Cernusco sul Naviglio

Punto nascite dell’Uboldo: resta l’amaro in bocca

È arrivata finalmente la risposta dell’assessore alla mia interrogazione in merito alla vicenda della chiusura del punto nascite dell’ospedale Uboldo di Cernusco.

Di fatto l’assessore ribadisce le motivazioni, già espresse in altre sedi, che hanno portato alla scelta di Melzo, nonostante il numero di nascite inferiore, vale a dire: “minor tasso di fuga delle donne di Melzo” (cioè ci sono meno donne di Melzo che vanno a partorire fuori città di quanto non accada a Cernusco), localizzazione dell’ospedale in una zona senza altri ospedali attorno e una non meglio definità “opportunità di miglioramento dell’offerta assistenziale derivante da un proficuo scambio con i medici del presidio di Cernusco“.

Quanto al ricollocamento del personale, l’assessore dice che è improprio parlare di ciò, visto che già il personale risponde a un unico primario.

La scelta, dunque, ormai è fatta e il punto nascite di Cernusco è stato chiuso. Resta l’amaro in bocca per una modalità poco lineare, con un ribaltamento repentino di fronte rispetto a decisioni già assunte e per lo scarso coinvolgimento delle comunità locali coinvolte.

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Contributi anti sfratto dalla Regione: sindaci della Martesana informate i cittadini!

SfrattasiDalla Regione Lombardia una pioggia di 12 milioni di euro per sostenere gli inquilini in situazione di morosità incolpevole. Peccato che la notizia del provvedimento dell’11 novembre scorso, a completamento delle iniziative regionali 2014 a favore della famiglie per il mantenimento dell’abitazione in locazione, anche a detta degli uffici del Pirellone, pare non sia ancora arrivata a destinazione.

Ovvero ai sindaci delle città raggiunte dalla delibera, 11 nella zona della Martesana ad alta tensione abitativa, che sono tenuti a informare i propri cittadini di questa possibilità, individuando poi tra questi, e quindi comunicandoli alla Regione, i destinatari del contributo che ne abbiano fatto richiesta: inquilini morosi incolpevoli (coloro che hanno perso il lavoro o con una considerevole riduzione del reddito) che abitano alloggi sul libero mercato o con contratti a canone moderato in abitazioni di proprietà comunale o dell’Aler.

In Martesana le risorse principali dei contributi previsti nella prima parte della delibera, quelli per le locazioni sul libero mercato (in tutto 8,3 milioni di euro) sono stati assegnati a Cologno Monzese (73.789,24 euro), Pioltello (66.805,31), Melzo (65.375,90) e Vimodrone (65.178,73). Seguono Cernusco sul Naviglio (53.900,70), Trezzo d’Adda (53.197,94), Gorgonzola (52.730,98), Cassano d’Adda (50.625,00), Segrate (46.625,41), Peschiera Borromeo (40.064,82) e Cassina de’ Pecchi (37.625,60). Per un totale di circa 605mila euro.

Per questo ieri ho scritto ai sindaci di queste città, ricordando loro questa grande opportunità per i cittadini che vivono situazioni di difficoltà: «Tra i destinatari dei fondi stanziati nella predetta delibera vi è anche il suo Comune che sono sicuro abbia avviato entro il 30 ottobre 2013 azioni per il contrasto alla morosità incolpevole, requisito necessario per accedere ai fondi. Sono certo che lei abbia già fatto inviare dagli uffici competenti alla Prefettura l’elenco degli inquilini morosi incolpevolmente ma, poiché l’adesione alla misura da parte del Comune deve avvenire entro il 31 dicembre 2014, mi preme sollecitare la celerità nell’adempimento delle procedure burocratiche affinché i cittadini in difficoltà possano usufruire di questo importante aiuto economico».

Termine del 31 gennaio 2015, invece, per Comuni e Aler per fornire il dato preciso della morosità incolpevole riguardante i propri inquilini con contratto a canone concordato, moderato o sottoscritto ai sensi dell’art. 8 della Legge 179/1992. In questo caso il contributo totale dello stanziamento regionale è di 4 milioni di euro e in Martesana ne potranno beneficiare gli stessi 11 comuni.

No all’aument​o dei voli oltre Expo

linateIntervenire sul Governo affinché siano evitate ulteriori decisioni calate dall’alto e si torni a puntare sulla valorizzazione di Malpensa, anche attraverso il contenimento dei voli su Linate.

