buco di bilancio

Chiarezza sulle tariffe degli asili nido comunali

Basta con le strumentalizzazioni e gli allarmismi, facciamo chiarezza sulle nuove tariffe degli asili nido comunali. Il costo dei nidi tra quelli dei Servizi a domanda individuale (mense scolastiche, trasporti, ecc) NON si basa si basa sul reddito, ma sulle fasce ISEE. Cos’è l’ISEE? E’ un indicatore che valuta la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata. L’ISEE quindi solo in parte ha a che fare con il reddito da lavoro che tutti conosciamo, ovvero l’ammontare annuo dei nostri guadagni. Un ISEE di 33.000 euro non equivale affatto a un reddito di 33.000 euro. Sul calcolo ISEE intervengono infatti molteplici fattori. Quali? E’ calcolato sulla base dei redditi da lavoro di tutti i componenti famigliari, sul patrimonio mobiliare e immobiliare (se si paga un mutuo, un affitto), sullo stato dei conti correnti e sulle caratteristiche del nucleo familiare: numero di figli a carico ed eventuali disabilità, ecc. Insomma, l’ISEE fotografa la condizione economica di una famiglia in modo certo. Per calcolarlo ci si può rivolgere gratuitamente a un qualsiasi Centro di Assistenza Fiscale. L’invito, quindi, che rivolgo a tutti coloro che devono iscrivere un figlio al nido o devono pagare un Servizio a domanda individuale, è di fare l’ISEE, altrimenti si verrà inseriti automaticamente nella fascia più alta delle tariffe e allora sì che potrebbero presentarsi problemi. Una procedura che, ad esempio, tutti gli studenti fanno ogni anno per iscriversi all’Università.

Quasi tutte le rette rimangono invariate e spesso più basse dei comuni a noi vicini, mentre le fasce ISEE più ricche hanno subito un aumento che le allinea comunque ai costi dei Comuni vicini, rimanendo in alcuni casi anche più basse. Quindi niente politiche folli e draconiane fuori dal mondo. Quest’anno abbiamo introdotto una nuova fascia ISEE da 33.000,01 euro a 45.000,00 per puntualizzare ancora di più la tariffazione e aumentarne l’equità. Attualmente le fasce ISEE sono 13. Gli aumenti coinvolgono SOLO le ultime due fasce ISEE, la 12^ e la 13^, ovvero coloro che hanno un ISEE superiore a 33.000,01 euro. Ripeto reddito ISEE. Abbiamo quindi difeso i redditi più bassi: per tutte le altre 11 fasce ISEE le tariffe e gli eventuali sconti per frequenze part-time e per fratelli restano INVARIATE. Sento dire: “Ma allora conviene più il nido privato“. Probabilmente per chi ha un reddito ISEE maggiore di 45.000 euro. Però è bene ribadire anche un altro concetto: tutti i cittadini di Segrate (anche chi non ha figli) concorrono pagando le tasse alla spesa dei nidi comunali e più in generale alla spesa di tutti i Servizi a domanda individuale, perché le rette non coprono l’intero costo del servizio che viene pagato in toto dal Comune. Quindi in linea di principio è corretto che chi ha le possibilità economiche per farlo, finanzi il servizio senza pesare sulla collettività (così come chi decide di iscrivere i propri figli nei nidi di Segrate ma risiede in una altra città). Ognuno poi è libero di fare le proprie valutazioni economiche, mettendo sul piatto anche il fatto che la qualità dei nostri nidi pubblici è eccellente.

Arriviamo al perché dell’aumento. Lo abbiamo raccontato in diverse occasioni e incontri pubblici e lo ribadisco ancora una volta: abbiamo ereditato una situazione finanziaria del Comune disastrosa che mai avremmo pensato di trovare. Stiamo cercando di evitare il dissesto, che avrebbe conseguenze molto serie per la città, chiedendo alla Corte dei Conti di dilazionare i quasi 17 milioni di euro di debiti lasciati dalle precedenti amministrazioni. Una manovra che abbiamo avviato con spirito di servizio, assumendoci comunque responsabilità che NON SONO NOSTRE, con drastici tagli della spesa, riorganizzazioni dei servizi e, ahinoi, con aumenti delle imposte che solo un pazzo proporrebbe se non fosse costretto. Si sarebbe potuto fare in altro modo? No. E i tanti presunti maghi che oggi raccontano il contrario dichiarando che siamo noi gli incapaci, sono gli stessi che hanno infilato Segrate e i segratesi in questa drammatica situazione. Noi agiremo diversamente, lasceremo a chi verrà dopo di noi i conti in ordine, garantendo loro la possibilità di attuare le politiche promesse ai cittadini.

Mi raccomando, richiedete tutti l’ISEE per tempo, è gratuito e vi eviterà spese non necessarie.

Bilancio in rosso?

buco_bilancioHo chiesto con forza all’amministrazione uscente di spiegare come intende coprire il buco di bilancio creato dalla sentenza del TAR Lombardia che ha annullato il PGT del Comune di Segrate.

Nel Bilancio 2015 mancheranno non solo le entrate per oneri di urbanizzazione per realizzare opere pubbliche (che quindi andranno rinviate), ma anche quella parte di oneri destinata a coprire spese correnti ed anche le cospicue entrate dall’IMU dei terreni edificabili che ora edificabili non sono più.

Un totale che da alcuni calcoli potrebbe essere di quasi cinque milioni di euro, sul totale di trenta milioni circa della spesa corrente ordinaria.

L’amministrazione non risponde. Anzi, una richiesta al sindaco di riferire in consiglio presentata dalla minoranza è stata rifiutata con un cavillo burocratico. Rimane all’ordine del giorno del prossimo consiglio una analoga interpellanza presentata da Segrate Nostra.

Penso che il sindaco non risponde perché non intende rimediare. Intende lasciare terra bruciata alle proprie spalle, offendendo la città e soprattutto chi, cinque anni fa, gli diede fiducia.

Se sarò io il prossimo sindaco dovrò affrontare il problema e risolverlo, insieme ai tanti altri problemi irrisolti che vent’anni di centro destra ci hanno lasciato. Lo farò con impegno ed entusiasmo.

So che la città vuole cambiare e oggi cambiare si può. Finalmente.

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