 2000 ha presentato il progetto di preverdissement che è stato corretto più volte e completato solo due anni dopo. A fine ottobre 2013 Europa 2000 ha depositato in Comune il piano attuativo “attivando nel contempo – come è scritto in una delibera di Giunta del successivo dicembre – la procedura regionale per la verifica di esclusione della VIA”.

Nel marzo 2014 Paola Brambilla, presidente di WWF Lombardia, e Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, hanno scritto alla Regione chiedendo di respingere la richiesta di Europa 2000 e di decidere invece di sottoporre il piano di lottizzazione alla Valutazione di Impatto Ambientale come prevede il D.Lgs. 152/2006. Ho scritto anch’io, come cittadino segratese e consigliere regionale.

Gli uffici regionali ci hanno dato ragione e lo scorso dicembre è stato pubblicato un decreto che stabilisce che il progetto di lottizzazione del Golfo Agricolo deve essere sottoposto alla procedura di VIA.

La società Europa 2000, in persona dell’Amministratore unico Alessandro Cantoni, ha presentato un ricorso al TAR contro questa decisione della Regione coinvolgendo nella causa tutti coloro che vi hanno concorso, me compreso sia come consigliere regionale che come privato cittadino segratese. L’azione legale di Europa 2000 è diretta anche contro il Comune di Segrate, contro tutta la nostra città.

Ritengo che la decisione della Regione sia corretta e che vada difesa.
Ma soprattutto, al di là degli interventi della magistratura che possono incidere molto sulle decisioni già prese, ritengo che debbano essere i cittadini a decidere il destino del proprio territorio.

E noi segratesi possiamo farlo, bocciando Alessandrini e la sua squadra e portando al governo di Segrate una nuova maggioranza che difenda e tuteli con la massima decisione il nostro territorio evitando ogni ulteriore consumo di suolo.

A maggio, tra 100 giorni, si vota.

Il curioso caso della monorotaia tra Peschiera e Segrate

Nemmeno la penna geniale del padre dei Simpson, Matt Groening, che nel 1993 dedicò un’intera puntata alla farlocca monorotaia di Springfield, avrebbe saputo fare meglio.

Il progetto della monorotaia/cabinovia che dovrebbe unire Segrate e Peschiera Borromeo, via Linate e Idroscalo, giorno dopo giorno sta assumendo sempre più i connotati di una fantasiosa promessa da campagna elettorale.

Basato apparentemente sul nulla, è stato presentato mercoledì scorso dal presidente (in scadenza) della Provincia di Milano Guido Podestà, dal sindaco (a fine mandato nel 2015) di Segrate Adriano Alessandrini e dal vicino di casa di Peschiera Antonio Falletta. Proprio quest’ultimo, in odore di urne il prossimo 25 maggio come candidato di Forza Italia, ne sta facendo uno dei suoi cavalli di battaglia.

Così questa mattina, tanto per approfondire l’argomento, ho chiesto notizie del progetto agli uffici della Regione che si occupano infrastrutture. La risposta? Non ne sappiamo nulla.

#ciufciuf

«Segrate Nostra e Pd insieme sono il primo partito in città»

Il Folio, 29ott13, intervistaGrazie a Roberto Pegorini di Segrate in Folio per questa bella intervista.

Capogruppo di Segrate Nostra, nonché consigliere regionale del Patto Civico di Ambrosoli. Sicuramente Paolo Micheli è uno degli uomini politici più in vista di Segrate. Iniziamo a stuzzicarlo e vediamo come reagisce.

Quando si dimette da consigliere comunale?

«La questione del doppio incarico è un falso problema, visto che non ho doppio stipendio. Ho rinunciato da subito al gettone di presenza che percepisco come consigliere comunale. E le mie dimissioni, al contrario di quanto asserito da qualcuno, non dipendono neppure da chi entrerebbe al mio posto perché sono persone che stimo e che hanno la mia totale fiducia. Chi me le chiede sta solo facendo il gioco di Alessandrini e questo favore, al sindaco, non lo faccio perché è chiaro che con me in aula l’opposizione è più forte».

Ma come fa a conciliare il doppio impegno?

«Tranquillamente. L’impegno in Regione è gravoso, ma non viene intaccato da quello per le cose di casa e viceversa. Anzi. Dedico il cento per cento del mio tempo alla politica e su alcune tematiche il mio ruolo segratese mi permette di avere una prospettiva migliore rispetto agli altri colleghi dei Pirellone. Ad esempio, ora stiamo affrontando la questione dell’amianto e il mio punto di vista, partendo dall’esperienza avuta con il caso della Serravalle, credo sia migliore e maggiormente informato».

