Chiesa

Casa Mamre

Risorsa: questa è la voce che certamente userà l’amministrazione comunale pensando a questa struttura, per classificarla, catalogarla.
Per il comune, per Segrate centro, per tutta la città di Segrate, Casa Mamre sarà certamente una preziosa risorsa nella vasta e complessa area del socioculturale. Un’area nella quale sempre la domanda di prestazioni e servizi è costantemente superiore alla disponibilità, qui a Segrate e non solo a Segrate, anzi quasi dappertutto. Solo paesi di grande prosperità e contemporaneamente di grande sensibilità sociale come sono o furono alcuni stati del nord-Europa sembrano aver raggiunto la capacità di offrire servizi sociali e socioculturali sufficienti a rispondere alle esigenze delle loro popolazioni. Ma anche in queste nazioni di diffusa agiatezza ci viene raccontato che crescono le difficoltà nel far fronte alle vecchie e nuove povertà e criticità.
Segrate è in un’area di benessere nel quadro nazionale. Lo dicono alcune statistiche che ci pongono tra i comuni italiani a maggior reddito pro-capite. Eppure anche qui le risorse a disposizione sono sempre assolutamente insufficienti per fare fronte a molte richieste sociali. Non mi riferisco solo alle più drammatiche: la casa, il pasto quotidiano, il lavoro, l’assistenza alla persona, l’accoglienza di emergenza. Mi riferisco anche a un altro tipo di richieste meno urgenti ma sempre molto importanti: quelle che necessitano di uno spazio di ascolto oppure di luoghi dove stare insieme ad altre persone, dove coltivare interessi, dove trascorrere il tempo libero. Per questo tipo di richieste a Segrate c’è sicuramente molto: ci sono i nostri centri civici e soprattutto c’è la grande quantità di iniziative nel mondo del volontariato che assicura l’apertura di spazi e l’offerta di innumerevoli servizi.
Nell’area di volontariato sociale, il ruolo delle nostre parrocchie è da sempre grande e insostituibile. Penso al ruolo delle Caritas e alle molte iniziative di solidarietà e sostegno, penso all’oratorio domenicale ed estivo, al movimento terza età, all’Oftal, alle ACLI, alla disponibilità dei nostri parroci anche di fronte a richieste importanti e urgenti. C’è sempre chi, in un eccesso di laicismo, ci rimprovera di avere troppa attenzione alla collaborazione con il mondo cattolico rappresentato principalmente dalle parrocchie, ma non solo: ci sono le scuole d’infanzia, le associazioni. A queste critiche io rispondo che quello che la comunità segratese riceve dalle parrocchie e dal volontariato cattolico è veramente tanto, tantissimo, e in molti casi rappresenta un sostegno importante all’amministrazione locale nell’ambito dei servizi e delle prestazioni socioculturali.
Per questo, anche per questo, in qualità di sindaco, applaudo all’apertura di casa Mamre, di questo centro di servizi che riprende e estende quelli già pre-esistenti qui in parrocchia ed assicuro, anche in ragione di quello che ho qui brevemente detto, l’attenzione e il sostegno della amministrazione comunale, oltre che il mio personale.

Buon Natale a tutti

martini“Mi sono sempre sentito a disagio con la facilità con cui a Natale e poi a Capodanno si fanno gli auguri di beni grandiosi e risolutivi, auspicando che le feste che celebriamo portino pace, salute, giustizia, concordia. Quando diciamo queste parole sappiamo bene che per lo più non si avvereranno e passata l’euforia delle feste ci troveremo più o meno con gli stessi problemi.

Non è questa l’intenzione della Chiesa nel celebrare la festa di Natale. Essa intende ricordare con gratitudine il piccolo evento di Betlemme che, per chi crede, ha cambiato la storia del mondo e ci permette di guardare con fiducia anche ai momenti difficili della vita, in quanto illuminati e riscattati dal senso nuovo dato alle vicende umane dalla presenza del figlio di Dio. Ma non ci si limita al ricordo commemorativo. Si proclama la fiducia nella venuta di Colui che “tergerà ogni lacrima dai loro occhi“, per cui “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno” (Apocalisse 21,4) e si rinnova la speranza con la quale “noi aspettiamo nuovi cieli e una nuova terra, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2 Pietro 3,13).

In questo senso anche lo scambio di auguri di contenuto alto può esprimere la volontà di impegnarsi e la fiducia nella forza dello spirito che guida gli sforzi umani.

Ma occorre anche agire in positivo, superando le pure esigenze della giustizia con la dinamica dell’amore. In questo senso il Natale è portatore di speranza, perché inserisce visibilmente e indelebilmente nella storia il principio personale dell’amore e del dono di sé, che è Gesù Cristo stesso. L’amore porta anche al perdono, senza il quale… non ci sarà mai pace.

In questo quadro ci permettiamo allora di rinnovarci per Natale e per il nuovo anno anche gli auguri più alti e impegnativi, con la fiducia che non sono solo parole ma premesse di fatti coraggiosi per un avvenire migliore per tutti“.

Card. Carlo Maria Martini, 24 dicembre 2003

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