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Salviamo le bliblioteche lombarde

bibliotecaLa Commissione cultura e istruzione ieri è stata scossa dall’appello fatto dagli operatori delle biblioteche: è emerso in tutta la sua gravità il problema del futuro dei sistemi bibliotecari regionali.

Gli operatori hanno sottolineato come sia mancata in questi anni l’interlocuzione con la Regione per pensare insieme le prospettive di questo servizio, unanimemente riconosciuto come di qualità. E’ apparsa evidente inoltre la poca chiarezza nel rapporto tra Regione e Province.

A partire dal triennio 2010-2012 i contributi regionali erogati alle Province come trasferimenti vincolati, sono stati ‘fiscalizzati’, cioè sono stati versati come anticipo sui trasferimenti provinciali per i bolli auto. Tuttavia, molte Province hanno destinato al altri servizi questi fondi o hanno ritardato il versamento ai sistemi bibliotecari.

L’incertezza sul futuro delle province è diventato così l’alibi per dilatare i tempi di un sostegno concreto alle biblioteche. Dagli operatori è emerso il richiamo alla Regione per una maggiore collaborazione nel riprogettare un futuro di questo servizio che comunque, nel panorama nazionale, è tra i più efficienti.

In questo senso i sistemi bibliotecari si stanno muovendo anche esplorando con le Istituzioni locali possibili percorsi di autonomia. Ma nulla è possibile se la Regione resta passivamente a guardare o, ancora peggio, scarica le responsabilità – come ieri ha fatto l’assessore Cappellini giustificando il tutto con i minori trasferimenti da Roma.

In queste condizioni i Consiglieri del Patto Civico Ambrosoli condividono la forte preoccupazione degli operatori per il futuro dei sistemi bibliotecari in Lombardia e assicurano il loro impegno affinchè venga riconosciuta l’importanza del ruolo di questi sistemi all’interno del piano triennale della Giunta Maroni.

Biblioteca di Dell’Utri a Segrate: consultare gli esperti.

Lo scorso luglio avevamo affrontato qui, e in consiglio comunale, la questione dello spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate.

Allora avevamo avuto la sensazione che questa interessante operazione venisse fatta da un “sindaco tuttologo”, senza confrontarsi con esperti.

Su operazioni del genere, ci sono infatti esperti in grado di dire quali sono vantaggi o svantaggi nella collocazione di biblioteche specialistiche in centri medio piccoli: il Sistema Bibliotecario, che secondo il sindaco non andava consultato perché non è competente in materia di assegnazione di spazi comunali, o gli uffici regionali che sono certamente più informati di noi.

E siccome il sindaco non aveva intenzione di farlo, li ho consultati io.

Ho infatti interpellato il dott. Claudio Gamba, dirigente della Regione Lombardia, responsabile della Struttura Musei, Ecomusei, Biblioteche e Archivi e il dott. Fabio Pessina, Direttore responsabile del Sistema Bibliotecario Milano Est. A entrambi ho descritto la situazione e infine ho chiesto a ciascuno di loro:

  1. se le sono noti altri esempi di collocazione in una realtà quale Segrate Centro di una biblioteca specialistica di consultazione e comunque qual’è la sua valutazione in merito;
  2. se le sono note altre situazioni di questo genere, cioè la convivenza tra una biblioteca specialistica di conservazione ed una di pubblica lettura orientata prevalentemente alla consultazione, quali siano i vantaggi e le problematiche emerse e comunque qual’è la sua opinione in merito”.

Entrambi hanno risposto, cortesemente e rapidamente. Le risposte del dott. Gamba mi sono pervenute informalmente per via posta elettronica e le riassumo come segue.

Il dott. Gamba ritiene che la commistione di documenti, raccolte e pubblici diversi possa rappresentare un’ottima opportunità di valorizzazione per entrambi i servizi; indica alcune potenziali criticità:

  1. non vi sono precedenti in regione (tranne lo spostamento dell’ISAL a Cesano Maderno, ma senza coabitazione) che possano rappresentare un precedente di riferimento;

  2. occorre che gli spazi a disposizione per quantità e funzionalità consentano una buona coabitazione;

  3. il rapporto contrattuale economico deve ovviamente tener conto di ogni problematica.

Inoltre, pur facendo presente che il suo ufficio non è particolarmente attrezzato per una “consulenza tecnica” di livello istituzionale, è comunque disponibile a prestare informalmente la propria collaborazione.

Il dott. Pessina mi ha risposto inviandoci una comunicazione formale. Ricordo che Fabio Pessina dirige un sistema bibliotecario che copre un bacino di 30 comuni (tra i quali Segrate), con oltre 360.000 abitanti, 39 biblioteche, un patrimonio complessivo di 780.000 documenti e un attività di 520.000 prestiti annui.

Nella sua lettera il dott. Pessina esterna il suo vivo interesse “per un’esperienza di questo genere che potrebbe essere I’unica in Italia per quanto ne sappia in questo momento, ed in grado di dare frutti interessanti a livello di promozione divulgazione culturale ad alto livello” e così conclude dicendo: “Resto in attesa degli ulteriori sviluppi e assicuro fin d’ora la mia disponibilità ad ogni futuro intervento che possa essere giudicato utile dalle parti interessate“.

