Centro Commerciale

L’incontro con Percassi

percassiQuesta mattina al Pirellone ho incontrato Antonio Percassi, l’imprenditore bergamasco che insieme agli australiani della società Westfield ha in progetto la costruzione di un colosso commerciale nell’area dell’ex dogana di Segrate.

Si è trattato di un breve faccia a faccia, cui seguirà presto un altro incontro al quale parteciperanno anche gli investitori stranieri, servito per conoscersi e per approfondire il quadro della situazione che potrebbe a breve sbloccarsi dopo anni di stallo. Infatti il progetto, approvato da un accordo di programma tra Regione Lombardia, Provincia di Milano e comune di Segrate nel 2009, potrebbe vedere l’apertura dei cantieri nel 2015 dopo il recentissimo via libera del Cipe al finanziamento dei lavori della Cassanese bis per il tratto dallo svincolo di Lambrate fino all’ex dogana, strada indispensabile per l’inizio dei lavori.

Mi sono detto disponibile al confronto, fermo restando le preoccupazioni che da sempre solleviamo all’indirizzo di quest’opera faraonica che porterà a Segrate il secondo mall più grande d’Europa (1,8 milioni di metri quadrati) con un investimento di 1,4 miliardi di euro.

Trasparenza e legalità devono essere i punti cardine di questa iniziativa imprenditoriale. Sarà nostro compito vigilare che si vada in questa direzione per evitare situazioni spiacevoli come è accaduto anche recentemente per l’Expo. Resto inoltre preoccupato per le ricadute ambientali, viabilistiche, occupazionali e sul commercio locale che quest’opera potrebbe avere su Segrate e sull’intera aera della Martesana. Preoccupazioni che ho già presentato in questo primo incontro a Percassi, da cui ho ricevuto un apprezzabile segnale di disponibile attenzione.

Westfield salirà al 75% del centro commerciale di Segrate

WestfieldMilan
Il mega centro commerciale di Segrate ora viene stimato 1.400.000.000 di euro. Contento Percassi, che venderà altre quote agli australiani e metterà da parte un po’ di soldi. Ma saranno contenti soprattutto gli uomini della giunta attuale, che potrebbero godere di finanziamenti illimitati per la prossima campagna elettorale, che si preannuncia sempre di più uno scontro tra Davide e Golia.

Ma noi ci impegneremo, perché, come ci ha ricordato recentemente Ermanno Olmi, …o noi cambiamo il corso impresso alla storia o sarà la storia a cambiare noi.

Il CERBA? Facciamolo a Segrate

CERBAA Segrate c’è un’area di circa un milione di metri quadri che viene chiamata Ex Dogana perché una quarantina di anni fa fu espropriata, abbattendo alcuni antichi edifici rurali, per realizzarvi quella che avrebbe dovuto essere la nuova zona doganale di Milano. Non se ne fece nulla e rimase una immensa incompiuta, con edifici per uffici già arredati e capannoni che via via si degradarono.

Nel 2009 Regione, Provincia di Milano, Comune di Segrate e la società IBP dell’ing. Percassi conclusero un Accordo di Programma che prevedeva di realizzare su 600.000 mq della ex-dogana il secondo, per grandezza, centro commerciale d’Europa: 130.000 mq di strutture di vendita con parcheggi per 14.200 posti macchina. L’AdP, oltre allo sviluppo immobiliare dell’area riguarda anche la realizzazione della tangenzialina finale della Cassanese prevista per l’accesso al centro commerciale ed anche per togliere dal centro abitato il traffico di transito, prossimamente incrementato dal completamento della Brebemi. Nel 2011 nell’affare è entrato il gigante australiano dei centri commerciale Westfield e il centro commerciale prende il nome di Westfield Milan.

Come ho già raccontato tutto questo mega progetto procede molto lentamente. Per uscirne occorrono coraggio e decisione.

Allora perché non cercare un’alternativa? Ce n’è una qui, a portata di mano: <strong>il grande progetto Cerba, la città della scienza pensata da Umberto Veronesi. Perchè non farlo qui a Segrate?

Sarebbe una scelta sulla quale vanno a convergere una serie di linee guida:

  1. Lo stop ai mega centri commerciali che hanno già fin troppo snaturato il territorio e la residenzialità della Lombardia.
  2. Il corretto utilizzo del territorio in quanto utilizzare la ex dogana di Segrate rappresenterebbe la riqualificazione della più estesa area industriale dismessa dell’est milanese.
  3. La sinergia scientifica con le altre grandi realtà mediche e di ricerca già presenti a Segrate, come il Lita/CNR e il San Raffaele.
  4. La programmazione del territorio anticipatrice della visione della ormai prossima città metropolitana.

Certo, ci vogliono coraggio e decisione. E rapidità. Una sfida alla quale un buon amministratore non dovrebbe sottrarsi.

Segrate, Cassanese Bis da completare

Anche il 2014 della Martesana inizia orfano della Cassanese Bis (o Viabilità speciale segratese), unica arteria mancante all’intero potenziamento della provinciale fino a Melzo, senza la quale l’apertura prevista per quest’estate della nuova autostrada Brebemi potrebbe portare alla paralisi del traffico di questa fondamentale via d’accesso per il capoluogo e della mobilità dell’Est Milano. La realizzazione di questo raccordo di circa quattro chilometri è legata a fondi pubblici e privati e al progetto di costruzione da un miliardo di euro del Westfield Milan, il mega centro commerciale la cui realizzazione nell’area dell’ex dogana segratese è stata approvata nel 2009 ed è finanziata anche da imprenditori australiani.

