Eugenio Comincini

Il governo che ci aspetta

Bella serata ieri nella sede del PD promossa dal nuovo segretario Francesco Di Chio. Col neo senatore Eugenio Comincini che è stato per un decennio sindaco di Cernusco abbiamo parlato della complicata situazione politica di questi giorni.

Io ne ho parlato dal mio punto di vista di amministratore locale che si trova comunque a confrontarsi con aspettative della cittadinanza che non sono molto diverse da quelle con qui si confronta il senatore Comincini a Roma.

Ho espresso la mia preoccupazione che il nuovo governo Lega M5S, se si farà, non mantenga i difficili impegni di bilancio statale, rendendo così inutile la fatica immane che il PD ha fatto per portare l’Italia fuori dalla crisi.

Fatica che come abbiamo visto non solo non è stata premiata ma che ha segnato un pesantissimo calo di consensi. Questa non è una novità. In Italia, ma anche quasi dappertutto, la memoria degli elettori è molto corta.

La crisi del 2008 è sui libri di storia e vi resterà. Sono andato a rileggere i numeri di questa crisi. Tra il 2008 e il 2010 il commercio mondiale diminuì del 30%. La disoccupazione in Italia in quegli anni è raddoppiata, nel momento peggiore sono stati persi un milione di posti di lavoro. Il numero dei poveri è aumentato del 140%. In Italia tra il 2008 e il 2015 sono fallite 82.000 imprese e il picco dei fallimenti, 15.000 in un anno, non è stato all’inizio della crisi, è stato nel 2014, praticamente l’altro ieri.

In questa crisi il PD si è trovato a sostenere la gran parte del “lavoro sporco“: rimettere in ordine i conti, fare riforme di risanamento e quindi impopolari. Molto impopolari ma indispensabili per portare questo paese con i suoi enormi squilibri fuori dalla peggiore crisi economica degli ultimi decenni.

Dico questo con una preoccupazione che sento anche sulla mia pelle, sulla pelle di noi che stiamo amministrando Segrate.

Anche noi stiamo risanando i conti e non è per niente detto che questo venga percepito elettoralmente come un merito, anche se nelle elezioni comunali c’è una diversa attenzione ai risultati e alle persone.

E’ però evidente che con il bilancio tenuto “sotto tutela” dal piano decennale di risanamento dai debiti accumulati dalla precedente amministrazione, non è facile assicurare il benessere di tutta la comunità tutelando innanzitutto chi sta alla base della piramide sociale e ancor più chi è ai margini, a tutti i margini che la nostra società crea e mantiene.

Non è facile, e la cosa è resa più complicata dalle sfide che proprio in questo terreno vengono alla sinistra da parte delle nuove forze politiche oggi vincitrici.

Un esempio: il reddito di cittadinanza.

Il M5S proponendo il reddito di cittadinanza ha saputo far intravedere un sogno che è piaciuto e che ha fatto impallidire le proposte concrete, mirate e finanziabili come il reddito di inclusione messo in campo dal governo Gentiloni.

Da amministratore locale, di fronte alla sfida del “reddito di cittadinanza” la mia idea è questa: usare proprio questo termine in modo da annacquare il collegamento tra reddito di cittadinanza e M5S. Ne ho parlato il 14 aprile negli “stati generali della maggioranza” a Cascina Ovi, proponendo il reddito comunale di cittadinanza, che anticiperà, integrerà, affiancherà il reddito di inclusione oggi esistente o quello statale di cittadinanza che apparirà se e nella misura in cui l’eventuale nuovo governo troverà i finanziamenti per farlo. Il reddito comunale di cittadinanza lo sta già facendo il sindaco di Parma, Pizzarotti ed è un obiettivo verso il quale con l’assessore Barbara Bianco stiamo riflettendo e non da soli, ma in riflessione comune con la sindaca e la giunta di Peschiera Borromeo.

Un secondo tema che mi coinvolge come sindaco sul quale la sinistra viene messa in difficoltà è la sicurezza.

La destra ha saputo rendere invisa l’idea di stare dalla parte degli ultimi soprattutto dipingendo gli immigrati come un insieme di persone in gran parte pericolose, delinquenti e convincendo tutti, anche noi, che siamo deboli, indifesi, in pericolo, come siamo in pericolo costante e crescente di fronte a furti, rapine, truffe.