Perché Segrate Nostra ha rifiutato la fusione con i cugini di Insieme per Segrate?

«Abbiamo discusso a lungo al nostro interno e si è ritenuto di andare avanti per la nostra strada».

Risposta un po’ vaga… Me la argomenta maggiormente?

«Ci sono problemi personali. Abbiamo fatto una proposta ragionevole di coordinamento delle due liste civiche, ma la leader di Insieme per Segrate, Paola Monti, l’ha rifiutata. A quel punto abbiamo deciso di proseguire per la nostra strada».

In realtà Paola Monti sostiene che molte scelte che lei fa non sono per il bene di Segrate Nostra, ma per fare risaltare solo la sua persona…

«In campagna elettorale dissi che non avrei speso un euro e neppure un minuto per parlare male o rispondere a tutti coloro che potenzialmente si schieravano in opposizione ad Alessandrini e alla sua coalizione. Presi questo impegni e ho intenzione di portarlo avanti anche adesso. Non intendo replicare oltre alle provocazioni di Paola o di altri».

A volte non le pare di esagerare in aula a presentare interrogazioni, mozioni e interpellanze? Alcune sembrano un po’ pretestuose.

«No. Il consiglio comunale si incontra una volta al mese per queste questioni ed è l’unico momento che hanno le forze di minoranza per esprimere opinioni e condividere idee. È un momento che ci teniamo stretto».

Va bene, ma l’interpellanza sul convegno degli Ufo… Non sarebbe bastato chiedere al sindaco se avesse avuto o meno un costo per le casse pubbliche?

«Con l’interpellanza ci viene data una risposta ufficiale. A voce si può dire qualunque cosa. Le chiacchiere fatte nei corridoi non hanno alcun peso. E comunque  mi pare che i nostri interventi riguardino sempre questioni pesanti e importanti che hanno interesse sulla vita dei segratesi».

In questa sua avventura politica riconosce di aver commesso qualche errore?

«A volte mi chiedo se il processo che ora sta portando ad aggregare le forze del centrosinistra non dovesse essere utilizzato anche per le precedenti amministrative dove invece ci siamo scontrati. Ma una risposta che mi conforta me l’hanno data i segratesi che mi hanno votato permettendomi di diventare consigliere regionale».

Quindi, nessun errore?

«Diciamo che se avessi saputo che la mozione con cui chiedevamo il ritiro del Pgt avrebbe portato il sindaco a querelarci, come di fatto è successo, non avrei chiesto ad altri consiglieri di firmarla, ma l’avrei portata avanti da solo. Mi spiace di averli coinvolti».

Come è andata la seconda edizione del convegno “Se fossi sindaco, io…” ormai diventato famoso come “Leopoldina” che si è tenuto sabato scorso?

«Direi proprio bene. La cosa più notevole è che la prima edizione era partita come una cosa quasi interna a Segrate Nostra, mentre questa volta ha visto la partecipazione di tutta la politica segratese. Un momento di discussione riconosciuto anche dalle altre forze di minoranza e di maggioranza che erano presenti tra il pubblico. Molto interessante è anche stato l’intervento-confronto tra il segretario cittadino del Pd Dario Giove e del candidato alla guida futura, Damiano Dalerba. E mi piace sottolineare anche un sms del sindaco Alessandrini che ci ha augurato buon lavoro».

C’è un intervento che l’ha particolarmente colpita?

«Più di uno. Diciamo che i cinque minuti del professor Gianluca Poldi sull’educazione sono stati notevoli». 

Concretamente cosa sta facendo in Regione per Segrate?

«Più cose. Ad esempio mi è appena arrivata la risposta sul caso trivelle in Martesana. E poi ho fatto alcune interrogazioni sulla Viabilità speciale di Segrate per capire l’impegno che vuole mettere la Regione sul tema. In questo senso sono in continuo contatto con l’assessore regionale Del Tenno. E vorrei aggiungere una cosa su questo argomento».

Prego.

«Ho scritto ad Alessandrini e all’assessore Lazzari rendendomi disponibile a fare da tramite con i vertici regionali su questioni che interessano il nostro territorio».

Le hanno risposto?

«Per il momento no».

Prossimo passo che farà al Pirellone per la nostra città?

«Un’interrogazione sulla stazione ferroviaria e sul suo stato di degrado. So che Trenord è in mano alla Regione, quindi qualcosa almeno all’interno della struttura, la potrebbe fare».

