Coldiretti

Consumo di suolo: non si ceda alle sirene della lobby del cemento

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Maggioranza irresponsabile: slitta il provvedimento regionale per lo stop al consumo di nuovi terreni.

Non stupisce che la legge per il contrasto al consumo di suolo venga rinviata a dopo l’estate. Come dovevasi dimostrare e a dispetto di quanto affermato soltanto la settimana scorsa dal presidente Maroni, a pochissimi giorni dall’ultima seduta utile di Consiglio, un testo condiviso ancora non c’è. Ci sono invece molti disaccordi interni e l’evidente irresponsabilità della maggioranza tutta per un ritardo che peserà sul territorio e sui cittadini.

Si tratta di un problema importante in una regione che ha un altissimo tasso di urbanizzazione e che rischia di veder consumato nuovo suolo per un’estensione pari all’intero comune di Milano senza un corrispondente aumento della popolazione. Occorre una moratoria che blocchi subito l’utilizzo delle aree residue non ancora lottizzate nei PGT. E un provvedimento che non ceda alle sirene della lobby del cemento e che salvaguardi le zone verdi e agricole, come recentemente richiesto a gran voce anche dalla Coldiretti, è quanto mai urgente.

Consumo di suolo: urgente una legge che difenda i terreni agricoli e tuteli il futuro

coldirettiL’odierna protesta della Coldiretti pone con drammaticità quelle che potrebbero essere le conseguenze di una revisione della legge 12 del 2005 a favore del cemento. Dopo l’affossamento del gruppo di lavoro sul contrasto al consumo di suolo in ragione dei dissidi interni al centrodestra, l’impressione è che questa maggioranza non intenda intervenire sul punto fondamentale: ciò che servirebbe è una moratoria che blocchi l’utilizzo delle aree residue non ancora lottizzate.

Stiamo parlando di una superficie pari a una nuova città delle dimensioni di Milano: terreni in gran parte coltivabili, ad altissima produttività, che verrebbero persi per l’agricoltura anche se non immediatamente utilizzati per altri scopi. Tanto che le proprietà, di fronte alla prospettiva di un vantaggio economico derivante dalla trasformazione in terreni edificabili, già dismettono le attività agricole, cacciando i coltivatori.

Una legge che fermi l’urbanizzazione e che salvaguardi i terreni agricoli è quanto mai importante per la Lombardia sotto molti aspetti, da quello economico, a quello ambientale e della qualità di vita delle future generazioni. Maroni e la sua maggioranza, nell’andare invece in altra direzione, si stanno assumendo una pesante responsabilità.

No al motocross libero sui sentieri: Patto Civico sostiene appello del Cai

trialUn appello per dire no al traffico motorizzato su sentieri e mulattiere, contro il progetto di legge sul motocross che martedì approderà in Aula. Lo ha lanciato il Cai e noi consiglieri regionali del Patto Civico lo abbiamo sottoscritto.

Questo provvedimento rappresenta il tentativo di deregolamentare il transito delle moto nelle zone campestri e di montagna, con pesanti conseguenze per sentieri e pascoli, con problemi di inquinamento ambientale e acustico e con l’evidente incompatibilità tra escursionismo e passaggio di ciclomotori.

Tutte le associazioni audite, da Legambiente al Wwf fino a Coldiretti, Fai e Federparchi, hanno criticato e smontato punto per punto il testo presentato dal centrodestra. E, paradossalmente, si è dichiarata più che dubbiosa persino la direzione generale dell’assessorato.

Anche perché il progetto introduce pure novità inaccettabili sulla definizione dei boschi, con il prevedibile rischio di un aumento del consumo di suolo.

Per questo motivo sosteniamo convintamente la petizione promossa dal Cai. E, martedì in Consiglio, proveremo a fare in modo che la maggioranza torni sui propri passi. Diversamente, voteremo contro l’ennesimo scempio inferto da questo centrodestra al nostro territorio.

Motocross libero in montagna: le audizioni bocciano PDL, maggioranza ritiri il testo

MotocrossA un Progetto di Legge partito definendo “minoritaria la corrente di pensiero che considera la circolazione motorizzata su percorsi di montagna intrinsecamente negativa” è toccato ieri in Commissione Agricoltura schiantarsi contro una lista infinita di stroncature.

