Commissione speciale

Consumo di suolo, sciolto il gruppo di lavoro: la legge è urgente, occasione sprecata.

consumo_suoloC’è soltanto un motivo per cui il ritardo nella presentazione del progetto di legge sul consumo di suolo può essere letto tutto sommato come una buona notizia: vuol dire che almeno parte della maggioranza sta opponendosi ai cementificatori. Auspichiamo che questa posizione riesca al più presto a prevalere ma nel frattempo, in mancanza di un testo da cui partire, non volendo certo restare appesi ai comodi di un centrodestra che non trova la quadra, abbiamo condiviso le annunciate dimissioni dalla presidenza del collega del Pd Agostino Alloni e lo scioglimento del gruppo di lavoro.

Oggi il gruppo di lavoro per il contrasto al consumo di suolo è stato chiuso. Dopo un mese di ritardo già accumulato, i dissidi interni alla maggioranza hanno impedito la presentazione di un documento condiviso.

Oggi il tema vero sul consumo di suolo, come tutte le audizioni hanno confermato, è rappresentato dai residui in pancia ai Piani di Governo del Territorio. Complessivamente, contemplano di costruire case per oltre un milione e mezzo di abitanti in più, un numero cinque volte superiore alle necessità ragionevolmente prevedibili. Stiamo parlando di occupare, senza alcun bisogno oggettivo, nuovo territorio lombardo per 414 milioni di metri quadrati, più del doppio dell’intero comune di Milano.

Si capisce quindi quanto una nuova legge sia urgente. Occorre recuperare i terreni che escono da normali previsioni di necessità e favorire la riqualificazione di quelli già utilizzati, semplificando le pratiche e puntando sulla rigenerazione urbana. Intanto, il centrodestra si assuma di fronte ai cittadini la responsabilità di un’occasione sprecata.

Consumo di suolo: subito il testo

cementificazioneSul consumo di suolo le forze di maggioranza non riescono a trovare una quadra. E noi non abbiamo alcuna intenzione di restare al guinzaglio, aspettando mansueti i loro comodi. Se non arriva subito il testo, con un mese di ritardo già accumulato, abbandoneremo il tavolo congiunto“.

Lo ha dichiarato Lucia Castellano, capogruppo regionale del Patto Civico con Ambrosoli Presidente, intervenendo oggi in commissione Territorio. Il gruppo di lavoro chiamato a elaborare un progetto di legge condiviso per il contrasto al consumo di suolo è stato convocato, per volontà del consigliere del Pd che lo coordina, Agostino Alloni, per giovedì prossimo. Ma il testo da cui partire ancora non c’è.

Lunedì si terrà il quarto vertice di maggioranza sul tema. Un vero record. E soprattutto il segno più tangibile della difficoltà del centrodestra a trovare un accordo. Il passaggio in Aula era inizialmente calendarizzato per l’8 luglio. E invece non ce la si farà nemmeno per la fine del mese. A scapito di un provvedimento così importante per il nostro territorio.

Per il bene dei cittadini e dell’intelligenza di noi tutti la maggioranza ammetta di essere spaccata e quindi costretta ad aspettare tempi migliori. E se ne assuma piena responsabilità di fronte ai lombardi.

Il consumo di suolo consuma la maggioranza

consumo_suoloStop al gruppo di lavoro, rischio rinvio per il passaggio in aula.

Il contrasto al consumo di suolo in Lombardia ha spaccato la maggioranza. E così nemmeno oggi, per la seconda settimana di seguito, il presidente della commissione Territorio ha convocato il gruppo di lavoro che stava esaminando i progetti di legge in materia e che è di fatto temporaneamente sospeso.

Ora la conseguenza preoccupante è che, in attesa delle verifiche interne sugli obiettivi e di una ricomposizione degli alleati con Forza Italia che su questa riforma proprio non sembra starci, non si possa rispettare la data dell’8 luglio da tempo fissata per il passaggio in Aula.