Questo, in sintesi, è il senso della mozione che ho presentato martedì pomeriggio in Consiglio Regionale, approvata con un solo voto contrario.

Sappiamo tutti che un aeroporto come quello di Linate è innanzitutto un servizio primario e una risorsa. E’ una risorsa anche occupazionale per il territorio. Quando fu potenziata Malpensa e con il trasferimento di servizi e quindi di personale, vi furono, ad esempio per i dipendenti SEA grossi problemi, cassa integrazione e altro.

Linate è un aeroporto cittadino ed è quindi sotto molti aspetti una comodità. In vista dell’Expo che, ricordiamolo, inizia tra sei mesi, il potenziamento di Linate è del tutto logico. Il sito dell’Expo è quasi equidistante dai due aeroporti milanesi, Linate e Malpensa, come tempo di spostamento in auto; Malpensa è molto più agevole per chi userà i mezzi pubblici per raggiungere immediatamente l’Expo ma ci auguriamo, come certamente accadrà, che i visitatori dell’Expo si fermeranno a esplorare, conoscere, gustare le bellezze naturali e artistiche della nostra regione e tutte le declinazioni del made in Italy e del made in Lombardia.

Perciò nessuna opposizione a qualche sacrificio per il successo dell’Expo.

Tuttavia Linate, come abbiamo detto, è un aeroporto cittadino, che vuol dire proprio che gli aerei in decollo passano appena sopra le abitazioni di Novegro che è proprio a ridosso dell’aerostazione e, superata la ferrovia, passano sopra Redecesio per poi seguire i vari corridoi di rotta che tante volte sono stati cambiati per diluire per quanto possibile il disagio del rumore, che si avverte subito e dell’inquinamento atmosferico che va ad aumentare quello prodotto a terra. I comuni maggiormente coinvolti sono Segrate, Pioltello, Vimodrone, Cernusco, Cologno oltre alla fascia est di Milano e ovviamente S.Donato Milanese che fa, come dire, il pieno degli atterraggi.

I problemi di questa convivenza con l’aeroporto sono immagino a tutti ben noti e chiari.

L’inquinamento sonoro. Ultimamente un gruppo di abitanti della frazione di Redecesio ha dato vita a una richiesta di danni collettiva contro la SEA per ottenere ampi rimborsi ai danni fisici, principalmente sordità, psicologici e materiali, cioè la necessità di insonorizzare meglio che altrove le abitazioni.

L’inquinamento dell’aria. I turboreattori che muovono gli aerei bruciano cherosene ed emettono quantità rilevanti di residui d’idrocarburi, ossidi di zolfo, particolato… Non so se lo avete notato, ma gli aerei non sono dotati da marmitte catalitica; ci sono diverse valutazioni ma penso si possa affermare che un aereo, specie al decollo, inquina quanto qualche migliaio di auto catalizzate.

Rischio sicurezza. L’8 ottobre scorso è stato il 13^ anniversario della strage di Linate, 118 morti. Un MD87della compagnia scandinava SAS fu urtato da un piccolo aereo Cesna e si schiantò contro un capannone deposito bagagli. L’abitato di Novegro era, in linea d’aria, 300 metri più avanti.

Questo per dire che ci sono concreti motivi per cui chi abita nella vicinanza di un aeroporto si preoccupa dell’aumento di traffico.

L’aumento di movimenti aerei, come dice la mozione, è stato autorizzato da un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che del 1 ottobre scorso che, facendo riferimento a Expo 2015, abroga precedenti limitazioni al numero giornaliero e agli scali di destinazione o provenienza lasciando come limite la “definita capacità operativa dello scale di Linate“.

Ed è qui che ci preoccupiamo davvero.

Perché andando a leggere la Decisione della Commissione Europea del 21 dicembre 2000 sulle Norme italiane sulla ripartizione del traffico all’interno del sistema aeroportuale di Milano, al titolo VIII, art. 34, c’è scritto che la capacità fisica teorica massima dell’aeroporto di Linate è di 32 movimenti l’ora. Attualmente il limite è 18 in quanto la capacità aerea complessiva del sistema milanese (Malpensa, Linate, Orio al Serio) è fissato in 120 movimenti l’ora e ne sono stati assegnati 70 a Malpensa, 32 a Orio al Serio e solo i 18 rimanenti a Linate.

