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Legge #ammazzaforeste: da Agrate importante presa di posizione contraria

odg-ammazzaforesteIl Consiglio Comunale di Agrate ha deliberato un o.d.g. che esprime contrarietà alle disposizioni della Legge Regionale 53 riguardanti la gestione delle zone boschive e delle attività sportive motorizzate.

E’ importante che anche i territori facciano sentire la propria voce contro la legge regionale “ammazza foreste”, approvata lo scorso luglio. In tal senso, lordine del giorno presentato dalla lista Insieme per Agrate e votato dal consiglio comunale rappresenta un contributo significativo.

In Commissione prima e poi in Aula ci siamo fortemente battuti contro un provvedimento che mette a rischio i boschi, facilitando interventi invasivi senza compensazioni, e che soprattutto ne favorisce la trasformazione in aree con altre destinazioni d’uso, magari ben più redditizie.

Anche autorevoli associazioni ambientaliste, dal WWf, al Cai a Legambiente, hanno espresso e ben segnalato a suo tempo le loro preoccupazioni in merito. Ma il centrodestra regionale ha tirato dritto per la propria strada. A questo punto, è davvero determinante, affinché non cali il silenzio sull’intera vicenda, che siano i Comuni a prendere posizione seguendo la strada tracciata da Agrate.

Bloccato il motocross libero, ora l’assalto è ai boschi

boschiAvevano provato a deregolamentare il motocross nelle zone campestri e di montagna. E ora che su quel fronte li abbiamo fermati, con il medesimo provvedimento tentano un assalto ai boschi.

Per questo ci prepariamo a presentare una serie di emendamenti al pdl di modifica del Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, calendarizzato per il passaggio in Aula nella seduta di martedì prossimo.

I punti critici sono sostanzialmente due. Da un lato, con questo progetto di legge il centrodestra vuole ridefinire il concetto stesso di bosco facilitando interventi invasivi e senza compensazioni. Dall’altro, si concede ai privati di tagliare piante e arbusti in aree produttive dismesse senza alcuna necessaria distinzione tra bosco spontaneo e specie infestanti. E’ evidente come in questo modo si voglia in realtà favorire la trasformazione delle aree boschive in aree con altre destinazioni d’uso, magari più redditizie.

Questo pdl crea un discrimine netto tra chi vuole difendere il territorio e chi no. Noi stiamo dalla parte dell’ambiente, per tutelare i cittadini e la qualità della vita. E in Aula proveremo, di nuovo, a fermare il centrodestra su questa partita.

Sui marò il centrodestra va in frantumi

maroIeri abbiamo raccolto i cocci lasciati nell’aula del Consiglio regionale dalla maggioranza di centrodestra, frantumatasi sulla mozione per i due marò che la stessa maggioranza aveva presentato.

Ancora una volta abbiamo assistito alla strumentalità di posizioni che volevano essere di principio ma poi si sono sfarinate nella contrapposizione interna al Centrodestra, il quale non è riuscito neppure ad unirsi nel nome dei due marò. Il Nuovo Centrodestra (NCD) ha fatto mancare per tre volte il numero legale, in aperta polemica con l’atteggiamento oltranzista di Forza Italia (FI), la quale non solo chiedeva l’espulsione dell’India dai padiglioni dell’EXPO, ma ha rifiutato anche l’offerta dell’opposizione di una mozione condivisa.

Sarebbe stata l’occasione per impegnare la Regione Lombardia ad attivarsi affinchè la diplomazia e la politica trovino con intelligenza ed urgenza il contesto necessario per una soluzione equa e ragionevole a questo disgraziato incidente, riportando a casa i due nostri sottufficiali di marina, Girone e La Torre!

Ma i ristretti calcoli elettoralistici di partito ancora una volta hanno impedito all’Aula del Consiglio regionale di volare alto, con posizioni politiche unitarie condivise.

Il futuro della Lombardia nel mondo non si può certo costruire erigendo muri divisori

Il testo dell’intervento che ho avuto l’onore di leggere a nome di Umberto Ambrosoli e della minoranza in occasione della visita del Cardinale Scola al Consiglio Regionale.

Eminenza Reverendissima,

Voglio anch’io ringraziarLa per la Sua preziosa presenza in quest’aula.

Intervengo a nome dei gruppi di minoranza, che per gli Statuti stessi di questa Istituzione, sono portati più verso ruoli di vigilanza e di opposizione.

Nello svolgere tale ruolo, però, cerchiamo anche di non cadere in un atteggiamento di contrapposizione pregiudiziale, essendo tutti noi convinti che il tempo presente e le circostanze che viviamo obbliganochiunque abbia assunto un ruolo di rappresentanza politica – a portare un continuo, sincero, positivo contributo affinché lo svolgimento della funzione di questa Istituzione avvenga nella massima efficacia, per la soddisfazione delle tante aspettative della nostra comunità lombarda, prevalentemente dinamica nel suo carattere fortemente operoso, ma anche colpita da così tanta fragilità ed emarginazione, le quali rischiano di minare la nostra convivenza e di portare nei cuori infelicità e disperazione.