Grazie a Pierfranco Redaellei di Avvenire che riprendere un articolo di questo blog.

cassanese

Viabilità speciale in tempo per l’Expo? Scordiamocela.

westfieldIl Westfield Milan, se verrà realizzato su 600.000 mq della ex-dogana, potrebbe essere il secondo, per grandezza, centro commerciale d’Europa: 130.000 mq di strutture di vendita con parcheggi per 14.200 posti macchina. La mega iniziativa immobiliare prevede la realizzazione della tangenzialina finale della Cassanese prevista per l’accesso al centro commerciale e anche, o soprattutto, per togliere dal centro abitato di Segrate il traffico di transito, prossimamente incrementato dal completamento della Brebemi.

Attualmente, diciamolo chiaro, tutto questo mega progetto è fermo e giorno dopo giorno aumentano le probabilità che sia destinato a fallire, per quanto sia collegato alla realizzazione dei raccordi di completamento della Brebemi a sua volta indicata dal DPCM 6.5.2013 come opera connessa all’Expo 2015. E’ appunto la scadenza dell’Expo il punto di crisi del progetto. Mancano 16 mesi all’inaugurazione e la tangenzialina della Cassanese che consentirà l’accesso al centro commerciale è ancora ferma.

E’ ferma soprattutto nel tratto dallo svincolo di Lambrate all’area ex dogana, che deve essere realizzato dalla Serravalle spa. Il progetto fu inviato dalla Provincia a Roma nel maggio del 2012, ma la delibera del Cipe che ha dato via libera al completamento del finanziamento risale all’agosto scorso, è stata firmata dal Presidente Letta solo il 14 ottobre ed è ancora sotto l’esame della Corte dei Conti, alla quale è stata rimandata l’8 novembre con una documentazione aggiuntiva richiesta dalla Corte stessa.

Una brutta storia italiana di lentezza burocratica.

Dicono che in Cina costruiscono in due anni una intera nuova città. Ma se non passiamo tutto in mano ai cinesi o speriamo in un miracolo italiano la tangenzialina ce la possiamo scordare, sicuramente per il completamento della Brebemi e da connesso allargamento della Cassanese da Melzo a Segrate.

Anche perché è fermo il tratto Serravalle, ma sono fermi o quasi gli altri due tratti, quello all’interno della ex dogana (a carico del centro commerciale) e soprattutto quello dalla ex dogana a Pioltello, il più complicato e costoso, finanziato in parte da Westfield e in parte da Ragione, Provincia e Comune.

Il problema è: come reagiranno gli australiani a questi ritardi? Cosa succederà se dovessero mollare?

Venti anni di amministrazione di centro destra ci lasciano questo in eredità: un territorio completamente urbanizzato, cantieri incompiuti, progetti immobiliari fallimentari e il traffico della Brebemi a due metri dalle nostre case.

E il conto da pagare.

Aggiornamenti sul 2° centro commerciale più grande d’Europa

Ho aggiornato con gli eventi del 2012 e 2013 la storia del secondo centro commerciale più grande d’Europa, che dovrebbe essere costruito a Segrate.

Un breve riassunto. Nel 2009 Regione, Provincia di Milano, Comune di Segrate e la società IBP dell’ing. Percassi conclusero un Accordo di Programma che prevedeva di realizzare su 600.000 mq della ex-dogana il secondo, per grandezza, centro commerciale d’Europa: 130.000 mq di strutture di vendita con parcheggi per 14.200 posti macchina. L’AdP, oltre allo sviluppo immobiliare dell’area della ex dogana e di due altre grosse aree (una a Novegro ed una nella zona IBM-S.Felice), riguarda soprattutto la realizzazione della tangenzialina finale della Cassanese prevista per l’accesso al centro commerciale ed anche per togliere dal centro abitato di Segrate il traffico di transito, prossimamente incrementato dal completamento della Brebemi. Nel 2011 nell’affare è entrato il gigante australiano dei centri commerciale Westfield e il progetto del centro commerciale ha preso il nome di Westfield Milan.

Per chi fosse interessato a conoscere tutta la storia, questo è il link.

Presidente Maroni: guardi cosa succede a Segrate!

maroni_robertoIl presidente Maroni ha definito: “Scelta significativa, impegnativa e politicamente rilevante” la delibera adottata venerdì dalla Giunta Regionale sul commercio con la decisione di non consentire l’autorizzazione a quelle varianti degli strumenti urbanistici del Piano di governo del territorio che trasformano le aree agricole in aree destinate alla realizzazione di grandi centri commerciali.

Peccato che a Segrate, proprio sul confine con Milano, la stalla sia stata chiusa quando i buoi erano già scappati.

L’amministrazione comunale di Segrate, con una procedura che, a seguito di una mia segnalazione, è stata fortemente criticata anche dagli uffici dell’Assessore Beccalossi, ha trasformato in edificabile un’area di 25.000 mq che invece il PGT approvato dal Consiglio Comunale aveva classificato tra le Aree a verde di riqualificazione ecologica.

Su questa area “agricola” è già iniziata la realizzazione di un complesso commerciale con un parcheggio di oltre 1400 posti macchina.

Chiedo al Presidente e all’Assessore Beccalossi di passare dalle parole ai fatti e di intervenire immediatamente per fermare questo oltraggio all’agricoltura lombarda.

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