consumo di suolo

Il prossimo passo: quartiere Boffalora

boffaloraLa recente sentenza del Consiglio di Stato ci ha dato ragione dopo 5 anni di dure battaglie, preservando dalla cementificazione il Golfo Agricolo e dimostrando che la salvaguardia del territorio segratese non è il capriccio di una parte politica, ma è fondata su principi solidi.

La tutela delle risorse territoriali, che rendono Segrate un ottimo posto dove vivere, ci ha guidato nella stesura della variante al PGT, che non è solo Golfo Agricolo.

Sono molte le zone della città rimaste in sofferenza a causa delle scelte progettuali azzardate del passato: ci stiamo impegnando al massimo per affrontarle nel modo migliore, pensando al presente e soprattutto al futuro della nostra città e dei suoi abitanti.

Il prossimo passo importante sul nostro cammino si chiama Boffalora. Gli abitanti del quartiere attendono risposte concrete e percorribili, che risolvano i loro gravissimi problemi abitativi e inseriscano le loro case in un contesto armonico e moderno, valorizzato da adeguati servizi di quartiere.

Non nascondo che il dialogo con i proprietari dell’area è stato a tratti difficile, ma la nostra linea è sempre stata netta e chiara: riduzione del cemento e garanzie di serietà.

La nuova proposta di piano depositata da Vegagest e da RED, la società che ha affiancato la conduzione del progetto Boffalora, è un buon punto di partenza. Nessuno vuole intraprendere un’altra fallimentare disavventura di cattedrali nel deserto: non fa bene né al territorio né agli investitori. La proposta che ci è stata presentata, ancora da approfondire da un punto di vista istruttorio e quindi in via di definizione, ha accolto le nostre istanze sul dimezzamento dei volumi di costruzione e sulla liberazione di cospicue aree verdi, mantenendo un elevato standard progettuale, oltre servizi e soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Presuppone, inoltre, l’abbandono dei contenziosi esistenti. Si tratta di un’impostazione con la quale si possono affrontare i problemi degli attuali residenti, innovando con qualità e mantenendo l’identità verde della nostra città.

Siamo fermamente decisi a risolvere il più velocemente possibile le criticità del quartiere, trasformandolo da un’area trascurata ai confini della città, in un fiore all’occhiello dell’abitare del futuro. Lavoreremo speditamente perché entro la fine dell’anno si giunga all’approvazione definitiva del progetto e si comincino, ma soprattutto si completino con certezza, i lavori di riqualificazione del quartiere.

Proseguiamo un passo dopo l’altro verso la Segrate del futuro.

Querela Alessandrini: assolti perché il fatto non costituisce reato

Giovedì scorso, 23 giugno, il Giudice di Pace di Milano, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha “assolto Paolo Micheli, Gianfranco Rosa, Manuela Mongili, Silvia Carrieri e Fabrizio Ciapini dall’imputazione di diffamazione in concorso tra più persone perché il fatto non costituisce reato“.

La querela era stata presentata nel gennaio 2012 dall’allora sindaco Adriano Alessandrini in quanto i cinque consiglieri di minoranza nel novembre dell’anno precedente avevano presentato una mozione che, secondo il querelante, aveva “sconcertato e amareggiato tutti i componenti dell’Amministrazione Comunale“.

Cosa diceva la mozione? In sostanza che la maggioranza di centrodestra nella seduta del Consiglio Comunale del 15 luglio 2011 aveva votato un PGT che conteneva un “falso” e quindi che il Piano di Governo del Territorio andava revocato. La mozione non fu nemmeno mai discussa in aula in quanto la maggioranza, con un’iniziativa senza precedenti, decise di escluderla dall’ordine del giorno. Fu comunque ritenuta offensiva e con una delibera di Giunta del 12 dicembre 2011 fu incaricato un avvocato perché provvedesse a tutelare adeguatamente l’onore del sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

LA STORIA DEL “FALSO”