Parliamo di Segrate; i numeri dicono che furti, rapine e aggressioni negli ultimi anni sono state in costante diminuzione; ma la percezione di sicurezza non è aumentata, e non c’è dubbio che sarà anche qui a Segrate tra due anni uno dei temi forti del centrodestra.

Aumentare la sicurezza percepita è quindi uno degli obiettivi anche di un’amministrazione di sinistra.

Noi lo stiamo facendo con il piano della telesorveglianza oltre che con intese non semplici con le polizie locali dei comuni vicini per assicurare interventi sul territorio a 24H. Con una città che si sente sicura è certamente più facile fare accoglienza, aiutare tutti come ci impone l’art 3 della Costituzione che dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Proprio questo articolo della Costituzione ci ricorda che c’è un terzo tema (e qui mi fermo) sul quale una amministrazione di centrosinistra viene sfidata, ed è la tutela delle minoranze socio-familiari sulle quali gli ultimi governi si sono spesi, con difficoltà.

Anche su questo aspetto le amministrazioni di centrosinistra si trovano in concorrenza, si trovano addirittura a essere superate: penso alla recente decisione, forse una forzatura, di cui si è assunta la responsabilità la sindaca M5S di Torino, Chiara Appendino, a fronte di una complessa registrazione in materia di stato civile (un bambino con due mamme).

Sento dire in continuazione che destra e sinistra sono due termini superati, che risalgono al secolo scorso. Non è vero.

Essere solidali con chi ci sta vicino e con chi è più lontano, salvaguardare l’ambiente e il territorio anche se rappresenta un costo e un limite allo sviluppo, preferire le frontiere aperte anziché i muri e le barriere, tutelare la base sociale chiedendo solidarietà a chi sta meglio, avere attenzione per gli emarginati, le minoranze, gli ultimi. Avere tutto questo come linea guida, sempre, vuol dire essere di sinistra, a Roma come a Segrate.

Ora sì è giunta l’ora di cambiare

uaIeri sera in Largo Carabinieri d’Italia a Segrate centro abbiamo tagliato il traguardo del viaggio in camper tra le frazioni, completando la quattordicesima tappa in vista delle elezioni comunali di questa domenica 31 maggio.

In occasione della festa di chiusura della campagna elettorale al mio fianco c’erano gli 84 aspiranti al consiglio comunale delle quattro liste e moltissimi amici, tra questi il meteorologo segratese Andrea Giuliacci, Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio e vicesindaco della Città Metropolitana, Patrizia Toia, europarlamentare del PD, la deputata Lia Quartapelle, Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Partito Democratico e Umberto Ambrosoli, avvocato milanese e leader dell’opposizione in Regione e del Patto Civico.

Quando più di due mesi fa abbiamo deciso di partire per questo viaggio, quando abbiamo deciso di cambiare Segrate, di portare facce e sentimenti nuovi nella nostra città dopo vent’anni di amministrazione di centrodestra, abbiamo detto: “Faremo la più bella campagna elettorale mai vista a Segrate“. Adesso che siamo qui a concluderla, non tocca a noi dire se ci siamo riusciti, ma posso testimoniare che abbiamo incontrato e ascoltato tantissime persone innamorate di Segrate, respirando quella voglia di partecipazione addormentata da troppo tempo. Attraversando i quartieri abbiamo raccontato qual è la nostra visione presente e futura della città: attenta ai giovani, agli anziani e alle persone più deboli. Una città più sicura, dinamica, amica dell’ambiente, ghiotta di cultura e innovazione e che sappia aggregare le persone tramite lo sport, le scuole e l’associazionismo.

Fatemi dire grazie alla grande e stupenda squadra degli 84 candidati che mi ha sostenuto in questa candidatura, accompagnandomi in questa corsa e dandomi la sicurezza che potrò amministrare la mia città sorretto da persone affidabili, capaci, che vogliono bene a Segrate. Persone che hanno deciso con me che è giunta l’ora di cambiare.

Ora sì! Ora si può cambiare!

L’ultima tappa della campagna elettorale

camper

È tutto pronto per la serata di chiusura della campagna elettorale della nostra coalizione!