Una decisione del 2001 che mi sembra più politica che tecnica. Una decisione che può quindi facilmente cambiare, sottraendo capacità di movimenti, ad esempio proprio a Malpensa, l’aeroporto sul cui rilancio tutta la Lombardia conta decisamente.

Per questo il Consiglio Regionale ha votato quasi all’unanimità la mia mozione che dice no all’aumento dei voli da Linate oltre Expo.

Con Comincini vicesindac​o della Città Metropolit​ana la Martesana è più forte

Eugenio CominciniSono soddisfatto e felice per la nomina di Eugenio Comincini a vicesindaco della Città Metropolitana, una scelta fatta oggi dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che assolutamente approvo e che sostengo.

A Comincini, con cui in questi ultimi anni ho condiviso l’impegno e la passione politica, va il mio in bocca al lupo per questa nuova e stimolante avventura.

Sono certo che farà molto bene e che il suo nuovo incarico sarà un punto di forza e un valore aggiunto anche per l’intera area della Martesana, un territorio ricco di risorse e fondamentale per la sua vicinanza a Milano che così potrà essere ulteriormente valorizzato proprio in ottica della Città Metropolitana.

Come gli è stato riconosciuto anche da Regione Lombardia, che gli ha attribuito il premio per la Buona Politica, Eugenio, in qualità di primo cittadino, ha fatto e sta facendo cose egregie per Cernusco. È un bene allora che la sua esperienza e competenza varchino i confini della città, mettendosi al servizio di tutti gli abitanti del milanese.

Piano Renzi per le scuole: Martesana al top

renzi_scuolaDevo congratularmi con i venticinque dei comuni della Martesana, praticamente tutti, che sono compresi tra i beneficiari del Piano per l’edilizia scolastica lanciato nello scorso marzo dall’allora neonato governo guidato da Matteo Renzi. Il premier aveva scritto ai sindaci invitandoli a segnalare una priorità del loro comune nel campo dell’edilizia scolastica, indicando la scuola interessata, le modalità di finanziamento e le tempistiche previste. A fronte della segnalazione il governo, come Renzi si era impegnato a fare, ha liberato i finanziamenti indicati dai sindaci dal vincolo del patto di stabilità per consentire ai cantieri di aprirsi al più presto.

Inoltre il governo ha messo a disposizione finanziamenti per la messa in sicurezza e la manutenzione degli edifici scolastici. Complessivamente nella Martesana sono stati liberate dal patto di stabilità (programma #scuolenuove) 6.643.000 euro, mentre quasi 4 milioni sono i finanziamenti arrivati nella nostra zona per mettere in sicurezza le scuole (programma #scuolesicure) o per rimetterle in ordine (#scuolebelle).

Lo scorso marzo mi sono permesso di sollecitare i sindaci della Martesana a rispondere tempestivamente alla lettera del premier. Forse non era necessario ma ho ritenuto doveroso farlo e ora posso dirmi orgoglioso di vedere che i risultati portati a casa dalla nostra zona paiono migliori delle medie regionali e nazionali.

La parte del leone l’hanno fatta i comuni di Cernusco sul Naviglio (circa 2.600.000 euro in #scuolenuove e 115.000 euro in #scuolebelle), Cassano d’Adda (1 milione in #scuolenuove e oltre 40.000 in #scuolebelle), Cologno Monzese (1,4 milioni in #scuolesicure e 47.000 in #scuolebelle) e Grezzago (ben 1.350.000 euro per #scuolesicure). Buone soddisfazioni anche per Bussero, Cambiago, Gorgonzola, Inzago, Trucazzano e Vignate.

A Segrate sono arrivati in tutto 40.000 euro come finanziamento alla piccola manutenzione scolastica. Avevo suggerito al Sindaco una impostazione diversa della richiesta di finanziamento. Mi auguro tuttavia che la richiesta avanzata dal Comune di Segrate per una nuova scuola primaria a Segrate Centro possa trovare uno spazio nel Dpef 2015, nelle ipotesi di finanziamento che il governo ha già delineato. Non ho dubbi che questo intervento farà parte dei programmi della nuova amministrazione comunale che i cittadini eleggeranno la prossima primavera.

Stop al consumo del suolo anche in Martesana

martesanaIn Lombardia negli ultimi anni si è consumato troppo suolo e i 900 comuni che hanno già approvato i loro Pgt hanno previsto di dilapidarne molto altro, tanto che la popolazione in regione potrebbe aumentare di un milione e mezzo di abitanti nei prossimi cinque anni. A rischio edificazione c’è una porzione di territorio di 414 milioni di metri quadrati, l’equivalente di 414mila campi da calcio.