La storia del “falso” è un po’ lunga e un po’ complicata ma merita di essere ricordata. All’inizio del 2011 l’amministrazione Alessandrini si avviò a portare all’approvazione del Consiglio Comunale un PGT che prevedeva di urbanizzare quasi tutto il terreno verde (agricolo o coltivabile) pubblico, dal Golfo Agricolo a un’area di Novegro compresa nel Parco Agricolo Sud Milano. Il consumo di suolo effettivo così previsto risultava essere gigantesco: oltre 666.000 metri quadrati.
Il Piano Provinciale (PTCP) di allora consentiva a comuni come quello di Segrate, già fortemente urbanizzati, di procedere un aumento massimo di consumo di suolo pari dell’1% della superficie convenzionalmente già urbanizzata; per Segrate voleva dire un tetto di soli 121.000 mq.
Allora per far quadrare i conti il PGT di Segrate utilizzò una serie di incrementi percentuali previsti dal PTCP. Il più importante consentiva un aumento di un altro 2% ai comuni della provincia di Milano riconosciuti come Centri di rilevanza sovra comunale. Il comune di Segrate non era e non è mai stato riconosciuto come tale. Nel documento allora vigente, la Relazione Generale del PTCP, parte 2^ (“Il progetto di PTCP – I sistemi territoriali”) pagine 188/190, capitolo 3.3.3, c’è l’elenco completo dei comuni riconosciuti dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale, e l’elenco non comprende Segrate.

Invece in più punti della Relazione del Documento di Piano del PGT votato nel luglio 2011 veniva affermato esattamente il contrario.

Ad esempio, a pag. 155 della Relazione del Documento di Piano era stato scritto:

Determinazione del valore ammissibile di incremento di consumo di suolo.
Valore percentuale ammissibile
Incremento percentuale rispetto alla superficie urbanizzata. 1%
Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovracomunale. 2%”

Ancora, nella legenda dell’allegato al PGT denominato Tav. A17 era stata scritta la stessa cosa:

“Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovra comunale (Art. 85 del NTA del PTCP di Milano). 2%”

LA PIANTINA “RITOCCATA”
Ma non basta! A sostegno della affermazione veniva anche riprodotta nel PGT questa piantina.

PGT_Segrate_relazione_27maggio2011

Come si vede, la piantina è intitolata nel testo del PGT come “Figura 2 Estratto Tavola 1 PTCP” e consiste in un carta topografica (con al centro la città di Segrate indicata con un esagono azzurro) corredata da una legenda di simboli topografici.
Avrebbe dovuto servire a confermare quanto asserito più volte nel PGT e cioè che Segrate è classificato dal PTCP come Centro di rilevanza sovracomunale.
In realtà la piantina era stata a dir poco ripresa in modo “Improprio”. Infatti dalla legenda dei simboli topografici era stata omessa la prima riga sotto il titolo in grassetto Sistema Insediativo della legenda originale della Tavola 1 del PTCP e cioè proprio la riga che indica il simbolo grafico (uno sfondo giallo) che contraddistingue i Centri di rilevanza sovracomunale.

tav1_infrastrutture, ritaglio legenda

Non basta: la pianta topografica era stata ritagliata in modo da non far apparire comuni anche molto vicini a Segrate, quali Sesto San Giovanni, San Donato Milanese, Gorgonzola che, apparendo con il relativo simbolo grafico (nome del comune inserito in un rettangolo a sfondo giallo), sono tra quelli realmente identificabili, ai sensi della legenda originale della Tavola 1 del PTCP, come comuni effettivamente classificati dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale. Segrate non appare con quel simbolo!

tav1_infrastrutture, ritaglio zona Segrate

UNA CONCLUSIONE IN AGRODOLCE
Ci sono voluti più di quattro anni per stabilire che i cinque firmatari avevano pieno diritto di affermare che “l’inserimento, nel PGT, di Segrate tra i Comuni riconosciuti dal PTCP come Centro di rilevanza sovra comunale può configurarsi come un falso“.
Intanto il PGT di Segrate è stato approvato e solo il ricorso al TAR promosso dal Comitato Golfo Agricolo e presentato da cinquanta segratesi, da WWF e Legambiente è riuscito a impedire che producesse i suoi peggiori effetti anche prima che il voto dei segratesi mandasse a casa chi aveva votato piantine ritoccate.