Famiglie senza lavoro, tanta gente senza una casa dignitosa, la precarietà dei giovani e la solitudine degli imprenditori in crisi, le condizioni insostenibili dei detenuti, la dissipazione dell’energia delle donne, l’esasperato consumo di suolo e il sempre incombente rischio idrogeologico: cerchiamo sempre di dare un nostro contributo con modestia e spirito collaborativo, sapendo che, come dice il Papa, ” con cuori spezzati in mille frammenti sarà difficile costruire un’autentica pace sociale” (Evangelii Gaudium, 148).

Proprio questa impostazione, Eminenza Reverendissima, ha sorretto ilnostro senso di responsabilità, nel tentativo di ridare credibilità alla funzione sociale della politica e dignità alle sue Istituzioni, così continuamente ferite; nello sforzo ultimo di costruire un clima di fiducia e di affidamento dei cittadini verso i loro rappresentanti.

Responsabilità e fiducia sono parole che ben si accompagnano in ogni discorso, anche se purtroppo non sempre è sufficiente il loro risuonare per invertire tendenze e sentimenti ormai consolidati.

Ma Lei, Eminenza, sembra aver già intuito le difficoltà che incontriamo, il nostro frequente scoramento, e ci viene incontro, prende l’iniziativa, ci anticipa con la Sua Parola.

Mi riferisco non solo alla Sua preziosa presenza di oggi, ma anche alle parole recentissime (durante Sant’Ambrogio) con le quali continuamente ci sprona; alla Sua riflessione di stimolo e di potente orientamento sulla “occasione” di EXPO; al Suo efficace insegnamento Pastorale.

E questo sia quando ci spinge, proprio in occasione di Expo 2015, a ripensarel’anima” di Milano e a progettare un ruolo per la Lombardia da offrire all’Italia e al mondo intero; sia quando ci invita a mettere al centro di tutto la persona umana, a ripensare “un nuovo umanesimo“.

Non possiamo che esserLe grati per questo sostegno che Lei ci offre con la Sua Parola.IMG_3192

E’ vero.

Senza una grande visione condivisa, senza la capacità di trovare “l’anima” del nostro futuro…”istituzioni ed iniziative si trasformano rapidamente in gusci riempiti da procedure ripetitive”...(sono le Sue parole. Eminenza, in Sant’Ambrogio).

Lo viviamo qui quotidianamente: tra mozioni, emendamenti, interrogazioni …ed altre Procedure ripetitive… rischiamo di perdere il senso del nostro futuro, di una prospettiva ampia e condivisa, di un dibattito alto sui valori, su grandi temi come Responsabilità, Fiducia, Accoglienza, Famiglia, Europa, ed altri sui quali costruire, al di là di ogni ideologia, l’avvenire della nostra comunità.

Abbiamo ben inteso, Eminenza: il Suo messaggio riguarda noi politici innanzitutto; sta a noi imparare la “grammatica” dell’uomo che Lei ci propone.

E siamo noi per primi ad essere “chiamati a rispondere“.

E la nostra “ responsabilità” non ha bisogno di asserzioni e di grandi proclami, ma di una cosa soltanto: basta l’esempio!

Siamo chiamati a rispondere con l’esempio, con l’esemplarità di un’azione e di una vita “buona“, come Lei ci dice.

Ma cogliamo anche la Sua preoccupazione, per il valore di stimolo che essa ha, quando dice che la società civile milanese e lombarda patisce una ” frustrante sproporzione” tra le sue grandi potenzialità e le sue effettive possibilità; e quando indica l’origine di tale frustrazione, prima ancora che nelle condizioni strutturali e istituzionali, proprio nella scarsità, o ancora di più nella effettiva mancanza di una ” energia spirituale e morale“, così come anche di una “capacità ideale ed affettiva“.

Lei indica con ciò la principale carenza del nostro tempo, quella di una classe dirigente capace di ” unificare l’esistenza” e di “progettare il futuro“.

E ci indica addirittura l ‘esemplarità di diverse “comunità di immigrati” che invece collaborano non solo ” nella capacità di lavoro e di solidarietà“, ma anche nel dare sempre di più un volto ai milanesi del futuro; così come avvenne nel dopoguerra quando i nostri padri “risollevarono una Milano umiliata e invasa dalle macerie”.

Questa Sua sensibilità, Eminenza, ci rafforza nel nostro umile lavoro quotidiano di resistenza all’azione tracotante di Polifemo. (Scola, 76).

Anche in quest’aula infatti appare ancora, e purtroppo assai spesso, il fantasma della figura omerica, il ciclope che con ferocia ed arroganza si ribellava alla legge divina dell’ospitalità e dell’accoglienza, e invece di sfamare gli ospiti se ne cibava.

A questo “paradigma di ogni dissoluzione barbarica della convivenza umana” come Lei dice, abbiamo cercato di resistere, umilmente ma fermamente, quando sono stati negati i diritti elementari ai minori figli di immigrati; o quando si chiudono le porte a quanti, pur dando il loro contributo di lavoro, vengono emarginati dai benefits di cittadinanza.

IMG_3187Così come resistiamo quando vediamo, striscioni che dicono ” vogliamo il muro del Nord”.