Anche la Martesana non è esente da questo pericolo. Ci sono comuni come quello di Cernusco sul Naviglio che hanno azzerato il consumo del suolo, ma altri che restano legati alle logiche del cemento. La dimostrazione più evidente è il Pgt di Segrate che prevede ben sette ambiti di trasformazione, ovvero l’urbanizzazione sulle sette ultime aree agricole cittadine che nei prossimi anni potrebbero lasciare il posto a palazzi, facendo aumentare la popolazione da 35mila a 50mila residenti.

I Pgt dei comuni già approvati prevedono così tante nuove case che la loro popolazione complessivamente dovrebbe aumentare di oltre un milione di nuovi abitanti, passando cioè da 6.400.000 a 7.500.000. Questo dato, rapportato su tutta la popolazione lombarda, racconta che nei prossimi cinque anni si potrebbe passare da 10 a 11,5 milioni di abitanti, a un ritmo di 300mila nuovi lombardi ogni 12 mesi. Questo vuol dire quattro volte in più rispetto al tasso di crescita registrato dai trend statistici.

Quartieri fantasma come il segratese Milano Santa Monica potrebbero non essere più una mosca bianca.

I comuni lombardi prevedono di mettere a disposizione terreni per costruire quattro volte oltre la necessità. Basta vedere i cimiteri di case inabitate e gli scheletri di palazzi iniziati e non finiti che ci sono oggi. Bisogna allora fornire ai comuni gli strumenti normativi per poter tornare indietro, evitando di sacrificare e rendere improduttivo il terreno agricolo ancora disponibile.

Perché l’urgenza è anche quella di evitare che campi attualmente coltivati vengano abbandonati a loro stessi.famiglia_cristiana

Quando un’amministrazione comunale prevede nel proprio Pgt che un terreno agricolo diventi edificabile, lo rende automaticamente improduttivo. Perché il proprietario, anche per tramite del costruttore, cosa fa? Interrompe subito le coltivazioni con un danno incalcolabile per l’agricoltura. Per questo la riforma della legge 12 deve partire dal fatto che il consumo di suolo deve diventare un’eccezione. Essendo poi il suolo un bene comune dovrebbe essere gestito in condivisione perché i grandi insediamenti, i servizi pubblici come scuole e ospedali, ricadono ben oltre i confini del singolo comune. Bisogna mettere un freno all’uso spregiudicato del suolo, puntando sulla rigenerazione urbana attraverso la redditività dei terreni agricoli, la semplificazione delle pratiche per la riqualificazione del tessuto esistente e un sostegno ai comuni nella pianificazione strategica del territorio.

Come Patto Civico con Ambrosoli Presidente abbiamo studiato diverse soluzioni per incentivare il riuso delle aree dismesse: ad esempio incrementare gli oneri se si consuma suolo agricolo ed elevare il reddito dei terreni ricavabile dagli usi agricoli fino a renderlo più remunerativo dei fenomeni speculativi da rendita fondiaria.

In altri termini bisogna intervenire la rotta sostenendo l’attività imprenditoriale delle aziende agricole anche nelle sue molte possibili applicazioni multifunzionali, quali ad esempio agriturismi, cascine didattiche e prodotti a km zero.

Buona politica: perché il consiglio regionale ha premiato Cernusco sul Naviglio

micheli-marchetti-cattaneo-cominciniUn Pgt elaborato per la gente e dalla gente e una città oggi a misura dei suoi residenti. Cernusco sul Naviglio, realtà di 32mila abitanti dell’hinterland Est milanese guidata dal 2007 da una giunta di centrosinistra, torna a far parlare di sé per le buone politiche adottate dai suoi amministratori locali. Ieri mattina il riconoscimento per il lavoro svolto è arrivato dalla Regione Lombardia. Il presidente Raffaele Cattaneo e Umberto Ambrosoli, in apertura di seduta di Consiglio regionale, hanno consegnato nelle mani del sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini, il premio “Buona Politica” motivandolo con «l’impegno per la tutela del territorio comunale e per aver favorito la partecipazione attiva dei cittadini».