L’appuntamento è per domani, giovedì 28 maggio, alle ore 19 in piazza San Francesco a Segrate centro. Al mio fianco ci saranno Andrea Giuliacci, meteorologo segratese e moderatore dell’incontro, Umberto Ambrosoli, leader dell’opposizione in Regione, Patrizia Toia, europarlamentare del Partito Democratico, Eugenio Comincini, vicesindaco della Città Metropolitana, Pietro Bussolati, segretario metropolitano del PD, Lia Quartapelle, deputata del PD, i miei amici consiglieri regionali del Patto Civico Lucia Castellano, Roberto Bruni, Michele Busi e gli 84 candidati al consiglio comunale delle quattro liste che compongono la coalizione.

Intanto ieri sera a Rovagnasco, a oltre un mese dalla prima data, si è svolta l’undicesima e ultima tappa del viaggio in camper della coalizione tra i quartieri di Segrate. Insieme a me, per parlare di politiche giovanili e Città Metropolitana, c’era un gran bel poker di primi cittadini: Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Navigllio, Antonio Brescianini, sindaco di Vimodrone, Roberto Maviglia, sindaco di Cassano d’Adda e Michela Palestra, sindaco di Arese.

«Ma chi te lo fa fare?» è stata la domanda ricorrente che i quattro sindaci simpaticamente mi hanno rivolto dal momento che in caso di elezione dovrò rinunciare all’incarico di consigliere regionale. «Perché amministrare oggi una città è un impegno molto complicato – mi hanno raccontato-. Ci vogliono grande impegno, coraggio, dedizione e spirito di servizio fuori dal comune. Ma la realizzazione di progetti e idee per la propria comunità poi ripaga dei momenti difficili».

Parole d’ordine da parte di tutti e quattro i primi cittadini: ascolto, trasparenza e legalità. Tutte e tre ben presenti nel nostro dizionario politico. Oggi le persone chiedono agli amministratori che il Municipio diventi una casa di vetro senza segreti e sbarramenti all’ingresso. A Segrate bisogna ripartire da qui. E noi lo faremo.

Con Comincini vicesindac​o della Città Metropolit​ana la Martesana è più forte

Eugenio CominciniSono soddisfatto e felice per la nomina di Eugenio Comincini a vicesindaco della Città Metropolitana, una scelta fatta oggi dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che assolutamente approvo e che sostengo.

A Comincini, con cui in questi ultimi anni ho condiviso l’impegno e la passione politica, va il mio in bocca al lupo per questa nuova e stimolante avventura.

Sono certo che farà molto bene e che il suo nuovo incarico sarà un punto di forza e un valore aggiunto anche per l’intera area della Martesana, un territorio ricco di risorse e fondamentale per la sua vicinanza a Milano che così potrà essere ulteriormente valorizzato proprio in ottica della Città Metropolitana.

Come gli è stato riconosciuto anche da Regione Lombardia, che gli ha attribuito il premio per la Buona Politica, Eugenio, in qualità di primo cittadino, ha fatto e sta facendo cose egregie per Cernusco. È un bene allora che la sua esperienza e competenza varchino i confini della città, mettendosi al servizio di tutti gli abitanti del milanese.

Sanità in Martesana

sanitaConcordo con le riflessioni del sindaco Comincini: domande sul futuro dei piccoli ospedali dobbiamo porcele. Occorre, di questo parla Comincini, rivedere la rete ospedaliera della Martesana.

Concordo con lui soprattutto sulla opportunità di dar luogo fin d’ora ad una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi, cioè la difesa ad oltranza delle realtà “sotto casa” ma tenendo conto delle esigenze della gente.

Il quadro della sanità sta cambiando e cambierà; si accorciano, ad esempio, i tempi di alcuni ricoveri, ma aumentano i casi di malattie invalidanti o legate all’invecchiamento. Si fa strada la telemedicina e migliora la possibilità di intervenire per tempo sui malori acuti, come quelli cardiocircolatori.

Sono gli stessi fautori della legge 31 che dicono che è superata e in Regione è iniziato il dibattito per la sua revisione. C’è una attenzione critica sulle difficoltà incontrate dai cittadini nelle cure primarie (cure domiciliari, l’assistenza di medicina generale, l’assistenza pediatrica e consultoriale, le prestazioni di specialistica ambulatoriale, le dimissioni protette, i servizi rivolti agli anziani e ai disabili adulti) che non sono integrate nei piccoli presidi.

Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana, il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. La nostra Martesana, sotto l’aspetto dei trasporti sta vivendo la rivoluzione TEM/Brebremi. Ciò che ne verrà è stato studiato e previsto, ma andrà anche verificato nei fatti. Quali saranno i risultati, quanto tempo ci vorrà perché un infartuato o una partoriente, un bambino che è caduto in bicicletta o un anziano che ha bisogno di particolari accertamenti o riabilitazioni raggiungano per tempo la struttura sanitaria per le cure cui hanno diritto?

Riusciamo oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono sulla Martesana o a Milano sono adeguate alle esigenze di chi vive a Cernusco o a Segrate, a Rodano o a Pessano?

E ancora, pensando allo sportello di accettazione e prenotazioni che l’Ospedale San Raffaele ha aperto presso gli uffici del Comune di Segrate, mi chiedo: è possibile incentivare la collaborazione tra pubblico e privato nella sanità come negli altri servizi (asili nido, scuole..)?

Questa è la bella sfida che Comincini ha lanciato e sulla quale dobbiamo tutti insieme riflettere e lavorare.

Buona politica: perché il consiglio regionale ha premiato Cernusco sul Naviglio

micheli-marchetti-cattaneo-cominciniUn Pgt elaborato per la gente e dalla gente e una città oggi a misura dei suoi residenti. Cernusco sul Naviglio, realtà di 32mila abitanti dell’hinterland Est milanese guidata dal 2007 da una giunta di centrosinistra, torna a far parlare di sé per le buone politiche adottate dai suoi amministratori locali. Ieri mattina il riconoscimento per il lavoro svolto è arrivato dalla Regione Lombardia. Il presidente Raffaele Cattaneo e Umberto Ambrosoli, in apertura di seduta di Consiglio regionale, hanno consegnato nelle mani del sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini, il premio “Buona Politica” motivandolo con «l’impegno per la tutela del territorio comunale e per aver favorito la partecipazione attiva dei cittadini».

Sono contento che il Presidente Cattaneo abbia accolto questo suggerimento. In particolare per la motivazione data, ovvero il contenimento del consumo di suolo che nel caso di Cernusco è pari a zero. Per un comune l’attenzione a questo argomento non è semplicemente un tema ecologico, di rispetto per il territorio, per ciò che rimane di terra agricola fertile, ma, come conferma l’esempio di Cernusco, è una dimostrazione di realismo e di una buona previdente amministrazione. Realismo perché gli amministratori cernuschesi hanno pensato alla difesa del proprio territorio senza inseguire improbabili espansioni urbanistiche e di popolazione. Buona previdente amministrazione, e lasciatemi aggiungere anche faticosa, perché evitando le conseguenze della crisi che ha colpito anche l’edilizia il Comune di Cernusco ha voluto costruire un bilancio sostenibile senza rincorrere gli introiti degli oneri di urbanizzazione.

Nel dettaglio, il Pgt di Cernusco ha ridotto del 40% il consumo di suolo previsto dai residui del Prg precedente e della stessa quota le possibilità espansive delle costruzioni esistenti, impedendo ad esempio che villettine unifamiliari si trasformino in palazzine di molti appartamenti. Non solo. Dal 2008 su questa sponda del naviglio Martesana si può costruire solo in classe “A” e “B” e un ampio capitolo è stato dedicato all’agricoltura locale con 610mila metri quadrati di aree verdi di proprietà comunale messi a disposizione degli agricoltori locali affinché vengano coltivati con criteri di bioagricoltura.

Il “sistema” Cernusco, come spiegato in aula dal sindaco Comincini, potrebbe essere esportato promuovendo normative ad hoc: «Se questo Consiglio regionale, avendo deciso di valorizzare le esperienze di buona politica affinché queste testimonianze diventino patrimonio comune e contribuiscano a rinsaldare il legame tra i cittadini e le Istituzioni, vorrà con coraggio procedere sulla strada di elaborare nuove leggi che vadano nella direzione di una maggiore tutela del territorio e dell’ambiente, sappia che troverà certamente il consenso della gente che ormai da tempo ha sviluppato una forte attenzione a questi temi. Il percorso non è semplice, ma, come diceva Mao, “le lunghe marce cominciano dai primi passi».