Il futuro di Milano e della Lombardia nel mondo non si può certo costruire erigendo muri divisori.

Siamo confortati in questo dalle Sue parole, così come sollecitati dalla generosa testimonianza di Papa Francesco quando ci assicura che “il tempo è superiore allo spazio” e ci sprona perciò a lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati, categoria cui appartengono certamente i risultati elettorali!

Privilegiare gli spazi di potere, al posto dei tempi dei processi, è il peccato specifico più grave di chi fa attività socio-politica.

Francesco ce lo dice con strabiliante chiarezza: dare priorità al tempo significa occuparsi di “iniziare processi più che di possedere spazi di potere e di autoaffermazione”.

Francesco ci interroga: “… Chi sonoquelli che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che costruiscano un popolo, piuttosto che ottenere risultati immediati che producano una rendita politica facile, rapida quanto effimera, perchè non costruiscono la pienezza umana?”.

La domanda di Francesco risuona qui per tutti noi.

E ci rende responsabili, cioè ci responsabilizza anche di fronte al processo di costruzione dell’Europa.

Ai giovani, unica speranza, come Lei ha ben sottolineato nel suo ultimo incontro con il Presidente Napolitano, ai giovani vogliamo lanciare un appello: Siate Europei. Ora!!

A Milano come a Stoccolma, a Roma come a Berlino, agite quotidianamente da cittadini Europei.

Ai giovani perchè, proprio come dice Papa Francesco, diventare un popolo richiede “un costante processo nel quale ogni nuova generazione si veda coinvolta: è un lavoro lento e arduo, che esige di volersi integrare e di imparare a farlo fino a sviluppare una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia“.

In questa direzione continueremo a rivolgere, Eminenza, i nostri sforzi e le nostre intelligenze.

E seppure consapevoli della fragilità della nostra posizione Laica, sappiamo cogliere l’enorme produttività per il nostro agire politico dei Valori che Lei continuamente ci indica; Lei che appena qualche settimana fa ha voluto ricordare a tutti, cristiani e non, che l’esperienza di “Cristo offre alla libertà una permanente risorsa di rinnovamento” e costituisce una fonte sempre disponibile per la “RIGENERAZIONE dell’umano” e per “promuovere l’amicizia CIVICA nella città”.

Rigenerazione: è termine fondativo della nostra “grammatica” valoriale.

Siamo certi perciò che sulla strada che Lei, Eminenza, ci indicherà, ci troveremo a lungo insieme, a fare lo stesso cammino!

San Raffaele

sanraffaele

Continua la tensione all’Ospedale San Raffaele. Settimana scorsa insieme a due altri consiglieri regionali Umberto Ambrosoli e Lucia Castellano ho incontrato i lavoratori sul piazzale dell’ospedale poco dopo i primi scontri tra polizia e dimostranti.

Insieme agli altri consiglieri del centrosinistra ho anche firmato una mozione che chiede alla giunta regionale di aprire una trattativa con la proprietà invitandola nel frattempo a revocare i licenziamenti.

Ne discuteremo domani in Consiglio Regionale.

Si comincia. 2

Lucia Castellano

Lucia Castellano

Primo incontro con gli altri consiglieri di Patto Civico. Oltre ad Umberto Ambrosoli (eletto consigliere come secondo candidato presidente più votato) e a me (eletto in provincia di Milano con 1445 preferenze), gli altri consiglieri sono:

LUCIA CASTELLANO (eletta in provincia di Milano con 5998 preferenze)

47 anni, avvocato. Dal 1991 è direttore di carceri. Ha lavorato presso il Marassi di Genova, a Eboli, a Napoli – Secondigliano in qualità di vice direttore del reparto tossicodipendenti e malati di Aids, ad Alghero presso il carcere sperimentale. Dal 2002 al 2011 direttore del carcere di Bollate per detenuti comuni. Fino a gennaio assessore alla Casa, Demanio, Lavori pubblici del Comune di Milano.

ROBERTO BRUNI (eletto in provincia di Bergamo con 3611 preferenze)

63 anni, avvocato penalista. Sindaco di Bergamo dal 2004 al 2009 con il centrosinistra. Attualmente consigliere comunale di minoranza nella Lista civica Bruni. Membro del consiglio direttivo dell’ANCI.

MICHELE BUSI (eletto in provincia di Brescia con 1665 preferenze)

47 anni, giornalista pubblicista, formatore, lavora in una Onlus. Impegnato nell’associazionismo, attualmente presidente dell’associazione Città dell’uomo a Brescia. E’ stato presidente del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), dell’Azione Cattolica di Brescia e direttore della scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico.

Argomento dell’incontro è stato il lavoro che ci aspetta. C’è molto, molto da imparare.

La minoranza in consiglio è formata da tre gruppi: PD (17 consiglieri), M5S (9 consiglieri), Patto Civico Ambrosoli (5 consiglieri).

Nella maggioranza, oltre al presidente Maroni ci sono: PDL (19 consiglieri), Lega Nord (15 consiglieri), Lista Maroni (11 consiglieri), Fratelli d’Italia (2 consiglieri), Pensionati (1 consigliere).

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