Sono contento che il Presidente Cattaneo abbia accolto questo suggerimento. In particolare per la motivazione data, ovvero il contenimento del consumo di suolo che nel caso di Cernusco è pari a zero. Per un comune l’attenzione a questo argomento non è semplicemente un tema ecologico, di rispetto per il territorio, per ciò che rimane di terra agricola fertile, ma, come conferma l’esempio di Cernusco, è una dimostrazione di realismo e di una buona previdente amministrazione. Realismo perché gli amministratori cernuschesi hanno pensato alla difesa del proprio territorio senza inseguire improbabili espansioni urbanistiche e di popolazione. Buona previdente amministrazione, e lasciatemi aggiungere anche faticosa, perché evitando le conseguenze della crisi che ha colpito anche l’edilizia il Comune di Cernusco ha voluto costruire un bilancio sostenibile senza rincorrere gli introiti degli oneri di urbanizzazione.

Nel dettaglio, il Pgt di Cernusco ha ridotto del 40% il consumo di suolo previsto dai residui del Prg precedente e della stessa quota le possibilità espansive delle costruzioni esistenti, impedendo ad esempio che villettine unifamiliari si trasformino in palazzine di molti appartamenti. Non solo. Dal 2008 su questa sponda del naviglio Martesana si può costruire solo in classe “A” e “B” e un ampio capitolo è stato dedicato all’agricoltura locale con 610mila metri quadrati di aree verdi di proprietà comunale messi a disposizione degli agricoltori locali affinché vengano coltivati con criteri di bioagricoltura.

Il “sistema” Cernusco, come spiegato in aula dal sindaco Comincini, potrebbe essere esportato promuovendo normative ad hoc: «Se questo Consiglio regionale, avendo deciso di valorizzare le esperienze di buona politica affinché queste testimonianze diventino patrimonio comune e contribuiscano a rinsaldare il legame tra i cittadini e le Istituzioni, vorrà con coraggio procedere sulla strada di elaborare nuove leggi che vadano nella direzione di una maggiore tutela del territorio e dell’ambiente, sappia che troverà certamente il consenso della gente che ormai da tempo ha sviluppato una forte attenzione a questi temi. Il percorso non è semplice, ma, come diceva Mao, “le lunghe marce cominciano dai primi passi».

Il premio regionale “Buona politica” ad Eugenio Comincini, Sindaco di Cernusco sul Naviglio

Eugenio CominciniLa proroga approvata in Senato di due anni per l’utilizzo da parte dei Comuni degli oneri derivanti dalle trasformazioni urbanistiche per la spesa corrente invece che per strade e servizi pubblici è un brutto infortunio. Ed è l’ennesima dimostrazione che la battaglia che porto avanti anche in Regione Lombardia contro il consumo del suolo indiscriminato resta una priorità.

Secondo Legambiente la decisione presa dal nuovo Parlamento ci farà assistere ancora a trattative e scambi tra sindaci e costruttori e alla realizzazione di nuovi palazzi in cambio di risorse utilizzate per pagare gli stipendi e tenere aperti i servizi comunali. Un ragionamento che incentiva il consumo di nuovo suolo senza garantire i servizi essenziali alle periferie.

Trovo incredibile che da una parte si rassicurino i cittadini di voler contenere il consumo di suolo agricolo e dall’altra, con una misura inserita nel decreto sblocca debiti delle amministrazioni pubbliche, si presti il fianco a lobby e speculatori. Sono allibito e faccio appello affinché tutti i parlamentari che hanno a cuore il nostro Paese e il suo territorio dicano no a questa pessima decisione e la fermino nel passaggio che il decreto avrà alla Camera. Solo in Lombardia negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 140mila metri quadrati, ovvero l’equivalente di circa 20 campi di calcio al giorno per un totale di quasi 5mila ettari l’anno coperti da cemento ed asfalto, distrutti dall’edilizia residenziale e commerciale, da strade, impianti industriali, centri commerciali e capannoni o comunque urbanizzati: terra che non tornerà più, poiché è quasi impossibile che un terreno edificato possa tornare fertile.

Una misura che umilia soprattutto le amministrazioni virtuose che hanno deciso di dire no al cemento. È il caso del Comune di Cernusco sul Naviglio, cittadina di oltre 30mila abitanti nell’Est Milano, che nell’ottobre del 2010 ha approvato un Pgt che non prevede consumo del suolo. Per questo martedì prossimo 11 giugno in apertura di Consiglio Regionale il presidente Raffaele Cattaneo, su mia segnalazione, consegnerà il Premio “Buona politica” al Sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini.

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