bilancio comunale

Lasciare la nostra città un po’ migliore di come l’abbiamo trovata

Un anno e mezzo fa, quando ho cominciato questa esperienza amministrativa, sapevo che non sarebbe stato facile per le precarie condizioni in cui versano gli enti locali. Le innumerevoli criticità del bilancio comunale che sono emerse nel tempo però hanno superato di gran lunga ogni pessimistica previsione. Per questo sono molto arrabbiato e amareggiato, perché non è certamente lasciando decine di milioni di debiti e i conti allo sbando che si governa il bene Comune. Ma non ci siamo dati per vinti. Anzi, siamo ancora più convinti che i segratesi ci abbiano eletto proprio per questo, non solo per tutelare il territorio dalle speculazioni, ma anche e soprattutto per tornare a una sana normalità di gestione della cosa pubblica. In tutti questi mesi nonostante le difficoltà ci siamo rimboccati le maniche per trovare una soluzione: responsabilmente nei tre anni e mezzo che ci restano di mandato metteremo a posto anche i conti, proponendo come fanno i buoni padri di famiglia una gestione finanziaria sostenibile, oculata e che preveda entrate e uscite certe; contenimenti della spesa e riduzione degli sprechi. Ciò che faremo sarà solo a tutela della cittadinanza e di chi dopo di noi verrà ad amministrare la nostra Segrate, con un solo obiettivo: lasciare la nostra città un po’ migliore di come l’abbiamo trovata.

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo avviato la prima parte della manovra di riequilibrio, faticosa ma doverosa. Ringrazio per questo tutta la maggioranza e chi in queste settimane e in questi giorni sta lavorando con grande dedizione e serietà. Al contrario di chi ancora irresponsabilmente va in giro dicendo con volantini che mi raffigurano come Pinocchio con le orecchie d’asino che la situazione di bilancio che stiamo raccontando ce la siamo inventata, che è frutto della nostra incapacità di amministrare. Un volantino che sono certo farà più male a chi l’ha diffuso perché io, la Giunta e la maggioranza di governo, al contrario di chi si è affrettato a darci dei bugiardi in modo sbrigativo, molto vago, senza leggere i documenti e con contenuti non corretti, non abbiamo nulla da nascondere e stiamo lavorando anche in questa delicata situazione con assoluta trasparenza. Questa situazione di bilancio e le sue conseguenze sono state illustrate in diverse occasioni da me e dal vicesindaco Luca Stanca in occasione di sedute di consiglio comunale, conferenze stampa, comunicazioni tramite i canali dell’ente e soprattutto in tre serate aperte al pubblico organizzate tra febbraio e marzo a Milano 2, Segrate Centro e San Felice. Incontri che hanno avuto una partecipazione motivata di segratesi di diverse fasce d’età. Ci sono stati interventi, commenti, domande e giudizi. Ma che qualcuno dicesse che ci stavamo inventando tutto, di fronte ai numeri certi e alla matematica, questo non è mai capitato.

Ma forse ciò che però più mi rammarica è che in tutti questi mesi non ci sia stato un solo rappresentante delle forze d’opposizione che di fronte a cifre incontrovertibili segnalate alla Corte dei Conti, abbia per un attimo lasciato da parte la battaglia per il potere, non so in che altro modo definirla, e abbia provato a offrire il proprio contributo. La situazione finanziaria del Comune di Segrate che è emersa dal passato ci ha davvero portati a un passo dal tracollo, e allora sì che sarebbero stati guai ben più seri, ma sembra che anche chi predica in continuazione la partecipazione e la collaborazione tra le parti per il bene dei cittadini questo non importi.

Un futuro migliore per i segratesi e i nostri figli, invece, a me sembra l’unico vero obiettivo che deve essere sempre inseguito sempre con determinazione. Con onestà, trasparenza e energia.

Rimbocchiamoci le maniche

Segrate smart citySiamo in corsa. La mia coalizione è pronta: il nostro programma è on line. Guardatelo e diteci cosa ne pensate. Preparatevi ad approvarlo votando nella scheda elettorale una delle quattro liste che mi sostengono. Fatelo con entusiasmo. La mia coalizione è formata e sostenuta da bella gente, serena, pacifica, che si impegna per un mondo migliore. E’ la gente che mi aiuterà a diventare il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi voteranno. Sarò il sindaco di tutta Segrate.

