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Rimbocchiamoci le maniche

Segrate smart citySiamo in corsa. La mia coalizione è pronta: il nostro programma è on line. Guardatelo e diteci cosa ne pensate. Preparatevi ad approvarlo votando nella scheda elettorale una delle quattro liste che mi sostengono. Fatelo con entusiasmo. La mia coalizione è formata e sostenuta da bella gente, serena, pacifica, che si impegna per un mondo migliore. E’ la gente che mi aiuterà a diventare il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi voteranno. Sarò il sindaco di tutta Segrate.

C’è un’intera città da completare, da migliorare, da rendere degna delle belle persone che la abitano. Per questo la nostra campagna elettorale è fatta di proposte:

TRASPARENZA negli atti dell’amministrazione, garanzia di onestà e rigore.
PARTECIPAZIONE dei cittadini conquistata attraverso informazioni e proposte.
BILANCIO comunale libero finalmente dal vincolo del pareggio attraverso gli oneri di urbanizzazione.
CASA, per consentire ai giovani un futuro abitativo e mantenere il valore delle proprietà.
AMBIENTE, da salvaguardare, migliorando la vivibilità, la raccolta differenziata, il monitoraggio dell’aria, dell’acqua, del rumore, del traffico.

Con le nostre proposte prendiamo le distanze dalla coalizione del sindaco uscente e sulle proposte lo sfidiamo anche quando non trova di meglio che insultare paragonandoci ai neri teppisti che hanno devastato Milano.
Scrivere che se vincerò io i black bloc devasteranno Segrate sarebbe divertente, tanto la “boutade” è grossa, se non fosse grave, detto da chi ha governato la città per dieci anni.
Dare del teppista a chi ha come principi l’onestà, la giustizia sociale, la solidarietà, la dignità e il rispetto per ogni essere umano non è solo risibile, è offensivo, insultante.
Al suo livore rispondiamo che uno di noi è il sindaco di Milano, che invece di insultare si è rimboccato le maniche per ripulire la sua città.
Questo noi vogliamo fare per Segrate: rimboccarci le maniche, fare bella la città. Senza insultare nessuno.

Quando penso al consumo di suolo penso alle generazioni future

Quando penso al consumo di suolo, non penso alla definizione che possiamo trovare su Wikipedia. Quando penso al consumo di suolo penso all’ambiente, alle generazioni future e ai nostri desideri.

L’ambiente in cui viviamo, le città e le campagne, le montagne, i boschi, i campi coltivati. Solo nei due anni di questa consigliatura Regionale questo ambiente è cambiato molto. Si era formato nei secoli, sotto il segno della bellezza, dell’armonia, del gusto di vivere, dell’agricoltura di qualità. Valori che erano scontati una volta. In un equilibrio miracoloso fra natura e cultura, in una Lombardia che è tra le più belle regioni del mondo. Negli ultimi decenni abbiamo visto questo orizzonte devastato, da periferie brutte che cancellano il trapasso da città a campagna, con una cementificazione spietata.

Il futuro. nel senso di guardare avanti, alle generazioni future. I problemi dell’ambiente, anzi della società, dipendono dallo sguardo corto di chi crede solo nel proprio profitto immediato, senza porsi come obiettivo il bene comune. In questo Consiglio NON possiamo essere tra questi. Anzi, più passo il mio tempo qui, più mi convinco che fare politica vuol dire investire sul futuro, preoccuparsi della nostra comunità di cittadini, a cominciare dai giovani. Vuol dire puntare sulle generazioni future: come dice un motto scout, “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato

Infine, i desideri. Come me, i cittadini della Lombardia desiderano un futuro migliore, per se stessi, per i figli (io lo desidero per mia figlia, che è nata questa estate), e per i figli di mia figlia. I lombardi desiderano campagne ben coltivate, città bene ordinate, un ambiente sano, un paesaggio improntato all’armonia e alla bellezza. Io penso che all’interno di questa legge ci siano i semi per soddisfare questi desideri, cioè il capitale naturale che è stato sperperato. Però non è ancora abbastanza.

Noi avremmo voluto una legge diversa, che portasse a una moratoria alle assurde volumetrie oggi in pancia ai PGT. Non ce l’abbiamo fatta e non possiamo certamente votare questo testo. Ma il nostro impegno non finisce qui: perché il suolo, come ho spiegato è molto più della sua definizione che si trova su Wikipedia. Il suolo significa ambiente, futuro, desideri. Il suolo siamo noi. Perciò continueremo a lottare democraticamente perché lo stop al consumo di suolo diventi una concreta agenda della politica della nostra Regione.

Legge #ammazzaforeste: da Agrate importante presa di posizione contraria

odg-ammazzaforesteIl Consiglio Comunale di Agrate ha deliberato un o.d.g. che esprime contrarietà alle disposizioni della Legge Regionale 53 riguardanti la gestione delle zone boschive e delle attività sportive motorizzate.

E’ importante che anche i territori facciano sentire la propria voce contro la legge regionale “ammazza foreste”, approvata lo scorso luglio. In tal senso, lordine del giorno presentato dalla lista Insieme per Agrate e votato dal consiglio comunale rappresenta un contributo significativo.