Torniamo alle questioni prettamente segratesi: allora il centrosinistra andrà compatto alle prossime amministrative?

«Le ultime elezioni regionali hanno detto una cosa chiara: Il Pd e le forze che si identificano in Segrate Nostra unite sono la maggioranza in città. E su quest’asse dobbiamo andare a costruire l’alleanza che punterà alle prossime amministrative. Naturalmente coinvolgendo anche le altre realtà di centrosinistra come Sel».

Lei è un renziano convinto e si è anche schierato apertamente a favore del sindaco di Firenze. Ma come concilia questa sua posizione con il fatto che non è iscritto al Pd?

«La forza di Matteo Renzi è proprio questa. Abbraccia più mondi che non voterebbero il Pd e non sono iscritti al partito. Ad esempio Anna Scavuzzo, capogruppo a Milano degli arancioni del sindaco Pisapia. E anche io faccio parte di queste persone. Credo che un Pd che tornasse alle origini convincerebbe persone come me a prendere in considerazione l’ipotesi di tesserarsi».

A Segrate serviranno le primarie per trovare il candidato sindaco del centrosinistra?

«Considero le primarie uno strumento di partecipazione straordinaria e le applicherei in ogni circostanza. Chiaro però che se si convergerà su un unico candidato non serviranno».

Pronto a correre?

«In questo momento la mia candidatura non è in campo».

Le risulta ce ne siano altre?

«No».

Cosa ne pensa del fatto che il gruppo degli Indipendenti, ex Pdl, abbiano aperto al centrosinistra?

«Segrate Nostra non siederà allo stesso tavolo degli Indipendenti. Non è una questione personale, ma politica».

Quindi al Pd direte: o noi o loro?

«Un tema che penso non si porrà neppure».

E dei continui battibecchi in maggioranza che idea ha?

«Chi vince ha diritto di governare. Ora però il primo partito in aula non era neppure presente alle elezioni. Chiaro che si trovino in difficoltà con il Pdl. Comunque se hanno le gambe camminino pure, altrimenti si facciano da parte».

In fatto di litigi anche voi dell’opposizione però…

«A me sembra che siamo migliorati anche sotto questo aspetto. E dal congresso del Pd mi aspetto molto per il futuro».

Alessandrini arriverà a fine mandato?

«Mi auguro di no».

Ma pensa che…?

«Che non ci arriverà. Credo che in primavera si andrà a votare. Con un Pd nuovo e forte, e un centrosinistra coeso, chiederemo con insistenza ad Alessandrini le dimissioni. Abbiamo già ottenuto quelle di Zanoli. Ora il nostro lavoro va completato».

In arrivo fondi regionali per Cassanese e Rivoltana

Rivoltana_e_cassaneseSono in arrivo da Palazzo Lombardia fondi per la risoluzione di problemi viabilistici urgenti sulle provinciali Rivoltana e Cassanese, oggetto da mesi di caotici lavori di potenziamento in vista nell’estate del 2014 dell’apertura della nuova autostrada Brebemi. Ad annunciarlo è stato lunedì l’assessore alla Viabilità, Maurizio Del Tenno, durante la presentazione dell’assesto di bilancio della Regione.

È una prima risposta concreta all’interrogazione che insieme ad altri consiglieri di Patto Civico e del Pd abbiamo presentato all’assessorato in merito all’emergenza viabilistica segratese. Ho riscontrato da parte di Del Tenno una disponibilità al confronto che supera le distinzioni tra maggioranza e opposizione e di questo gli do volentieri atto. Le cifre che mi ha anticipato informalmente, parliamo di circa 14 milioni, mi sembrano però inadeguate per garantire un intervento complessivo, ma rappresentano pur sempre un primo passo.

Una sensibilità che, purtroppo, non ho riscontrato nel sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini. Gli ho ripetutamente ma inutilmente offerto la mia disponibilità a fare da sponda in Regione all’amministrazione comunale per quanto riguarda i problemi condivisi della nostra città, in particolare quelli legati alla viabilità. Purtroppo mi sta ignorando ed è un errore: non penso che giovi a Segrate il fatto che ci rapportiamo con l’assessorato di Del Tenno come due interlocutori diversi e divisi. Mi auguro, al contrario, che il neo assessore Ezio Lazzari vorrà considerarmi una risorsa e un alleato nelle battaglie per il bene della città. Quando era presidente della Commissione consigliare trasporti è stato l’unico a dimostrarmi un’amichevole apertura.

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