C’è un’intera città da completare, da migliorare, da rendere degna delle belle persone che la abitano. Per questo la nostra campagna elettorale è fatta di proposte:

TRASPARENZA negli atti dell’amministrazione, garanzia di onestà e rigore.
PARTECIPAZIONE dei cittadini conquistata attraverso informazioni e proposte.
BILANCIO comunale libero finalmente dal vincolo del pareggio attraverso gli oneri di urbanizzazione.
CASA, per consentire ai giovani un futuro abitativo e mantenere il valore delle proprietà.
AMBIENTE, da salvaguardare, migliorando la vivibilità, la raccolta differenziata, il monitoraggio dell’aria, dell’acqua, del rumore, del traffico.

Con le nostre proposte prendiamo le distanze dalla coalizione del sindaco uscente e sulle proposte lo sfidiamo anche quando non trova di meglio che insultare paragonandoci ai neri teppisti che hanno devastato Milano.
Scrivere che se vincerò io i black bloc devasteranno Segrate sarebbe divertente, tanto la “boutade” è grossa, se non fosse grave, detto da chi ha governato la città per dieci anni.
Dare del teppista a chi ha come principi l’onestà, la giustizia sociale, la solidarietà, la dignità e il rispetto per ogni essere umano non è solo risibile, è offensivo, insultante.
Al suo livore rispondiamo che uno di noi è il sindaco di Milano, che invece di insultare si è rimboccato le maniche per ripulire la sua città.
Questo noi vogliamo fare per Segrate: rimboccarci le maniche, fare bella la città. Senza insultare nessuno.

Bilancio in rosso?

buco_bilancioHo chiesto con forza all’amministrazione uscente di spiegare come intende coprire il buco di bilancio creato dalla sentenza del TAR Lombardia che ha annullato il PGT del Comune di Segrate.

Nel Bilancio 2015 mancheranno non solo le entrate per oneri di urbanizzazione per realizzare opere pubbliche (che quindi andranno rinviate), ma anche quella parte di oneri destinata a coprire spese correnti ed anche le cospicue entrate dall’IMU dei terreni edificabili che ora edificabili non sono più.

Un totale che da alcuni calcoli potrebbe essere di quasi cinque milioni di euro, sul totale di trenta milioni circa della spesa corrente ordinaria.

L’amministrazione non risponde. Anzi, una richiesta al sindaco di riferire in consiglio presentata dalla minoranza è stata rifiutata con un cavillo burocratico. Rimane all’ordine del giorno del prossimo consiglio una analoga interpellanza presentata da Segrate Nostra.

Penso che il sindaco non risponde perché non intende rimediare. Intende lasciare terra bruciata alle proprie spalle, offendendo la città e soprattutto chi, cinque anni fa, gli diede fiducia.

Se sarò io il prossimo sindaco dovrò affrontare il problema e risolverlo, insieme ai tanti altri problemi irrisolti che vent’anni di centro destra ci hanno lasciato. Lo farò con impegno ed entusiasmo.

So che la città vuole cambiare e oggi cambiare si può. Finalmente.

Verso le elezioni

campagnaCominciamo con due notizie.

La prima è che siccome siamo a marzo si vota tra settanta giorni, il 10 maggio. Lo ha detto Renzi e se lo ha detto lui…

Questo vuol dire che tra quaranta giorni, solo quaranta, bisogna presentare tutto: liste dei candidati con le firme, almeno 175 se non sbaglio, i simboli, le dichiarazioni e soprattutto il programma. Non siamo in affanno, siamo in corsa. Il prossimo appuntamento è sabato prossimo, 7 marzo al Centro Verdi per presentare la coalizione e i pilastri del programma.

La seconda notizia è che anche gli altri sono già in corsa. Ci sono i leghisti dissidenti ai quali va la mia simpatia. Ci sono i leghisti ortodossi ai quali ri-va la mia simpatia, perché il loro candidato sindaco è Vittorio Rigamonti, un amico di famiglia. Se sarà davvero lui il candidato del Carroccio sarà certamente un avversario leale e corretto.

Se sarà un altro il nome del centrodestra, per intenderci l’uomo (o la donna) proposto da Alessandrini, mi auguro che sia altrettanto corretto e leale. Anche se mi vengono in mente un paio di episodi del 2010 non esattamente esemplari. Nel frattempo, anche se il candidato del centrodestra ad oggi non è ancora noto, la sua campagna elettorale è iniziata ieri con la diffusione di un volantino che punta sull’argomento destrorso consueto prima delle elezioni: la riduzione delle tasse. Si dice che è stata azzerata la Tasi e ridotta la Tari, oltre al fatto che verranno azzerati i mutui e ridotta drasticamente la spesa corrente.