Nel frattempo il conto dell’avvocato Roveda, incaricato da Alessandrini di preparare la querela, l’hanno pagato i segratesi: circa 4.400€ liquidate a fine maggio 2015.

Un gesto da gentiluomini

rispettoMancano tre mesi alle elezioni.

Ieri sera in consiglio comunale è stata approvata una nostra mozione che chiede che da adesso si faccia solo ordinaria amministrazione, soprattutto per quanto riguarda il territorio. Non importa chi sarà il prossimo sindaco. Chiunque sia, non c’è motivo perché debba trovarsi a ereditare delle importanti situazioni portate avanti adesso, in questo scorcio di fine consigliatura.

Quello che abbiamo chiesto è molto semplice, è un segnale di rispetto verso la prossima amministrazione: un gesto da gentiluomini. Se il prossimo governo sarà di qualche continuità rispetto all’attuale, un’attesa di poche settimane non può produrre gravi conseguenze nella storia della nostra città e avrà la validità di essere inserita in un’azione amministrativa approvata col voto dalla cittadinanza. Ma se al contrario i segratesi a maggio vorranno una discontinuità e il prossimo governo avesse un programma diverso perché far trovare un fatto compiuto con atti, sottoscrizioni, accordi, contratti presi o sottoscritti in questi ultimi giorni?

Perché farlo?

Abbiamo chiesto un gesto di rispetto verso i cittadini, un gesto elegante. Qualcuno pensa davvero che fare qualche ulteriore atto cambi il giudizio dei cittadini rispetto a questa amministrazione? Non lo pensa nessuno.

Il giudizio dei cittadini è un giudizio già ampiamente maturato su quanto è stato fatto in questi anni.

Quando penso al consumo di suolo penso alle generazioni future

Quando penso al consumo di suolo, non penso alla definizione che possiamo trovare su Wikipedia. Quando penso al consumo di suolo penso all’ambiente, alle generazioni future e ai nostri desideri.

L’ambiente in cui viviamo, le città e le campagne, le montagne, i boschi, i campi coltivati. Solo nei due anni di questa consigliatura Regionale questo ambiente è cambiato molto. Si era formato nei secoli, sotto il segno della bellezza, dell’armonia, del gusto di vivere, dell’agricoltura di qualità. Valori che erano scontati una volta. In un equilibrio miracoloso fra natura e cultura, in una Lombardia che è tra le più belle regioni del mondo. Negli ultimi decenni abbiamo visto questo orizzonte devastato, da periferie brutte che cancellano il trapasso da città a campagna, con una cementificazione spietata.

Il futuro. nel senso di guardare avanti, alle generazioni future. I problemi dell’ambiente, anzi della società, dipendono dallo sguardo corto di chi crede solo nel proprio profitto immediato, senza porsi come obiettivo il bene comune. In questo Consiglio NON possiamo essere tra questi. Anzi, più passo il mio tempo qui, più mi convinco che fare politica vuol dire investire sul futuro, preoccuparsi della nostra comunità di cittadini, a cominciare dai giovani. Vuol dire puntare sulle generazioni future: come dice un motto scout, “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato

Infine, i desideri. Come me, i cittadini della Lombardia desiderano un futuro migliore, per se stessi, per i figli (io lo desidero per mia figlia, che è nata questa estate), e per i figli di mia figlia. I lombardi desiderano campagne ben coltivate, città bene ordinate, un ambiente sano, un paesaggio improntato all’armonia e alla bellezza. Io penso che all’interno di questa legge ci siano i semi per soddisfare questi desideri, cioè il capitale naturale che è stato sperperato. Però non è ancora abbastanza.

Noi avremmo voluto una legge diversa, che portasse a una moratoria alle assurde volumetrie oggi in pancia ai PGT. Non ce l’abbiamo fatta e non possiamo certamente votare questo testo. Ma il nostro impegno non finisce qui: perché il suolo, come ho spiegato è molto più della sua definizione che si trova su Wikipedia. Il suolo significa ambiente, futuro, desideri. Il suolo siamo noi. Perciò continueremo a lottare democraticamente perché lo stop al consumo di suolo diventi una concreta agenda della politica della nostra Regione.

