Expo 2015

Il mio sostegno a Beppe Sala

salaMilano DEVE restare al centro sinistra: nella città culla della Lega e del berlusconismo deve continuare l’esperienza di tutela del territorio, della salute, della mobilità sostenibile del quinquennio Pisapia.

Il modo migliore perché tutto questo non venne vanificato è presentare una coalizione guidata dall’uomo Expo, da Beppe Sala.

Un manager prestato alla politica, un uomo vincente che tra mille difficoltà si è fatto carico della gestione di un evento, Expo Milano 2015, che moltissimi avevano decretato sarebbe stato un disastro.

Invece Sala con mano ferma ha guidato Expo verso un successo strepitoso, facendola diventare il simbolo del rilancio dell’Italia e soprattutto dell’immagine di Milano in Europa e nel mondo.

Il successo di Expo, che ha richiesto capacità non solo gestionali ma anche relazionali e di comunicazione, ha dimostrato che Sala ha le capacità per governare Milano e la Città Metropolitana, con le sue complessità ma anche con le sue enormi potenzialità.

Le primarie di questo fine settimana sono il primo passo: forza Beppe!

Maroni ricordi l’impegno a contenere i voli e a non protrarre la liberalizzazione oltre Expo

linateE’ passato poco più di un mese e già si vedono i primi effetti negativi del Decreto Lupi. I primi dati segnalano un calo del 3% dei passeggeri in transito a Malpensa e lo spostamento di varie compagnie su Linate.

A Maroni voglio ricordare che il Consiglio, approvando una mia mozione, gli ha chiesto che si torni a puntare sulla valorizzazione dello scalo varesino anche attraverso il contenimento dei voli sul city airport milanese. Ci aspettiamo azioni conseguenti all’impegno assunto.

Gli aerei in decollo da Linate passano sulle abitazioni dell’hinterland milanese, con tutti i problemi di rumore e inquinamento atmosferico che facilmente si possono immaginare.

Se un potenziamento del Forlanini può avere senso in vista di Expo, occorre comunque attivarsi per limitare al minimo i possibili danni e soprattutto per fare in modo che questa situazione non si protragga oltre la chiusura dell’esposizione universale.

Rimbocchiamoci le maniche affinché Expo 2015 Milano non sia una grande sagra di paese

Non è difficile – e sarà capitato a tutti voi – nei discorsi occasionali su Expo 2015, da quelli tra amici a quelli istituzionali, di trovarsi costretti a registrare sentimenti e opinioni che vanno dalla delusione alla irrisione. È vero, ci sono anche sentimenti “positivi”, ma delusione e irrisione sono quelli che accompagnano sempre più l’idea dell’Esposizione Universale come occasione per dimostrare l’efficienza lombarda e rilanciare cultura, economia, società.

Chi aveva riposto speranze di lavoro e ripresa di attività ne parla già al passato, come di una ‘grande sagra’ che si è organizzata alla bell’e meglio, ma che nella migliore delle ipotesi lascerà le cose come stanno, senza cambiare granché.

C’era bisogno di una visione unificante attorno a Expo.

Invece, il dibattito è stato monopolizzato dalla più piatta routine e dalla piccineria delle beghe interne alle diverse componenti partitiche, che si misurano non sulla Storia ma sull’attaccamento alle poltrone. Ecco cos’è successo.

Eppure siamo in tempo per cambiare verso. La prima cosa da fare subito è uscire dalla propaganda tranquillizzante e calarci nella verità. Siamo un territorio che da secoli dimostra di essere capace di rimboccarsi le maniche: non neghiamo l’esigenza di farlo anche in questo momento, non diciamo le cose a metà, non diamo false rassicurazioni; facciamo i conti con la realtà di ritardi accumulati e improvvisazione nelle responsabilità di questa Regione.

Rimbocchiamoci le maniche, per non trattare questa esposizione come una grande sagra di paese, dove confusione e disservizi facciano parte della tradizione.

No all’aument​o dei voli oltre Expo

linateIntervenire sul Governo affinché siano evitate ulteriori decisioni calate dall’alto e si torni a puntare sulla valorizzazione di Malpensa, anche attraverso il contenimento dei voli su Linate.

Questo, in sintesi, è il senso della mozione che ho presentato martedì pomeriggio in Consiglio Regionale, approvata con un solo voto contrario.

Sappiamo tutti che un aeroporto come quello di Linate è innanzitutto un servizio primario e una risorsa. E’ una risorsa anche occupazionale per il territorio. Quando fu potenziata Malpensa e con il trasferimento di servizi e quindi di personale, vi furono, ad esempio per i dipendenti SEA grossi problemi, cassa integrazione e altro.

