Assessore Fava

Bene la risoluzione per la PAC, ora stesso impegno per la tutela dei terreni agricoli

PacIl documento sulla risoluzione per la riforma della PAC, discusso ieri in Consiglio, rappresenta il risultato di un percorso largamente condiviso in Commissione che, peraltro, ha visto il costruttivo coinvolgimento delle associazioni degli agricoltori e ambientaliste. E per tali ragioni ha avuto il nostro voto favorevole.

La voce degli agricoltori e di chi è impegnato nella tutela del territorio è stata ascoltata. La risoluzione dà risposte a diversi dei temi sollevati, dall’impegno sul chilometro zero, alla correzione degli eccessi dell’agricoltura intensiva, al rilancio dei territori marginali e montani. Certo si sarebbe potuti arrivare a una formulazione migliore, ma il peso di un testo così ampiamente partecipato vale la mediazione che abbiamo raggiunto.

Quello che ora mi auguro è che vi sia altrettanta comune disponibilità sull’aspetto essenziale della salvaguardia del territorio agricolo, discorso che presto dovremo affrontare. Sarebbe contraddittorio impegnarsi nel sostegno all’agricoltura senza preoccuparsi in uguale misura di evitare un suo declino dovuto all’eccessiva urbanizzazione.

In Lombardia il consumo di suolo ha raggiunto livelli insostenibili. I Piani di Governo del Territorio finora approvati prevedono nuove costruzioni per un milione di abitanti in più, un milione e mezzo quando tutti i comuni avranno completato l’iter. Il tutto, naturalmente, a danno di terreni coltivabili.

Occorre subito una moratoria sui piani attuativi dei PGT e sui terreni edificabili, per consentire una nuova programmazione dell’uso del territorio, che sia rispettosa dell’ambiente e della qualità della vita e che dia ossigeno all’attività agricola

Subito la calamità naturale per il tornado di sabato. Ma senza i ritardi come per le piogge di primavera

grandineA calamità naturale si aggiunge calamità naturale, in Lombardia. E mentre ancora Regione Lombardia non ha completato la procedura per la richiesta legata al maltempo dei mesi scorsi che ha messo in ginocchio l’agricoltura lombarda, un altro evento atmosferico pesante ha colpito una parte dei territori regionali.

Sabato mattina, all’alba, una tempesta di vento, pioggia e grandine si è scatenata sulle aree dei comuni della bassa bresciana, del cremonese e della zona di Viadana, nel mantovano. Il tornado ha devastato stalle, campi di mais e di soia, divelto tetti e raso al suolo interi raccolti di cereali, foraggi, pomodori, frutta e ortaggi. Senza contare gli arbusti caduti e i danni ad alcuni impianti fotovoltaici.

Insomma, dalle piogge intense della scorsa primavera a oggi, tra Brescia, Cremona e Mantova si è compromessa definitivamente la situazione.

Abbiamo quindi chiesto un intervento formale all’assessore regionale all’Agricoltura Fava affinché affronti tempestivamente questa nuova emergenza e in particolare vengano individuati i territori danneggiati dagli eventi atmosferici eccezionali e garantite le provvidenze di sostegno previste dal decreto legislativo sugli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole per favorire la ripresa dell’attività produttiva.

Ma che non si faccia come per la richiesta di stato di calamità naturale seguita ai danni delle piogge primaverili: infatti il Governo ha fatto sapere che Regione Lombardia non ha ancora completato la procedura e l’assessore regionale ha effettivamente confermato che mancano ancora alcuni dati.

Ci ricordiamo ancora le urla di Fava quando sosteneva che la Regione aveva fatto la sua parte, era tutto a posto e incolpava il Governo di ritardi nell’iter. Ora, invece, emerge la verità: a Roma non possono fare nulla se Milano non consegna tutta la documentazione richiesta.

Agricoltura lombarda: la Regione faccia qualcosa di concreto

agricoltura Ieri pomeriggio, nel corso dell’audizione con le Associazioni di categoria in Commissione agricoltura, si è fatto il punto della situazione al termine della primavera 2013 che è probabilmente stata la più fredda e piovosa degli ultimi 50 anni.