In Commissione prima e poi in Aula ci siamo fortemente battuti contro un provvedimento che mette a rischio i boschi, facilitando interventi invasivi senza compensazioni, e che soprattutto ne favorisce la trasformazione in aree con altre destinazioni d’uso, magari ben più redditizie.

Anche autorevoli associazioni ambientaliste, dal WWf, al Cai a Legambiente, hanno espresso e ben segnalato a suo tempo le loro preoccupazioni in merito. Ma il centrodestra regionale ha tirato dritto per la propria strada. A questo punto, è davvero determinante, affinché non cali il silenzio sull’intera vicenda, che siano i Comuni a prendere posizione seguendo la strada tracciata da Agrate.

Bloccato il motocross libero, ora l’assalto è ai boschi

boschiAvevano provato a deregolamentare il motocross nelle zone campestri e di montagna. E ora che su quel fronte li abbiamo fermati, con il medesimo provvedimento tentano un assalto ai boschi.

Per questo ci prepariamo a presentare una serie di emendamenti al pdl di modifica del Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, calendarizzato per il passaggio in Aula nella seduta di martedì prossimo.

I punti critici sono sostanzialmente due. Da un lato, con questo progetto di legge il centrodestra vuole ridefinire il concetto stesso di bosco facilitando interventi invasivi e senza compensazioni. Dall’altro, si concede ai privati di tagliare piante e arbusti in aree produttive dismesse senza alcuna necessaria distinzione tra bosco spontaneo e specie infestanti. E’ evidente come in questo modo si voglia in realtà favorire la trasformazione delle aree boschive in aree con altre destinazioni d’uso, magari più redditizie.

Questo pdl crea un discrimine netto tra chi vuole difendere il territorio e chi no. Noi stiamo dalla parte dell’ambiente, per tutelare i cittadini e la qualità della vita. E in Aula proveremo, di nuovo, a fermare il centrodestra su questa partita.

No al motocross libero sui sentieri: Patto Civico sostiene appello del Cai

trialUn appello per dire no al traffico motorizzato su sentieri e mulattiere, contro il progetto di legge sul motocross che martedì approderà in Aula. Lo ha lanciato il Cai e noi consiglieri regionali del Patto Civico lo abbiamo sottoscritto.

Questo provvedimento rappresenta il tentativo di deregolamentare il transito delle moto nelle zone campestri e di montagna, con pesanti conseguenze per sentieri e pascoli, con problemi di inquinamento ambientale e acustico e con l’evidente incompatibilità tra escursionismo e passaggio di ciclomotori.

Tutte le associazioni audite, da Legambiente al Wwf fino a Coldiretti, Fai e Federparchi, hanno criticato e smontato punto per punto il testo presentato dal centrodestra. E, paradossalmente, si è dichiarata più che dubbiosa persino la direzione generale dell’assessorato.

Anche perché il progetto introduce pure novità inaccettabili sulla definizione dei boschi, con il prevedibile rischio di un aumento del consumo di suolo.

Per questo motivo sosteniamo convintamente la petizione promossa dal Cai. E, martedì in Consiglio, proveremo a fare in modo che la maggioranza torni sui propri passi. Diversamente, voteremo contro l’ennesimo scempio inferto da questo centrodestra al nostro territorio.

Motocross libero in montagna: le audizioni bocciano PDL, maggioranza ritiri il testo

MotocrossA un Progetto di Legge partito definendo “minoritaria la corrente di pensiero che considera la circolazione motorizzata su percorsi di montagna intrinsecamente negativa” è toccato ieri in Commissione Agricoltura schiantarsi contro una lista infinita di stroncature.

Le audizioni di Legambiente, Cai, Wwf, Coldiretti, l’associazione Orobie Vive hanno smontato punto per punto il testo presentato dal centrodestra. Alle critiche si sono aggiunti anche Fai, Federparchi e, paradossalmente, persino la direzione generale dell’assessorato.

Questo progetto di legge rappresenta di fatto il tentativo di una deregolamentazione per il motocross in contrasto con qualsiasi principio di tutela del territorio. E l’emendamento Tomasi-Dotti, oltre che del tutto fuori tema, è ulteriormente inaccettabile perché pericoloso dal punto di vista del consumo di suolo.

A fronte delle sonore e autorevoli bocciature ricevute, ritengo opportuno e chiedo che il testo venga ritirato.

Motocross libero sui sentieri di montagna: il progetto va fermato

motocrossL’idea di rendere più facilmente accessibili sentieri e mulattiere, soprattutto di montagna, alle manifestazioni motociclistiche trova la netta opposizione anche del Wwf e di Coldiretti che ieri in audizione in commissione regionale hanno smontato punto per punto il testo di legge presentato dal centrodestra.

Per parte nostra, siamo assolutamente contrari a quella che di fatto è una deregolamentazione in contrasto con qualsiasi principio di tutela del territorio. Peraltro i nuovi emendamenti presentati dai consiglieri Tomasi e Dotti introducono elementi che sono del tutto fuori tema, tanto da sollevare dubbi persino da parte della Direzione regionale agricoltura. E che secondo noi possono risultare pericolosi dal punto di vista del consumo di suolo.

Questo progetto, che oltretutto non ci sembra abbia carattere di priorità a fronte di tematiche ben più urgenti, va fermato.

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