Linate è un aeroporto cittadino ed è quindi sotto molti aspetti una comodità. In vista dell’Expo che, ricordiamolo, inizia tra sei mesi, il potenziamento di Linate è del tutto logico. Il sito dell’Expo è quasi equidistante dai due aeroporti milanesi, Linate e Malpensa, come tempo di spostamento in auto; Malpensa è molto più agevole per chi userà i mezzi pubblici per raggiungere immediatamente l’Expo ma ci auguriamo, come certamente accadrà, che i visitatori dell’Expo si fermeranno a esplorare, conoscere, gustare le bellezze naturali e artistiche della nostra regione e tutte le declinazioni del made in Italy e del made in Lombardia.

Perciò nessuna opposizione a qualche sacrificio per il successo dell’Expo.

Tuttavia Linate, come abbiamo detto, è un aeroporto cittadino, che vuol dire proprio che gli aerei in decollo passano appena sopra le abitazioni di Novegro che è proprio a ridosso dell’aerostazione e, superata la ferrovia, passano sopra Redecesio per poi seguire i vari corridoi di rotta che tante volte sono stati cambiati per diluire per quanto possibile il disagio del rumore, che si avverte subito e dell’inquinamento atmosferico che va ad aumentare quello prodotto a terra. I comuni maggiormente coinvolti sono Segrate, Pioltello, Vimodrone, Cernusco, Cologno oltre alla fascia est di Milano e ovviamente S.Donato Milanese che fa, come dire, il pieno degli atterraggi.

I problemi di questa convivenza con l’aeroporto sono immagino a tutti ben noti e chiari.

L’inquinamento sonoro. Ultimamente un gruppo di abitanti della frazione di Redecesio ha dato vita a una richiesta di danni collettiva contro la SEA per ottenere ampi rimborsi ai danni fisici, principalmente sordità, psicologici e materiali, cioè la necessità di insonorizzare meglio che altrove le abitazioni.

L’inquinamento dell’aria. I turboreattori che muovono gli aerei bruciano cherosene ed emettono quantità rilevanti di residui d’idrocarburi, ossidi di zolfo, particolato… Non so se lo avete notato, ma gli aerei non sono dotati da marmitte catalitica; ci sono diverse valutazioni ma penso si possa affermare che un aereo, specie al decollo, inquina quanto qualche migliaio di auto catalizzate.

Rischio sicurezza. L’8 ottobre scorso è stato il 13^ anniversario della strage di Linate, 118 morti. Un MD87della compagnia scandinava SAS fu urtato da un piccolo aereo Cesna e si schiantò contro un capannone deposito bagagli. L’abitato di Novegro era, in linea d’aria, 300 metri più avanti.

Questo per dire che ci sono concreti motivi per cui chi abita nella vicinanza di un aeroporto si preoccupa dell’aumento di traffico.

L’aumento di movimenti aerei, come dice la mozione, è stato autorizzato da un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che del 1 ottobre scorso che, facendo riferimento a Expo 2015, abroga precedenti limitazioni al numero giornaliero e agli scali di destinazione o provenienza lasciando come limite la “definita capacità operativa dello scale di Linate“.

Ed è qui che ci preoccupiamo davvero.

Perché andando a leggere la Decisione della Commissione Europea del 21 dicembre 2000 sulle Norme italiane sulla ripartizione del traffico all’interno del sistema aeroportuale di Milano, al titolo VIII, art. 34, c’è scritto che la capacità fisica teorica massima dell’aeroporto di Linate è di 32 movimenti l’ora. Attualmente il limite è 18 in quanto la capacità aerea complessiva del sistema milanese (Malpensa, Linate, Orio al Serio) è fissato in 120 movimenti l’ora e ne sono stati assegnati 70 a Malpensa, 32 a Orio al Serio e solo i 18 rimanenti a Linate.

Una decisione del 2001 che mi sembra più politica che tecnica. Una decisione che può quindi facilmente cambiare, sottraendo capacità di movimenti, ad esempio proprio a Malpensa, l’aeroporto sul cui rilancio tutta la Lombardia conta decisamente.

Per questo il Consiglio Regionale ha votato quasi all’unanimità la mia mozione che dice no all’aumento dei voli da Linate oltre Expo.

Si limiti il Decreto Lupi al periodo dell’Expo

linateVerrà discussa domani in Consiglio Regionale la nostra mozione che invita la giunta Maroni a intervenire affinché l’effetto del Decreto Lupi, che incrementa i passeggeri e i voli in transito a Linate a discapito di Malpensa, sia limitato al solo periodo di Expo 2015.

Con il Decreto del primo ottobre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha di fatto introdotto un’ampia liberalizzazione del numero di voli in transito dall’aeroporto di Linate, in quanto ha lasciato come unico limite la capacità operativa dello scalo, indicata in 18 movimenti orari, abrogando tutti i limiti stabiliti in precedenza. Considerato che, nonostante le assicurazioni del ministro, già due compagnie aeree hanno annunciato lo spostamento di otto voli al giorno da Malpensa a Linate, valutato in circa 500mila passeggeri l’anno, e che il Decreto fa riferimento all’imminente inizio di Expo 2015 senza porre limiti all’intervento di deregulation, chiediamo che vengano posti dei vincoli temporali. Malpensa, nell’ultimo decennio, ha già perso oltre il 35% dei passeggeri in transito e necessita quindi di iniziative politiche governative che lo rilancino piuttosto di interventi normativi che lo danneggino.