Il premio regionale “Buona politica” ad Eugenio Comincini, Sindaco di Cernusco sul Naviglio

Eugenio CominciniLa proroga approvata in Senato di due anni per l’utilizzo da parte dei Comuni degli oneri derivanti dalle trasformazioni urbanistiche per la spesa corrente invece che per strade e servizi pubblici è un brutto infortunio. Ed è l’ennesima dimostrazione che la battaglia che porto avanti anche in Regione Lombardia contro il consumo del suolo indiscriminato resta una priorità.

Secondo Legambiente la decisione presa dal nuovo Parlamento ci farà assistere ancora a trattative e scambi tra sindaci e costruttori e alla realizzazione di nuovi palazzi in cambio di risorse utilizzate per pagare gli stipendi e tenere aperti i servizi comunali. Un ragionamento che incentiva il consumo di nuovo suolo senza garantire i servizi essenziali alle periferie.

Trovo incredibile che da una parte si rassicurino i cittadini di voler contenere il consumo di suolo agricolo e dall’altra, con una misura inserita nel decreto sblocca debiti delle amministrazioni pubbliche, si presti il fianco a lobby e speculatori. Sono allibito e faccio appello affinché tutti i parlamentari che hanno a cuore il nostro Paese e il suo territorio dicano no a questa pessima decisione e la fermino nel passaggio che il decreto avrà alla Camera. Solo in Lombardia negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 140mila metri quadrati, ovvero l’equivalente di circa 20 campi di calcio al giorno per un totale di quasi 5mila ettari l’anno coperti da cemento ed asfalto, distrutti dall’edilizia residenziale e commerciale, da strade, impianti industriali, centri commerciali e capannoni o comunque urbanizzati: terra che non tornerà più, poiché è quasi impossibile che un terreno edificato possa tornare fertile.

Una misura che umilia soprattutto le amministrazioni virtuose che hanno deciso di dire no al cemento. È il caso del Comune di Cernusco sul Naviglio, cittadina di oltre 30mila abitanti nell’Est Milano, che nell’ottobre del 2010 ha approvato un Pgt che non prevede consumo del suolo. Per questo martedì prossimo 11 giugno in apertura di Consiglio Regionale il presidente Raffaele Cattaneo, su mia segnalazione, consegnerà il Premio “Buona politica” al Sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini.

Con Umberto Ambrosoli e Matteo Renzi

ambrosoli renziLa traccia del mio intervento di ieri mattina, dal palco dell’Auditorium Sala Levi presso il Centro Universitario in Via Valvassori Peroni a Milano con Umberto Ambrosoli, Matteo Renzi e Pietro Bussolati.

IN POLITICA PER PGT/CONSUMO DI SUOLO LOMBARDIA

Mi chiamo Paolo Micheli. Sono in politica da tre anni e l’ho fatto perché ero arrabbiato. Ero arrabbiato perché nel mio comune la maggioranza che c’era (e che c’è ancora) voleva rendere edificabili gli ultimi terreni agricoli che erano rimasti, l’ultimo kmq sui 17 del territorio comunale.

Insieme a un po’ di amici abbiamo presentato una lista civica che aveva nel programma, come cosa più importante, fermare il consumo di territorio; abbiamo partecipato alle elezioni nel 2010 e in due siamo entrati in consiglio comunale.

Oggi sono ancora più arrabbiato, perché nonostante un impegno ininterrotto (abbiamo presentato proposte di delibere, di mozioni, di emendamenti; abbiamo raccolto firme, fatto cortei e manifestazioni), la maggioranza in comune ha votato un Piano di Governo del Territorio che prevede di costruire su tutti gli ultimi terreni agricoli, prevede di costruire migliaia di appartamenti per una valore totale di un miliardo di euro, prevede di portare la popolazione del mio comune da 34.000 a 56.000 abitanti. Una follia, con tutte le case invendute che ci sono in giro. Una follia anche perché la Lombardia sta consumando da anni il proprio preziosissimo terreno agricolo al ritmo di dieci campi di calcio al giorno, tutti i giorni, tutti gli anni. Una follia inarrestabile perché la legge urbanistica regionale lo permette.