Sia Copagri che Coldiretti hanno chiesto che si rinunci ad utilizzare il mais per la produzione di energia, destinandolo completamente all’alimentazione umana e alla zootecnia. Confagricoltura si è unita alle richieste di sostegni economici: anticipazione dei contributi europei, rinvio dei mutui, finanziamenti agevolati. Da tutti è arrivata la richiesta di porre l’agricoltura al centro dello sviluppo economico ed in particolare di cessare subito di far divorare i terreni agricoli dall’espansione edilizia come sta facendo gran parte dei PGT approvati dai comuni lombardi.

E’ quanto ho chiesto nella dichiarazione di voto sulla riapertura dei termine di approvazione dei PGT: la Regione intervenga subito con una moratoria all’uso di nuovo suolo agricolo sia per i comuni che devono approvare i PGT ma anche dei comuni che, complice la crisi economica, hanno già approvato i PGT e dove i piani attuativi non sono ancora partiti.

Oggi abbiamo bisogno di fatti concreti non di litigi fra Regione e Governo nazionale. Occorrerebbe che l’Assessore Fava, oltre all’azione di pressing sullo Stato, si mobiliti anche per trovare un aiuto dal bilancio regionale per quelle province e quei comparti particolarmente danneggiati da una stagione meteorologica unica in questo secolo. Serve infatti lo sforzo di tutte le istituzioni per portare l’attenzione su un tema che ha messo letteralmente in ginocchio l’agricoltura lombarda. Drammatico, infatti, il quadro che è stato fatto dalle varie associazioni: perdite di molti raccolti fino al 50% sulle produzioni agricole, con il 40% dei vigneti resi drammaticamente improduttivi.

Agricoltura lombarda in ginocchio: il problema non è tecnico, è politico

La reazione nervosa ai limiti dell’offensivo dell’assessore Fava mi lascia allibito.

Abbiamo avuto nel Nordovest la primavera complessivamente più fredda e piovosa degli ultimi 40-50 anni. In marzo è caduto il triplo di pioggia del normale ed anche in aprile e maggio le precipitazioni hanno superato del 50/60 % tutte le medie precedenti. Per trovare una primavera così fresca bisogno tornare indietro di almeno vent’anni; le temperature di maggio sono state di quasi 5°C sotto la norma. Ancora più pesante la situazione nel milanese dove da marzo, in nemmeno tre mesi, sono caduti 630 mm di pioggia, cioè più di tre quarti della pioggia che cade di norma in un anno, mentre normalmente a Milano la stagione più piovosa è l’autunno.

Di fronte a questi dati noti a tutti e a un’agricoltura lombarda in ginocchio, l’assessore Fava ha aspettato venerdì 24 maggio per contattare il Ministero delle Politiche Agricole e ora se la prende con me, adducendo motivazioni di procedure tecniche, raccolte dati ecc.

Il problema non è tecnico, è politico. L’assessore ha atteso troppo a mostrare la concreta presenza della regione agli agricoltori lombardi. Continuo a ritenere necessario che l’Assessore riferisca in Consiglio su ciò che sta facendo e soprattutto in intesa con la presidenza della Commissione Consiliare Agricoltura convochi al più presto la commissione invitando i rappresentanti dell’agricoltura lombarda per un aggiornamento diretto della situazione. Personalmente ho contattato Copagri di Milano-Monza Brianza e le loro prime valutazioni parlano di una riduzione del 50% della produzione dei frumenti, con pesanti ricadute di costi sulle aziende zootecniche, in conseguenza di una situazione meteorologica avversa che dura ormai da mesi.

Stato di calamità dell’agricoltura lombarda

agricolturaSono lieto di sapere che l’assessore Fava abbia scritto al Ministro Di Girolamo segnalandole lo stato di calamità dell’agricoltura lombarda. Lo ha fatto, se intepreto bene le sue dichiarazioni, venerdì scorso, 24 maggio, dopo i primi solleciti della minoranza.

Continuo a ritenere necessario che l’Assessore riferisca in Consiglio su ciò che sta facendo e soprattutto in intesa con la presidenza della Commissione Consiliare Agricoltura convochi al più presto la commissione invitando i rappresentanti dell’agricoltura lombarda per un aggiornamento diretto della situazione.

Personalmente ho contattato Copagri di Milano-Monza Brianza e le loro prime valutazioni parlano di una riduzione del 50% della produzione dei frumenti, con pesanti ricadute di costi sulle aziende zootecniche, in conseguenza di una situazione metereologica avversa che dura ormai da mesi.

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