I dissidi del centrodestra rischiano quindi, ancora una volta, di compromettere un provvedimento importante e urgente per la tutela del nostro territorio. A tutto discapito dei cittadini lombardi.

La nuova sparata di un ‘cantone cisalpino’ è un’arma di distrazione di massa.

lombardia_svizzeraOccore dare un segnale. Sulla macroregione o si fa un discorso serio o è inutile creare organismi inutili che non hanno alcun senso“. Lo ha detto Umberto Ambrosoli in una dichiarazione a commento dell’idea della Lega di chiamare “Cantone Cisalpino” la cosidetta macroregione.
La nuova sparata di un ‘cantone cisalpino’ – ha dichiarato Ambrosoli – è una evidentissima arma di distrazione di massa“.

La macroregione è un’idea leghista indeterminata, indefinita e ogni giorno mutevole: insomma, è un po’ come la Corazzata Potemkin di fantozziana memoria. Le cronache agostane consentono di nascondere sotto l’ombrellone del Cantone Cisalpino oppure dell’inno di Lombardia con parole di Mogol la debole coesistenza tra Lega e PDL. E non lo diciamo solo noi: è lo stesso presidente Cattaneo che lo evidenzia ad ogni piè sospinto! Una maggioranza debole proprio perché priva di una visione condivisa che si regge sugli equilibri da spartizione.

In una Regione con una guida micragnosamenete dedicata alle spartizioni, una commissione speciale dedicata esclusivamente ai rapporti tra Lombardia e Svizzera è pura ipocrisia (nonostante la buona volontà di chi la guida e la compone). Non ha proprio senso permanervi oltre: perciò abbiamo scritto al presidente del Consiglio Regionale Cattaneo per comunicargli il ritiro della partecipazione dei consiglieri del Patto Civico dalla Commissione speciale per i rapporti con la Svizzera. Alla vigilia dei grandi appuntamenti del Parlamento europeo sulle politiche regionali transfrontaliere, come è il caso della “Convenzione Alpina“, è ora di affrontare seriamente queste tematiche, smettendola con i giochi di parole.

Mio intervento sulla Commissione speciale per i rapporti con le zone di confine

micheli regione 9 aprile 2013Consiglio Regionale. Il Gruppo Ambrosoli, con Paolo Micheli, si astiene sulla proposta di una Commissione Speciale Per i Rapporti con le zone di Confine.

“L’ipotesi di costituire questa commissione ci lascia perplessi –ha detto Paolo Micheli, intervenendo a nome del Gruppo-. In primo luogo perché l’idea ci sembra un po’ una fuga in avanti, anche rispetto ai nostri obiettivi di contenimento delle spese.

Potrebbe aver forse un senso, ma andrebbero prima verificati bene tutti gli aspetti istituzionali.  Qual è l’idea? Che tutte le regioni di confine si mettano a gestire direttamente i rapporti con Stati e Regioni confinanti.

Parlare, rapportarsi, discutere con i nostri vicini al di là del confine va benissimo. Teniamo conto però che la Giunta ha già competenze adeguate a riguardo. Conosciamo le problematiche e le difficoltà nei rapporti con le zone confinanti; ma per favore cerchiamo di non far girare a vuoto la macchina regionale e in particolare di non attivare commissioni inutilmente solo per dare qualche carica formale in più. Non è di questo che abbiamo bisogno, ma di concretezza e risultati. A ciò si aggiunga l’inutile incremento di costi della politica regionale.

Il nostro voto, per le perplessità che ho espresso, è perciò di astensione;  fino a quando non sarà chiaro che cosa si intende e si può fare non voteremo la costituzione di questa commissione che si aggiunge alle altre “speciali” già approvate.

E’ una evidente perdita di tempo, di energie e risorse: tempo, lavoro e soldi regionali e su questo non possiamo essere d’accordo. La sensibilità alla tematica la esprimiamo perciò astenendoci”.

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