PRIMARIE RENZI

Verso la fine dell’anno scorso, quando ci sono state le primarie del centrosinistra, trainato dal grande entusiasmo di Eugenio Comincini, Anna Scavuzzo e Giorgio Gori, ho sostenuto Matteo Renzi che da tempo avevo imparato ad apprezzare perché è stato uno scout come me, per come fa politica, compreso il fatto che nella città di cui è sindaco, Firenze, ha bloccato il consumo di suolo e l’ho apprezzato ancora di più dopo le primarie, quando da vero scout, ha lealmente mantenuto tutti gli impegni che aveva preso.

IN LISTA CON AMBROSOLI

Dopo aver sostenuto Renzi è stato assolutamente naturale sostenere Umberto Ambrosoli dapprima nelle primarie regionali ed ora nel suo coraggioso tentativo di portare alla guida della Regione Lombardia un governo pulito dopo la lunga palude formigoniana. Ed è stato per me un onore essere stato inserito nella sua Lista Ambrosoli qui in provincia di Milano.

PROGRAMMA AMBROSOLI

Sono molto contento di avere avuto questa possibilità e spero di andare in Regione a sostenere il programma di Ambrosoli e sto parlando di viabilità, di trasporti, di sanità, di assoluto contenimento del consumo di suolo ed in particolare, e riguarda molto noi giovani, di lavoro, di incentivi alla produttività e alla ricerca che significa sostegno all’imprenditoria, soprattutto alla nuova imprenditoria, quella giovanile.

Su questo un aspetto concreto: puntare a un miglior utilizzo dei fondi europei che in Regione Lombardia sono già utilizzati meglio che altrove, ma sui quali si può, si deve fare meglio, utilizzarli per intero con maggior trasparenza, incentivando l’assistenza dello sportello regionale che consenta a tutti, specialmente alle nuove imprese, alle start up, di partecipare, di usufruirne.

LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE

Da un mese sto facendo campagna elettorale e vado in giro per la provincia, vado nei mercati, davanti alle scuole, davanti alle chiese, nelle piazze, dovunque posso incontrare gente.

A tanta gente per esempio ho spiegato come si vota. Che ci sono tre schede, quella gialla per il Senato e quella rosa per la Camera dove si può solo fare la croce sul partito. Mentre io sono candidato alla regione, che è la scheda colore VERDE. Alla regione si può votare il candidato presidente (AMBROSOLI), si può votare anche una lista e di fianco alla lista votata si può mettere il cognome di un candidato consigliere di quella lista. Insomma ho fatto anche un po’ di informazione pratica sul voto.

Tanta gente mi ha dato retta, ha preso i miei volantini, si è fermata a parlare con me. Ma ho incontrato molta gente arrabbiata e delusa, soprattutto giovani. Tanti mi hanno detto: “Basta con la politica, siete tutti uguali” e se ne sono andati via voltandomi le spalle.

Sono riuscito a far cambiare atteggiamento ad arrabbiati di ogni età anche quando ho spiegato che un politico, un aspirante politico può decidere di essere trasparente, per esempio rendendo pubblica la propria situazione economica, le presenze in consiglio, le indennità, come io ho fatto dal 2010, l’unico nel mio comune dove non era ancora obbligatorio.

La trasparenza nella pubblica amministrazione, che Ambrosoli ha messo agli inizi del proprio programma, ha una ricetta semplice: mettere in rete ogni spesa della pubblica amministrazione. Ogni acquisto, appalto, incarico, ogni euro destinato agli amministratori per indennità, spese, tutto deve essere reso pubblico, subito. Una modalità che genera una immediata maggiore attenzione alla qualità della spesa oltre che un segno di rispetto verso chi quei soldi li versa, pagando le tasse.

TAGLIO COMPENSI CONSIGLIERI

Un ultima cosa: Umberto Ambrosoli, il mio candidato presidente alla regione Lombardia, ha deciso che il rispetto dovuto alle famiglie che soffrono la crisi si trasformerà subito in una drastica riduzione della indennità dei consiglieri. Ai candidati della “sua” lista Patto Civico ha chiesto di rinunciare ad ogni forma di rimborso aggiuntivo. Ci siamo impegnati tutti.

Un altro segno di rispetto verso gli elettori, doveroso soprattutto oggi in questo tempo di grave crisi economica.

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