Su queste previsioni ho già espresso in consiglio comunale la mia indignazione perché sono tutte ipotesi costruite su un azzardo, cioè che proprio quest’anno inizino davvero i lavori della viabilità speciale. Notizia che già da sola farebbe correre tutti i segratesi al cantiere a guardare le ruspe andare avanti e indietro ricucire la ferita aperta tra Lavanderie e Redecesio una vita fa. Ma non solo. Che inizino anche i lavori del Westfield Milan superando tutti gli ostacoli. Ne cito solo due: la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che è ferma da sei mesi all’esame degli uffici regionali e la ferma presa di posizione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha dettato un orientamento sulla procedura di affidamento lavori differente da quello previsto dalla multinazionale.

Comunque questo volantino è sfortunato perché diffuso proprio nel giorno nel quale è arrivata una notizia devastante: quella della sentenza del TAR sul PGT e sul Golfo Agricolo. Oltre a tutti gli altri aspetti della sentenza, all’esame degli esperti, uno mi salta all’occhio e riguarda il bilancio e le promesse finali dell’amministrazione Alessandrini. Per compensare il taglio della Tasi, e comunque nell’equilibrio generale del bilancio, è prevista un’entrata di 3,8 milioni di euro di IMU sulle aree fabbricabili, in aumento di 800mila euro rispetto all’anno scorso anche per merito del lavoro di stimolo, contestazione e verifica tecnica messo in campo dall’ottimo consigliere di Segrate Nostra Gianfranco Rosa. Il fatto che per effetto della sentenza del TAR il Golfo Agricolo non sia più edificabile, riduce moltissimo questa entrata: a spanne direi che almeno la dimezza se non di più.

Il bilancio appena approvato quindi nasce con un buco enorme ed è su questo che si è fondata la mia indignazione, perché agire in questo modo nell’anno elettorale vuol dire lasciare dietro di sé terra bruciata. Ed è anche questo un segnale delle difficoltà di questa campagna elettorale.

Al momento il centrosinistra è compatto e scalpita, mentre il centrodestra è in difficoltà: nella seduta di consiglio comunale di questa settimana la maggioranza si è dissolta e sono state approvate tutte le risoluzioni presentate dall’opposizione, compresa, ironia della sorte, una mozione che raccomanda alla giunta comunale di sospendere ogni altra autorizzazione o convenzione o atto riguardante il consumo di suolo. Ironia della sorte perché dopo poche ore è arrivata la sentenza del TAR a porre sulla questione un pesante sigillo.

Ma non illudiamoci. Il centrodestra si ricompatterà in vista delle elezioni perché non vuole perdere una roccaforte come Segrate e lancerà una campagna elettorale durissima, senza esclusione di argomenti e di colpi. Ma noi siamo pronti. Prontissimi.

Ora sì è il momento di cambiare verso anche a Segrate.

Un bilancio fortemente drogato

consiglioQuello approvato ieri sera in Consiglio Comunale è un bilancio di previsione fortemente drogato dai proventi che difficilmente quest’anno arriveranno dal Westfield Milan e costruito come sempre sulle entrate dal mattone.

E’ inevitabile essere fortemente critici nei confronti del documento programmatico che ieri sera ha avuto dalla maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Alessandrini un faticoso benestare con uno scarto minimo di voti e senza una maggioranza qualificata.

Ho chiesto con forza al sindaco di non prendere più nessuna decisione riguardo l’uso del territorio, rimandando tutto a dopo le elezioni e alla nuova amministrazione portando avanti solo l’ordinario.

Non importa se il prossimo Sindaco sarò io o qualcun altro: chiunque sarà non c’è motivo perché debba trovarsi a ereditare delle importanti situazioni portate avanti adesso, in questo scorcio di fine legislatura. Quello che ho chiesto è un segnale di rispetto verso la prossima amministrazione, un segnale facile dare: non sarà certo qualche atto preso frettolosamente in questi giorni che cambierà il giudizio dei cittadini rispetto a questo governo locale e alle formazioni politiche che oggi lo esprimono.

