Concilio Vaticano II

Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera, osservatela in alto, a guardare questo spettacolo.

Emmecì oggi mi ricorda che ci avviciniamo ai 50 anni da quella sera dell’11 ottobre 1962, giorno dell’inaugurazione del Concilio Vaticano II.

Papa Giovanni XXIII inaspettatamente aprì la finestra del suo studio, pronunciando il «discorso della luna», famoso per l’invito a portare «la carezza del Papa ai vostri bambini». Disse anche: «La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi».

Mai un Papa aveva parlato così di se stesso.

A 50 anni dalla “notte della luna” le parole di Papa Giovanni suonano più che mai attuali, capaci di suscitare ancora gioia e stupore, perché se di questo sguardo ottimista c’era bisogno allora, è innegabile che ce ne sia bisogno ancor più oggi.

Festeggiare i 50 anni del Concilio, con Carlo Maria Martini nel cuore

E’ uscito il nuovo numero di Aggiornamenti Sociali, la bella rivista dei gesuiti diretta da Padre Giacomo Costa che approfondisce a viso aperto questioni spinose della vita sociale, politica ed ecclesiale.

Questo mese l’editoriale è dedicato a Carlo Maria Martini e al cinquantesimo anniversario dall’apertura del Concilio Vaticano II, avvenuta l’11 ottobre 1962. Secondo Padre Giacomo possiamo riconoscere il Concilio Vaticano II quale punto di riferimento per i cristiani proprio grazie a l’esempio offerto dalla vita del card. Martini che ha incarnato le tensioni interne alla Chiesa tra fedeltà alla tradizione e apertura al mondo.

Interrogarsi sul messaggio di Martini e su cosa sia oggi il bene comune (rileggendo mangari il suo discorso al Consiglio Comunale di Milano alla conclusione del suo mandato come arcivescovo il 28 giugno 2002) o la “differenza” cristiana è la domanda cruciale negli scontri e nelle incomprensioni, dentro e fuori la Chiesa: si pensi al dibattito sulla diversità di certi politici “perché sono cattolici”.

Conclude Padre Giacomo: “Carlo Maria Martini ci addita la Parola come guida e ci pone domande, ad esempio quelle della sua ultima intervista: «Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell’amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace. Dove sono le singole persone piene di generosità come il buon samaritano? Che hanno fede come il centurione romano? Che sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono fedeli come Maria di Magdala?». Cercare oggi, insieme, la risposta a queste domande è il modo migliore per celebrare i cinquant’anni del Concilio e per onorare la memoria di Carlo Maria Martini.”

 

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