La Lega ha tradito gli agricoltori lombardi

suolo_lombardoLa Lega ha abbandonato gli agricoltori. Con una pessima legge che nei fatti contraddice il suo stesso titolo, non riducendo il consumo di suolo, Maroni e la sua maggioranza mettono a rischio migliaia di ettari di terreni verdi e coltivabili per dare spazio a ulteriori cementificazioni.

Questa mi sembra sia la sintesi dopo l’approvazione a maggioranza della contestatissima legge sul consumo di suolo, contro la quale si sono espresse anche le associazioni ambientaliste e dei comuni.

Abbiamo fatto ostruzionismo, li abbiamo tenuti inchiodati in Aula per due giorni interi, riuscendo alla fine a imporre qualche piccolo miglioramento. Ma nella sostanza nulla è cambiato. E il nostro è stato un voto contrario.

Questa nuova legge è davvero pericolosa. Siccome gli attuali Piani di governo del territorio dei comuni lombardi contengono complessivamente aree ancora edificabili per 550 milioni di metri quadrati, pari a tre nuove città di Milano, è facilmente comprensibile come nei prossimi 30 mesi, il periodo transitorio individuato dalla norma, ci sarà una corsa a garantirsi il diritto di costruire.

Di tutt’altro aveva bisogno la Lombardia, anche alla luce dei recenti disastri ascrivibili proprio al dissesto idrogeologico e all’eccesso di urbanizzazione. Uno stop immediato a nuovo consumo di suolo e investimenti seri sulla rigenerazione urbana come volano per l’edilizia.

Questa maggioranza, invece, ha confezionato un bel regalo per la lobby del cemento, a danno dei lombardi, dell’agricoltura, dello stato di salute del nostro territorio e della qualità di vita di tutti.

Maltempo: in Lombardia allarme dissesto. Maroni cambi la legge sul consumo di suolo

esondazioneIeri la pioggia ha messo in ginocchio la Lombardia, facendo risuonare l’ennesimo campanello d’allarme sulla fragilità di molte parti del nostro territorio. C’è da chiedersi cosa aspetti ancora il presidente Maroni a prenderne atto e a imprimere una svolta netta alla legge sul consumo di suolo, nell’ottica di uno stop necessario e urgente alle nuove edificazioni.

Sono più di 900 i comuni della nostra regione che presentano un rischio idrogeologico. Fa specie che nel testo attualmente in discussione il tema non sia nemmeno sfiorato. E risulta davvero paradossale che nel Documento economico finanziario si rivendichino azioni a tutela del suolo agricolo e per l’azzeramento del suo consumo quando la legge che questa maggioranza ha proposto sta andando esattamente in direzione opposta.

Maroni e il centrodestra fanno come sempre un po’ di propaganda, confezionando una normativa inefficace rispetto agli scopi dichiarati e addirittura pericolosa. E intanto la Lombardia si ritrova sott’acqua. Non resta da auspicare che, almeno di fronte ai disastri di questi giorni, si cambi finalmente registro.

Consumo di suolo: la legge così non va

mangiasuoloLa legge che la maggioranza ci ha presentato ieri non riduce il consumo di suolo, mancando totalmente l’obiettivo per cui era nata.
Affrontare una riduzione del consumo di suolo è questione seria e urgente.

Questa legge rischia di essere sostanzialmente inutile e addirittura di incentivare l’urbanizzazione. Andrebbe riconsiderata in profondità. Ma almeno la maggioranza accetti di modificare il testo in alcuni punti, a partire da meccanismi di leva fiscale che favoriscano la rigenerazione penalizzando le nuove costruzioni e dall’esclusione dei terreni esterni al tessuto urbano consolidato.

C’è una settimana di tempo per lavorare in tal senso. Altrimenti ci si rivede martedì in Aula con i nostri oltre mille emendamenti.

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