berlusconi

Goodbye, Reality!

Goodbye LeninFanta-politica. Le primarie e Bersani, le dimissioni di Monti, il ritorno (l’ennesimo) in campo di Berlusconi. Gli avvenimenti surreali di questi ultimi giorni mi hanno portato alla mente un film delizioso, e altrettanto surreale, diretto dal regista tedesco Wolfgang Becker nel 2003, Goodbye, Lenin!.

Caduta in coma dopo aver assistito al pestaggio del figlio Alex, la fervida sostenitrice della DDR Christiane si risveglia dopo pochi mesi dalla Caduta del Muro di Berlino, e dell’oramai ex Unione Sovietica. Per non aggravare il suo già precario stato di salute con ulteriori shock, Alex non racconta alla madre quanto accaduto negli ultimi mesi, “preservando” la normalità della DDR all’interno di una stanza del proprio appartamento.

Una pantomima, una recita, un film nel film, in cui Alex, con la complicità di amici e vicini, realizza finti telegiornali con finte notizie sull’eccellente stato di salute del regime, recupera vecchi giornali, mette insieme un “santuario” di prodotti e cimeli dell’oramai superata Germania Est. Fare finta che nulla sia cambiato, cancellare con un colpo di spugna la realtà, quella vera e anche un po’ nuda e cruda, che si affaccia e svetta con prepotenza sui vecchi palazzi del lato orientale di Berlino…

…la fantomatica cancellazione di tasse. I ristoranti e le pizzerie pieni zeppi di clienti. L’imbroglio dello spread. In una parentesi di realtà durata appena un anno, si chiudono di nuovo gli occhi, si inventa una realtà alternativa, ci si anestetizza dicendo che tutto va bene, tutto tornerà a posto, volemose bene.

«Che strano, non è cambiato niente».

«Perché, doveva cambiare qualcosa?»

(Christiane e Alex – Goodbye, Lenin! (2003) di W. Becker)

Addio e grazie per tutto il pesce

Dopo l’annuncio di Berlusconi di volersi ripresentare alle elezioni del 2013 attendiamo trepidanti quello di Bersani, che si ricandida a fare il leader dell’opposizione.

Ma quello che mi deprime davvero dell’eventuale ritorno in campo di Berlusconi è l’atteggiamento supino di Alfano e degli altri giovani del PDL.

Una nuova classe dirigente deve saper dire: Addio e Grazie per Tutto il Pesce. O no?

 Scroll to top