don Stefano

Casa Mamre

Risorsa: questa è la voce che certamente userà l’amministrazione comunale pensando a questa struttura, per classificarla, catalogarla.
Per il comune, per Segrate centro, per tutta la città di Segrate, Casa Mamre sarà certamente una preziosa risorsa nella vasta e complessa area del socioculturale. Un’area nella quale sempre la domanda di prestazioni e servizi è costantemente superiore alla disponibilità, qui a Segrate e non solo a Segrate, anzi quasi dappertutto. Solo paesi di grande prosperità e contemporaneamente di grande sensibilità sociale come sono o furono alcuni stati del nord-Europa sembrano aver raggiunto la capacità di offrire servizi sociali e socioculturali sufficienti a rispondere alle esigenze delle loro popolazioni. Ma anche in queste nazioni di diffusa agiatezza ci viene raccontato che crescono le difficoltà nel far fronte alle vecchie e nuove povertà e criticità.
Segrate è in un’area di benessere nel quadro nazionale. Lo dicono alcune statistiche che ci pongono tra i comuni italiani a maggior reddito pro-capite. Eppure anche qui le risorse a disposizione sono sempre assolutamente insufficienti per fare fronte a molte richieste sociali. Non mi riferisco solo alle più drammatiche: la casa, il pasto quotidiano, il lavoro, l’assistenza alla persona, l’accoglienza di emergenza. Mi riferisco anche a un altro tipo di richieste meno urgenti ma sempre molto importanti: quelle che necessitano di uno spazio di ascolto oppure di luoghi dove stare insieme ad altre persone, dove coltivare interessi, dove trascorrere il tempo libero. Per questo tipo di richieste a Segrate c’è sicuramente molto: ci sono i nostri centri civici e soprattutto c’è la grande quantità di iniziative nel mondo del volontariato che assicura l’apertura di spazi e l’offerta di innumerevoli servizi.
Nell’area di volontariato sociale, il ruolo delle nostre parrocchie è da sempre grande e insostituibile. Penso al ruolo delle Caritas e alle molte iniziative di solidarietà e sostegno, penso all’oratorio domenicale ed estivo, al movimento terza età, all’Oftal, alle ACLI, alla disponibilità dei nostri parroci anche di fronte a richieste importanti e urgenti. C’è sempre chi, in un eccesso di laicismo, ci rimprovera di avere troppa attenzione alla collaborazione con il mondo cattolico rappresentato principalmente dalle parrocchie, ma non solo: ci sono le scuole d’infanzia, le associazioni. A queste critiche io rispondo che quello che la comunità segratese riceve dalle parrocchie e dal volontariato cattolico è veramente tanto, tantissimo, e in molti casi rappresenta un sostegno importante all’amministrazione locale nell’ambito dei servizi e delle prestazioni socioculturali.
Per questo, anche per questo, in qualità di sindaco, applaudo all’apertura di casa Mamre, di questo centro di servizi che riprende e estende quelli già pre-esistenti qui in parrocchia ed assicuro, anche in ragione di quello che ho qui brevemente detto, l’attenzione e il sostegno della amministrazione comunale, oltre che il mio personale.

Shalom don Stefano

Fare il sindaco, a Segrate in particolare, è un compito molto complicato, ma penso che fare il parroco lo sia ancora di più.

Ho la fortuna di essere amico di molti sacerdoti, tutte persone straordinarie, che ammiro, e mi sono reso conto di quanto sia impegnativa la loro missione di vita. Non solo sono, sorretti dalla fede, esempi di vita cristiana (e noi peccatori sappiamo quanto sia difficile seguire la retta via), ma se hanno ricevuto l’incarico di una parrocchia devono essere anche molto altro.

Don Stefano ha saputo comunicare il messaggio evangelico e ancor più ha saputo ascoltare, accogliere, insegnare. Come gli altri parroci ha dovuto essere anche un amministratore, organizzatore, interlocutore delle istituzioni. Come prevosto di Segrate ha avuto anche il compito di coordinare gli altri parroci cittadini. Don Stefano in questi tredici anni che ha dedicato alla nostra città ha fatto tutto questo con sorridente energia, con pacato convincimento. Ho per lui affetto e rispetto e sono grato per la simpatia di cui mi ha sempre onorato.

Il rilancio della festa di San Rocco e la straordinaria rivitalizzazione dell’oratorio estivo sono i fatti concreti e consolidati del suo entusiasmo pastorale. Il progetto della casa Mamre, che lascia da completare al suo successore, luogo di servizi e di accoglienza, è un segnale forte del suo coraggio e della sua cristiana determinazione. Soprattutto lascia una comunità che si raccoglie intorno alla parrocchia e un gruppo di animatori e operatori pastorali che in don Stefano hanno trovato una guida ammirevole e indimenticabile.

A don Stefano il mio plauso e il mio ringraziamento.

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