In conclusione, vista la positive risposte ricevute, suggerirei che in questa vicenda, augurandomi che vada positivamente in porto, ci si avvalga degli apporti istituzionali della Regione e del Sistema Bibliotecario che, a mio avviso, possono essere importanti per garantire la validità e la coerenza delle scelte che l’amministrazione di Segrate si avvia a fare.

Sullo spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo presentato un’interrogazione sullo spostamento della Biblioteca di Dell’Utri a Segrate.

Il senso dell’interrogazione era molto semplice. La notizia del possibile arrivo a Segrate della Biblioteca di via Senato ha suscitato un generale interesse in quanto sembra dire che una cosa importante arriva a Segrate apparentemente grazie a un accordo che non comporta particolari costi per il Comune.

Qualche domanda però ce la siamo posta.

Ad esempio: si è semplicemente detto di sì ad una proposta che era difficile da rifiutare o è stata fatta anche una valutazione costi benefici?

Ci si è chiesto cosa comporta per il Comune, per il futuro centro civico XXV Aprile, per il servizio Biblioteca Comunale l’arrivo di questa struttura? Sarà utile ai cittadini o sarà un fiore all’occhiello che col tempo diventerà sempre meno interessante e quindi sarà solo una occupazione prestigiosa ma assolutamente superflua di preziosi spazi comunali?

Queste valutazioni sono state fatte con modalità scientifica prima di decidere, o si è fatto, come si dice “alla carlona” prima dicendo di sì e poi cercando di aggiustare le cose?

Facendo un esempio, un po’  improprio ma forse illuminante; se qualcuno ci dicesse: “Ho una Ferrari, non so dove metterla. Me la terresti nel tuo box?”

Cosa facciamo: diciamo subito di sì, oppure facciamo una attenta valutazione costi benefici?

La risposta arrivata dal Sindaco è del tutto insoddisfacente.

Innanzitutto è sorprendente che a quasi due mesi da una delibera che dispone la variante dei lavori del XXV Aprile non ci sia l’accordo tra il Comune e la Fondazione che, a parte l’intervista rilasciate a botta calda dal senatore Dell’Utri, pubblicamente non da segno di vita. Sono andato a leggermi i numeri di aprile maggio e giugno del bollettino della fondazione e di questo spostamento, che per la biblioteca di via Senato dovrebbe essere epocale, non c’è traccia. Importanti acquisti di volumi antichi e rari e dotti commenti di tema bibliografico, ma l’annuncio che la Biblioteca diventa segratese non c’è.

Facciamo poi qualche considerazione sulla “Ferrari”, cioè sulla Fondazione Biblioteca di Via Senato.

140.000 volumi. Messi in fila occupano più di quattro chilometri di ripiani (un conteggio semplicissimo: in media un libro ha uno spessore di due cm se è un tascabile; può arrivare a sei/sette cm se è come un dizionario. Diciamo in media trenta libri occupano un metro, cento libri ogni tre metri. Mille libri trenta metri, 140.000 libri, 4,2 km almeno).

Questo vuol dire 6/700 metri di scaffali. Non dubito che nella trattativa il problema dello spazio sia stato esaminato, ma se prevediamo di dare alla Fondazione 200 mq di spazi uso deposito e 280 mq di spazi previsti con consultazione; che ci stia tutto il patrimonio della Fondazione, tutti i fondi, 140.000 volumi, compreso il Fondo sulla Contestazione, il Fondo Fantascienza, le collezioni di libri antichi che non possono essere certo accatastati, mi sembra difficile. Anche il problema del personale mi sembra da chiarire. Non vedo spazi uso ufficio. Dove staranno? Non viene nessuno?

Poi vorrei dire una parola sugli spazi assegnati. La risposta del sindaco sembra dire che c’erano degli spazi usati male (una sala polifunzionale senza adeguata areazione) e per fortuna che ce li chiede la Biblioteca di via Senato. Non è così: il criptico accenno nella delibera alla sala ragazzi, vuol dire che al primo piano viene data alla Fondazione lo spazio riservato a ragazzi e bambini che vengono spostati al piano terreno in uno spazio aperto sulla piazza. Alternativa valida, forse migliore del progetto originale. Ma cosa c’era lì, prima nel progetto? Mi sbaglio o ci dovevano essere spazi di centro civico, come sala studenti, sala seniores, qualcosa del genere. Erano spazi per i segratesi che invece andranno altrove, a occupare qualcosa altro. Insomma, niente è gratis.

E poi c’è l’aspetto economico. Spending review? Qui come la mettiamo? Ospitiamo la Ferrari, che pochi o nessun segratese userà, a nostre spese.

Con questo non intendo dire che l’operazione Biblioteca di via Senato vada bocciata. Intendo dire che ho la sensazione che sia stata fatta dal sindaco tuttologo, senza confrontarsi con esperti. Su operazioni del genere, ci sono esperti in grado di dire quali sono, anche in base a precedenti esperienze, nel milanese o altrove, vantaggi o svantaggi nella collocazione di biblioteche specialistiche in centri medio piccoli?

Certo che ci sono: il Sistema Bibliotecario, che secondo il sindaco non va consultato perchè non è competente in materia di assegnazione di spazi comunali, o gli uffici regionali che sono certamente più informati di noi.

Se il Sindaco non lo fa, un parere glielo chiederò io. Vi farò sapere.

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