Le audizioni di Legambiente, Cai, Wwf, Coldiretti, l’associazione Orobie Vive hanno smontato punto per punto il testo presentato dal centrodestra. Alle critiche si sono aggiunti anche Fai, Federparchi e, paradossalmente, persino la direzione generale dell’assessorato.

Questo progetto di legge rappresenta di fatto il tentativo di una deregolamentazione per il motocross in contrasto con qualsiasi principio di tutela del territorio. E l’emendamento Tomasi-Dotti, oltre che del tutto fuori tema, è ulteriormente inaccettabile perché pericoloso dal punto di vista del consumo di suolo.

A fronte delle sonore e autorevoli bocciature ricevute, ritengo opportuno e chiedo che il testo venga ritirato.

Agricoltura lombarda: la Regione faccia qualcosa di concreto

agricoltura Ieri pomeriggio, nel corso dell’audizione con le Associazioni di categoria in Commissione agricoltura, si è fatto il punto della situazione al termine della primavera 2013 che è probabilmente stata la più fredda e piovosa degli ultimi 50 anni.

Sia Copagri che Coldiretti hanno chiesto che si rinunci ad utilizzare il mais per la produzione di energia, destinandolo completamente all’alimentazione umana e alla zootecnia. Confagricoltura si è unita alle richieste di sostegni economici: anticipazione dei contributi europei, rinvio dei mutui, finanziamenti agevolati. Da tutti è arrivata la richiesta di porre l’agricoltura al centro dello sviluppo economico ed in particolare di cessare subito di far divorare i terreni agricoli dall’espansione edilizia come sta facendo gran parte dei PGT approvati dai comuni lombardi.

E’ quanto ho chiesto nella dichiarazione di voto sulla riapertura dei termine di approvazione dei PGT: la Regione intervenga subito con una moratoria all’uso di nuovo suolo agricolo sia per i comuni che devono approvare i PGT ma anche dei comuni che, complice la crisi economica, hanno già approvato i PGT e dove i piani attuativi non sono ancora partiti.

Oggi abbiamo bisogno di fatti concreti non di litigi fra Regione e Governo nazionale. Occorrerebbe che l’Assessore Fava, oltre all’azione di pressing sullo Stato, si mobiliti anche per trovare un aiuto dal bilancio regionale per quelle province e quei comparti particolarmente danneggiati da una stagione meteorologica unica in questo secolo. Serve infatti lo sforzo di tutte le istituzioni per portare l’attenzione su un tema che ha messo letteralmente in ginocchio l’agricoltura lombarda. Drammatico, infatti, il quadro che è stato fatto dalle varie associazioni: perdite di molti raccolti fino al 50% sulle produzioni agricole, con il 40% dei vigneti resi drammaticamente improduttivi.

Un immediato bilancio del disastro che il maltempo ha causato alle coltivazioni

coltivazioni lombardiaL’agricoltura è allo stremo, non aspetta tempo ed ogni dilazione, in questo momento stagionale, è dannosa per le campagne.

Non mi sembra un buon inizio di legislatura quello dell’assessore all’agricoltura Fava che non ha ravvisato l’urgenza di richiedere lo stato di calamità regionale a seguito dell’ondata di maltempo che da settimane colpisce la nostra Regione; tanta acqua insieme alle temperature insolitamente basse che, come ha segnalato Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia, hanno dato un colpo pesante alle coltivazioni della nostra pianura.

Quanti hanno potuto approfittare della tregua di questa domenica di sole per una gita, possono riscontrare con i propri occhi il disastro che c’è nelle campagne di tutte le province lombarde: la Coldiretti stima perdite di produttività agricola nella regione superiori al 30% e per alcune coltivazioni anche al 50%. Un’emergenza drammatica!

Ma l’assessore Fava non sembra ravvisare la necessità di dare una risposta simbolicamente rapida ai nostri agricoltori. Ancora più perplessi lascia poi l’atteggiamento del presidente della VIII commissione, Alessandro Fermi, che di fronte alla richiesta di una convocazione della commissione l’ha programmata addirittura per il 5 giugno!

Anche a lui l’invito di convocare al più presto, già nei prossi i giorni la commissione unitamente ai rappresentanti delle categorie. E alla Giunta di riferire, come è stato gia’ richiesto, subito al prossimo Consiglio, questo martedi 28, sulla situazione e sulle misure più urgenti.

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