Ci preoccupano agli effetti che il Decreto avrà sulla popolazione che da anni convive con rumore e smog prodotto dai velivoli in partenza dal Forlanini: Linate si trova all’interno di una zona densamente abitata e negli anni vi sono stati ripetuti interventi di ridistribuzione delle rotte in decollo, da collegarsi alle richieste pressanti degli abitanti di riduzione dell’inquinamento acustico e più in generale del numero dei sorvoli.

Sui marò il centrodestra va in frantumi

maroIeri abbiamo raccolto i cocci lasciati nell’aula del Consiglio regionale dalla maggioranza di centrodestra, frantumatasi sulla mozione per i due marò che la stessa maggioranza aveva presentato.

Ancora una volta abbiamo assistito alla strumentalità di posizioni che volevano essere di principio ma poi si sono sfarinate nella contrapposizione interna al Centrodestra, il quale non è riuscito neppure ad unirsi nel nome dei due marò. Il Nuovo Centrodestra (NCD) ha fatto mancare per tre volte il numero legale, in aperta polemica con l’atteggiamento oltranzista di Forza Italia (FI), la quale non solo chiedeva l’espulsione dell’India dai padiglioni dell’EXPO, ma ha rifiutato anche l’offerta dell’opposizione di una mozione condivisa.

Sarebbe stata l’occasione per impegnare la Regione Lombardia ad attivarsi affinchè la diplomazia e la politica trovino con intelligenza ed urgenza il contesto necessario per una soluzione equa e ragionevole a questo disgraziato incidente, riportando a casa i due nostri sottufficiali di marina, Girone e La Torre!

Ma i ristretti calcoli elettoralistici di partito ancora una volta hanno impedito all’Aula del Consiglio regionale di volare alto, con posizioni politiche unitarie condivise.

Viabilità speciale in tempo per l’Expo? Scordiamocela.

westfieldIl Westfield Milan, se verrà realizzato su 600.000 mq della ex-dogana, potrebbe essere il secondo, per grandezza, centro commerciale d’Europa: 130.000 mq di strutture di vendita con parcheggi per 14.200 posti macchina. La mega iniziativa immobiliare prevede la realizzazione della tangenzialina finale della Cassanese prevista per l’accesso al centro commerciale e anche, o soprattutto, per togliere dal centro abitato di Segrate il traffico di transito, prossimamente incrementato dal completamento della Brebemi.

Attualmente, diciamolo chiaro, tutto questo mega progetto è fermo e giorno dopo giorno aumentano le probabilità che sia destinato a fallire, per quanto sia collegato alla realizzazione dei raccordi di completamento della Brebemi a sua volta indicata dal DPCM 6.5.2013 come opera connessa all’Expo 2015. E’ appunto la scadenza dell’Expo il punto di crisi del progetto. Mancano 16 mesi all’inaugurazione e la tangenzialina della Cassanese che consentirà l’accesso al centro commerciale è ancora ferma.

E’ ferma soprattutto nel tratto dallo svincolo di Lambrate all’area ex dogana, che deve essere realizzato dalla Serravalle spa. Il progetto fu inviato dalla Provincia a Roma nel maggio del 2012, ma la delibera del Cipe che ha dato via libera al completamento del finanziamento risale all’agosto scorso, è stata firmata dal Presidente Letta solo il 14 ottobre ed è ancora sotto l’esame della Corte dei Conti, alla quale è stata rimandata l’8 novembre con una documentazione aggiuntiva richiesta dalla Corte stessa.

Una brutta storia italiana di lentezza burocratica.

Dicono che in Cina costruiscono in due anni una intera nuova città. Ma se non passiamo tutto in mano ai cinesi o speriamo in un miracolo italiano la tangenzialina ce la possiamo scordare, sicuramente per il completamento della Brebemi e da connesso allargamento della Cassanese da Melzo a Segrate.

Anche perché è fermo il tratto Serravalle, ma sono fermi o quasi gli altri due tratti, quello all’interno della ex dogana (a carico del centro commerciale) e soprattutto quello dalla ex dogana a Pioltello, il più complicato e costoso, finanziato in parte da Westfield e in parte da Ragione, Provincia e Comune.

Il problema è: come reagiranno gli australiani a questi ritardi? Cosa succederà se dovessero mollare?

Venti anni di amministrazione di centro destra ci lasciano questo in eredità: un territorio completamente urbanizzato, cantieri incompiuti, progetti immobiliari fallimentari e il traffico della Brebemi a due metri dalle nostre case.

E il conto da pagare.

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