Porre in bilancio gli oneri di urbanizzazione del megacentro commerciale Westfield, 24 milioni, come se tutto fosse a posto, come se mancasse solo qualche firma, come quindi solo se l’importante non fosse quello che il centro commerciale più grande d’Europa provocherà nel bene e nel male alla nostra città, mi ha veramente indignato. Nessuna visibile preoccupazione per gli aspetti ambientali: quello che conta è mettere al più presto in cassa la pentola d’oro trovata alla fine dell’arcobaleno per poter dire: tutto è a posto, tutto è in ordine, niente più Tasi e bilancio senza debiti.

Inoltre nonostante lo sbandierato azzeramento pre-elettorale della Tasi la pressione fiscale non diminuisce. Basta guardare il totale delle imposte che passa da 19milioni 110mila euro a 20 milioni 130mila euro. Ovvero un milione e 20mila euro in più. Poi ci sono le presunte entrate per oneri di costruzione, in totale 33milioni e 661mila euro di cui 2 milioni e 500mila euro destinati a finanziare la spesa corrente. Ancora un volta un bilancio costruito sul mattone.

No, così non va, mi auguro che gli elettori segratesi tra qualche settimana chiedano un deciso cambiamento e io spero di poterne essere il protagonista.

La signora Ivana

La signora Ivana questa settimana mi ha indirizzato una lettera pubblica su Segrate In Folio in cui in sostanza dice che la Segrate di una volta era decisamente meno abitabile di quanto non sia ora: non c’erano marciapiedi né parchi e i campi erano delle steppe. La signora dà merito ai sindaci Colle ed Alessandrini dei miglioramenti apportati. Mi rimprovera di saper solo criticare senza fare proposte.

Cerco di risponderle. E le scrivo qui, oltre che su In Folio, perché purtroppo la signora Ivana si è dimenticata di dirci il suo cognome.

Gentile signora Ivana,

a Segrate sono stati fatti molti lavori pubblici; le strade, il verde urbano, gli edifici comunali sono in linea di massima ben tenuti; i servizi comunali sono di buona qualità, alcuni sono eccellenti. Se così non fosse, sarebbe sorprendente che da sedici anni venisse rieletta la stessa maggioranza di centro destra, per quanto ciò corrisponda saldamente anche al voto espresso nelle città nelle elezioni politiche e regionali.

Le chiedo: ci dovremmo aspettare qualcosa di diverso? Segrate da molti anni appare nella classifica dei comuni più ricchi d’Italia; la ricordo sempre nei primi dieci, anni fa era addirittura sul podio dei primi tre. Segrate è una città ricca, che sia ben tenuta e con dei buoni servizi è un buon segno, ma se non lo fosse sarebbe uno scandalo. E comunque non sembra di essere in Canton Ticino e nemmeno in Trentino.

E poi ci sono i problemi. Gliene segnalo, in breve, quattro: vivibilità, viabilità, bilancio, consumo di suolo. Vivibilità: signora Ivana, conosce certo Cernusco sul Naviglio ed ha passeggiato nel suo centro storico. Come mai a Segrate non c’è una zona pedonale degna di questo nome? Viabilità: a Pioltello stanno interrando 700 m di Cassanese; a Segrate il nostro sindaco (che amministra Segrate a vario titolo fin dal 1996) ha annunciato che da ora (evvai!) si dedicherà anima a corpo al problema della viabilità. Bilancio comunale: ogni anno trova la quadratura grazie alle entrate per oneri edilizi; si fa costruire per avere i soldi per le spesi correnti, appesantite dai mutui e da spese esagerate (una per tutte: un faraonico corpo di Polizia Locale). Consumo di suolo: non so se ha letto il numero di fine agosto di Famiglia Cristiana. Perfino il maggior settimanale cattolico ha trovato necessario sottolineare che a Segrate si è deciso di consumare tutto (proprio tutto) il terreno agricolo. Certo quarant’anni fa ce n’era tanto. Negli anni sessanta, mi dicono, c’erano perfino le marcite ed i fontanili. Ora ne è rimasto pochissimo e mi spiace che a lei non interessa che sparisca e che tutto il territorio sia completamente, come si dice, urbanizzato.

Infine: quelle che lei chiama critiche sono, secondo noi, la proposta di un altro modo di amministrare. Il consumo di suolo per esempio: questa maggioranza vuole che si costruisca su tutto il verde agricolo che rimane a Segrate. Segrate Nostra propone che si costruisca solo sulle aree già degradate: la ex dogana e l’ex Cise, per esempio.

Grazie comunque per avermi scritto.

Con simpatia.

Paolo Micheli

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